Per tutto l'inverno i due schieramenti si fronteggiarono conservando le rispettive consegne, che erano di mantenere un atteggiamento difensivo. Scambi di artiglieria e scontri tra pattuglie causarono solamente, considerando le carneficine subite in altri fronti, il sacrificio di 43 morti e 135 feriti da parte americana e 8 morti e 32 feriti da quella francese, le perdite italo-tedesche furono verosimilmente equivalenti <347.
Nei giorni precedenti l'arrivo della primavera venne dispiegata, lungo la frontiera italo-francese, la 1^ Divisione della Francia Libera del generale Pierre Garbay, forte di 16.613 uomini, proveniente dal fronte alsaziano e trasferiti per dare una spallata a questo sonnacchioso scenario di guerra. La fine dell'inverno fu caratterizzata da rastrellamenti decisi dal comando tedesco per eliminare all'origine qualsiasi eventuale problema, che avrebbe potuto presentarsi, nel momento dell'eventuale ritirata, a causa di una recrudescenza delle azioni partigiane in procinto di riorganizzarsi con l'avvento della buona stagione.
346 A questi si aggiunsero, allo scopo di colmare il divario di forze favorevole ai nemici italo-tedeschi, una serie eterogenea di unità francesi costituite da ex membri del F.F.L e da volontari di origine o nazionalità italiana.
347 Pierre-Emmanuel Klingbeil, op. cit. infra, pag 233.
Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, ed. in pr., 2016
31 gennaio 1945 - Da "Laios" al comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Informava che a Briga [La Brigue, Alpes-Maritimes, Vallée de la Roya. In tutta la zona di confine, in particolare attraverso la Val Roia, proprio in quel periodo si intensificarono gli sforzi per fare penetrare agenti francesi] si trovavano 30-40 tedeschi, 50 russi ed alcuni militari della RSI e che "Natalin della Gamba" aveva riferito che i russi di Briga gli avevano chiesto l'ubicazione delle forze partigiane, "pregandolo di aiutarli a scappare per raggiungere la zona partigiana".
16 febbraio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 45, al comando della V^ Brigata e al comando della II^ Divisione - Comunicava... che a Briga Marittima erano stanziati circa 100 uomini tra tedeschi e russi, oltre a 40 genieri della RSI; che sempre da Briga erano fuggiti una ventina di soldati, in prevalenza russi, ricercati dai tedeschi; che Tenda era stata bombardata da aerei alleati, che avevano causato la morte anche di 2 ufficiali; che Fontan, Saorge, Forte Tirion e San Michele [Frazione di Olivetta San Michele (IM)] erano occupati da tedeschi, che Breil, Libri, Piena e Olivetta [il borgo principale di Olivetta San Michele] erano terra di nessuno.
15 marzo 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 342, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che ... i nazisti avevano abbandonato Breil e Saorge.
15 marzo 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 342, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che… "il paese di Trucco [Frazione di Ventimiglia (IM) in Val Roia] sul confine italo-francese è presidiato da 30 tedeschi con una batteria antiaerea da 20 mm"…
22 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata, prot. n° 352, alla Sezione SIM della II^ Divisione - Comunicava che... le zone Sanremo-Bordighera e Briga [Marittima]-San Dalmazzo [di Tenda] erano quelle privilegiate per i bombardamenti alleati.
da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
Giorgio Caudano, Op. cit.
10 aprile 1945 - Dalla Sezione [responsabile, "Brunero" Francesco Bianchi] S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 381, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che... Sosteneva che l'esercito francese aveva conquistato importanti punti strategici.
17 aprile 1945 - Dal comando del Distaccamento "Silvio Torcello" della III^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Libero Briganti" della I^ Divisione "Gin Bevilacqua" [II^ Zona Operativa Liguria] al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Segnalava che il fotografo Aristide Piccioni, abitante con il fratello sarto a Briga [La Brigue, Alpi Marittime], "esplica servizi di spionaggio a favore delle forze della RSI".
18 aprile 1945 - Dall'informatore "Max" [Massimo Porre] al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che da Briga [La Brigue, Val Roia] erano arrivati dai garibaldini 7 prigionieri russi, di cui 4 armati di ta-pum, i quali, con l'aiuto come interprete di "Andrey" avevano riferito che non c'erano più SS nella zona Briga-San Dalmazzo-Tenda e che i tedeschi avevano terrore dei partigiani al punto che avrebbero voluto compiere una resa alle truppe inglesi. Segnalava, poi, che i francesi avevano conquistato con l'uso dei lanciafiamme il forte di Outillon, giungendo a soli 3 km. da Fontan; che Breglio [Breil-sur-Roya] era stata occupata dai degollisti; che i tedeschi avevano fermato 40 civili a Briga e 120 a Tenda per costruire fortificazioni o per trasferirli a Vernante (al di là del Colle di Tenda in provincia di Cuneo]; ... che alcuni tedeschi erano saliti a Cima Marta a cercare 8 soldati russi evasi il 17 aprile da Briga [La Brigue, Val Roia]; che i tedeschi in ogni caso sarebbero stati in procinto di abbandonare quest'ultima zona; ...
18 aprile 1945 - Dal comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione - Scriveva, dato che il capo di Stato Maggiore [Leo il mortaista, Vittorio Curlo] della Divisione aveva informato lo scrivente comando della decisione del comando di Divisione di formare un nuovo Distaccamento a Pigna (IM) al comando di "Franco", che "questo ci meraviglia per varie ragioni", aggiungendo che se a Briga [La Brigue, Val Roia] vi erano dei nuovi volontari questi dovevano essere inquadrati nella V^ Brigata e distribuiti nei vari Distaccamenti già esistenti...
19 aprile 1945 - Da "Tina" [probabilmente Battistina Mucignat, nata a Rezzo (IM) il 29/10/1916, patriota della IV^ Brigata "Elsio Guarrini"] al comandante [della II^ Divizione "Felice Cascione"] "Vittò" ["Ivano", Giuseppe Vittorio Guglielmo] - Segnalava che "Briga è campo libero, nella notte partiranno tutte le truppe, nella giornata in corso non opereranno alcuna sortita, regolarsi di conseguenza".
22 aprile 1945 - Da Kimi [Ivar Oddone, commissario politico della II^ Divisione] al comando della II^ Divisione - Segnalava che una fonte attendibile riferiva che la radio francese aveva annunciato la notizia dell'occupazione di Briga Marittima [La Brigue, Val Roia francese, dipartimento delle Alpi Marittime] da parte delle truppe degaulliste e la penetrazione delle stesse in territorio italiano.
22 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Si chiedevano con urgenza precise disposizioni nei confronti delle truppe liberatrici, che con ogni probabilità saranno Degolliste; le competenze nei confronti del CLN e delle SAP secondo gli accordi intervenuti tra voi e dette organizzazioni… se bisogna portare gradi, in caso positivo quali.
23 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 79, a "Max" [Massimo Porre] - Indicava "... se possibile creare un CLN a Briga con le modalità indicate da 'Kimi' [Ivar Oddone, commissario politico della II^ Divisione]..."
24 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Perinaldo (IM) al comando della II^ Divisione - Comunicava che una nostra staffetta ha preso oggi contatto con un piccolo nucleo di degollisti dentro Ventimiglia. Tutta questa zona è tranquilla.
Giorgio Caudano, Op. cit.
Gli abitanti potevano votare solamente per l’annessione alla Francia o per l’astensione, senza possibilità di esprimere la volontà di restare con l’Italia. Inoltre a chi si rifiutava di recarsi al voto veniva confiscata la carta annonaria necessaria per ricevere alimenti. La lingua italiana fu proibita nelle scuole, il parroco di Tenda che si era rifiutato di celebrare la Messa in francese fu espulso immediatamente dal paese. Il 6 maggio fu imposta l’amministrazione francese, che inoltre procedette all’occupazione delle centrali elettriche di San Dalmazzo, Paganin e Piena, quest’ultima distrutta dai soldati tedeschi in ritirata nel Maggio 1945. Praticamente le maggiori centrali idroelettriche della Val Roia, che dal 1914 fornivano energia elettrica a quasi tutto il sistema ferroviario ligure, nonché a gran parte delle industrie dell’Italia nord occidentale, tra cui i complessi siderurgici di Genova e Saronno, i cantieri navali di La Spezia, fino agli stabilimenti chimici di Montecatini, furono sequestrate e fatte proprie dai francesi.
Solo dopo un complesso negoziato internazionale sulla regolamentazione delle acque del fiume Roia l’Italia riuscì a mantenere le centrali più piccole di Airole e Bevera, con una produzione di energia elettrica piuttosto modesta, che fino ad oggi non copre neppure il fabbisogno totale della provincia di Imperia.
Antonio Cataldi, Le annessioni territoriali francesi ai danni dell’Italia imposte dal “Trattato di Pace” del 10 Febbraio 1947, What's up!, 29 gennaio 2021
Mentre gli abitanti della Valle Roia furono liberati dai partigiani italiani della V Brigata Garibaldi “Nuvoloni”, dopo la ritirata tedesca e fascista, un centinaio di soldati del 29° Régiment Tirailleurs Algériens occupò Tenda e Briga il 26 e 27 aprile 1945.
Lo stesso giorno il comando francese ordinò il disarmo dei partigiani, che ebbero solo sei ore di tempo per lasciare la zona e togliere le bandiere italiane dagli edifici pubblici e dai monumenti. Il 28 aprile arrivarono da Nizza numerose famiglie francesi con camion militari e a esse furono date riserve alimentari, bandiere francesi, foto di De Gaulle. L’indomani gli abitanti di Tenda e Briga videro i muri dei loro paesi tappezzati di scritte e di manifesti francesi, mentre il Comité de Rattachement dichiarava decadute le amministrazioni italiane.
Il 29 aprile 1945, i francesi tennero un plebiscito farsa per formalizzare l’annessione. Al referendum si poteva votare solamente per l’annessione o per l’astensione, senza l’opzione di rimanere con Roma. A Briga si contarono 976 voti per la Francia e 39 schede bianche; a Tenda 893 favorevoli e 37 schede bianche. Il solo modo di opporsi era non votare, ma chi avesse deciso in questo senso si sarebbe visto ritirare la carta annonaria.
Il Comité de Rattachement, impedì l’uso della lingua italiana a scuola, furono cambiati i nomi delle vie e il parroco di Tenda, don Ginata, il quale si era rifiutato di celebrare la Santa Messa in francese (si era sempre celebrata nel vetus ordo in latino), fu obbligato a lasciare subito il paese.
Il 6 maggio venne imposta a Tenda e Briga l’amministrazione francese dal prefetto delle Alpi Marittime, e i francesi occuparono le centrali dell’acqua: la sola risorsa economica d’una valle già molto povera.
A San Dalmazzo, l’ingegnere Alessandro Bosis, che aveva fatto la Resistenza, fu arrestato: si era opposto alla confisca della centrale italiana di cui era direttore; i francesi avevano dirottato l’acqua verso la loro riviera.
Su richiesta del governo italiano, gli americani cercarono di entrare nella valle per favorire una pace tra francesi e italiani che non avrebbe contemplato cessione di territori, ma il comando francese si oppose e gli Alleati s’insediarono simbolicamente nella zona, senza tuttavia esercitare alcun potere.
La Francia occuperà l’entroterra con il Régiment Tirailleurs Sénégalais e arriverà fino a Imperia.
Roberto Saletta, L’annessione alla Francia di Briga e Tenda nel 1947, etnie, 4 settembre 2017















