lunedì 30 marzo 2020

Noi di Langan avevamo un mortaietto da 45 mm, due mitragliatrici pesanti ed un mortaio da 81


Il Pizzo d'Evigno visto dal Pizzo Montin - Fonte: Monti Liguri
 
Con la metà di giugno 1944 iniziò per i garibaldini un periodo di aspri combattimenti.
In località Carpenosa [nel comune di Molini di Triora (IM)] era dislocato all'interno di una casermetta un presidio tedesco, già più volte attaccato dal 4° e dal V° distaccamento della IX^ Brigata.
Agiva con il medesimo intento anche il gruppo di Gino * Luigi Napolitano di Sanremo (IM), forte di una cinquantina di uomini, con lo scopo di ottenere una dignitosa sede, una volta espugnata la costruzione in oggetto.
Gino intimò la resa ai nazisti.
Il 18 giugno 1944, allo scadere dell'ultimatum dei patrioti, giunsero considerevoli rinforzi ai tedeschi.
Gino mandò una staffetta, Barbieri, in motocicletta a Carmo Langan [Castelvittorio (IM)] per chiedere rinforzi al comando del V° distaccamento.
"Vitò" [anche Vittò/Ivano, Giuseppe Vittorio Guglielmo, già combattente nelle Brigate Internazionali a difesa della Repubblica Spagnola, organizzatore di una delle prime bande partigiane in provincia di Imperia, poi comandante di un Distaccamento della IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", dal 7 luglio 1944 comandante della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" e dal 19 Dicembre 1944 comandante della II^ Divisione "Felice Cascione"], il comandante, era, invece, assente, perché in missione a Pigna (IM).
Erven **, assunto provvisoriamente il comando, portò aiuto a Carpenosa anche con un mortaio da 81. Erven ricordò il fatto con queste parole in don Ermando MichelettoLa V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” (Dal Diario di Domino nero Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975: Noi di Langan avevamo un mortaietto da 45 mm, due mitragliatrici pesanti ed un mortaio da 81, che solo 3 giorni prima ci era stato portato dal Piemonte. Però era privo di piastra di basamento e di congegno di puntamento [...] caricammo sul camion le armi pesanti, quelle che noi chiamavano pesanti in rapporto a quelle che erano portate personalmente ed alcuni uomini.
Il sopraggiungere degli uomini di Erven e del mortaio da 81 diede nuove energie agli assedianti.
Una granata centrò il capannone in cui era situato il dispositivo per il brillamento del campo minato, predisposto dal nemico. Gli effetti della deflagrazione furono notevoli: i tedeschi fuggirono in camion ed il distaccamento di Gino si trasferì a Carpenosa.
La battaglia di Pizzo d'Evigno, comune di Diano Arentino (IM), mise in luce le brillanti qualità del comandante Silvio Cion Bonfante.
Il suo Distaccamento, Volante, era dislocato in quella zona.
All'alba del 19 giugno 1944 numerosi reparti tedeschi, arrivando in parte da Cesio (IM), ed in parte da Chiusanico (IM), tentarono l'accerchiamento dei garibaldini.
Gli uomini di Cion, seppur inferiori per numero e per armamento, riuscirono a sganciarsi con astuzia.
Senonché in questo scontro cadde il partigiano Silvano Belgrano ***.
Nella sua relazione Bonfante scrisse che le perdite in campo tedesco ammontavano a 62 unità, tra cui un capitano tedesco ed un tenente fascista. [...]
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999

Nel giugno del 1944 un gruppo di 63 cittadini ventimigliesi, fra i quali una donna, già individualmente impegnati nella lotta di liberazione, si attestavano in Località Cimone sui pendii nel Monte Grammondo (Frazione Villatella) [del comune di Ventimiglia (IM)] non lontano dalla frontiera, organizzandosi come «Distaccamento Partigiano Grammondo» [facente capo alla IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", dai primi di luglio alla II^ Divisione "Felice Cascione", alla fine di luglio alla V^ Brigata "Luigi Nuvoloni"] con raggio d’azione in Val Roia e Val Bevera, fra Olivetta San Michele, Airole e Ponte San Luigi. 
MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia nel corso della 2^ Guerra Mondiale, Relazione per il conferimento di una Medaglia d’Oro al Valor Militare - Edita dal Comune di Ventimiglia (IM), 10  aprile 1971 - Tipografia Penone di Ventimiglia (IM)

12/6/44 ... Ci aggreghiamo a quel gruppo e con loro raggiungiamo il Comando della banda a Costa di Carpasio... 13/6/44 ... C'è una riunione di capi partigiani: Ernesto Corradi è nominato capo banda e inviato al confine francese sul monte Grammondo... 
Giorgio Lavagna (Tigre), Dall'Arroscia alla Provenza Fazzoletti Garibaldini nella Resistenza, I.S.R.E.C.IM. - ed. Cav. A. Dominici - Oneglia - Imperia, 1982 

A giugno 1944 Vitò ripensò ai fascisti di Briga. Incaricò Vladimiro [Angelo Apollonio] e Pagasempre [Arnolfo Ravetti, in seguito Capo di Stato Maggiore della V^ Brigata della II^ Divisione] di andare ad ispezionare il paese... Il treno, formato da due soli vagoni, infine arrivò. Il macchinista era incaricato della consegna dei pacchi. Sorpreso dai partigiani, non oppose alcuna resistenza. Un partigiano, già addetto in ferrovia, rese la macchina inservibile, manomettendone alcune parti. Vennero tagliati un'altra volta i fili del telfono e del telegrafo. L'azione riuscì più facile di quanto si fosse pensato. Il bottino fu piuttosto misero: cinque quintali di riso, scatolame e tanto pane. I fascisti del caposaldo furono costretti a portare i sacchi verso i muli e a caricarli. Anche i due della stazione e il macchinista furono trascinati via [per un tratto del cammino di ritorno dei garibaldini] come ostaggi... Pagasempre... "... fui investito da schegge e materiale terroso. Svenni... Ero ferito al braccio sinistro e al collo... Lavai le ferite e mi fasciai come potei con il fazzoletto e con brani della mia camicia... Dei miei compagni più nessuna traccia..." Pagasempre aveva protetto la ritirata dei compagni... "Ebbi la fortuna di incontrare a Cima Marta Leo Anfossi, Pavia [medico della V^ Brigata], il nostro medico. Mi prestò cure adeguate..." Gli uomini del gruppo si erano ritirati ognuno per proprio conto.  
don Ermando MichelettoOp. cit. 

In località San Martino di Soldano (IM) ci unimmo ad un gruppo di studenti di Sanremo che il C.L.N. aveva indirizzato verso noi per raggiungere Langan. Tra quei giovani credo ci fosse anche Italo Calvino [di lì a breve tra i redattori del giornale “Il Garibaldino”, stampato a Realdo, Frazione di Triora (IM), di cui furono creatori ed animatori Fragola Doria ([Armando Izzo) e Silla, Ferdinando Peitavino, di Isolabona (IM), quest’ultimo in seguito, da fine gennaio 1945, vice commissario politico della II^ Divisione]. Non ne sono sicuro, ma dalle fotografie dello scrittore viste nel dopoguerra sono certo di aver riconosciuto un compagno con i quali trascorsi a Carmo Langan [località di Castelvittorio (IM)] i miei primi giorni da partigiano. Quando giungemmo sopra Castelvittorio (IM), ci venne incontro un partigiano, un militare unitosi alla resistenza dopo l’8 settembre 1943, tale Iezzoni “Argo[Altorino Iezzoni, nato ad Atri (TE), il 26/04/1914, già caporale del Regio Esercito, commissario di Distaccamento della neoformata IX^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Felice Cascione”], che ci accompagnò fino a Langan, dove c’era il “quartier generale” e dove si concentravano tutti i neo-partigiani. Salutandoci, il partigiano Iezzoni ci disse che l’indomani probabilmente sarebbero sbarcati gli alleati. Sarebbe stato, invece, il giorno della da noi famosa “notte dei bengala” del 21 giugno del 1944, quando tutti credevano e speravano nello sbarco degli alleati e invece ci fu solo un grande bombardamento. Otto giorni dopo [il 27 giugno 1944]Argo” moriva in un’operazione a Baiardo (IM). Fu il primo schiaffo che ricevetti dalla realtà della mia guerra di partigiano.Fummo segnati su un grosso registro e arruolati al comando di Vittò... Restammo a Langan un paio di giorni e depositammo le armi che ci eravamo procurati a Vallecrosia, tanto avevamo possibilità di averne altre, recuperandole tra quelle nelle caserme abbandonate o gettate dai soldati dell’armata italiana in rotta dal fronte francese dopo l’8 settembre. Con altri 6 o 7 scendemmo in Alpicella, vicino a Perinaldo (IM), dove c’era un rudere di caserma con i muri perimetrali, ma senza tetto. Qui si radunarono fino a più di 40 partigiani.
Renato Plancia Dorgia, in Gruppo Sbarchi Vallecrosia [Partigiani del mare] di Giuseppe Mac Fiorucci  < ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM) >

[...] in Liguria, dove il movimento partigiano era stato messo in forte difficoltà dalle operazioni tedesche della primavera finalizzate a mantenere libero il territorio in vista di eventuali sbarchi alleati, vide nascere in giugno il primo comando militare regionale. Anche qui il periodo estivo vide la liberazione di diverse porzioni del territorio, come le vallate e diversi centri dell’imperiese da parte dei partigiani della Prima Zona. Queste aree subirono poi pesanti rastrellamenti tedeschi, coadiuvati da reparti italiani della RSI addestrati in Germania, come le divisioni Monterosa e San Marco che, a partire dal 15 agosto 1944, costituiranno, insieme alle altre divisioni repubblichine Littorio e Italia e a reparti tedeschi, l’Armata Liguria al comando del maresciallo Graziani.[…]  
Gabriele RonchettiLe montagne dei Partigiani (150 luoghi della Resistenza in Italia), Viaggi nella Storia, Mattioli 1885, 2011

* Luigi Gino Napolitano di Sanremo (IM). Dalle formazioni autonome di "Mauri" [maggiore Enrico Martini, comandante del gruppo divisioni alpine autonome] a marzo 1944 passò definitivamente alle formazioni Garibaldi dell'estremo ponente ligure. Per le sue doti di coraggio e spirito combattivo veniva subito nominato comandante di un Distaccamento che, per l'aumentato numero di volontari, divenne poi Battaglione. Come risulta da un rapporto, era considerato dai nazi-fascisti "elemento assai pericoloso". Protagonista di un gran numero di battaglie tra le quali: Carpenosa, Giugno 1944; Badalucco, 29 giugno 1944; Ceriana, Agosto 1944; Carmo Langan, 8 ottobre 1944 e febbraio 1945; Baiardo, marzo 1945. Ferito in combattimento a Baiardo. A dicembre 1944 commissario del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata. Da fine gennaio 1945 vice comandante della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni". Vittorio Detassis Isrecim

** Bruno Erven Luppi. Nato a Novi di Modena l'8 maggio 1916. Figlio di un antifascista, fin da ragazzo prese parte alla lotta clandestina contro il regime fascista e, nel 1935, venne arrestato e incarcerato a Modena.  Trasferitosi a Taggia (IM), si inserì nell'organizzazione comunista clandestina di Sanremo (IM). L'8 settembre 1943 era ufficiale dell'esercito quando venne catturato dai tedeschi. Riuscì però a fuggire a Roma dove partecipò ai combattimenti di Porta San Paolo. Tornato nuovamente in Liguria, fu tra gli organizzatori della lotta armata ed entrò a far parte del C.L.N. di Sanremo. Per incarico della Federazione Comunista di Imperia il 20 giugno 1944 organizzò, con altri dirigenti del partito, la prima formazione regolare partigiana del ponente ligure, la IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", con sede nel bosco di Rezzo (IM), la quale diventò a luglio 1944 la II^ Divisione "Felice Cascione".  Il 27 giugno 1944 da comandante di Distaccamento venne gravemente ferito nella battaglia di Sella Carpe tra Baiardo (IM) e Badalucco (IM). Per mesi riuscì avventurosamente, ancorché costretto alla macchia pur nelle sue tragiche condizioni di salute, a sottrarsi alla cattura da parte del nemico. In seguito, appena guarito, assunse la carica di vice commissario della I^ Zona Operativa Liguria. Vittorio Detassis Isrecim

*** Silvano Belgrano "Silvano".
Nato ad Imperia il 5 agosto 1924. Appartenente al Distaccamento "Volante". All’alba del 19 giugno 1944 il distaccamento di Silvio Bonfante "Cion", di stanza ad Evigno [Diano Arentino (IM)], venne attaccato da forze nemiche, numericamente di gran lunga superiori, che ne tentarono l’accerchiamento. I partigiani si portarono sulle alture e combatterono strenuamente a lungo: i tedeschi non passarono che a sera. I garibaldini, protetti dai loro compagni, si misero in salvo. Tutti, ad eccezione di Silvano Belgrano. In seguito si appurerà che a causarne la morte era stata una spia infiltratasi tra le fila dei garibaldini. A Silvano Belgrano venne intitolata la I^ Brigata della VI^ Divisione "Silvio Bonfante". da una pubblicazione A.N.P.I. Savona