domenica 20 dicembre 2020
A Baiardo i giovani presentatisi vennero in parte fucilati ed in parte inviati in Germania
giovedì 17 dicembre 2020
Consistenza delle forze nazifasciste nel ponente ligure al 24 marzo 1945
| Una vista dalla collina della Cipressa sino ad Imperia e a Capo Berta |
| Pontedassio (IM): strada statale n° 28 del Col di Nava |
24 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 110, al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Riportava quanto già reso noto con proprio documento prot. n° 1/85 del 10 marzo 1945 per quanto riguardava le forze tedesche che presidiavano la zona. Aggiungeva:
"Oggetto: Dislocazione delle forze tedesche e fasciste.
Fascia costiera:
24° divisione tedesca “Renana” (su 3 reggimenti);
107° reggimento che presidia da Ventimiglia a Sanremo;
203° reggimento che presidia da Sanremo a Imperia;
80° reggimento che presidia da Imperia ad Albenga:
Di questo ultimo, un battaglione è schierato tra Albenga e Alassio con una forza di quattro compagnie. Altro battaglione denominato “Winter”, anch’esso su quattro compagnie, è schierato da Alassio fino a Imperia. Ciascun battaglione ha un seguito di artiglieria, flak, mortai, panzerfaust.
Brigata Nera:
I compagnia - tra Cervo (posto di blocco) e San Lorenzo;
II compagnia - tra San Lorenzo e Sanremo;
III compagnia - tra Ospedaletti e Ventimiglia.
Ogni compagnia ha un organico di circa 105 uomini ed è suddivisa in squadra e plotoni. Ogni squadra ha a disposizione un mitra, ogni plotone una mitragliatrice pesante. Armamento individuale: moschetto 91 T.S (tipo cavalleria).
Battaglione di bersaglieri:
Compagnia comando a Bordighera.
3 compagnie dislocate al fronte tra Ventimiglia-Latte ed il Grammondo.
2 compagnie in copertura (riposo) tra San Lorenzo e Riva Santo Stefano.
Armamento come quello della brigata nera. Ogni compagnia dispone di 5 mortai.
Guardia Nazionale Repubblicana:
una compagnia - tra Ventimiglia e Sanremo;
una compagnia - tra Sanremo e Imperia;
una compagnia - ad Imperia addetta all’ordine pubblico;
una compagnia - ad Imperia, come compagnia provinciale dell’esercito.
Armamento come le precedenti. Organico sui 105 uomini.
Dislocamento delle truppe nemiche nel retroterra:
- Pieve di Teco: dai 250 ai 300 tedeschi. Quartier generale nella Villa “Faravelli” a Nava
- Muzio: circa 30 tedeschi pionieri per la riattivazione del ponte di Vessalico
- Cesio: circa 40 tedeschi. Continuano i lavori per la costruzione di camminamenti e trincee nonché postazioni anticarro. Colle San Bartolomeo sorvegliato.
- Chiusanavecchia: (Chiusanavecchia, Sarola, Bestagno, Villa Viani, Villa Guardia) con presidi aventi una forza a volte fissa ed a volte variabile (circa 200 uomini).
- Pontedassio: circa 60 tedeschi adibiti ai lavori dei magazzini viveri.
- Diano Marina: OrstKommandatur lungo la via Aurelia. In località “Chiapasso” comando della 7° compagnia. In regione Cava a Poggiolo vi è una postazione di due mortai.
- [n.d.r.: fatta eccezione per Capo Berta e Cervo, le notizie che qui seguono si riferiscono a località del ponente della provincia di Savona, comunque di competenza della I^ Zona Operativa Liguria] Andora: OrstKommandatur e comando della 5° compagnia (villa del Marchese) la truppa è dislocata nelle vicinanze di Andora.
- Capo Rollo (Villa Genta): 15 tedeschi di guardia alle mine della strada.
- Capo Berta: batteria da 75/27 con organico di circa 100 uomini.
- Capo Santa Croce: batteria da 75/27 con organico di circa 100 uomini.
- Capo Mele. 25 tedeschi con 4 mitragliere da mm 20; stazione radio trasmittente e ricevente.
- Molino Nuovo: posto di blocco costituito da 5 tedeschi (1 Majerling, 1 Ta-pum automatico, 1 machinen-pistole, 4 ta-pum).
- Cervo: posto di blocco costituito da 22 italiani e 6 tedeschi (3 mitra, 17 moschetti e bombe a mano).
- Vegliasco: circa 35 tedeschi in comunicazione con Villa Chiappa ove trovasi radio-trasmittente.
- Garlenda: circa 40 tedeschi con altrettanti cavalli.
- Cisano, Salea, Leca, Bastia: forza dislocata, circa 300 tedeschi. Batteria in postazione
- Ortovero. 60 tedeschi con carri e cavalli"
25 marzo 1945 - Dal comando della Divisione SAP "Giacinto Menotti Serrati" al CLN provinciale di Imperia - Segnalava che i tedeschi stavano usando "tutti i mezzi possibili per ammassare il maggior quantitativo di olio possibile; pare, addirittura, che ne vogliano portare via 60.000 quintali, anche se non ci riusciranno. Tuttavia, anche se ne asportassero solo qualche quintale sarebbe un grave danno per la già provata economia della zona che non ha altre risorse". Comunicava che i tedeschi avevano avuto diversi allarmi navali e che durante la notte precedente avevano "applicato le micce alle mine". Riferiva che in un incontro con "Giorgio" [Giorgio Olivero, comandante della Divisione "Silvio Bonfante"] era stato preso l'accordo di interrompere per brevi tratti sia la via Aurelia sia la ferrovia, ma che per motivi sconosciuti tali azioni concertate non erano state effettuate.
39/45 MAGAZIN, Editions Heimdal, Bayeux, Normandia, n. 21, ottobre 1987
martedì 15 dicembre 2020
L’aviazione ha bombardato il 7 Bordighera
| La prima pagina del rapporto della I^ Armata Francese in data 30 dicembre 1944. Fonte: Archivio francese SHAT (Service historique de l'armée de terre) |
30 dicembre 1944 - I^ Armata Francese - Gruppo Alpino Sud - 1° Gruppo del Battaglione Alpino [...]
RAPPORTO SETTIMANALE
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| Ventimiglia (IM): posto di (ex) frontiera di Ponte San Luigi |
| Rapporto francese del 26 gennaio 1945. Fonte: Archivio francese SHAT (Service historique de l'armée de terre) |
26 gennaio 1945 - I^ Armata Francese - Gruppo Alpino Sud - 1° Gruppo dei Battaglioni [...]
RAPPORTO SETTIMANALE
| Roquebrune - Cap Martin: Cap Martin |
Notte tra il 20 e il 21 gennaio: una pattuglia americana della compagnia C in avanscoperta ha fatto 14 prigionieri. Alle 21 una pattuglia americana di 9 uomini [...] sentono parlare all'interno di uno chalet [...] Nessuno risponde. Diventa d'obbligo sparare sulle porte e sulle finestre. Due tedeschi tentano di scappare ma vengono abbattuti (8 italiani e 6 tedeschi [...]) 7 nemici feriti, 1 americano ucciso. 2) Il 21 gennaio: alle 23 una barca condotta da due uomini si presenta all'entrata del porto di Mentone. Cielo coperto, mare agitato. La sentinella per due volte non ottiene risposta ai suoi appelli. Spara un colpo in aria. A quel punto la barca oscilla verso il largo, uno degli occupanti getta un pacchetto in mare. La vedetta fa fuoco da 18 metri. La barca affonda, 1 morto, 1 ferito che viene portato al Posto di Soccorso del Gruppo. Il ferito chiede di vedere il Capitano Jones (SR americano) [...] l'incidente deriva senza dubbio da un errore degli agenti italiani che credevano di trovarsi ancora sulla costa occupata dal nemico [n.d.r.: quindi, in territorio italiano]. D'altra parte è urgente insistere ancora una volta sul fatto che il 1° Gruppo dei Battaglioni sia preavvertito circa l'arrivo di agenti, anche una o due notti prima. (2 notti prima di questo incidente gli americani avevano preavvisato che un arrivo avrebbe avuto luogo [...] ma, siccome nessun altro avviso era stato dato per la notte seguente, l'avvenimento era stato considerato concluso). 3) 23 gennaio: tre uomini appartenenti alla 1^ compagnia del 21° B.V.E. (1) Battaglione stanziato a Cap Martin sono saltati su una mina. 1 ferito grave, 2 feriti seri [...] Movimenti di truppe tedesche in Val Nervia [...]
| Fonte: Archivio francese SHAT (Service historique de l'armée de terre) |
[7 febbraio 1945] I^ Armata Francese - Gruppo Alpino Sud - Stato Maggiore - 2ème Bureau - Chiffre - TELEGRAMMA [...] Arrivato: 7/2/45 alle ore 18. Decifrato alle ore 19. Mittente: Comandante del G.B.I. Destinatario: Comandante del G.A.S. - 2me Bureau. Testo: 5 febbraio 1945. Un MAS italiano con due uomini a bordo. Catturato dagli americani a Cap Martin. Materiale preso in consegna dalla Marina [Inglese]. Stop. Manovra da Monaco a Mentone. Stop. 42 colpi nemici su Mentone. Stop. Artiglieria, Aviazione e Marina amiche in azione [...]
| Fonte: Archivio francese SHAT (Service historique de l'armée de terre) |
| Bordighera (IM) |
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| Grimaldi, Frazione del comune di Ventimiglia (IM): Villa Voronoff |
10 febbraio 1945 - I^ Armata Francese - Gruppo Alpino Sud - 1° Gruppo dei Battaglioni [...]
RAPPORTO SETTIMANALE
1) Linea del fronte: immutata. 2) Dispiegamento delle unità: immutato. 3) Operazioni eseguite: [...] Il 9 febbraio tiri di mortaio da 81 al limite della gittata. Obiettivi, castello Voronoff [n.d.r.: sulla frontiera in Frazione Grimaldi di Ventimiglia (IM)] e sopra la caserma dei Carabinieri, 60 colpi. 4) Da Cap Martin 50 tiri di cannone da 75 sul castello Voronoff e Grimaldi - Reazione dell’artiglieria nemica: 2 ore, senza danni. Sminamento all'interno di Cap Martin e messa in opera di nuove mine sulla costa [...] Attività pressoché nulla del nemico [...] Attività giornaliera della marina. L’aviazione ha bombardato il 7 Bordighera. Non è ancora stata effettuata l'evacuazione totale di Mentone. 5) Operazioni in corso: Tiri di mortaio [...]
| Cap Martin, Mont Agel, Mentone |
| Una vista da Bordighera (IM) fino alla Costa Azzurra |
| Una vista da Mentone fino a Bordighera |
| Una vista da Roquebrune - Cap Martin fino a Bordighera |
(1) 25/8/44 - Terminato il suo rapporto sulla sconfitta subìta sul monte Grammondo,
“Nettu” [Ernesto Corradi] ottiene da “Giulio”, commissario di divisione [Libero Remo Briganti], il permesso di partire per la Francia, ed io con lui [...] 8/9/1944 - Scendiamo per la seconda volta in città [Mentone]; “Nettu” è
fermato dalle autorità francesi e trattenuto per alcuni giorni [...] 15/9/44 - Avevamo l’incarico di perlustrare le pendici del Monte
Grammondo, dove alcune pattuglie tedesche appostate potevano ancora
dirigere il tiro delle loro artiglierie sulle truppe alleate in
movimento. Giorgio Lavagna (Tigre), Dall’Arroscia alla Provenza. Fazzoletti Garibaldini nella Resistenza, IsrecIm, ed. Cav. A. Dominici, Oneglia Imperia, 1982
A settembre 1944 Giorgio Lavagna ed il suo gruppo vennero arruolati nella FSSF,
First Special Service Force (chiamata anche The Devil’s Brigade, The
Black Devils, The Black Devils’ Brigade, Freddie’s Freighters), reparto
d’elite statunitense-canadese di commando, impiegato anche nella
Operazione Dragoon nel sud della Francia, tuttavia sciolto nel dicembre
1944. A questa data, per non farsi internare, questi garibaldini furono
costretti ad immatricolarsi nel 21/XV Bataillon Volontaires Etrangérs francese. Adriano Maini
domenica 13 dicembre 2020
Già notati svariate volte gruppi di ribelli armati
| Dolceacqua (IM): Cappella dell'Addolorata |
L'11 corrente, da certo Secondo Bosio, residente in Ventimiglia, è stato catturato un colombo viaggiatore che portava un messaggio dei ribelli diretto alle autorità militari inglesi.
Si unisce copia del messaggio
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) del 28 maggio 1944, p. 21, così come da pubblicazione in Fondazione Luigi Micheletti.
Il Comando delle Brigate Nere ha una vasta rete di spionaggio che fornisce informazioni sui movimenti e sull'ubicazione delle formazioni partigiane.
Nel mese di giugno 1944 il predetto Comando ha a sua disposizione molte notizie sulla situazione numerica dei garibaldini e ne traccia un prospetto:
| Rocchetta Nervina (IM) |
Già notati svariate volte gruppi di ribelli armati, in località Monte Forquin, al passo Mairige, a Monte Abellio; tutti provenienti dalla località Testa d'Alpe.
Notati gruppi di avvistamento a quota 677, quota 563 e presso il chilometro 10 della strada Ventimiglia-Airole.
Zona di Dolceacqua
Circa 70 ribelli armati trovansi nei pressi della Cappella dell'Addolorata, tra Dolceacqua e Monte Belgestro. Pare che altri gruppi di ribelli pure armati si trovino sulla cispluviale tra Roverino (Val Roja) e Camporosso (Val Nervia). Notati gruppi di avvistamento al chilometro 9 della strada Dolceacqua-Isolabona ed alla q. 370.
| Isolabona (IM) |
Zona di Isolabona
Notati gruppi di avvistamento e di sbandati presso il monte Morgi e presso la Cappella Marra a q. 577.
| Pigna (IM): Corso De Sonnaz |
Accertata presenza di ribelli armati con armi automatiche e mortai e armamento individuale a Monte Gouta, Colle Venoso, Regione Grai, Margheria dei Boschi e monte Giardino. Il numero di questi è complessivamente di circa 800. Gruppi di avvistamento a monte Altomoro e Madonna di Campagna a q. 477, a Madonna Passoscio. Altri gruppi sparsi di circa 50 e 80 uomini armati sono stati visti a Buggio, Colle Prealba, a Monte Toraggio, a Monte Mera, a Monte Lega, con gruppi di avvistamento a quota 440, a Madonna del Carmine, a Madonna di Lausegno e nel paesetto di Orvegno, vicino a Monte Lega.
| Apricale (IM): la strada provinciale |
Zona di Apricale
Gruppi di sbandati notati, armati, a Monte Ruscarin, Monte Calvaria e a q. 300.
| Vallebona (IM): alture di ponente |
Visti sostare diverse volte, presso il Passo del Bandito q. 703, gruppi di sbandati armati della forza di circa 20 - 30 elementi.
Zona di Baiardo - Perinaldo e Ceriana
Accertata presenza di circa un centinaio di ribelli armati a Monte Mera; pure un centinaio a Monte Caggio, con gruppetti di avvistamento al chilometro 8 ed al chilometro 11 della strada Vallebona-Perinaldo. Sono stati visti transitare diverse volte, da San Romolo in direzione di monte Bignone, gruppi di 20 e 30 elementi di ribelli armati. Accertata presenza di due gruppi di circa 40 ribelli a Monte Ceppo e a Monte Cavanello, con gruppi di avvistamento al Passo di San Bernardo. Notati pure nuclei di ribelli armati a Baiardo nella villa Maiffret, nella galleria rifugio della villa e nella boscaglia adiacente. Accertata la presenza di un gruppo di circa 25 ribelli armati a Fascia d'Ubaga e a monte Merlo con gruppi di avvistamento a quota 536, quota 485, al chilometro 10 ed al chilometro 6 della strada Sanremo-Ceriana [...]».
Dagli incompleti dati in possesso del nemico, seppur non tutti attendibili e molti indubbiamente inesatti, si può valutare la possibilità di lotta della nostra Resistenza in quel periodo in cui l'entusiasmo saliva alle stelle ed in ogni valle risuonavano le canzoni partigiane.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992
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| Pagina 33 del Notiziario GNR del 24 giugno 1944 cit. infra - Fonte: Fondazione Luigi Micheletti |
Il 20 corrente, verso le ore 17,30, banditi armati irruppero in Castelvittorio e, dopo aver bloccato tutte le strade di accesso al paese, penetrarono nella casa comunale dove bruciarono i manifesti e le bollette esattoriali, asportando una macchina da scrivere. Successivamente si portarono nell'ufficio postale ove danneggiarono l'apparecchio telegrafico, rendendolo inservibile. Infine si presentarono in diversi negozi di commestibili, asportando complessivamente 15 quintali di generi alimentari. Nell'allontanarsi costrinsero certo Bruno Rebaudo a seguirli [...].
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del giorno 24 giugno 1944, p. 33, così come da pubblicazione in Fondazione Luigi Micheletti
venerdì 11 dicembre 2020
Il rientro dei partigiani imperiesi da Fontane
Decisa la dislocazione della I^ Brigata ["Silvano Belgrano"] nelle valli Arroscia, Pennavaira, Lerrone, Andora, Steria e nel Dianese, a levante del torrente Impero, partono nella mattinata del 5 novembre per la Liguria l'ufficiale alle operazioni Ercole Pario (Pablo) e il commissario "Osvaldo" [Osvaldo Contestabile], onde studiare i luoghi di destinazione dei distaccamenti.
Il giorno successivo iniziano il trasferimento verso Piaggia i distaccamenti "A. Viani" (che lascia la Val Corsaglia nelle prime ore del mattino), "G. Maccanò", "F. Airaldi" e il servizio SIM con una parte del Comando I^ Brigata.
I movimenti sono facilitati dalle informazioni del SIM, il quale accerta che, oltre la statale n. 28 e la val Tanaro, i Tedeschi avevano sgomberato l'alta valle Arroscia tra San Bernardo di Mendatica e Pogli (presso Albenga).
[...] Il commissario "Osvaldo", che durante il rientro aveva avuto colloqui con le Giunte Comunali di Mendatica, Pornassio e Pieve di Teco per discutere il modo di aiutare le formazioni in arrivo, a Gazzo il comandante "Ramon" [Raymond Rosso], rimasto in Liguria, che lo mette al corrente della situazione e dei movimenti del nemico, intento a preparare un rastrellamento nella zona; inoltre incarica il comandante Firminio Ghirardo di recuperare il materiale precedentemente nascosto. Pure a Gazzo, via Pieve di Teco, giungono altri elementi del Comando I^ Brigata: cuochi, intendenti, armieri, dattiografi, ecc.
Dopo la ritirata in Piemonte erano rimasti tagliati fuori, e in gran parte dislocati nella zona C (valli di Arroscia, di Albenga, di Andora) gruppi di garibaldini che vennero sovvenzionati, nel periodo di isolamento, dal CLN di Albenga (1° Settore circondariale). Inizialmente vi erano solo i distaccamenti di "Ramon" a Gazzo e di "Domatore" a Casanola Lerrone, in totale circa settacinque uomini. Vi giunsero poi "Basco" con 45 uomini, "Firmino", "Cipriano" e "Ugo" con cinquanta uomini, "Germano" con quindici e "Marco" con molti altri sbandati. In totale circa trecento uomini.
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. Da settembre a fine anno 1944, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Imperia e con il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Milanostampa Editore, Farigliano, 1977
| Fontane, Frazione di Frabosa Soprana (CN) |
I partigiani dislocati [dopo la drammatica ritirata strategica del precedente mese di ottobre] a Fontane [Frazione di Frabosa Soprana (CN)] divennero pessimisti circa la loro possibilità di rientro in Liguria, a causa delle informazioni che a loro giungevano circa l'occupazione tedesca delle Valli Impero e Argentina.
Il 4 di novembre era giunta alle formazioni garibaldine in Piemonte, come abbiamo già scritto, la notizia che i Tedeschi avevano sgomberato la strada statale n. 28 e molti paesi del retroterra. La manovra fu chiara invece quando non procedettero anche allo sgombero della statale: Imperia, Cesio, colle San Bartolomeo, San Bernardo di Conio, passo della Teglia, Rezzo, Triora. Su questa rotabile potevano ancora transitare, ricostruendo con un minimo sforzo qualche ponte o tratto di strada distrutto. I Tedeschi avevano abbandonato le zone dove le strade erano più gravemente danneggiate od inservibili, ripromettendosi di ricostruire gradatamente tutti i ponti, guarnirli di stabile presidio e rioccupare così tutte le zone ove le distruzioni erano state riparate. Provvisoriamente il nemico poteva giungere a Pieve di Teco attraverso San Bernardo di Conio e Rezzo; altrove i danni provocati dalle distruzioni erano troppo ingenti.
Intanto, uniformandosi alla circolare 53/D/4 dell'11 novembre 1944, trasmessa dal Comando divisionale alle brigate, che invitava a riprendere e ad intensificare la guerriglia contro il nemico, e autorizzava gli stessi distaccamenti a procedere di propria iniziativa nell'azione, i Comandi e i garibaldini furono ben orgogliosi di riprendere i combattimenti, dopo venti giorni di stasi e di riorganizzazione, su tutta quella zona che i Tedeschi pensavano di aver ripulita dalle forze partigiane durante il rastrellamento di ottobre.
La Resistenza, con insistenti ed accaniti attacchi, faceva sentire ben viva la sua presenza e faceva comprendere al nemico, demoralizzato per le sconfitte subite sui fronti occidentale ed orientale, che nulla valevano i rastrellamenti contro la popolazione e i partigiani, decisi fino in fondo a difendere la libertà del loro paese.
Fiammetta Balestracci, RASTRELLAMENTI E DEPORTAZIONE IN KL NELL'ITALIA OCCUPATA 1943-1945 in Il libro dei deportati, Vol. 4: L'Europa sotto il tallone di ferro. Dalle biografie ai quadri generali, Ugo Mursia Editore, 2015
martedì 8 dicembre 2020
Il Contadino, 8 dicembre 1944
| Fonte: Rete Parri |
| Fonte: Rete Parri |
Bibliografia:
- Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III, a cura Amministrazione Provinciale di Imperia e patrocinio IsrecIm, Milanostampa Editore - Farigliano, 1977
- Augusto Miroglio, Venti mesi contro venti anni (Quando la ribellione è dovere), Farigliano, Milano Stampa 1968 [II edizione completata e aggiornata]
- Francesco Biga, Ersilia Castagneto, “Mumuccio” Giacomo Castagneto, splendida figura dell’antifascismo militante imperiese e della Resistenza ligure-piemontese. Personaggio che rimarrà sempre vivo nei nostri ricordi e caro nei nostri cuori, Chiusanico, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2002.
sabato 5 dicembre 2020
Il comandante Vitò ed i suoi partigiani al ballo di Perallo, ma anche in una vana ricerca di sale
Le funzioni religiose della Messa e della processione erano fondamentali, ma dopo, nel pomeriggio, specie ad opera dei giovani, si organizzava il ballo. Ed al ballo interveniva la gioventù di tutti i paesi limitrofi ed anche da paesi distanti.
"Andremo armati?" "Certo. Tutti devono vederci in perfetto assetto di guerra". "E non ci sarà pericolo?". "Chi non risica non rosica". Tutti si prepararono ad arma a tracolla, si tennero pronti per le istruzioni. "Vi raccomando di obbedire a tutti i miei ordini. Cammineremo in fila indiana, a qualche distanza gli uni dagli altri. Non si devono usare le armi senza il mio ordine". "Le teniamo cariche le armi?" "Certo. Non vi sono guardiacaccia. Potremo però incontrare i fascisti o tedeschi. Ciascuno deve coprire con la sua arma il compagno davanti". "E in caso di ritirata come ci dobbiamo comportare?" "Dobbiamo fare una avanzata e non una ritirata. Nessuna imprudenza e nessuna spavalderia. Comportiamoci come bravi ragazzi che vanno ad una festa".
Non risposero e si fermarono tutti, perchè vedevano arrivare gli altri partigiani. Era dipinto sul loro viso un certo timore. "Non abbiate paura. Non veniamo con intenzioni aggressive. Voi andate per la vostra strada e lasciateci in pace. Siamo l'avanquardia di un battaglione di partigiani che sta dirigendosi verso queste parti". I fascisti non si mossero. Avevano davanti uomini armati tutti di mitra.
Parlai a loro: "Vedo che siete giovani, appena arruolati. Siete italiani e contro di voi non abbiamo alcun rancore; il fatto che siate fascisti non comporta ancora per noi di considerarvi nemici, a meno che... non siate voi i primi a farvi nemici. Come vedete non abbiamo intenzione aggressive. Se un giorno vi troverete a disagio, venite da noi. Vi accoglieremo come amici, se così vi dimostrerete. Una sola raccomandazione vi debbo fare: Acqua in bocca. Voi non avete visto nessuno".
A Perallo i giovani partigiani erano conosciuti e furono accolti come amici. Avevano messo al sicuro le armi con una buona scorta alternata da ciascuno di loro. Furono presentati ai tedeschi ed ai fascisti presenti come conterranei.
Il fatto della apparizione partigiana si divulgò vicino e lontano. La gente diceva: "I partigiani ci sono. Li hanno veduti festaioli a Perallo". "Erano armati e non avevano paura, ma ne hanno messo ai tedeschi e ai fascisti". "Pare che sui monti siano a centinaia, forse migliaia". "Erano alla festa coi tedeschi e coi fascisti e non è successo nulla". "Presto prenderanno il comando della zona".
E quelle parole corsero nelle vallate, ingrandendosi e moltiplicandosi e da Arma corsero fino a Ventimiglia e tutti le udirono, le commentavano e le moltiplicarono ancora.
Anche i partigiani lassù alla Goletta fremevano di gioia di soddisfazione e guardavano Vitò come un comandante naturale e naturalmente riconosciuto da tutti, perchè sapeva parlare e sapeva agire. Aveva dichiarato ai fascisti gli scopi dei partigiani. Se quelli avessero capito, a frotte, avrebbero dovuto lasciare le armi dell'esercito ed arruolarsi con Vitò. Non ci fu nessun rastrellamento, né i nazisti osarono avanzare verso la terra da cui doveva venire il Battaglione partigiano.
* ... Don Micheletto per tutta la guerra si adoperò per i partigiani, generalmente in contatto con i gruppi di Vitò, che accompagnò spesso nei loro spostamenti. Esplicherà la sua attività specialmente nell'assistenza e per captare messaggi radio. Giovanni Strato, Storia della Resistenza imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Sabatelli Editore, Savona, 1976
Ero dislocato con la mia banda nella zona di Cima Marta.
Si viveva come si poteva prelevando qua e là scarso cibo che i contadini ci offrivano fraternamente: ma le provviste erano sempre insufficienti e la fame era spesso l'indivisibile compagna dei nostri giorni.
Più di tutto sentivamo la mancanza del sale: mangiar erbe scondite o fagioli semi-crudi non è certamente piacevole, ma doverlo fare senza nemmeno un pizzico di sale era al di là delle possibilità del nostro stomaco. Eravamo affamati di sale, divenuto in quegli ultimi tempi quasi introvabile, tanto più che esso era usato come un prodotto di scambio e sostituiva spesso la moneta.
Decisi di procurarmene a qualunque costo.
Ero stato informato che avrei potuto ottenerne in Francia: si trattava di un viaggio di qualche giorno in una zona impervia fra boschi e burroni, in un territorio occupato dal nemico che controllava sentieri e passi.
Partimmo: un piccolo gruppo di uomini decisi, con tutte le armi migliori che ci era stato possibile racimolare.
Una marcia lunga e faticosa ci portò sul Col D'Anan.
Qui fermai il distaccamento, lo alloggiai in due casoni abbandonati in una posizione che stimai fortissima e con sette elementi scelti proseguii per il paese.
Lungo la strada m'informai se vi fossero tedeschi nella zona, ma si rispose che nessun nemico vi si trovava.
Eravamo allegri, si cantava e si rideva, come al solito, incuranti del pericolo che incombeva tutto intorno a noi.
Ed infatti nel superare una curva proprio all'entrata nel paese scorgemmo una postazione nemica. Essa era stata piazzata presso una chiesetta di montagna, trasformata in fortilizio: intorno si stendevano fitti reticolati, alcune mitragliere allungavano le loro canne verso la strada ed una sentinella repubblicana, fucile in spalla, passeggiava sullo spiazzo antistante la chiesa [...]
Noi scavalcammo il filo di ferro spinato, stracciandoci gli abiti e la pelle e ci buttammo sulle mitragliere voltandole verso il fortino.
Il nemico non tentò nemmeno una resistenza seria [...]
Il posto era ben fornito: armi, munizioni, viveri e indumenti... ma sale nulla.
I repubblicani si erano riformati sulla cresta delle colline e tiravano su di noi di quando in quando. Colpi sprecati ai quali non si faceva caso. D'altra parte rimanere sul posto era pericoloso: il nemico avrebbe potuto ricevere rinforzi, aggirarci e distruggerci. Pazienza... saremmo ritornati senza sale [...] Passava in quel momento un contadino con una mula [...] Lo bloccammo, requisimmo la mula, vi caricammo le armi e riprendemmo la strada del ritorno [...] per molto tempo ancora fummo costretti a mangiare minestre insipide...





