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| Ponte di Nava, Frazione di Ormea (CN). Foto: Mauro Marchiani |
Mentre per cause sconosciute il primo aprile 1945 a Pornassio i Tedeschi uccidono il civile Giacomo Frumento, e sarà l'inizio di un lungo stillicidio, il giorno stesso una squadra del Distaccamento "Brando C." attacca un pattuglione tedesco sulla Statale 28: quest'ultimo lascia sul terreno un morto e due feriti; all'alba, nei pressi di Garessio, altri partigiani, del Distaccamento "I. Rainis" si scontrano con una pattuglia tedesca la quale perde quattro uomini; dello stesso Distaccamento, il giorno successivo a Calderara, con bombe al plastico, alcuni partigiani fanno saltare un carro tedesco trainato da cavalli.
Il giorno 3, altri partigiani del Distaccamento "Brando C.", colpiscono sulla 28 un autocarro nemico che sbanda, mentre nei pressi di Barchi altri partigiani del "Rainis" ne mitragliano un altro ancora sulla stessa strada. Il 4 una squadra del "Rainis" prepara un'imboscata nei pressi di Martinetto (nell'Albenganese): Giorgio Alpron (Cis), capo di S. M. della I Brigata [n.d.r.: I Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Silvio Bonfante"], coadiuvato da alcuni compagni, mina gli scambi ferroviari ad Andora: viene applicato dell'esplosivo (dieci cilindri di plastico) sul triangolo degli scambi di levante. Con lo scoppio saltano per aria il triangolo e le rotaie del binario principale, rimangono pure inutilizzabili il secondo e il terzo binario per dieci ore. Un treno carico di esplosivo, scatolame, paglia e Tedeschi di scorta, rimane bloccato per un giorno nella galleria di Capo Mele. Per l'uccisione della G.N.R. Paulli, il commissario prefettizio di Albenga, A. Rolando Ricci fa affiggere un manifesto il quale rende noto che nel territorio della frazione di Leca è dichiarato il coprifuoco dalle ore 18 alle 6. Se accadessero altri fatti del genere, il centro abitato sarebbe stato spianato dalle artiglierie tedesche.
Il giorno 6 una squadra di dieci uomini del Distaccamento "Castellari" affronta una corriera con civili e soldati tedeschi a bordo nei pressi di Cerisola [Frazione di Ormea (CN)]. All'autista viene intimato di fermarsi ma lui non eseguisce l'ordine, allora con una raffica nelle gomme delle ruote la macchina rimane paralizzata. Avviene una sparatoria durante la quale muoiono il maresciallo che era accanto all'autista e tre soldati, alcuni rimangono feriti. I partigiani non subiscono perdite e recuperano un Mauser, una pistola, alcuni caricatori di mitra e due fucili. Intanto giungono al Comando della I Brigata quattro militi postelegrafonici provenienti da Porto Maurizio: Ivo Panzani, Enzo Pignatti, Paride Bertoni e Francesco Idda: si arrendono allo stesso Comando, fornendo preziose notizie riguardanti i piani del nemico.
Il SIM partigiano informa che nell'eventualità di una ritirata i Tedeschi, intendendo avere le spalle al sicuro, compierebbero un duro rastrellamento al fine di distruggere tutte le formazioni della Resistenza, andandole a scovare nei rifugi ed in tutti i casolari della Valle Arroscia.
Il giorno 7 la squadra "Tamara" del Distaccamento "Rainis" attua un'imboscata contro soldati tedeschi sulla statale 29, i quali lasciano sul terreno un morto ed un ferito. Nel contempo una squadra del Distaccamento "Garbagnati" nei pressi di Diano Marina cattura due soldati repubblichini ed un soldato tedesco delle SS, altri partigiani dello stesso Distaccamento in Val Merula prelevano due soldati della Divisione "San Marco" muniti di pistola, i quali mentre vengono condotti al Comando partigiano, rimangono uccisi a causa di un loro tentativo di fuga.
Lo stesso giorno è catturato un soldato tedesco che tenta la resistenza, ma viene ugualmente passato per le armi. Nei pressi di Casanova [Casanova Lerrone (SV)] partigiani del Distaccamento "De Marchi" si scontrano con una pattuglia tedesca; dopo lo scontro a fuoco non si riesce ad accertare le perdite nemiche che sono certe.
All'alba del giorno 8 in seguito al persistere dell'allarme navale il Comando tedesco emana l'ordine di blocco della strada Albenga - Ormea - Garessio e Imperia - Taggia - Triora, inoltre ordina ai genieri di procedere al minamento dei ponti, delle opere e di alcuni tratti della statale 28.
Nella serata del giorno stesso, nei pressi di Vessalico in Valle Arroscia, partigiani del distaccamento "Amato" sparano contro una compagnia di una trentina di Tedeschi i quali lasciano sul terreno due morti e tre feriti.
II giorno successivo una squadra partigiana comandata da "Spezza" del Distaccamento "Brando C.", in azione sulla strada 29, raffica con armi automatiche una pattuglia tedesca, causandole tre morti e due feriti. Un'altra squadra comandata da "Folgore", del Distaccamento "Rainis", lancia bombe a mano contro un autocarro nemico, il quale si capovolge: non accertate le perdite.
Il nemico continua a rinforzare i presidi lungo le strade statali delle Valli Arroscia e Impero.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005, pp. 266-268




