domenica 26 luglio 2026

Sulle alture di Verezzo colpivano un partigiano che per mancanza di munizioni aveva gettato l’arma e si era arreso

Uno scorcio di Verezzo, Frazione del comune di Sanremo (IM)

Interrogatorio di Curti Valter (squadrista della Brigata Nera “Padoan”, distaccamento di Sanremo) del 28.5.1945: "[...] In seguito alla segnalazione di un partigiano traditore, una sera verso le ore 21, ci siamo recati alla villa Impero [di Sanremo (IM)] dove avremmo dovuto trovare elementi partigiani. Durante la perquisizione, venimmo fatti segno a colpi d’arma da fuoco che ferirono me ed il mio compagno Rubaudo Pietro. Il Capitano Mangano fece subito arrestare il padrone di casa ed un capitano ivi dimorante in servizio presso il tribunale militare. Il partigiano che diresse questa operazione, Impedovo Mario, nome di battaglia “Fernandel”, si arruolò subito nella brigata nera e divenne uno degli elementi più accesi data la sua conoscenza precisa dell’ubicazione dei partigiani" [...] Il Pelucchini ed il Nicco, assieme a reparti della SS, si resero colpevoli di tre delitti avvenuti nei pressi di Villetta [ sempre in Sanremo] alla vigilia del Natale del 1944. Sempre durante il periodo della mia degenza, seppi che reparti della brigata nera, unitamente a tedeschi, recatosi sulle alture di Verezzo, dopo un piccolo scontro, colpivano un partigiano che per mancanza di munizioni aveva gettato l’arma e si era arreso e lo finivano a colpi di pistola. Poiché il partigiano si manteneva ancora in vita, un tedesco avvicinatosi gli scaricò sulla testa la sua pistola. Dichiaro che il Pelucchini, l’Impedovo ed il Nicco erano in piena collaborazione con gli appartenenti alla SS Italiana, numerosi fra i quali si distinguevano elementi italiani residenti all’estero" [...] Interrogatorio di Maselli Pietro (squadrista della Brigata nera “Padoan”, distaccamento di Sanremo) del 14.7.1945: "[...] Nel febbraio del 1945 ho preso parte ad un rastrellamento effettuato in regione Pamparà di Ceriana. Dirigeva il servizio il Capitano Sainas della GNR. Io facevo parte della squadra del Capitano Bossolasco che aveva l’incarico di fermarsi nella valletta del torrente Armea, da dove, dopo circa un’ora dal nostro arrivo, sentimmo diversi colpi d’arma da fuoco. Ci siamo quindi poi spostati a Beusi dove ci riunimmo agli altri reparti. Qui venni a sapere che durante il rastrellamento erano stati uccisi i partigiani Moscone e Molosso, ma non seppi da chi". Leonardo SandriProcesso ai fascisti: una documentazione, Vol. 9 - Liguria: Imperia - Savona - La Spezia, StreetLib, Milano, 2019

3 gennaio 1945 - XXIII
Entrando [in Sanremo] nel laboratorio dell'orologiaio Edmondo Pignotti (Piazzale pensile del mercato - presso l'Anagrafe) a sinistra c'è un apparecchio telefonico che intercetta le altre comunicazioni tramite innesti. Provvedere ad un sopraluogo tecnico non appena saranno ripristinate le linee telefoniche. [...]
9 gennaio 1945 - XIII
"A Imperia c'è un maggiore che fa il doppio gioco. È un maggiore della G.N.R. Attualmente non ne conosco il nome, ma posso dire in maniera categorica che sa molto sulla fuga di Moscone. Ha pure aiutato molto nella scarcerazione di Cavallero. Deve pure sapere l'attuale posizione di Moscone". Informatore Imp. M.
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, ricerca  di Paolo Bianchi di Sanremo 
 
24 gennaio 1945 - Bando dei Cacciatori degli Appennini - Invito ai renitenti alla leva [repubblichina] a costituirsi entro 48 ore pena l'applicazione della legge di guerra.
24 gennaio 1945 - Dal tenente Alfredo Molinari, comandante del presidio repubblichino di Nasino, al commissario prefettizio di quel comune - Comunicava che "... alle ore 18 è scaduto il termine per la presentazione. Nessuno ha ubbidito al bando. Peggio per loro. Per domani mattina alle 8 voi mi porterete l'elenco nominativo con tutti i dati anagrafici di tutti gli uomini interessati al bando. Non ammetto ritardi...".
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
Imperia.
Notizie sui fuori legge e dislocazioni delle bande.
In seguito alle recenti nevicate le bande si sono ritirate nelle valli appoggiandosi ai centri abitati di Mendatica e Montegrosso.
L'armamento è il seguente: mortai da 81 e 45, armi automatiche pesanti e leggere, cannoni da 75.
Le bande, di tendenza badogliana, sono comandate dai capitani Martinengo e Umberto.
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del giorno 18 gennaio 1945, p. 18. Fonte:  Fondazione Luigi Micheletti   
 
8 gennaio 1945 - Dal comando della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 140 segreteria, al comando del I° Battaglione "Mario Bini", al comando del II° battaglione "Marco Dino Rossi" ed al comando del III° Battaglione "Orazio Secondo" - Alcuni giovani si erano presentati ai competenti uffici della RSI (Repubblica Sociale) perché i loro genitori temevano rappresaglie. "Necessario assumere severi provvedimenti contro chiunque svolga propaganda contro il movimento partigiano".
18 gennaio 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata, prot. n° 265, al comando della II^ Divisione - Relazione militare sul rastrellamento subito il 17 gennaio nelle zone Tumena, San Faustino, Ciabaudo, Vignai.
20 gennaio 1945 - Dal comando della V^ Brigata - Sezione S.I.M. al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che i tedeschi di stanza a Badalucco si erano diretti a Carpasio e che a Taggia erano giunti 20 agenti di P.S. che avrebbero dovuto tentare di infiltrarsi tra i partigiani e che a Sanremo era arrivato un Battaglione della San Marco adibito ai rastrellamenti.
24 gennaio 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 219/CL, al comando della V^ Brigata - Comunicava l'attivazione di due staffette alla settimana, giovedì e domenica, tra la costa e la montagna e ricordava al comando di Brigata di inoltrare a sua volta le notizie ricevute verso le altre formazioni.
Rocco Fava, Op. cit.
 
27 gennaio 1945
Il Comando dei bersaglieri [n.d.r.: la frase "dei bersaglieri" sembra cancellata con una riga] Settore di Via Fiorentina [in Sanremo (IM)] ha richiesto i Legionari Nicò [n.d.r.: si trattava di Gin o Gim Mano Nera, fucilato dai partigiani al cimitero della Foce di Sanremo il 26 aprile 1945], Pelucchini, Impedovo, Maselli. Sono andati verso le ore 19. Per informazioni?
Continua la pattuglia mista con la P.S. e la G.N.R. per servizio di notte.
In più, una pattuglia nostra in missione nella città vecchia.
28 gennaio 1945. In missione a San Bartolomeo [Frazione di Sanremo] per prelevare "Nini", nipote di Pier de la Vigna [...]
29 gennaio 1945
Siamo partiti 30 uomini, al comando personale del Comandante Mangano per Imperia, alla 32^ Brigata Nera, a piedi.
Partiti alle 22 del 28 gennaio siamo giunti alle 3,30 antimeridiane di oggi, 29 gennaio.
Senonché non siamo stati impegnati in altre operazioni e, senza altre novità, siamo tornati, parte in camion di fortuna (14 uomini) e parte in corriera (16 uomini).
Ha partecipato il Capo-Squadra Bossolasco.
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, ricerca  di Paolo Bianchi di Sanremo
 
Il 23 febbraio 1945 veniva ucciso a Beusi il garibaldino Moscone [n.d.r.: purtroppo non diversamente identificato, in ogni caso da non confondere con il comandante partigiano Basilio Moscone Mosconi], il quale era già stato ferito cinque giorni prima a Bussana, Frazione di Sanremo, mentre tentava il recupero di materiale bellico insieme a "Cancello" (Guerrino Mosso). Moscone venne ricoverato presso un Distaccamento del III° battaglione "Candido Queirolo" "per essere curato dal medico del Battaglione mentre il sottotenente 'Cancello' rientrava al Distaccamento per riferire dell'accaduto. Il giorno 23 febbraio fu eseguito in Beusi un rastrellamento da parte dei nazi-fascisti. Il garibaldino Moscone fu sorpreso unitamente ad altri in un casone a dormire. Benché ferito si gettava sopra il primo milite... fu ucciso selvaggiamente e fattone scempio il suo corpo venne abbandonato in tale località "(relazione successiva del 7 maggio 1945 - Dal comando del IX° Distaccamento "Bianchi" del III° Battaglione "Orazio 'Ugo' Secondo" della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 7, al comando del III° Battaglione - documento Isrecim).
Rocco Fava, Op. cit.