lunedì 20 luglio 2026

Le formazioni GAP di Sanremo tentarono di mettersi in contatto con gli Alleati


Già una squadra GAP cittadina era stata creata in collina a Sanremo per iniziativa di Giuseppe Anselmi e di Adolfo Siffredi: essa agiva e si sviluppava sotto il comando di Aldo Baggioli ed Adriano Siffredi; ma occorreva appoggiarla e dirigerla nel quadro generale della  lotta e questo compito sarebbe spettato al C.L.N., al quale far capo.
Fu perciò che per iniziativa del Partito Comunista e di un gruppo socialista si giunse, alla metà di luglio [1944], alla costituzione del primo comitato periferico del circondario, quello di San Martino [a levante del centro urbano], composto da Oreste Manetti, sostituito quasi subito da Alfredo Rovelli, per il PCI; Mario Mascia, per i socialisti, segretario; Mario Benza, indipendente; Emilio Mascia, comandante militare, con Giovanni Siffredi, vice comandante.
Il Comitato di San Martino assunse le funzioni del Comitato Comunale e si pose subito in diretto contatto con quello di Imperia. I primi servizi essenziali per lo sviluppo della lotta entrarono nella fase organizzativa: la prima SAP del Comitato venne costituita ufficialmente con 16 elementi.
Mario MasciaL'epopea dell'esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia 

Nasce ben presto il primo gruppo cittadino delle SAP (sedici uomini) e nell'agosto [1944] sorge la prima sezione del PSIUP. Ciò significa che anche fuori del PCI le altre forze antifasciste iniziano ad organizzarsi ed a contribuire più incisivamente nella lotta. Nell'ottobre Donzella e Gismondi vengono arrestati, mentre Cremieux evita la cattura con la fuga. Nel frattempo il CLN di San Martino si riorganizza assumendo definitvamente funzione comunale, ufficialmente riconosciuta dal CLNP il 2 novembre 1944, e prosegue la sua dura ed efficace lotta fino alla Liberazione.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992 

Oldoino Maurizio (Mauro), che salì in montagna subito dopo l'8 settembre 1943, entrò poi nella banda garibaldina di Tito [n.d.r.: Rinaldo Risso, o Tito R., in seguito vice comandante della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione"] dove rimase dal febbraio al marzo 1944, entrerà quindi - ritornato in Sanremo - nelle formazioni GAP (2 agosto), ed infine da queste inviato in Francia per tentare di mettersi in contatto con gli Alleati, resterà tagliato fuori dai tedeschi, ed entrerà nel Maquis (nome di battaglia "Batté Leo"), dove sarà promosso sergente di un battaglione di volontari stranieri, con i quali per oltre sette mesi combatterà contro i tedeschi sul confine italiano...  Caramia Francesco (Franco) che dal primo C.L.N. Sanremese e per esso più precisamente da Salvatore Marchesi e da Adolfo [Fifo] Siffredi ebbe incarico di arruolarsi nella milizia per esperire opera di informatore e di disgregatore e che lascerà tale incarico dopo circa tre mesi per entrare direttamente alle dipendenze del CLN circondariale, per il quale dall’ottobre 1944 in poi presterà servizio di staffetta per il collegamento con Bordighera....
Giovanni StratoStoria della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia   

Nella zona circondariale di Sanremo i primi nuclei GAP sorgono nel mese di luglio del 1944. Detti gruppi assumono la denominazione di Brigata GAP "G. Matteotti" e, come nell'imperiese, la loro base è alla periferia cittadina, in zona collinare e boscosa.
La Brigata è composta dai tre distaccamenti "G.B. Zunino", "Fiandrino" e "Leone". Il numero complessivo degli effettivi si aggira sulla sessantina di giovani, alla guida dei quali sono nominati il comandante Aldo Baggioli (Cichito) ed il commissario Adriano Siffredi (Riccardo).
Numerose sono le azioni condotte contro i nazifascisti da tali gruppi. Alcune di esse hanno richiesto veramente grande audacia e perizia da parte degli esecutori. Accenniamo ad alcune di esse:
 - Attacco [ai primi di ottobre del 1944] contro la caserma di via Privata [l’attuale via Escoffier] (situata ai margini della città vecchia) con il conseguente disarmo di dodici militi, la cattura di due di essi, l'incendio dello stabile e la liberazione dei detenuti politici. Il piano, benché studiato e definito in ogni dettaglio dal Comandante e dal Commissario delle formazioni GAP comportava notevoli rischi. Nel corso di una riunione di un gruppo di audaci in casa del professore G.B. Calvini, al fine di garantire la sorpresa ed una ritirata snella e veloce, si decide di effettuare un'azione condotta da pochi uomini ben armati e dal procedere rapido. Si scelgono perciò elementi decisi edi assoluta fedeltà, tra cui Armando Bonfante con il fratello, Nino Carbone, Nando Cazzolino, Salvatore Grassadonna, Sergio Grignolio (Ghepeù), Dario Gruttin e "Saetta". "Cichito" e "Riccardo", attraverso le staffette erano già in contatto con "Negus" e "Totò", due militi collaboratori della Resistenza. Alle ore 21 inizia l'azione con il blocco delle strade adiacenti ed il controllo di via Palazzo, piazza Colombo e l'angolo di via Vittorio. A notte inoltrata si imbocca via Privata, sede della caserma. Tutto perfetto: trambusto, militi svegliati ed immobilizzati. Si recuperano fucili, mitragliatori, una mitragliatrice opesante, moschetti, pistole e munizioni. Si liberano i prigionieri, tra cui il dottor Marco Donzella, il generale Minchi, l'avvocatessa Ada Barbieri e don Angelo Aprosio, che rimangono meravigliati per tanto coraggio.
- Attacco notturno contro la casa del Fascio, in piazza Colombo a Sanremo, con l'uccisione di una pericolosa spia fascista.
- Attacco contro i bersaglieri in località Solaro.
- Colpo contro il presidio tedesco ubicato in San Romolo.
- Eliminazione di otto ufficiali e soldati tedeschi, di sette bersaglieri e di oltre venticinque spie nazifasciste.
Nel febbraio 1945 le tre formazioni GAP accennate vengono riunite nel distaccamento GAP "Mario Zamboni", ridotto a quattrordici uomini scelti per coraggio e capacità, al comando di Roberto Quadrio, mentre il garibaldino Mario Chiodo ["Dorio"] è nominato addetto al comando ed ai collegamenti [da altre fonti Mario Chiodo risulta in quel periodo ufficiale di collegamento del Distaccamento SAP "Giobatta Zunino": forse ebbe due cariche in contemporanea].
Anche questo distaccamento porta a termine numerose azioni, tra cui segnaliamo in particolare:
- La liberazione di garibaldini sorvegliati nell'ospedale civile di Sanremo e la contemporanea cattura di tre militi.
- L'eliminazione di una nota spia e di sei fascisti.
- Il salvataggio della famiglia Marty.
Carlo Rubaudo, Op. cit.

Nel frattempo Avogadro, in veste di collaboratore dell’intelligence britannica, per allacciare col Piemonte un servizio informativo alle dipendenze degli inglesi si era recato in Liguria, dove l’Arma «aveva perso molto terreno in seguito alla condotta degli ufficiali di quella Legione che in massa avevano aderito alla repubblica» <14. Riconoscendo improba l’impresa di impiantare un’organizzazione clandestina, per le sue forze e per la limitatezza delle sovvenzioni, riuscì a raggruppare una cinquantina di carabinieri nella zona tra Imperia e Sanremo, affidati alle cure del pretore di Taggia, il giudice Alessandro Savio, insieme al quale incontrò un comandante di una banda in costituzione (probabilmente Michele Silvestri “Milano”, comandante del distaccamento Gap di Verezzo, confluito poi nelle Sap di Imperia), ma i contatti con gli uomini di questo territorio furono saltuari per il resto della guerra.
Enrico Pagano, “A favore dell’Arma”. L’attività nel periodo clandestino di Rodolfo Avogadro di Vigliano, questore di Vercelli nominato dal Cln, l’impegno, a. XXXV, nuova serie, n. 2, dicembre 2015, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia
 
Un altro distaccamento dei GAP sanremesi, riconosciuto come appartenente alla Brigata GAP «Matteotti» e comandato da Michele Silvestri, operò invece nella zona di Verezzo, compiendo numerose audaci imprese con le quali riuscì a recuperare denaro, indumenti e viveri che furono poi inviati alle formazioni partigiane di Gino Napolitano e Vincenzo Orengo. 
Carlo Rubaudo, Op. cit.