L'8 o il 9 febbraio 1945, a seconda delle fonti, venne ferito in un agguato a Vallecrosia Stefano Leo Carabalona, già comandante dell'8° Distaccamento della IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", poi comandante di un Distaccamento della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", in quel momento responsabile della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato. Adriano Maini
[...] Iniziò ufficialmente una più stretta collaborazione tra la Resistenza italiana e le forze alleate.
Al Belgrano, antico palazzo-maniero di Nizza ove risiedeva il comando interalleato, presentai le mie credenziali e fummo accolti e considerati a tutti gli effetti come "collaboratori", anche se non ancora "alleati". Facemmo presente anche che il nostro impegno alla lotta della liberazione dell'Italia era dettato da motivi ideali e non da convenienze personali. Chiarimmo anche con gli altri agenti italiani che già operavano con i servizi alleati, in gran parte contrabbandieri ed avventurieri, che non era nostra intenzione rischiare la pelle per fare le spie prezzolate, ancorché dalla parte giusta. Tutti si dichiararono entusiasti di partecipare alla lotta per la liberazione dell'Italia dai nazifascisti. Il contributo dei contrabbandieri alla Resistenza fu enorme ed è bene che venga reso pubblico e riconosciuto. Quando necessario partecipavamo alle riunioni dei comandi alleati. Compito della Resistenza era quello di raccogliere quante più informazioni possibili sul dislocamento e sui movimenti delle forze nazifasciste e sul posizionamento dei campi minati lungo la costa. I viaggi tra la Francia e Vallecrosia si intensificarono, con l'invio di armi ed equipaggiamenti per i partigiani. L'invio di armi era sempre stato un problema. I lanci con i paracadute quasi un disastro, e, quando andavano a buon fine, le armi si rivelavano inadeguate. Su indicazione del commissario Mascia di Sanremo rappresentai con insistenza la necessità che ci venissero fomite armi e munizioni compatibili con la preda bellica tedesca che riuscivamo a sottrarre ai nazifascisti. Per quanto possibile cercammo di evitare i bombardamenti per abbattere i ponti e gli altri obiettivi militari, perché creavano troppi danni alla popolazione civile.
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| Mentone |
Renzo Rossi (Renzo, Stienca, Zero)… dopo aver riorganizzato il CLN di Bordighera e dopo un periodo di permanenza in montagna lavorerà per il CLN circondariale adoperandosi tra l’altro in viaggi via mare… per stabilire rapporti tra le forze resistenziali italiane e ufficiali americani, inglesi, francesi…
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| Nizza |
Renzo [Renzo Stienca/Gianni Rossi] si accreditò presso l’OSS a Nizza. In seguito fece 4 viaggi [recando armi, documenti, uomini di collegamento, materiale vario] via mare dalla Francia [alla costa di Vallecrosia]... Renzo propose una nuova procedura con la quale si potevano avvisare i partigiani in attesa sulla costa italiana. Procedura che consisteva nello sparare due razzi da Cap Martin di modo che fossero visibili dall'area di Bordighera. Un compito che fu affidato al comando francese di Mentone. Il 17 marzo un battello, che portava due pacchi di armi e di munizioni per i partigiani, partiva da Villefranche con a bordo Renzo ed altri 2 uomini. Ma nessun razzo venne sparato, non ci fu nessuno ad accogliere in Italia quella piccola spedizione ed il battello tornò indietro. L'operazione venne ritentata con successo due notti più tardi, quella del 19 marzo... Renzo tornò definitivamente in Italia la notte del 27 aprile 1945, sbarcando a Sanremo…
Sir Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II, Paperback, 2013
10 marzo 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 410, al CLN di Bordighera - ... Segnalava che il Comando Operativo della I^ Zona Liguria desiderava inviare alcuni documenti in Francia tramite "Leo" [Stefano Carabalona, che, ferito, dal 5 marzo era già stato portato in salvo in Costa Azzurra] e di conseguenza chiedeva la data in cui fosse stato disponibile "Leo". Comunicava che 6 uomini dovevano varcare il confine.
12 marzo 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 424, al "Capitano Roberta" [Robert Bentley, capitano del SOE britannico, ufficiale di collegamento alleato con i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] - Comunicava che... quel giorno stesso il CLN di Bordighera aveva avvertito che "Leo" e "Rosina" [Luciano Mannini], accompagnati da altri due partigiani [Renzo Biancheri e Renzo Rossi], erano, nella notte tra il 5 ed il 6 marzo partiti per la Francia; che "Leo" era sempre ferito; che il suo passaggio in Francia era stato affrettato...
14 marzo 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 436, a "R.C.B." [Robert Bentley] - Comunicava che ... i garibaldini partiti tra il 5 ed il 6 marzo per la Francia non erano ancora rientrati.
19 marzo 1945 - Dal CLN di Sanremo, Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] , prot. n° 467/SIM, a "Brunero" [Francesco Bianchi], responsabile S.I.M. della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che ... "Renzo" [Renzo "Stienca" Rossi] era ancora trattenuto in Francia...
13 aprile 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria ad "Orsini" [Agostino Bramè, commissario politico della V^ Brigata] - Si sollecitava maggiore attenzione nell’individuare per tempo e nell’avvertire di movimenti del nemico rispetto alla tematica sbarchi, in quanto il motoscafo di "Renzo" [Renzo "Stienca" Rossi], ricevuta una segnalazione sospetta dalla costa, era appena tornato indietro.
da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), "La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945)" - Tomo II - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999












