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mercoledì 5 agosto 2020

Il rastrellamento nazifascista di Besta

Diano San Pietro (IM): Monumento ai Caduti in Guerra - Fonte: Mapio.net

Nella mattinata del 5 febbraio 1945 nella zona di Diano San Pietro (IM) si svolse un rastrellamento nazifascista ai danni della I^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Silvano Belgrano" della Divisione "Silvio Bonfante". Le forze nemiche erano divise in 3 colonne "una partita da Pairola, via Colletto, un'altra proveniente da Diano Castello, via Diano San Pietro, che puntavano sulla frazione Besta [località nel territorio del comune di Diano San Pietro (IM)] sede della I^ squadra, mentre una terza proveniente da Chiusavecchia cercava di chiudere la via verso l'interno", come recita un documento garibaldino.
La squadra del Distaccamento "Francesco Agnese" riuscì a sganciarsi quasi al completo, tranne 5 uomini che cercarono di nascondersi in rifugi già predisposti... secondo quanto sostiene il professor F. Biga... Franco Raspin Piacentini [nato ad Alessandria il 21 novembre 1923] si suicidava per non cadere in mano ai nemici...
Due giorni dopo si seppe che i nemici durante il  rastrellamento di Diano San Pietro avevano ucciso 2 civili sessantenni, perché trovati al lavoro.
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
5 febbraio 1945 - Dal comando del Distaccamento "Francesco Agnese" della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della Divisione "Silvio Bonfante" al comando  della I^ Brigata - Segnalava un rastrellamento avvenuto nella zona di insediamento del Distaccamento stesso, un rastrellamento durante il quale un garibaldino era rimasto arso vivo e 4 partigiani erano stato fatti prigionieri.
5 febbraio 1945 - Dal comando del Distaccamento "Francesco Agnese" al comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della Divisione "Silvio Bonfante" - Completava il precedente rapporto aggiungendo che i garibaldini prigionieri erano stati portati verso Chiusavecchia e che tra i fascisti che li avevano catturati erano stati riconosciuti il capitano Borro, il guardacaccia Musso ed Emanuele il ciclista, tra i tedeschi il capitano Winter.
da documenti Isrecim in Rocco Fava, Op. cit. - Tomo II

Franco Raspin/Raspen Piacentini - Fonte: ANPI Savona
 
Pare che a seguito all'abbaiare insistente di un cane, sia individuato il posto in cui è nascosto Piacentini il quale, dalla testimonianza dei compagni nascosti nell'altro rifugio, anziché arrendersi, spara un colpo di rivoltella contro un brigatista nero della compagnia del capitano Ferraris, ferendolo ad una mano. Dopo aver gettato nel rifugio qualche bomba a mano, i fascisti estraggono il corpo di Raspin e lo bruciano. I quattro compagni di Piacentini (Emilio <Zari o Stendal, di Milano> Zari, Luigi <Luis di Andora (SV)> Vaghi, Giorgio Parmeggiani <Joe di Bologna; sulla lapide a Chiusavecchia (IM) Parmiggiani>, Antonio <Villa> Gioffrè) sono portati a Chiusavecchia e trucidati. Nel testo Diano e Cervo nella Resistenza, l'autore, Francesco Biga, scrive che Piacentini, rifiutandosi di darsi prigioniero, si toglie la vita nel rifugio con un colpo di pistola. Piacentini Franco è decorato alla memoria con medaglia d’argento al valor militare. A Franco Piacentini è intitolato un Distaccamento della Brigata "Silvano Belgrano" - Divisione d’assalto Garibaldi "Silvio Bonfante". 
Redazione, Arrivano i Partigiani, inserto "2. Le formazioni di montagna della I^ e della VI^ Zona Operativa Ligure che operavano nella provincia di Savona", I RESISTENTI, ANPI Savona, 2011
 
Il giorno 3 di febbraio 1945 tre colonne di nazifascisti effettuano un grande rastrellamento a Diano San Pietro (zona di Besta): si scontrano con un gruppo di garibaldini del distaccamento “F. Agnese” e sorprendono cinque garibaldini in un rifugio antirasteallamento. Mentre Franco Piacentini (Raspin), rifiutandosi di darsi prigioniero, si toglie la vita nel rifugio con un colpo di pistola, dove i tedeschi ne bruciano il corpo, gli altri quattro, Zari E., Vaghi L., Parmeggiani G. e Gioffrè A., condotti prigionieri a Chiusavecchia, saranno fucilati il giorno dopo.
Notizie tratte da Francesco Biga, Vol. IV della “Storia della Resistenza imperiese”, pagg. 131,132,133 e da Francesco Biga,, “Dalle valli al mare. Diano e Cervo nella Resistenza”, pagg. 207,208,209,210
Sabina Giribaldi, Episodio di Chiusavecchia, 03-04.02.1945Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia
 
Giorgio Parmeggiani - Fonte
 
Parmeggiani Giorgio, «Joe», da Primo ed Ermelinda Bracci; n. il 28/3/1924 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare. Ferroviere. Prestò servizio militare in marina sino all'8/9/43.
Catturato dai tedeschi dopo l'armistizio, venne deportato in Germania.
Arruolatosi in un reparto della RSI, disertò appena rientrato in Italia e militò nella 1ª brg Garibaldi Liguria della 6ª div Bonfante.
Catturato durante un combattimento a Chiusavecchia (IM), fu costretto ad assistere all'esecuzione sommaria di un compagno di lotta. Dopo essere stato a lungo torturato, venne fucilato il 4/2/1945 a Diano S. Pietro (IM).
Riconosciuto partigiano dal 14/9/44 al 4/2/45.
Gli è stata conferita la medaglia di bronzo alla memoria con la seguente motivazione: «Rientrato dalla Germania dove era stato deportato, si univa alle locali formazioni partigiane dimostrando in ogni occasione sprezzo del pericolo, ardimento e spirito combattivo. Catturato in rastrellamento, tradotto incatenato in un centro abitato della zona, costretto ad assistere all'esecuzione sommaria di altro partigiano, sottoposto ad atroci sevizie durante interminabili estenuanti interrogatori, non svelava nulla che potesse danneggiare il movimento della resistenza ed affrontava serenamente il supremo sacrificio per il bene della Patria.». Diano S. Pietro, Chiusavecchia (Imperia), 2-4 febbraio 1945.
(a cura di) Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese (1919-1945), Vol. IV, Dizionario biografico M - Q, Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna "Luciano Bergonzini", Istituto per la Storia di Bologna, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, 1985-2003 
 
Era il 5 febbraio 1945. Al sorgere dell'alba ci incamminammo verso Diano San Pietro. Eravamo giunti quasi nel paese quando sentimmo raffiche di mitra. Ci attirò l'attenzione una colonna di soldati tedeschi che, scendendo da Diano Castello, veniva verso di noi. Ci portammo rapidamente al passo della Erbarea, che portava verso Pairola, e ci appostammo in quel punto in quanto potevamo vedere nelle due vallate di Diano e di Cervo (Valle Steria) l'avvicinarsi di soldati nemici. Sentimmo diverse sparatorie proveniente dai luoghi ove erano ubicati i nostri rifugi nella zona di Besta e poi, silenzio totale. Preoccupati per i nostri compagni nascosti nei rifugi, ci avviammo in quella direzione. Quando giungemmo quasi sul luogo, avvertii un acre odore di carne bruciata; lo feci notare ai miei compagni di viaggio dicendo loro che, probabilmente, i tedeschi avevano bruciato qualcuno dei nostri compagni. Al che Germano e Mancen mi risposero: "Sandro, sei sempre lo stesso, vedi pericoli in ogni luogo,adesso senti anche odore di carne bruciata, piantala di fare in ogni occasione il pessimista". Dopo qualche decina di metri l'odore si fece più forte ed anche i miei compagni convenirono che qualche cosa era successo. Quando in un piccolo spiazzo, distante da noi una cinquantina di metri, notammo delle fiammelle, ci dirigemmo in quella direzione. Giunti sul posto, trovammo un corpo umano quasi completamente carbonizzato e notammo delle fiammelle ancora sopra una spalla e sopra un piede.
Attraverso alcuni brandelli di indumenti non bruciati identificammo il corpo del povero Franco Piacentini Raspen. Poi venimmo a sapere che gli altri quattro compagni (Emilio Zari, Luigi Vaghi, Giorgio Parmeggiani, Antonio Giuffrè) si erano arresi. Invece l'altro rifugio che si trovava nei pressi non venne individuato e gli occupanti (tra cui Peccenen e tre soldati russi), salvatisi, ci raccontarono che i nostri compagni erano stati quasi massacrati di botte [...] che Raspen si era rifiutato di arrendersi sparando dal rifugio un colpo di rivoltella contro il brigatista nero della compagnia Ferraris (tra le bande fasciste, la più sanguinaria), probabilmente ferendolo ad una mano. Allora i nemici avevano gettato nel rifugio qualche bomba a mano; non sentendo più alcun rumore, da sopra il rifugio avevano scavato, finchè non erano riusciti ad estrarre il corpo del povero compagno che, collocato sopra un mucchio di fascine, era stato bruciato, dando fuoco ad un liquido infiammabile.
Per il momento non ci rimase altro da fare che dare pietosa sepoltura nel cimitero di Diano San Pietro ai poveri resti (dopo la Liberazione, io, Germano e Frattini, li portammo ad Alessandria, sua città natale). I quattro che si arresero furono portati a Chiusavecchia, torturati per una notte intera e, all'alba del giorno dopo, fucilati.

La lapide rammentata da Sandro Badellino, op. cit. infra. Fonte: pietre della memoria
 
Una lapide, ivi collocata, con i nomi dei quattro e di altri partigiani uccisi nel medesimo luogo, ricorda il loro martirio.
Sovente ripenso che, se il comandante Giuseppe Saguato ("Pippo") [n.d.r.: anche Buffalo Bill o Bill, comandante del Distaccamento "Francesco Agnese" della I^ Brigata] non mi avesse portato con sé nella casa della Tassi in località Sant'Anna, sarei rimasto nel rifugio dove era Raspen. Sulla lapide di Chiusavecchia indubbiamente oggi ci sarebbe anche il mio nome.
Sandro Badellino, Mia memoria partigiana. Esperienze di vita e vicende di lotta per la libertà di un garibaldino imperiese (1944-1945), edizioni Amadeo, Imperia, 1998
 

lunedì 23 dicembre 2019

Da "K 20" al SIM della VI^ Divisione Partigiana "Silvio Bonfante"

San Bartolomeo al Mare (IM)
 
Imperia: i due ponti sul torrente Impero, quello della Via Aurelia e quello ferroviario (sullo sfondo)

Il mese di aprile 1945 si aprì per i tedeschi con un prolungato allarme per il da tempo temuto sbarco alleato, dato che sul litorale erano stati avvistati diversi natanti alleati.
I comandi nazisti irrigidirono la disciplina, consegnarono le truppe in caserma, addirittura nelle zone di Diano, Cervo ed Andora fecero dormire gli uomini nelle gallerie usate anche come depositi di munizioni. Fecero continuare i lavori di fortificazione dei presidi e ne fecero iniziare di nuovi, come per il posto di vedetta sul torrente Impero ad Imperia o per lo sbarramento anticarro sul ponte San Pietro a Diano Marina.
In caso di sbarco ostile le forze germaniche avrebbero abbandonato la costa per dirigersi su Ormea (CN) e poi nelle Langhe dove, esaurita l'ultima resistenza, si sarebbero arrese agli alleati.
Dal 1° aprile e nei giorni successivi dai presidi di Cervo e di Pontedassio drappelli di soldati tedeschi incominciarono a dirigersi verso il Piemonte lungo la strada n° 28, dopo avere tagliato la linea telefonica, e smontato e poi caricato su mezzi ippotrainati centraline telefoniche e batterie antiaeree.
Il 1° aprile al comando di "Tamara" una squadra del Distaccamento "Igino Rainis" del Battaglione "Ugo Calderoni" della II^ Brigata "Nino Berio" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" uccideva in un'imboscata 4 soldati tedeschi a Garessio (CN).
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
26 marzo 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto", Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando [comandante "Giorgio", Giorgio Olivero] della Divisione "Silvio  Bonfante" - Comunicava che per ordine del Comando Militare Unificato Regionale [CMURL] la Divisione veniva rinominata "VI^ Divisione d'assalto Garibaldi Silvio Bonfante" e chiedeva notizie sull'imminente riunione tra CLN e garibaldini.
 
5 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 310, al comando della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" - Emanava disposizioni per il ricevimento di un nuovo lancio alleato e per la condivisione, con la II^ Brigata "Nino Berio", del materiale ricevuto.

5 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 311, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Segnalava l'elenco del materiale ricevuto con il lancio alleato del 18 marzo: 1 mitragliatrice Breda, 9 Sten, 2 Bren e 23 sacchetti di plastico.
 
8 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 128, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della VI^ Divisione - Comunicava il miglioramento recente del SIM e che "Giglio" e "Violetta" erano due elementi "su cui si può fare affidamento".

8 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione - Comunicava che ad Andora (SV) erano arrivati 5 individui che risultavano essere spie e che da Capo Mele ad Albenga vi erano 120 nemici, di cui 30 in convalescenza. Aggiungeva le parole d'ordine del nemico in vigore dal 1° al 16 aprile.

8 aprile 1945 - Da "K 20", prot. n° 11, alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Segnalava che l'allarme antisbarco iniziato il 2 aprile permaneva tra i tedeschi; che i soldati tedeschi erano in stato di panico; che i comandanti tedeschi stavano "reagendo irrigidendo la disciplina"; che lungo la via Aurelia transitavano verso Albenga alcuni camion ciascuno con 3 o 4 tedeschi a bordo; che risultava che le 3 compagnie di Brigate Nere della provincia di Imperia avrebbero ripiegato per ultime "proteggendo come retroguardia l'azione dei guastatori".

San Bartolomeo al Mare (IM): Località Madonna della Rovere

8 aprile 1945 - Da "K 20", prot. n° 12, alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Segnalava che in località Madonna della Rovere [oggi comune di San Bartolomeo al Mare (IM)] a Cervo-San Bartolomeo il comando tedesco aveva piazzato 3 cannoni dei quali 2 erano in legno; che tra i tedeschi l'allarme permaneva per cui rimanevano nelle loro postazioni con le armi piazzate e con "il servizio di guardia rinforzato"; che a Diano Marina sul ponte San Pietro era quasi ultimato il lavoro di sbarramento anticarro, le cui caratteristiche avrebbe cercato di comunicare al più presto. Aggiungeva informazioni sulle abitudini del capitano Corticelli.

8 aprile 1945 - Da "Nemo" [Aldo Galvagno] alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Segnalava che nella valle Impero la situazione era abbastanza calma, eccezione fatta per il frequente passaggio in direzione del Piemonte di automobili e camion.


Cervo (IM)

12 aprile 1945 - Da "K 20", prot. n° 14, alla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^  Divisione "Silvio Bonfante" - Sosteneva che: "L'allarme sbarco continua; nelle valli di Cervo e Diano Marina i nemici hanno intensificato il servizio di guardia dopo i fatti di San Bartolomeo al Mare del 10 u.s." (allorquando tre garibaldini dell'Intendenza della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione, avvisati che un maresciallo ed un soldato tedeschi si trovavano a Cervo San Bartolomeo - all'epoca comune unico - nell'abitazione di una sarta, ingaggiarono un corpo a corpo con i due nemici, questi armati rispettivamente di una machine pistol e di un tapum semiautomatico, tentando di disarmarli: il maresciallo rimase ucciso, il soldato ferito. Uditi gli spari, i tedeschi del locale presidio accorsero sul luogo dello scontro. Venticinque SS intrapresero una rappresaglia, catturando e fucilando i seguenti civili: Luciano Grosso di 16 anni, Andrea Regolo di 32 anni, Angelo Arimondo  di 32 anni, Sesto Giordano di 19 anni, Emanuele Arimondo di 34 anni e Giovanni Elena di 20 anni. Nel tardo pomeriggio i tedeschi si diressero a Villa Faraldi (IM), dove il giorno successivo, alle ore 7.30, vennero attaccati da garibaldini del Distaccamento "Giovanni Garbagnati" e del Distaccamento "Franco Piacentini" della mentovata I^ Brigata). "Il coprifuoco è stato anticipato alle ore 18,00. La popolazione nutre un senso di sfiducia verso la fine della guerra".


13 aprile 1945 - Dal Quartiere Generale Alleato della I^ Zona Liguria [capitano Robert Bentley] al comandante Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] - Si segnalava di avvisare il comando della II^ Divisione di mettere a disposizione di R.C.B. [capitano Bentley] i 23 Sten ed i 2 Breda sbarcati a Bordighera [n.d.r.: quasi di sicuro, invece, a Vallecrosia, forse in zona Rattaconigli, cioé sul confine tra le due cittadine], insieme ai 2 istruttori di sabotaggio, il 4 aprile u.s. e di aggiungere i 15 Sten con relative munizioni, portati da Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” presso gli alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione]. Si fornivano altre indicazioni e si aggiungeva che in allegato vi era una lettera da consegnare in Francia tramite la squadra di Bordighera [Gruppo Sbarchi Vallecrosia, in effetti] .

14 aprile 1945 - Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che Bartali, sbarcato il giorno 11, stava proseguendo verso la zona della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” per incontrare R.C.B. [capitano Bentley] e che il 20 avrebbe avuto luogo una riunione tra le formazioni garibaldine, R.C.B. e i CLN interessati.

20 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 58, al comando della Divisione "Gin Bevilacqua" [della II^ Zona Operativa Liguria] - Si comunicava che "in risposta alla richiesta sul movimento delle forze nemiche sulla frontiera italo francese le informazioni sono poco attendibili, dato che c'è continuo movimento e continuo spostamento delle forze verso la strada n° 28...".

da documenti IsrecIm  in Rocco Fava, Op. cit. - Tomo II
 

martedì 19 novembre 2019

Azioni della VI^ Divisione d'assalto Garibaldi "Silvio Bonfante" ad aprile 1945

Borghetto d'Arroscia (IM) - Fonte: Wikipedia
 
26 marzo 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto", Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando [comandante "Giorgio", Giorgio Olivero] della Divisione "Silvio  Bonfante" - Comunicava che per ordine del Comando Militare Unificato Regionale [CMURL] la Divisione veniva rinominata "VI^ Divisione d'assalto Garibaldi Silvio Bonfante" e chiedeva notizie sull'imminente riunione tra CLN e garibaldini.
2 aprile 1945 - Dalla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della II^ Brigata "Nino Berio" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al comando della VI^ Divisione - Nella relazione si affermava che nella notte precedente i soldati tedeschi avevano interrotto la strada in Località Fontana Calda tra Martinetto e Castelbianco (SV)...
3 aprile 1945 - Dalla Sezione S.I.M. della VI^ Divisione, prot. n° 126, al comando della VI^ Divisione - Si segnalava l'individuazione della spia Rina Boero a Gazzo [Frazione di Erli (SV)].
4 aprile 1945 - Dal capo di Stato Maggiore [Ramon, Raymond Rosso] della VI^ Divisione, prot. n° 23, al comando della VI^ Divisione - Comunicava le modalità di un riuscito lancio alleato: udito il messaggio radio, il giorno 2 alle ore 14.30 si era diretto ad Alto (CN), una volta avvertito Fernandel [Mario Gennari, comandante della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" della VI^ Divisione]; aveva fatto stanziare gli uomini a Passo San Giacomo. Alle 21 vennero accesi i fuochi. Dopo il transito di 5 aerei, era passato quello giusto, dal quale, ricevuto il segnale Morse, si era proceduto al lancio. Nella nebbia una luce improvvisa faceva scattare l'allarme tra i partigiani. Ramon aveva poi dato l'ordine di caricare in fretta i muli con gli Sten ed i Bren e le relative munizioni. Alle ore 24 il campo era completamente sgombero. Ramon concludeva chiedendo, data la penuria di armi e di munizioni, chiarimenti circa i successivi lanci.
5 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 310, al comando della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" - Emanate disposizioni per un nuovo lancio e per la condivisione, con la II^ Brigata "Nino Berio", del materiale ricevuto.
6 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Comunicava l'elenco del materiale ricevuto con il 3° lancio alleato, avvenuto [a Pian Rosso] nella stessa data, materiale in cui figuravano soprattutto 18 Sten con 8000 munizioni, 2 lanciagranate con 28 munizioni, diversi capi d'abbigliamento. 
7 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 358, ai comandi della I^ Brigata "Silvano Belgrano", della II^ Brigata "Nino Berio" e della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" - Disponeva che i comandi in indirizzo inviassero con sollecitudine le relazioni sulle ultime azioni effettuate, indicando le perdite proprie e del nemico, il bottino di guerra, il numero dei prigionieri fatti; che venissero attivate con mezzi di fortuna le linee telefoniche per mantenere i collegamenti con il comando della Divisione; che tutto il materiale bellico, e quello ricevuto con i lanci alleati, doveva essere catalogato e nascosto, se non utlizzato, in luogo sicuro.
7 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" ai comandi del Distaccamento "Franco Piacentini" e del Distaccamento "Angiolino Viani" - Avvertiva che erano da poco transitati da San Damiano, diretti a Testico, 20 tedeschi, per cui occorreva aumentare la sorveglianza. 
8 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 128, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della VI^ Divisione - Comunicava il miglioramento recente del SIM e che "Giglio" e "Violetta" erano due elementi "su cui si può fare affidamento".
8 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione - Comunicava che ad Andora (SV) erano arrivati 5 individui che risultavano essere spie e che da Capo Mele ad Albenga vi erano 120 nemici, di cui 30 in convalescenza. Aggiungeva le parole d'ordine del nemico in vigore dal 1° al 16 aprile.
9 aprile 1945 - Dal comando del Distaccamento "Elio Castellari" al comando della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" della VI^ Divisione - Avvertiva che la signora Giulia Capetti, il cui marito era ancora nelle mani dei tedeschi (la consorte gli avrebbe detto di "arrangiarsi") era stata posta in libertà dalla gendarmeria di Albenga (SV) a condizione di contribuire a fare arrestare il garibaldino Cimitero.
10 aprile 1945 - Da K 20, prot. n° 13, al S.I.M. della VI^ Divisione - Segnalava che "l'allarme sbarco continua ma rispetto al periodo dal 2 al 5 aprile i tedeschi non sono più tutti nei camminamenti e nelle postazioni; a Diano Marina è quasi ultimato il lavoro di sbarramento anticarro sulla discesa del ponte San Pietro: ci sono 6 buche ciascuna con 2 tronchi di binario che occupano i 3/5 della larghezza della strada; i binari sporgono inclinati per 90 cm. Nella parte della strada ancora transitabile ci sono 4 buche riempite con un getto di cemento che ha un foro quadrato nel centro".
14 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione, prot. n° 285, al comando della III^ Brigata - Venivano date diverse indicazioni: schierarsi lungo la Val Lerrone ed a Testico; dare massimo impulso alle azioni di disturbo; previo accordo con Nello [Nello Bonsignorio, intendente della I^ Brigata "Silvano Belgrano"] fare brillare il ponte di Cesio (IM); sabotare binari e fare saltare la galleria della ferrovia.
11 aprile 1945 - Dal comando del Distaccamento "Silvio Torcello" della III^ Brigata "Libero Briganti" [II^ Zona Operativa Liguria] al comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Segnalava la necessità di un bombardamento in una località a 7 km. da Finale Ligure (SV), in cui erano dislocati circa 1.000 uomini ben equipaggiati, anche di armi pesanti, che in quella zona la popolazione appoggiava in gran parte la repubblica sociale e che le forze nemiche che presidiavano Bardineto (SV) e Calizzano (IM) [in Val Bormida] da alcuni giorni avevano abbandonato quei paesi. 
13 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al comando del Distaccamento "Franco Piacentini" - Comunicava che per ordine del comando di Divisione doveva essere eseguita la condanna dei due agenti di P.S. catturati.
13 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" ai comandi dei Distaccamenti dipendenti - Indicava, essendo prevedibile, dopo l'arrivo di molti nemici a Molino Nuovo di Andora, un rastrellamento per il giorno dopo, i movimenti da effettuare e le posizioni da raggiungere da parte dei Distaccamenti.
15 aprile 1945 - Dal commissario [Mario, Carlo De Lucis] della VI^ Divisione al comando della VI^ Divisione - Informava che: "... Cimitero [Bruno Schivo] ha attaccato il 4 aprile i tedeschi a Borghetto d'Arroscia: si parla di 4 morti e 6 feriti; Basco [Giacomo Ardissone] non è intenzionato a lasciare il Battaglione 'Turbine'"; Osvaldo [Osvaldo Contestabile, commissario della costituenda IV^ Brigata "Domenico Arnera", già Brigata "Val Tanaro"], che è guarito, probabilmente rientrerà in formazione; Fra Diavolo [Giuseppe Garibaldi, comandante della IV^ Brigata, già a capo nell'autunno 1943 di un piccolo gruppo partigiano in Cipressa (IM)] ha attaccato nei giorni scorsi una macchina tedesca ferendo un tenente colonnello: la formazione colà stanziata funziona bene e continua ad arruolare nuovi volontari...".
16 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" alla formazione garibaldina in Val Tanaro - Comunicava che "Fra Diavolo" [Giuseppe Garibaldi] era nominato comandante - commissario "Lello" [Raffaele Nante], responsabile politico "Barba" - della Brigata "Val Tanaro", dalla quale dovevano ormai dipendere il I° Distaccamento "Mario Longhi" con comandante "Franco" [Franco Bonello] e commissario "Romolo" [Romolo Gandolfo], il II° Distaccamento "Giuseppe Maccanò" con comandante "Arturo", il III° Distaccamento "Ormea", nome dato spontaneamente dai garibaldini che lo componevano, con comandante "King Kong" [Secondo Bottero] e con commissario un partigiano designato da "Lello", il IV° Distaccamento "Garessio" i cui uomini dovevano eleggere il proprio comandante ed il proprio commissario, che i 4 Distaccamenti dovevano "inviare rapportini giornalieri", che la formazione "Val Tanaro" doveva stabilire contatti con il comando della VI^ Divisione tramite la II^ Brigata "Nino Berio".
17 aprile 1945 - Dal comando della II^ Brigata "Nino Berio" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" alla "formazione in Val Tanaro" [non era ancora stata ufficializzata la IV^ Brigata "Domenico Arnera"] - Chiedeva la presenza del comandante "Fra Diavolo" [Giuseppe Garibaldi] ad una riunione ad Alto per discutere un piano con "Basco" [anche "Blasco", Giacomo Ardissone, vice comandante della II^ Brigata].
17 aprile 1945 - Da "Lola" alla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che nella notte, presso Capo Mele, dai partigiani era stato ucciso un maresciallo tedesco e ferito un soldato e che al momento non era ancora stata eseguita alcuna rappresaglia contro la popolazione.
18 aprile 1945 - Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante" al comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" - Ordine di inviare una squadra presso Martinengo [Eraldo Hanau, comandante della 13^ Brigata 'autonoma' Val Tanaro del gruppo divisioni alpine guidato dal maggiore Enrico Martini 'Mauri'], con cui erano già stati presi accordi, per ritirare alcune migliaia di munizioni per mitragliatori St. Etienne.
19 aprile 1945 - Dal comando del Distaccamento "Igino Rainis" al comando della II^ Brigata "Nino Berio" - Relazionava che sulla strada per Calderara [comune di Pieve di Teco (IM)] una squadra di 4 uomini del Distaccamento aveva attaccato un carro tedesco, uccidendo 2 soldati e ferendone un altro, ma che, mentre si tentava di recuperare il materiale nemico, i partigiani venivano disturbati da 30 tedeschi nel frattempo sopraggiunti, riuscendo, tuttavia a sganciarsi.
20 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 308, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Riferiva dell'azione del 14 aprile da parte del Distaccamento "Filippo Airaldi" [II^ Brigata "Nino Berio"] a Borghetto d'Arroscia, delle due azioni del 16 nei pressi di Barche ed in Località Perinetti, dei due episodi del 18 accaduti rispettivamente nei pressi di Garlenda (SV) e vicino ad Oneglia.
20 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione, prot. n° 311, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che "il 18 u.s. è avvenuto un lancio di cui si fornisce l'elenco del materiale ricevuto: 1 mitragliatrice Breda, 9 Sten, 2 Bren e 23 sacchetti di plastico".
23 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione, prot. n° 324, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Comunicava che il 15 aprile i garibaldini del Distaccamento "Elio Castellari" della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" avevano attaccato una colonna tedesca mentre si trasferiva da Garlenda ad Albenga (SV) e che il 16 aprile una squadra dello stesso Distaccamento aveva aperto il fuoco contro alcuni tedeschi che si spostavano con 4 carri, ferendo 4 militari e 2 cavalli.
23 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione, prot. n° 328, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che "il 22 u.s. alle 19.30 una pattuglia del Distaccamento "Angiolino Viani" [della I^ Brigata "Silvano Belgrano"] al comando del commissario Verrina [Angelo Spilla] attaccava 3 soldati repubblichini, uccidendone due e catturandone uno".
23 aprile 1945 - Da "Boris" [Gustavo Berio, vice commissario della VI^ Divisione "Silvio Bonfante"] al comando della VI^ Divisione - Scriveva che "Frà Diavolo ha effettivamente 150 uomini... la val Tanaro è completamente nostra politicamente, lo deve essere anche militarmente".
23 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione, prot. n° 330, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Segnalava che in pari data era giunto presso quel comando il capitano Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” presso gli Alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione] della Missione Alleata.
24 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 340, al comando della formazione "Val Tanaro" - Comunicava la nuova denominazione della formazione, IV^ Brigata "Domenico Arnera".
22 maggio 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al capo della Missione Alleata [capitano Robert Bentley] - Si inviava una relazione sulle azioni effettuate dalla VI^ Divisione nel mese di aprile 1945:

Il Distaccamento "Giovanni Garbagnati" entra alla Liberazione in Imperia

22 maggio 1945 - Dal comando della VI^ Divisione al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al Capo della Missione Alleata [capitano Robert Bentley] - Relazione sulle azioni effettuate dalla VI^ Divisione nel mese di aprile 1945: "Il 1° aprile al comando di "Tamara" una squadra del Distaccamento "Igino Rainis" [del Battaglione "Ugo Calderoni" della II^ Brigata "Nino Berio"] uccideva in un'imboscata 4 soldati tedeschi a Garessio; il giorno 4 "Cimitero" [Bruno Schivo, capo di una squadra del Distaccamento "Filippo Airaldi"  del Battaglione "Ugo Calderoni" della II^ Brigata "Nino Berio"] ed i suoi uomini avevano attaccato dei tedeschi a Borghetto d'Arroscia, facendo 4 morti e 6 feriti; il giorno 7 il Distaccamento "Giovanni Garbagnati" [comandato da Stalin, Franco Bianchi] della I^ Brigata "Silvano Belgrano"catturava ed uccideva 2 soldati della RSI ed una SS tedesca; il giorno 10 tre garibaldini dell'Intendenza, cercando di recuperare delle armi, uccidevano un maresciallo nemico; il giorno 11 il Distaccamento "Giovanni Garbagnati" uccideva a Villa Faraldi (IM) in un agguato 6 tedeschi; il giorno 16 una squadra del Distaccamento "Marco Agnese" della I^ Brigata uccideva 2 soldati della Brigata Nera presso Diano San Pietro (IM); nello stesso giorno una squadra del Distaccamento "Costante Brando" della II^ Brigata "Nino Berio" attaccava in località Perinetti, Frazione di Vessalico (IM), 70 tedeschi uccidendone 3, mentre parte del Distaccamento "Filippo  Airaldi" della II^ Brigata  presso Borghetto d'Arroscia (IM) attaccava 25 tedeschi uccidendone 4; il giorno 17 una squadra del Distaccamento "Angiolino Viani" della I^ Brigata attaccava ed uccideva sulla Via Aurelia 2 tedeschi recuperando 1 fucile ta-pum ed 1 pistola; nello stesso giorno una squadra del Distaccamento "Giannino Bortolotti" della II^ Brigata attaccava una pattuglia nemica, uccidendo 2 tedeschi, una collaboratrice ed 1 cavallo; 3 garibaldini del Comando Operativo della I^ Zona Liguria catturavano "2 cacciatori degli Appennini"; una squadra del Distaccamento "Filippo Airaldi" della II^ Brigata attaccava sulla strada n° 28 bis (Albenga-Pieve di Teco) un carro tedesco uccidendo 1 soldato e ferendone 3; il giorno 18 un Distaccamento della IV^ Brigata "Domenico Arnera" applicava una bomba a calamita su un autocarro tedesco; nel medesimo giorno ad Arnasco (SV) una squadra del Distaccamento "Filippo Airaldi" catturava ed uccideva 4 tedeschi; sempre il giorno 18 il capo di Stato Maggiore della Divisione Raymond Ramon Rosso uccideva un capitano tedesco ad Albenga (SV); una squadra del Distaccamento "Marco Agnese" attaccava a Garlenda (SV) una colonna tedesca causando 3 morti; una squadra del Distaccamento "Angelo Viani" attaccava il posto di blocco nemico di Molino Nuovo, Frazione di Andora (SV), causando alcune perdite tra i nemici; una squadra del Distaccamento "Igino Rainis" della II^ Brigata a Calderara, Frazione di Pieve di Teco (IM) uccideva in combattimento 2 tedeschi; il giorno 19 una squadra del Distaccamento "Costante Brando" della II^ Brigata attaccava con pezzi da 75 mm. una colonna tedesca presso Zuccarello (SV); a Nasagò, Frazione di Ormea (CN), una squadra del Distaccamento "Italo Ghirardi" della IV^ Brigata  mitragliava una macchina tedesca causando 2 morti; una squadra del Distaccamento "Mario Longhi" della IV^ Brigata "Domenico Arnera" sempre a Nasagò, Frazione di Ormea (CN), uccideva un tenente colonnello tedesco; il giorno 20 il capo di S.M. della I^ Brigata Giorgio Cis Alpron fece, con una squadra del Distaccamento "Marco Agnese", saltare 7 metri di strada nei pressi di Garlenda (SV); il capo squadra Carlo Moschin Mosca assaltava con 3 garibaldini una macchina tedesca, che per sfuggire all'attacco finiva su una mina causando 2 morti; il giorno 21 una squadra del Distaccamento "Giorgio Carrara" prelevava a Garessio (CN) 2 marescialli tedeschi che finivano in seguito fucilati...
da documenti IsrecIm  in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999

... il tradimento dell'ex-garibaldino austriaco Jakob Unkelbach che fu tra le cause dell'eccidio di Testico-Poggio Bottaro del 15 aprile 1945...  
Rocco Fava, Op. cit. - Tomo I

Approssimandosi la fine della guerra le formazioni partigiane della I^ Zona Operativa Liguria perfezionarono i collegamenti tra le Divisioni ed il Comando Operativo di Zona, incaricando il capitano Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” presso gli Alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione] di tenere i contatti. Il comando della VI^ Divisione stilò una lista di 35 combattenti che avrebbero potuto essere impiegati in diversi incarichi amministrativi...
Rocco Fava, Op. cit. - Tomo I

[...] Intorno al 24 di aprile 1945 i tedeschi minavano i ponti di Cisano [sul Neva (SV)], Martinetto [Frazione di Zuccarello (SV)] e dintorni per farli saltare dopo la loro ritirata verso Garessio. [...] l'iniziativa dissuasiva sapista era sufficiente a far desistere i teutonici dal far brillare i ponti già minati. Tra i sapisti autori della sparatoria dissuasiva c'erano i fratelli De Santi, i fratelli Soldati e Beppe Scola... Il giovane sapista Mario Ardissone (Imperia) il 24 aprile 1945 era incaricato di andare sopra Vendone [(SV)]  per avvisare la banda Mingo di scendere per l'occupazione. A Castelbianco [(SV)] incontrava un certo Muciacin che, aggregandosi, portava in dote una padellata di frittelle. Per raggiungere felicemente la meta passavano per l'impervia strada dei monti... Martedì 25 aprile 1945 il Distaccamento [della III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" della VI^ Divisione)] di Domatore [Domenico Trincheri] appoggiato dai ragazzi della SAP di Garlenda, tra cui Santino Simone e Orazio Tom Castellaro, attaccava il posto di blocco tedesco di Coasco [Frazione di Villanova di Albenga (SV)], ingaggiando un intenso scontro a fuoco che induceva gli avversari a sgombrare la posizione e battere in ritirata.
Francesco Biga in Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria) - vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016 
 
Alassio (SV)

Nel dicembre 1944 viene formata la VI Brigata Garibaldi mentre la I^ Brigata «S. Belgrano» è ristrutturata in Divisione e prende il nome del Martire «Silvio Bonfante».
Compongono questa nuova unità tre Brigate: la «Belgrano», la «Berio» e la «Bacigalupo».   
Mentre la «Belgrano» opera nell'entroterra di Diano Marina e Andora, le due altre sono dislocate nelle vallate dell'Albenganese ed a monte di Capo Mele, Laigueglia, Alassio.
Dai diari della Divisione stralciamo alcuni dati riguardanti l'attività dei vari distaccamenti nell'ambito della nostra provincia [n.d.r.: quella di Savona], riferentisi dal gennaio all'aprile 1945.
14.1.1945: Una squadra del Dist. «F. Airaldi» al comando di «Cimitero» tende imboscate a pattuglie nemiche nei pressi di Leca.
20-28.1.1945: Tre battaglioni della Monte Rosa e quattro compagnie tedesche occupano molte posizioni chiave e iniziano sistematici rastrellamenti nelle valli dell'albenganese.
I partigiani impegnano il nemico in reiterati scontri e li attendono al varco attaccandoli durante gli spostamenti. La loro azione è infine costretta a ridursi a causa della scarsità di munizioni.
Il nemico riesce a insediarsi nell'intera Valle Pennavaria, in Valle Lerrone e nella Valle di Andora.
Violentissimi scontri hanno ancora luogo a Bosco, a Degolla, a Ubaghetta e ad Alto.
20.1.1945: Ad Onzo e in altre località viciniori i rastrellamenti impegnano pattuglie partigiane. Da entrambe le parti vi sono perdite.
9.2.1945: parte del Distaccamento «G. Catter» in missione nei pressi di Cerisola, si scontra con forze armate tedesche e le impegna a lungo infliggendo morti e feriti.
13.3.1945: alle ore 22,30 la Div. Bonfante riceve il primo aviolancio alleato. E' il Dist. «G. Catter» che predispone il campo e recupera il materiale paracadutato.
27.3.1945: oltre 200 tedeschi irrompono improvvisamente nella zona di Troasta condotti da una spia del luogo e accerchiano una squadra del Dist. «M. Agnese». Malgrado la strenua resistenza i partigiani vengono sopraffati dal numero. Il  comandante Trucco ed altri garibaldini cadono crivellati dai colpi. Dieci superstiti si difendono fino all'ultimo colpo, quindi vengono catturati. Saranno trucidati barbaramente a Pieve di Teco il 28 di Marzo. «Uccidetemi i miei compagni mi vendicheranno. Non vi dirò mai niente; siete dei vigliacchi» con queste parole risponde a chi lo interroga il giovanissimo patriota (14 anni) Roberto Di Ferro (1).
16.4.1945: squadre del Dist. «E. Castellari» attaccano carri tedeschi fra Garlenda e Albenga infliggendo sensibili perdite.
17.4.1945: elementi del Dist. «G. Bortolotti» con il mitragliere «Spazzetta» colgono di sorpresa salmerie nemiche nei dintorni di Zuccarello. Il nemico lascia sul terreno alcuni morti, i superstiti si danno alla fuga.
18.4.1945: ancora il Dist. «G. Bortolotti» entra in azione sulla statale 28 bis contro mezzi da trasporto tedeschi e infligge altre perdite al nemico.   
18.4.1945: squadre dell'«Airaldi» attaccano truppe e mezzi nemici in movimento nei pressi di Leca e di Arnasco. Le perdite inflitte sono sensibili, malgrado la violenta reazione avversaria.
Anche il Dist. «Agnese» si distingue in un'azione contro una numerosa colonna tedesca in movimento presso Garlenda. Il nemico preso sotto un preciso fuoco si disperde ritirandosi. Sul terreno rimangono morti, feriti e materiale vario.
18-20.4.1945: il Capo di S.M. della Divisione e quello della I^ Brigata con alcuni volontari del Dist. «Agnese» attaccano ad Albenga ufficiali e automezzi tedeschi. Un'autovettura viene distrutta da una mina posta sulla strada dai garibaldini: i 9 occupanti rimangono feriti o uccisi.
(1) La motivazione con la quale è stata concessa a Roberto Di Ferro cl. 1930 dice: “...esaurite le munizioni, veniva catturato e condotto dinanzi ad un giudice tedesco. Benché schiaffeggiato e minacciato di terribili torture, si manteneva fiero e sereno non paventando le barbare atrocità dell’oppressore. Le sue labbra serrate in un tenace e sprezzante silenzio, nulla rivelarono che potesse nuocere ai compagni di fede ed alla causa tanto amata. Condannato a morte rispondeva: «Uccidetemi, i miei compagni mi vendicheranno». La brutale rabbia nemica stroncava la sua giovane esistenza interamente dedicata alla liberazione della Patria. Magnifico esempio di valore e di giovanile virtù - Pieve di Teco - 28 marzo 1945
Rodolfo Badarello - Enrico De Vincenzi, Savona insorge, Ars Graphica, Savona, Terza edizione, 1978
 
Con lettera circolare del 16 dicembre 1946 destinata probabilmente a tutti i membri dell’Assemblea Costituente, il Vicepresidente, on. Giovanni Conti, in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza della Biblioteca della Camera dei Deputati, chiese materiale sulla Resistenza da inviare alla Biblioteca stessa. Si riteneva, evidentemente, che l’Assemblea Costituente dovesse custodire memoria della lotta antifascista, bilanciando, in qualche modo, le collezioni della Biblioteca che erano espressione del regime fascista ed erano state oggetto di pubblicazioni bibliografiche e celebrative.
Da questa circolare è nata una piccola collezione - oggetto di questo inventario - costituita da tre buste con i seguenti contenuti:
- Un gruppo di materiali provenienti dal Comando generale del Corpo volontari della libertà, Ufficio stralcio e Archivio storico, consistenti in bollettini, notiziari, stampa clandestina e il diario della «VI Divisione d'assalto Garibaldi “S. Bonfante”»
[...] Fascicolo 5 "VI^ Divisione d'assalto Garibaldi "S. Bonfante"
Diario storico - giugno 1944-28 aprile 1945"
Autore: VI Divisione d'assalto Garibaldi "S. Bonfante"
Estremi cronologici: Giugno 1944 - 28/04/1945
Numero di carte: 107 (1 documento)
Il fascicolo contiene:
Fogli dattiloscritti con titolo Diario storico. Il diario consta di 78 pagine e 29 allegati. Nella prefazione le origini della Divisione e il raggio d’azione, negli allegati anche le perdite subite. [...]
Redazione, Carte sulla Resistenza, Biblioteca della Camera dei Deputati, Inventario, Ottobre 2017