Visualizzazione post con etichetta Dolceacqua (IM). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolceacqua (IM). Mostra tutti i post

giovedì 10 novembre 2022

A Dolceacqua colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi

Una vista da Località Morghe di Dolceacqua (IM)

Le prime truppe tedesche giungevano a Dolceacqua il 10 settembre 1943, successivamente sostituite da altre ogni trenta-quaranta giorni, per rimanervi fino al 23 aprile 1945. Durante tale periodo effettuarono numerose perquisizioni domiciliari, asportando spesso e volentieri materassi, coperte, biancheria, apparecchi radio, biciclette e tutto quello che era necessario alla soldatesca. Famiglie intere furono obbligate a sgomberare le loro case che venivano occupate dalla truppa e dai Comandi. Rapine furono compiute anche nelle case fatte sgomberare e nelle case di campagna, con prelievo di pecore, capre, agnelli, mucche e prodotti agricoli. Il Comune era sempre stato in contatto con le Autorità provinciali fino al 24 aprile 1945, mentre rimaneva staccato durante l'occupazione francese.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria) - vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016 

Il Comando delle Brigate Nere ha una vasta rete di spionaggio che fornisce informazioni sui movimenti e sull'ubicazione delle formazioni partigiane.
Nel mese di giugno 1944 il predetto Comando ha a sua disposizione molte notizie sulla situazione numerica dei garibaldini e ne traccia un prospetto:
[...] Zona di Dolceacqua
Circa 70 ribelli armati trovansi nei pressi della Cappella dell'Addolorata, tra Dolceacqua e Monte Belgestro. Pare che altri gruppi di ribelli pure armati si trovino sulla cispluviale tra Roverino (Val Roja) e Camporosso (Val Nervia). Notati gruppi di avvistamento al chilometro 9 della strada Dolceacqua-Isolabona ed alla q. 370. [...]
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992

2.9.1944 - Distaccamenti della V^ Brigata combattono oltre Pigna (IM). A Dolceacqua colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi tipo "Tigre". I tedeschi hanno abbandonato diverse zone. Una squadra del Distaccamento Comando della V^ Brigata, dopo aver fatto un'azione di cannoneggiamento sulle posizioni tedesche di Dolceacqua (IM), attaccava sulla rotabile Pigna-Isolabona (IM) un'ottantina di tedeschi, che tentavano di passare il ponte rotto per entrare in Pigna. Dopo parecchie ore la squadra ripiegava perché i tedeschi abbandonavano la zona. Da parte tedesca tre morti e diversi feriti. Per quanto riguarda i partigiani, veniva preso prigioniero il Vice Comandante "Fuoco" e si registravano due feriti. documento ufficiale della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione" riprodotto in Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, ed. A.L.I.S, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Prima del nostro arrivo [fine settembre 1944] le forze tedesche e fasciste operanti da ISOLABONA e DOLCEACQUA  avevano tentato 3 volte senza successo di entrare a PIGNA. 
capitano G. K. Long, artista di guerra, Relazione sulla Missione Flap, documento inedito rispetto all'opuscolo di cui infra, copia di Giuseppe Mac Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007

Dolceacqua (IM)

A fine settembre [1944] i presidi tedeschi di Isolabona e di Dolceacqua furono notevolmente rafforzati.
Mario Mascia, Op. cit.
 
15/9. Dolceacqua: Ponte Barbaira.
Ore 16 - azioni di mitragliamento in aperta campagna. Nessun danno. Due feriti uno dei quali gravemente.
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del 1 ottobre 1944, p. 48. Fonte: Fondazione Luigi Micheletti   

[a Dolceacqua] il disarmo di una squadra di militi del battaglione San Marco attuato il 27 agosto del 1944 da parte di una pattuglia del 4° Distaccamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni". Tra i caduti si segnalano i due giovanissimi fratelli Amelio e Giuseppe Rondelli, catturati dalle SS il 23 novembre 1944 e fucilati sulla porta del cimitero del paese due giorni dopo.
Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia. Storia, arti, tradizioni, Blu Edizioni, 2005
 
Nell'inverno e nella primavera del 1945 l'Esercito Germanico per procurarsi olio diede inizio alla raccolta delle olive utilizzando per "aramare" ossia bacchiare e far scendere il frutto dagli alberi, abitanti di Rocchetta, Dolceacqua e Trucco che venivano trasportati in paese con autocarri militari.  
Lorenzo Rossi, Airole 500 anni. La storia di un paese nella cronaca di cinque secoli, Comune di Airole, 1998 

Dolceacqua (IM)

A Dolceacqua un CLN non fu mai costituito. Agivano comunque elementi isolati che aiutavano i partigiani in tutti i modi possibili ed in ogni circostanza. Avrebbe potuto essere membro del CLN di Dolceacqua l'antifascista Agostino Salamito, e con lui pensiamo di ricordare tutti quei "civili" che, nel Comune, hanno collaborato con la Resistenza, a cominciare da Amelio Rondelli e Giuseppe Rondelli, fucilati perché ritenuti collaboratori dei partigiani.
Questa in estrema sintesi la situazione a Dolceacqua durante i venti mesi della Resistenza. Ma verso la fine di quel sofferto periodo avvenivano degli episodi particolarmente tragici, che vale la pena rievocare con un minimo di dettaglio. A metà febbraio 1945 era stato commesso un ingente furto di esplosivo, per cui il Comando tedesco aveva avvertito che, se entro ventiquattro ore la refurtiva non fosse stata restituita, avrebbe fatto fucilare degli ostaggi e bruciato il paese. A tali minacce una ragazza del paese denunciava due giovani del luogo come autori del furto. Massimo Velio e Mario Tornatore venivano arrestati e fucilati nel cimitero locale il 16 febbraio 1945.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole, Op. cit.
 
Dolceacqua (IM)

Il 18 marzo 1945 in un rastrellamento nazifascista vennero catturati a Dolceacqua (IM) 5 partigiani. Detto rastrellamento era stato provocato dal maresciallo repubblichino Luigi Salvagni per vendicare il fratello Federico Agostino, maresciallo della G.N.R. ucciso dai patrioti in quanto guida dei tedeschi nelle pregresse barbare aggressioni a Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga.
L’operazione riguardò anche il comune di Bordighera. Veniva cercato in modo particolare Ettore Biancheri. Otto giovani vennero riconosciuti come partigiani: arrestati, furono torturati e fucilati il 21 marzo 1945 presso Forte San Paolo di Ventimiglia.
Tra questi martiri, Paolo Biancheri (Paolo), nato a Bordighera, e i due fratelli Biancheri, detti Lilò, Bartolomeo ed Ettore, patrioti del Gruppo Sbarchi di Vallecrosia. Un documento d’epoca indirizzato al CLN di Bordighera, oggi conservato a Sanremo, ricorda che essi vennero fucilati insieme a Paolo Balbo (Pietro), Adolfo Piuri (Stella), Giuseppe Rosso (Pierino), Emilio Sasso (Puma) e Giuseppe Verrando (Mil).  
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
Il 18 marzo 1945 durante un rastrellamento fascista a Dolceacqua vengono arrestati Balbo Paolo, Piuri Adolfo, Rosso Giuseppe, Sasso Emilio e Verrando Giuseppe. Dopo esser stati interrogati dai fascisti brigadiere repubblicano Verardi Achille, Maresciallo Stillo Giuseppe e caporal maggiore Piccinini Pietro, vennero consegnati al Comando Tedesco di Bevera, Frazione di Ventimiglia (IM) nella casa del Barone Galleani. Il gruppo di Dolceacqua e quello di Bordighera, di cui facevano parte Biancheri Paolo e i fratelli Biancheri Bartolomeo e Ettore, dopo pochi giorni di prigionia, e presumibilmente sottoposti a torture, vengono fucilati in località forte San Paolo.
Giorgi
o Caudano, Gli eroi sono tutti giovani e belli. I caduti della Lotta di Liberazione. I^ Zona Liguria, Edito dall'Autore, 2020
 
[ n.d.r.: tra le pubblicazioni di Giorgio Caudano: Marco Cassini e Giorgio Caudano, Bordighera al tempo di Bicknell e Monet, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2021; Giorgio Caudano, L'immagine ritrovata. Ventimiglia e dintorni nei dipinti dell'Ottocento e primo Novecento, Alzani Editore, 2021; (a cura di) Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone, La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944-8 ottobre 1944), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016; Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, Edito dall'Autore, 2016  ]
 
Da documenti conservati nella cartella personale del partigiano caduto Piuri Adolfo (Archivio ISRECIm: II T 293) risulta che il 18 marzo 1945 durante un rastrellamento fascista a Dolceacqua, provocato dal maresciallo repubblicano Salvagni Luigi per vendicare il fratello Salvagni Federico Agostino, maresciallo della G.N.R. ucciso dai patrioti perchè guida dei tedeschi nelle barbare aggressioni di Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga (detto Salvagni Federico Agostino è citato a pag. 208 del volume “I Caduti della R.S.I. Imperia e provincia”, a cura di Alberto Politi, come caduto il 3.10.1944 nel territorio di Castelvittorio) furono catturati i partigiani: Balbo, Piuri, Rosso, Sasso, Verrando G.. Dopo esser stati torturati dai fascisti brigadiere repubblicano Verardi Achille, Maresciallo Stillo Giuseppe e caporal maggiore Piccinini Pietro, vennero consegnati al Comando Tedesco di Bevera (frazione di Ventimiglia) nella casa del Barone Galleani.
Il Comandante tedesco della zona di Dolceacqua era Obert Hippel della 38^ divisione - rep. 1 - Fanteria residente a Isolabona.
Dei 5 partigiani suddetti si perdono le tracce. Da una lettera del 2 luglio 1945 della Questura di Imperia indirizzata al CLN prov.le di Imperia si comunica che in data 17.06.1945 sono stati rinvenuti in località Forte San Paolo i cadaveri di 9 (?) garibaldini trucidati dai nazifascisti tra cui i 5 partigiani menzionati.
Sabina Giribaldi, Episodio di Forte San Paolo, Ventimiglia, 18-21.03.1945, Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia
 
Dolceacqua (IM): il Castello Doria

Nella mattinata del 18 marzo 1945 i nazifascisti eseguivano un duro rastrellamento nella sola Dolceacqua, voluto dal maresciallo repubblicano Luigi Salvagni, di servizio a Sanremo, per vendicare la mortedel fratello Federico, giustiziato dai patrioti perché guida dei tedeschi nelle barbare aggressioni a Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga. Venivano così catturati i patrioti Paolo Pietro Balbo (Pietro), nato nel 1928; Adolfo Piuri (Stella), nato nel 1924; Giuseppe Rosso (Pierino), nato nel 1926; Adolfo Piuri (Stella), nato nel 1924; Giuseppe Rosso (Pierino), nato nel 1926; Emilio Sasso (Puma), nato nel 1926 e Giuseppe Verrando (Mil), nato nel 1921. Il giorno successivo i cinque giovani venivano portati in casa di Teodoro Rosso, sempre a Dolceacqua, e pestati tanto barbaramente da far colare il loro sangue sul pavimento, battuti e martirizzati con cinghie, calci e pugni dal brigadiere Achille Verardi e dai militi della Brigata Nera, marescialo Giuseppe Stillo e caporale Pietro Piccinini. Nel pomeriggio venivano condotti al Comando tedesco di Bevera [Frazione di Ventimiglia], ubicato nella casa del barone Galleani, alla presenza di Obert Hippel, comandante della zona di Dolceacqua. Dunque, consegnati ai tedesci, si perdevano le loro tracce, anche oltre la Liberazione. Dopo più di due mesi di incessanti ricerche, il 17 di giugno nel forte San Paolo di Ventimiglia venivano rinvenuti, tra diversi altri, i corpi dei cinque patrioti assassinati dagli Unni al servizio dell'esercito tedesco.
Oltre una ventina di cittadini di Dolceacqua riceveranno il brevetto di partigiano combattente dalla Commissione Militare regionale ligure. Tra loro i cinque caduti più sopra menzionati, come pure il partigiano Giuseppe Dall'Orto che, catturato e deportato in Germania, sarebbe col tempo riuscito a ritornare a casa.
Dolceacqua subiva numerosi bombardamenti aerei e navali con la conseguente distruzione di otto edifici, mentre altri cinquantacinque rimanevano danneggiati compresi le scuole ed il cimitero. Dal 17 agosto 1944 al 21 febbraio 1945, quattordici bombardamenti causavano complessivamente sette vittime: Emma Barberis, Giuliano Petri, Carmela Pasquale, Vanda Alloni, Mario Gavazzi, Rosa Rigoni, Carlo Giglio. Ricordiamo pure Silvano Crivelli.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole, Op. cit.
 
4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione",  prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) si trovavano 200 tedeschi, così come ad Apricale (IM); a Dolceacqua (IM) 300 tedeschi...
9 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM del II° Battaglione "Marco Dino Rossi",  prot. n° 12, al comando della V^ Brigata - Segnalava che ... Dolceacqua (IM) era presidiata da circa 500 tedeschi dotati di 400 cavalli...
15 marzo 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 342, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che... sembrava che a Dolceacqua con i nuovi arrivi vi fossero addirittura 2.000 tedeschi con 500 muli al seguito...
22 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata, prot. n° 352, alla Sezione SIM della II^ Divisione - Comunicava che... a Dolceacqua i nemici superavano le 2.000 unità con una dotazione di "un alto numero di quadrupedi"...
23 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", prot. n° 353, al comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che ... a Dolceacqua vi erano più di 2.000 nazifascisti...
2 aprile 1945 - Dalla V^ Brigata, Sezione SIM (Servizio Informazioni Militari), prot. n° 370, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che circa 1000 tedeschi avevano lasciato il fronte di Ventimiglia, dove tuttavia permaneva una divisione. Che tutti i comandi tedeschi erano in procinto di essere trasferiti a Vallebona e a Borghetto [San Nicolò, Frazione di Bordighera]. Che il nemico aveva minato le strade di San Biagio della Cima, di Soldano, di Camporosso, di Dolceacqua...
da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit. 

giovedì 8 aprile 2021

Fucilati sulla porta del cimitero del paese


Dolceacqua (IM): la Chiesa di San Giorgio ed uno scorcio del cimitero

Amelio e Giuseppe Rondelli, fratelli di 16 e 19 anni, arrestati il 23 novembre 1944 nella loro casa in località Giuncheo a Camporosso. I motivi della loro cattura sono al momento ignoti. Fermati da due militi fascisti e da due soldati del 34 I.D. Grenadier - Regiment 253, vennero tenuti due giorni nella caserma di Camporosso e, nel tardo pomeriggio del 25 novembre, vennero fucilati presso la porta del cimitero di Dolceacqua. Il più anziano dei due fratelli venne lasciato in agonia tutta la notte e la mattina, ancora in vita, finito da un colpo di pistola sparato da un milite delle Brigate Nere.
Giorgio Caudano, Gli eroi sono tutti giovani e belli. I caduti della Lotta di Liberazione. I^ Zona Liguria, ed. in pr., 2020
 
[ n.d.r.: tra le pubblicazioni di Giorgio Caudano:  (a cura di) Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone, La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944 - 8 ottobre 1944), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016; Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, ed. in pr., 2016  ]

Dolceacqua (IM): la Chiesa di San Giorgio

[…] il 25 [novembre 1944] a Dolceacqua subiscono la stessa sorte: Giuseppe Rondelli e Amelio Rondelli, rispettivamente di anni 16 e di anni 19, catturati dalla S.S. due giorni prima...
Sulla commovente fine dei Rondelli, la loro sorella racconta: 
"Era il giorno 25 di novembre, Amelio e Giuseppe erano ancora addormentati, quando sentirono bussare violentemente alla porta. Furono obbligati ad uscire con le mani alzate… Erano quattro gli accompagnatori: due Tedeschi e due fascisti di Dolceacqua". 
Nel tratto di strada in località Giuncheo i Rondelli incontrarono la madre che tornava da Soldano; questa, vedendo i figli così scortati, rabbrividì ed esclamò: "Cosa fanno le mie creature in mezzo a questi venduti? E' una vergogna, lasciateli!" Ma i fascisti fecero prigioniera anche lei. Condussero madre e figli a Camporosso al Comando provvisorio, poi lì caricati sopra un furgone blindato e li portarono al Comando di Dolceacqua. 
Lì la madre fu messa insieme ad altri ostaggi, separata dai figli. 
A questi, picchiati a sangue, fu ordinato di fare tre volte il giro del paese e alla popolazione fu detto che quello era un piccolo esempio di quanto sarebbe successo a chi si fosse ribellato ai nazifascisti ed alle S.S. 
I fratelli Rondelli, trascinati per le vie del paese sanguinanti, non versarono una lacrima, ma con il volto rivolto in alto dissero: "Viva la Libertà! Siamo certi che il nostro sacrificio non sarà inutile". 
Furono ancora percossi e trascinati verso il cimitero, ma strada facendo, incontrarono un ragazzo di Bevera che viveva in montagna con i partigiani e che, conoscendo i Rondelli, rivolse loro un fuggevole saluto: così fu fatto pure lui prigioniero. 
Quando giunsero sulla porta del cimitero Amelio fu fatto passare per primo, poi l'amico, infine Giuseppe. 
Questi chiese come sola grazia di poter vedere per l'ultima volta la sorella, ma questo desiderio non venne esaudito. 
I tre prigionieri furono messi di fronte. Sapevano che per loro era giunta la fine ed in un ultimo slancio di generosità i due fratelli, pensando di salvare il compagno, dissero ad alta voce, mentendo: "Non vogliamo stare insieme a questo sporco fascista che ci fa schifo! ".
Il ragazzo fu liberato, mentre a loro fu dato un badile perché si scavassero la fossa. 
Messi vicini, con una raffica di mitra vennero falciati. Erano le 19.30 del 25 novembre 1944. 
I nazifascisti li lasciarono a terra e si allontanarono chiudendo il portone del cimitero. 
Nella notte Giuseppe, ferito gravemente ma ancora in vita, vedendo suo fratello che giaceva accanto, lo prese tra le braccia per rianimarlo, ma Amelio era morto; allora lo strinse al petto. 
Abbracciati furono trovati il giorno dopo, quando qualche passante, udendo dei lamenti, andò ad avvisare il Comando tedesco.
Fra quelli che si recarono sul posto c'era anche un dottore, il quale disse che il ragazzo si sarebbe ancora potuto salvare con delle cure adatte; ma un fascista estrasse la pistola e lo finì.
Così si concluse la vita di questi due ragazzi, travolti dalla ferocia e dall'odio degli uomini..."
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. La Resistenza nella provincia di Imperia da settembre a fine anno 1944, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Imperia e con il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Milanostampa Editore, Farigliano, 1977
 
Gli estratti dei documenti che qui seguono riportano accuse di delinquenza fatte alla memoria dei fratelli Rondelli, come se avessero potuto e potessero in qualche modo giustificare la loro barbara uccisione, ma tale aspetto è ancora più grave perché tale diceria potrebbe essere stata costruita sfruttando il fatto che probabilmente - come hanno tramandato alcune fonti orali, le stesse che confermano la loro collaborazione con i partigiani, ai quali avevano fornito alcune armi - i fratelli Rondelli, pochi giorni prima della morte, insieme ad un ragazzino di 13 anni avevano raccolto, perché affamati, della frutta - per giunta acerba - da alberi in terreni privati - ma anche da piante abbandonate - nella zona che da Brunetti di Camporosso scende verso Dolceacqua. In ogni caso, si anticipa che la Cassazione dichiarò il 12 gennaio 1948 estinto per amnistia il reato di collaborazionismo, l'unico ancora addebitato all'imputato Carlo Cardinali.
Adriano Maini
 
Durante l'istruzione risultò che l'imputato [Carlo Cardinali] aveva partecipato come componente di un plotone di esecuzione all'uccisione dei fratelli Rondelli [...] Per il reato di omicidio è parimenti accertato che egli procedette all'esecuzione sommaria, cioé alla fucilazione dei fratelli Rondelli, ma dubitasi che tale fucilazione sia avvenuta perché essi partigiani, o perché autori di furti e di rapina. Già in altro dibattimento fu ritenuto che l'uccisione fu dovuta perché delinquenti comuni, e la deposizione di Orrigo Giuseppe, denunciante e derubato, conferma ancora una volta tale ipotesi.
Sezione Speciale della Corte di Assise di Sanremo (Presidente Vincenzo Montulli), Sentenza contro Carlo Cardinali, 16 luglio 1946, documento in Archivio di Stato - Genova, ricerca di Paolo Bianchi di Sanremo (IM)

[...] 4°) di concorso in omicidio volontario, per avere fatto parte di un plotone di esecuzione, che uccise i fratelli Rondelli Amelio e Giuseppe, mediante fucilazione nel cimitero di Dolceacqua, il 23/11/1944 [...] la corte di merito [...] rilevò poi che era dubbio se egli avesse agito con dolo nella fucilazione dei fratelli Rondelli, che erano delinquenti comuni, e lo prosciolse dall'imputazione di concorso in omicidio per insufficienza di prove.
Suprema Corte di Cassazione, Sentenza sul ricorso proposto da 1°) P.M. 2°) Carlo Cardinali avverso la sentenza in data 16 luglio 1946 della Sezione Speciale della Corte di Assise di Sanremo, documento in Archivio di Stato - Genova, ricerca di Paolo Bianchi di Sanremo (IM)

domenica 13 dicembre 2020

Già notati svariate volte gruppi di ribelli armati

Dolceacqua (IM): Cappella dell'Addolorata

L'11 corrente, da certo Secondo BOSIO, residente in Ventimiglia, è stato catturato un colombo viaggiatore che portava un messaggio dei ribelli diretto alle autorità militari inglesi.
Si unisce copia del messaggio
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) del 28 maggio 1944, p. 21, così come da pubblicazione in Fondazione Luigi Micheletti.
 

Il Comando delle Brigate Nere ha una vasta rete di spionaggio che fornisce informazioni sui movimenti e sull'ubicazione delle formazioni partigiane.

Nel mese di giugno 1944 il predetto Comando ha a sua disposizione molte notizie sulla situazione numerica dei garibaldini e ne traccia un prospetto:

Rocchetta Nervina (IM)

«... Zona di Rocchetta Nervina
Già notati svariate volte gruppi di ribelli armati, in località Monte Forquin, al passo Mairige, a Monte Abellio; tutti provenienti dalla località Testa d'Alpe.

Airole (IM): uno scorcio di Val Roia

Zona di Airole
Notati gruppi di avvistamento a quota 677, quota 563 e presso il chilometro 10 della strada Ventimiglia-Airole.

Zona di Dolceacqua
Circa 70 ribelli armati trovansi nei pressi della Cappella dell'Addolorata, tra Dolceacqua e Monte Belgestro. Pare che altri gruppi di ribelli pure armati si trovino sulla cispluviale tra Roverino (Val Roja) e Camporosso (Val Nervia). Notati gruppi di avvistamento al chilometro 9 della strada Dolceacqua-Isolabona ed alla q. 370.

Isolabona (IM)

Zona di Isolabona
Notati gruppi di avvistamento e di sbandati presso il monte Morgi e presso la Cappella Marra a q. 577.

Pigna (IM): Corso De Sonnaz

Zona di Pigna e Castelvittorio
Accertata presenza di ribelli armati con armi automatiche e mortai e armamento individuale a Monte Gouta, Colle Venoso, Regione Grai, Margheria dei Boschi e monte Giardino. Il numero di questi è complessivamente di circa 800. Gruppi di avvistamento a monte Altomoro e Madonna di Campagna a q. 477, a Madonna Passoscio. Altri gruppi sparsi di circa 50 e 80 uomini armati sono stati visti a Buggio, Colle Prealba, a Monte Toraggio, a Monte Mera, a Monte Lega, con gruppi di avvistamento a quota 440, a Madonna del Carmine, a Madonna di Lausegno e nel paesetto di Orvegno, vicino a Monte Lega.

Apricale (IM): la strada provinciale

Zona di Apricale
Gruppi di sbandati notati, armati, a Monte Ruscarin, Monte Calvaria e a q. 300.

Vallebona (IM): alture di ponente

Zona di Vallebona e Seborga
Visti sostare diverse volte, presso il Passo del Bandito q. 703, gruppi di sbandati armati della forza di circa 20 - 30 elementi.    

Zona di Baiardo - Perinaldo e Ceriana
Accertata presenza di circa un centinaio di ribelli armati a Monte Mera; pure un centinaio a Monte Caggio, con gruppetti di avvistamento al chilometro 8 ed al chilometro 11 della strada Vallebona-Perinaldo. Sono stati visti transitare diverse volte, da San Romolo in direzione di monte Bignone, gruppi di 20 e 30 elementi di ribelli armati. Accertata presenza di due gruppi di circa 40 ribelli a Monte Ceppo e a Monte Cavanello, con gruppi di avvistamento al Passo di San Bernardo. Notati pure nuclei di ribelli armati a Baiardo nella villa Maiffret, nella galleria rifugio della villa e nella boscaglia adiacente. Accertata la presenza di un gruppo di circa 25 ribelli armati a Fascia d'Ubaga e a monte Merlo con gruppi di avvistamento a quota 536, quota 485, al chilometro 10 ed al chilometro 6 della strada Sanremo-Ceriana [...]».

Dagli incompleti dati in possesso del nemico, seppur non tutti attendibili e molti indubbiamente inesatti, si può valutare la possibilità di lotta della nostra Resistenza in quel periodo in cui l'entusiasmo saliva alle stelle ed in ogni valle risuonavano le canzoni partigiane.

Sul finire del mese di giugno del 1944, avviene un cruento combattimento sostenuto dal 16° distaccamento, che potrebbe anche essere ricordato come «La prima e l'ultima battaglia»; la battaglia cioè di un distaccamento appena costituito che si batte con grande coraggio, infligge gravi perdite ai Tedeschi e subisce, a sua volta, un rastrellamento tanto feroce, e giorni di martirio da non poter più essere ricomposto. I bravi giovani superstiti passano, quindi, a far parte di altri reparti. Noi, invece, il combattimento lo intitoliamo al nome della località presso cui si verificò e diciamo: «La battaglia di Sella Carpe».

Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992

Pagina 33 del Notiziario GNR del 24 giugno 1944 cit. infra - Fonte: Fondazione Luigi Micheletti

Il 20 corrente, verso le ore 17,30, banditi armati irruppero in Castelvittorio e, dopo aver bloccato tutte le strade di accesso al paese, penetrarono nella casa comunale dove bruciarono i manifesti e le bollette esattoriali, asportando una macchina da scrivere. Successivamente si portarono nell'ufficio postale ove danneggiarono l'apparecchio telegrafico, rendendolo inservibile. Infine si presentarono in diversi negozi di commestibili, asportando complessivamente 15 quintali di generi alimentari. Nell'allontanarsi costrinsero certo Bruno Rebaudo a seguirli [...].
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del giorno 24 giugno 1944,
p. 33, così come da pubblicazione in Fondazione Luigi Micheletti

mercoledì 7 agosto 2013

Azioni partigiane ai primi di settembre 1944 tra Val Roia, Pigna (IM), Vallecrosia e Bordighera

Dolceacqua (IM): a monte del paese (in fondo, il Monte Toraggio)

Breil-sur-Roya: alture a levante del paese

Camporosso (IM): alture sovrastanti da meridione Trucco, Frazione di Ventimiglia

Rocchetta Nervina (IM)

Airole (IM)

30 agosto 1944 [...] Sulle basse pendici ovest del monte Ainè [n.d.r.: che sovrasta da levante Breil-sur-Roya] una squadra del 4° distaccamento della V Brigata con un mitragliatore ed una mitragliatrice Fiat 35 attacca una colonna di carriaggi tedeschi. Interviene la Croce Rossa per il ritiro dei feriti.
- Elementi del 4° distaccamento della V Brigata, appostati sulla rotabile della Val Roja tra Airole e San Michele, mitragliano sino a tarda sera le macchine di passaggio.   
- Un'altra pattuglia del medesimo distaccamento, spintasi in perlustrazione nella zona di Ciaixe, interrompe per una cinquantina di metri la linea telefonica Dolceacqua-Trucco e recupera un mulo [...]
31 agosto 1944 - Una pattuglia del 4° distaccamento della V Brigata cattura a Rocchetta Nervina due militi fascisti in borghese e li invia al Comando di Brigata.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992     

25 agosto - Garibaldini della V^ Brigata fanno saltare il ponte di Bonda [n.d.r.: invero, si trattò del Ponte di Erici, poco più a valle di quello citato nel Bollettino] sulla strada Pigna-Isolabona.
[...] 27 agosto - A Pigna Monte Ceppo, in Località Carmo Langan Monte Grai, viene interrotta la strada per la Val Nervia.
CLN Alta Italia, Corpo Volontari della Libertà, Comando Generale per l'Italia occupata, Bollettino n° 9 - 15 settembre 1944 -, Dai Bollettini della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "F. Cascione" (22 giugno-27 agosto). Fonte: Fondazione Gramsci
                                                                                          

Dolceacqua (IM)

Il piano d’attacco si svolse durante tutta l’ultima settimana del mese [di agosto 1944] con un susseguirsi ininterrotto di azioni audaci compiute da piccoli nuclei di arditi, da squadre, da distaccamenti o da più distaccamenti insieme… In quei giorni si distinsero i distaccamenti di Gino [Luigi Napolitano], di Leo [Stefano Carabalona] e di Moscone [Basilio Mosconi]. Alla fine il nemico rinunciò a difendere le sue posizioni di Pigna: evacuò il paese e si ritirò su posizioni più arretrate (Isolabona-Dolceacqua), abbandonando nella fuga precipitosa armi e munizioni che furono recuperate dai nostri e che andarono ad arricchire l’esiguo armamento di cui la brigata era provvista. Venne occupata Pigna, dove si stabilì il comando dei Partigiani
Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, ed. A.L.I.S, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Il fiume Roia poco a monte di Olivetta San Michele (IM)

1.9.1944

Una pattuglia del IV° Distaccamento della V^ Brigata [n.d.r.: "Luigi Nuvoloni" dell'appena costituita Divisione "Felice Cascione", trasformazione della precedente IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione"] in agguato sulla rotabile di Val Roia sbrindellava un camion tedesco e metteva fuori combattimento alcuni soldati di guardia.

La strada provinciale tra Isolabona e Pigna

Dolceacqua (IM): a valle del paese

Colline di Dolceacqua (IM)

2.9.1944
Distaccamenti della V^ Brigata combattono oltre Pigna (IM). A Dolceacqua (IM) colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi tipo "Tigre". I tedeschi hanno abbandonato diverse zone.
Una squadra del Distaccamento Comando della V^ Brigata, dopo aver fatto un'azione di cannoneggiamento sulle posizioni tedesche di Dolceacqua (IM), attaccava sulla rotabile Pigna-Isolabona (IM) un'ottantina di tedeschi, che tentavano di passare il ponte rotto per entrare in Pigna. Dopo parecchie ore la squadra ripiegava perché i tedeschi abbandonavano la zona. Da parte tedesca tre morti e diversi feriti. Per quanto riguarda i partigiani, veniva preso prigioniero il Vice Comandante "Fuoco" [Marco Dino Rossi] e si registravano due feriti.

3.9.1944
Il VI° Distaccamento della V^ Brigata disarmava nei pressi di Bordighera (IM) una postazione tenuta da un presidio delle SS italiane. Venivano catturati 18 militi e tutto il materiale d'armamento costituito da 3 mortai da 81 mm con relative munizioni, 5 armi automatiche e 4 mitra, tutti con relative munizioni.
Nella notte una squadra del IV° Distaccamento della IV^ Brigata ["Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione"] penetrava nel campo di concentramento di Vallecrosia (IM), riuscendo a liberare 88 prigionieri politici, fra cui 8 donne.

Da documento ufficiale della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione", edito in Mario Mascia, Op. cit. 
 
 
Marco Dino Rossi, ufficiale di complemento della GAF, dopo l’8 settembre 1943 rimase nella zona di Ventimiglia e tra i primi salì in montagna partecipando alle prime azioni partigiane. Capo di Stato Maggiore della Brigata Nuvoloni, fu uno degli artefici dell’operazione che portò alla distruzione del Ponte degli Erici, lungo la strada tra Isolabona e Pigna, in Val Nervia. Nel corso di un’azione tedesca, volta a risalire la valle per saggiare la resistenza delle difese partigiane, venne catturato mentre accorreva in bicicletta in soccorso dei suoi uomini. Dopo pochi giorni trascorsi nella prigione di Imperia (alcune fonti parlano, invece, di Sanremo) venne fucilato.
Giorgio Caudano
 
Perinaldo (IM)

Scesi da Perinaldo (IM), muniti anche di un mitragliatore Breda e di una St. Etienne, parteciparono all'azione, tra gli altri, Mario Miguel Adler, Giovanni Tobruk Vesco, Moro (probabilmente Giuseppe Arnaldi), Barba, Alberto Quadrio Robinson e Tarzan; quindici uomini in tutto; un ragazzo, di cui il narratore non ricorda il nome, e Robinson si avvicinarono all'obiettivo camuffati da fascisti, Adler da tedesco: così nella testimonianza di Ferruccio Ragno Corte, un racconto pittoresco, ricompreso all'interno di Mascia, Op. cit. infra, un racconto che sostiene che il "colpo era fallito, ma i tedeschi avevano lasciato sul terreno un morto ed un ferito".
Adriano Maini
 
 
Vallecrosia (IM): Via Giovanni XXIII

Nella mia Resistenza passata a Perinaldo partecipai all'attacco al campo di Vallecrosia insieme ai sappisti di Vallecrosia. Scendemmo nottetempo e prendemmo posizione sulla riva sinistra del torrente dirimpetto alla caserma che adesso è sede della Fassi. Neutralizzammo la sentinella e i sappisti dal lato di Via San Rocco penetrarono nella caserma e liberarono alcuni prigionieri rinchiusi nel campo... venimmo attaccati da una autocolonna di tedeschi... Il sanremese Adler venne raggiunto da una raffica di ben 8 colpi. Non morì. Era un giovane di origine ebrea, sfollato a Perinaldo con la madre austriaca per sfuggire alle deportazioni. A Perinaldo si era arruolato con noi. Quando fu ferito la madre contattò l’ufficiale tedesco che lo aveva catturato, diede false generalità e spiegò che lei ed il figlio erano solo degli sfollati e che non avevano niente a che fare con i partigiani. L’ufficiale si convinse ed autorizzò il ricovero di Adler all’ospedale di Sanremo, dove fu trasportato su un carretto da alcuni contadini di Perinaldo. Su disposizione del CLN portai personalmente alla mamma di Adler, all’ospedale di Sanremo, 5.000 lire di allora. Fu un grosso rischio: ero giovane e renitente alla leva; se fossi stato fermato, sarei stato passato per le armi sul posto. Mi abbigliai con il vestito migliore e un po’ a piedi un po’ in bicicletta raggiunsi Adler all’ospedale. Era sotto la tenda ad ossigeno, crivellato di colpi. A detta dei medici difficilmente si sarebbe salvato. Si salvò e a guerra finita fummo colleghi di lavoro per tanti anni...
Angelo Athos Mariani in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007 

Gli attacchi aerei sono diminuiti di intensità mentre quelli navali cominciano a far sentire il loro preoccupante peso in quanto da circa una settimana dinanzi alla costa Ligure numerose navi di ogni tipo cannoneggiano Mentone (che è stata evacuata dai tedeschi nelle ultime 24 ore), Ponte San Luigi, Grimaldi, i forti di La Turbie, Vallecrosia e Bordighera.
Per tali ragioni nella giornata di ieri ho sfollato sia i detenuti che gli internati del campo di concentramento di Vallecrosia.
Imperia, 12 settembre 1944
Giovanni Sergiacomi, Questore di Imperia, Al capo della Polizia
 
 ... il distaccamento SAP di Vallecrosia nato negli ultimi giorni di luglio '44.
nota 63 a pagina 136 in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999


Vallecrosia (IM): in primo piano la zona dove era ubicato il campo di concentramento

Bordighera (IM): Località Madonna della Ruota

Bordighera (IM): Via Vittorio Veneto

Una squadra del 4° distaccamento penetra nel campo di concentramento di Vallecrosia la notte del 3 di settembre, riesce a liberare ottantotto prigionieri politici tra cui otto donne. L'azione era stata programmata da tempo da una quindicina di partigiani, tra cui Alberto Quadrio (Robinson), che poi diventerà comandante del distaccamento G.A.P. "Zamboni" della brigata "G. Matteotti" di San Remo, da Ferruccio Corte (Ragno), da "Barba", "Tarzan", "Moro", "Ciccio", "Vesco" ed alcuni altri. [...] Il 3 di settembre poderosa azione in Bordighera: alcuni garibaldini del 6° distaccamento, compreso Martino Blancardi (Martinetto), attaccano di sorpresa il nemico a Selvadolce e catturano venti fascisti e ingenti quantitativi di armi comprendenti quattro mortai da 81 mm., centosessanta fucili, dieci mitra, dieci fucili mitragliatori con rispettive munizioni, quindi liberano parecchi prigionieri politici rinchiusi nelle carceri locali; il giorno dopo gli stessi attaccano Villa Balzi per liberare un ferito di nome Autano e disarmano un fascista alla Madonna della Ruota (testimonianza scritta di Martino Blancardi) [...] Il 18 di settembre, mentre i Tedeschi bruciano vivo il garibaldino Emilio Veneziano (Spartaco) di Agostino, nato il 31.10.1922, sul monte Morga (Isolabona), squadre del 4° distaccamento (2° battaglione Ivan) catturano un milite locale, sergente maggiore fascista della San Marco, il quale durante l'interrogatorio fornisce preziose notizie al Comando della IV Brigata, relative alla preparazione di un grande rastrellamento da attuarsi entro il giorno 25 del mese corrente, col concorso di bersaglieri e di sanmarchini, le cui forze erano state così dislocate: [...]
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. Da settembre a fine anno 1944, ed. Amministrazione Provinciale di Imperia, 1977 
 
Isolabona (IM): uno scorcio

Anche se, come sembra, la sua adesione al movimento partigiano non fosse particolarmente rilevante, il giorno 16 settembre 1944 Emilio Veziano di Isolabona venne arrestato a seguito di una delazione di un paio di compaesani, la cui condizione di spie fu in seguito accertata. Portato a poche centinaia di metri dal casone della sua campagna venne barbaramente ucciso. Secondo testimoni fu gettato in un tombino e poi avvolto dalle fiamme. Vista l’accanimento riservato alla sua persona è verosimile che fosse accusato di aver fornito notizie ai partigiani che all’epoca occupavano la vicina Pigna.
Giorgio Caudano