Così ai primi di Marzo [1945] si ponevano i primi interrogativi, i primi problemi della futura ripresa.
Il nemico frattanto cercava di mantenere l'iniziativa. Dopo un inutile tentativo di rendere transitabile l'Albenga-Pieve effettuato durante il rastrellamento di gennaio, il nemico aveva ritirato il presidio di Ranzo portando la sua attenzione sulla Villanova-Garlenda-Casanova-Vellego-Cesio. Se la carrozzabile della Val d'Arroscia era interrotta in una decina di punti, quella della Val Lerrone mancava solo dei ponti di Garlenda e Vellego.
Riaprirla al traffico era tagliare in due il territorio della Bonfante [n.d.r.: divisione partigiana Garibaldi], creando quindi difficoltà ai nostri spostamenti e maggiori possibilità di controllo e di offesa per il nemico.
I tedeschi iniziarono la ricostruzione del ponte di Garlenda che nell'agosto avevano fatto saltare loro stessi il giorno prima del minacciato sbarco alleato.
Reclutarono civili in tutta la Val Lerrone per farli lavorare alla ricostruzione, inviarono quasi ogni giorno una pattuglia di ciclisti da Cesio a Garlenda e viceversa. Affissero a Degna, Vellego e Casanova bandi che tenevano la popolazione responsabile degli attentati e dei sabotaggi che si fossero verificati lungo la strada.
Oltre alla costante minaccia sulla Val Lerrone, rimaneva continuo il pericolo delle puntate nemiche.
Nessuna contromisura da parte nostra, né di resistenza, né di contrattacco, né di semplice allarme venne presa allora, eppure le puntate erano più dannose di un rastrellamento, essendo di questo tanto più frequenti ed improvvise.
La pazienza partigiana indicava quanto lontani fossero i tempi del Cion [Silvio Bonfante] e della Volante.
Ci limitammo a disturbare i tentativi di ricostruzione dei ponti e a distruggerne altri. Venne attaccato il ponte di Borgo di Ranzo il 22 ed il 24 febbraio; quello di Pogli il 28 venne distrutto nuovamente da Ramon [n.d.r.: Raymond Rosso, capo di Stato Maggiore della Divisione "Silvio Bonfante"], il 5 marzo il Garbagnati [n.d.r.: distaccamento della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della Divisione Bonfante] distrusse quello di Garlenda che era quasi pronto, lo stesso giorno saltò il ponte di Chiappa in Val di Cervo.
Nella stessa vallata gli stessi uomini distrussero il ponte di Mulino del Fico.
Sempre il Garbagnati il 19 distrusse un piccolo ponte fra Degna e Vellego ed il 20 demolisce ancora quello di Vellego.
I tedeschi, malgrado i bandi affissi in Val Lerrone, non fecero rappresaglia sulla popolazione in seguito ai nostri attacchi contro i ponti.
Continuavamo le imboscate alle auto tedesche in transito sulle carrozzabili ai margini della nostra zona, ma non sempre riuscivamo ad accertare le perdite inflitte. Con tale sistema il Catter [n.d.r.: distaccamento della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" della Divisione Bonfante] il 9 febbraio aveva ucciso tre tedeschi nei pressi di Ceresole, il Maccanò [n.d.r.: distaccamento della III^ Brigata] altri 2 nei pressi di Pieve di Teco il 26 febbraio.
In marzo il Garbagnati attaccherà un'auto tra Cervo ed Andora uccidendo 4 tedeschi, il 24 il Longhi [n.d.r.: distaccamento della Brigata "Val Tanaro"], mitragliando un'auto ucciderà un ufficiale e due soldati.
Gino Glorio (Magnesia), Alpi Marittime 1943-45. Diario di un partigiano - II parte, Nuova Editrice Genovese, 1980, p. 181
24 febbraio 1945
Da "Dorio" alla Sezione SIM della Divisione "Silvio Bonfante"- Comunicava che si era già messo al lavoro per trovare due agenti informatori a Coasco e a Campochiesa, dove erano presenti alcuni tedeschi; chiedeva un tesserino per il nuovo agente reclutato, Giuseppe Sartorio [n.d.r.: che sarà "H.12"]; concludeva informando che da Albenga erano partiti 2 sergenti delle SS tedesche, i quali avevano affermato che presto sarebbero stati seguiti dai loro camerati.
24 febbraio 1945
Dalla Sezione SIM della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n°1/68, al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Segnalava che a Capo Mele, dove rimanevano una radio trasmittente ed una ricevente del nemico, da due mesi era stato abolito il posto di ascolto; che a Vegliasco vi erano 15 tedeschi, di età media sui 40 anni, addetti alla stazione radio; che a Capo Cervo 10 tedeschi facevano da guardia ad un campo minato; che a Capo Berta vi era una batteria da 75/27 mm; che era basso il morale delle truppe tedesche, tra cui si stavano verificando casi di diserzione, soprattutto di uomini venuti a conoscenza dell'occupazione delle loro terre di origine da parte delle truppe sovietiche; che il delatore, ex partigiano, "Boll" aveva segnalato ai nemici 20 garibaldini.
24 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante" ai comandi dipendenti - Nella circolare si avvisava che i tedeschi erano intenzionati a ripristinare la strada Albenga-Pieve di Teco; si sottolineava che Ramon [Raymond Rosso, capo di Stato Maggiore della Divisione "Silvio Bonfante"] aveva fatto saltare il secondo arco del ponte di Borgo di Ranzo ed ordinato di fare saltare i 3 ponti dei Cavalieri; informava che si era consigliato di far saltare, da parte dell'aviazione alleata, il ponte di Nava, nonché di fare bombardare Coasco, dove 50 tedeschi erano presenti con 6 cannoni, ed anche Pieve di Teco, dove, nelle scuole e nel municipio, erano alloggiati 250 tedeschi.
24 febbraio 1945
Dal commissario prefettizio di Albenga (SV) alla popolazione di Albenga - Manifesto-avviso: "... Il comando militare tedesco dispone che il ponte sul Neva sia sorvegliato dai civili del luogo giorno e notte. Gli inadempienti saranno perseguiti ai sensi delle vigenti leggi di guerra...".
25 febbraio 1945
Da "Giulio" al SIM della Divisione "Silvio Bonfante" - Riferiva che "sono giunti a Pieve di Teco 300 tedeschi, ai quali durante la notte si sono aggiunti altri reparti appartenenti alla 34^ Divisione; la maggior parte dorme nelle scuole, mentre altri cercano alloggio in case private".
25 febbraio 1945
Da "Cardinale" [Roberto Cortenova] al SIM della Divisione "Silvio Bonfante" - Relazionava che "Dino" aveva affermato l'intenzione di inviare un informatore ad Alassio per creare anche lì una rete di spionaggio. Il comandante del presidio fascista di Imperia aveva dichiarato che, siccome dal ministero gli era giunta comunicazione che nella ditta Paladino lavoravano molti partigiani, da Alessandria erano in procinto di giungere molti gerarchi per effettuare rastrellamenti e di inviare delle ausiliarie nelle vallate per spiare i garibaldini. Un informatore fascista riferiva che molte lettere anonime pervenivano al suo comando, inviate da contadini, e specificanti i nomi dei partigiani ed i depositi di armi. Dalla casa di 'Curto' un capitano fascista aveva asportato 6 damigiane di vino ed una radio.
25 febbraio 1945
Rapporto n° 2 di "C. 11": "Ad Ormea la stazione radio è composta da 8 uomini; grande movimento di truppa su automezzi tra Ceva ed Imperia. Il morale dei tedeschi è basso, ma nei confronti della popolazione hanno un buon comportamento".
25 febbraio 1945
Dalla Sezione SIM Fondo Valle della Divisione "Silvio Bonfante" al comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che "sembra che in Piemonte sia stato imposto un coprifuoco di 72 ore, durante il quale i tedeschi hanno fatto saltare i campi minati. Molti gerarchi hanno le automobili pronte per scappare e i militari della Muti cercano di conquistarsi la fiducia dei partigiani prigionieri. Gli ufficiali della RSI congedati sono stati sostituiti con altri di provata fede fascista provenienti da Alessandria. Il barbiere delatore dei fascisti si chiama 'Bulgaro' e riferiva notizie, anche apprese da una radio francese, sulla Germania, sulla situazione del fronte orientale, sull'imminente entrata in guerra della Turchia e su 'la prossima conferenza degli stati antinazisti si terrà il 25 aprile a Philadelphia' ".
26 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 136, al commissario "Federico" [Federico Sibilla] della I^ Brigata "Silvano Belgrano" - Comunicava che "Federico", confermato quale commissario della Brigata, doveva informare a voce i partigiani sulle nuove direttive e che occorreva una relazione su "Mancen" [Massimo Gismondi, che dal 1° marzo diventava comandante della Brigata] per trovare il modo migliore per impiegare le sue qualità.
26 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 137, al comando della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" - Comunicava che "Megu" [Ugo Rosso] doveva passare a disposizione del comando di Divisione e che "Domatore" [Domenico Trincheri] doveva andare ad assumere l'incarico di vice comandante della Brigata.
26 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 138, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Chiedeva di comunicare al più presto la data dell'avio-lancio, che doveva essere effettuato nel luogo concordato; segnalava la necessità di fare effettuare bombardamenti su Villanova d'Albenga e Coasco da dove partivano le pattuglie anti-partigiane che stavano neutralizzando "la possibilità di sfocio" dei garibaldini verso Albenga; segnalava che si avevano speranze di fare passare nelle fila partigiane un contingente di polacchi sin lì al servizio dei nazisti; informava che nella zona di Aurigo il Distaccamento "Giuseppe Maccanò" della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo", attaccato da tedeschi, accompagnati da spie, delle quali 2 erano state uccise, aveva riportato un morto e 2 feriti e la perdita di 2 mitragliatori e di 16 fucili.
26 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 140, a "Boris" [Gustavo Berio], "Nemo" [Aldo Galvagno], "Gapon" [Felice Scotto] e "Domatore" [Domenico Trincheri] - Venivano convocati per il 28 successivo ad una riunione a Marmoreo e si faceva la raccomandazione di ricoverare in luogo sicuro il commissario "Osvaldo" [Osvaldo Contestabile], malato.
26 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 144, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Relazione sull'andamento, in base a cui si evince che nel breve periodo la I^ Brigata "Silvano Belgrano" aveva avuto 7 caduti, la II^ Brigata "Nino Berio" 2, la III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" 6 e che l'armamento della Divisione constava di 32 mitragliatori leggeri, 7 mitragliatori pesanti, 26 armi automatiche leggere, 5 armi semiautomatiche, 2 mortai tedeschi da 81 mm., 261 fucili e di un mediocre quantitativo di munizioni, mine ed esplosivi.
26 febbraio 1945
Dalla Sezione SIM della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 1/69, al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava quanto riferito il giorno prima dall'agente "K. 15" sulla situazione di Alassio; che a Diano Marina l'Orstkommandatur era dislocato sulla Via Aurelia, mentre la 7^ compagnia tedesca si trovava nel centro abitato; che a Cervo si trovavano 15 tedeschi, in maggior parte della Prussia Occdentae, provenienti da Andora (SV); che il capo di Stato Maggiore della Divisione, "Ramon" [Raymond Rosso], segnalava che i tedeschi avevano intenzione di riattivare la strada Albenga- Pieve di Teco; che era opportuno bombardare il ponte sul Neva a Leca ed il presidio di Coasco, forte di 50 tedeschi dotati di 6 cannoni pesanti.
26 febbraio 1945
Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Venivano chieste istruzioni sul "comportamento da tenere nei riguardi dell'ex Regia Guardia di Finanza".
27 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 146, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Relazione sul campo di Nasino (CN) scelto per accogliere gli avio-lanci alleati, accompagnata da 2 schizzi planimetrici. Nel documento si sosteneva che il campo presentava una vasta conca degradante a sud-est; si elencavano i punti in cui si sarebbero accesi i fuochi di segnalazione per gli aerei; si sottolineava che per indicare la direzione del vento si sarebbe acceso un altro fuoco ad intermittenza; si segnalava che a sud del campo la zona era rocciosa e a strapiombo; si rimarcava che sarebbe stato utile un lancio di materiale dal peso non superiore alle 2 tonnellate perché era necessario portarlo via immediatemente.
27 febbraio 1945
Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 149, al comando della III^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Libero Briganti" della I^ Divisione "Gin Bevilacqua" [II^ Zona Operativa Liguria] - Comunicava che in vista degli sviluppi militari era opportuno intensificare i rapporti, soprattutto per organizzare azioni comuni sulla carrozzabile Albenga-Garessio. Sostenendo che forse per "poter defluire dalla Liguria" i tedeschi avrebbero imposto un coprifuoco di 72 ore insisteva a proporre azioni di sabotaggio sulla strada già menzionata, imboscate che avrebbero anche potuto essere condotte insieme, dato che il tratto di costa di competenza della I^ Zona andava dal fronte italo-francese a Ceriale (SV).
28 febbraio 1945
Dalla Sezione SIM della Divisione "Silvio Bonfante" al comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" - Convocazione per una riunione che si sarebbe tenuta a Ginestro il 1° marzo alle ore 14 per i comandanti "Mancen", "Germano", "Bill", "Russo" [Tarquinio Garattini] ed i commissari politici "Federico", "Brilla", "Billi" [Roberto Amadeo], "Verrina" [Angelo Spilla] e "Athos".
Da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit.
.jpeg)
