martedì 22 febbraio 2022

La parola d'ordine sarà "della soda per pescare"

Sanremo (IM): Madonna della Costa

1 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, a firma di Albatros [Mario Mascia], prot. n° 517/CL, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley, britannico, incaricato della missione alleata presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] ed alla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che i nemici avevano scoperto a Bordighera [in effetti Vallecrosia e Camporosso Mare] il luogo in cui sbarcava Renzo [Renzo Stienca Rossi], ormai strettamente sorvegliato dalle SS tedesche. "… Vi comunichiamo urgentemente che i nazifascisti hanno scoperto il luogo di sbarco di Renzo a Bordighera. Le S.S. germaniche sono state appostate sul luogo stesso ed i bersaglieri sono sotto strettissima sorveglianza. Uno sbarco, quindi, al momento attuale sarebbe pericolosissimo, anzi fatale. È essenziale che radiotelegrafiate immediatamente in Francia perché la partenza di Renzo sia rimandata in attesa di nostre disposizioni in merito a meno che non si possa lanciarlo per paracadute. Vogliate provvedere senza indugio perché ne va della vita dei nostri uomini e della nostra organizzazione…"

1 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, a firma di Albatros [Mario Mascia], prot. n° 519/CL, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley] della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che l'appuntamento tra "Curto" [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Liguria] e le formazioni cittadine avrebbe avuto luogo il 4 aprile presso le formazioni partigiane di montagna ed esprimeva ringraziamenti per avere sistemato la famiglia di "Martì".

2 aprile 1945 - Dal Comando Operativo della I^ Zona Liguria ai CLN di Imperia, Albenga e San Remo - Fissava con urgenza una riunione alla presenza del rappresentante alleato per il 5 aprile, alla quale dovevano intervenire anche le formazioni di montagna e le SAP, riunione "fondamentale per la preparazione dei piani per l'ultimo attacco decisivo e per la discesa sulla costa".

3 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 521/CL, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Trasmetteva, per incarico della delegazione militare di zona di Imperia, un ordine di convocazione.

3 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 531/CL, al SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Segnalava che il 4 o il 5 aprile si sarebbe tentato di liberare dall'ospedale di Sanremo "Luciano", "Lungo" e la sorella di "Bergonzo".

5 aprile  1945 - Dal C.L.N. di Sanremo (IM), prot. n° 539/SIM, al SIM (Servizio Informazioni Militari) della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Informava che continuano gli scavi di fossi in molte parti della città, a San Bartolomeo [Frazione di Sanremo] i tedeschi sono stati sostituiti dai bersaglieri, tutti i servizi saranno spostati a Pieve di Teco; nella notte vi è stato un consistente traffico di carriaggi in direzione Imperia; sembra certa la partenza dei tedeschi, tranne le SS e i guastatori

5 aprile 1945 - Dall'Ispettorato della I^ Zona Liguria al CLN di Sanremo - Segnalava che il Comando Operativo della I^ Zona Liguria esigeva, dato che il CLN era finalmente in possesso di armi, che le SAP funzionassero al meglio "anche per sfatare le convinzioni di molti che le formazioni cittadine abbiano scarsa capacità militare". Elogiava la Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] e la stampa del CLN di Sanremo. Consigliava di utilizzare le squadre del Distaccamento "Battagliero" e la squadra di "Dorio" [Mario Chiodo, ufficiale di collegamento del Distaccamento SAP "Giobatta Zunino"] per procedere alle tassazioni.
 
7 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 375, al C.L.N. di Sanremo - Sollecitava l'invio di tre milioni di lire al comando della V^ Brigata, che avrebbe provveduto all'inoltro della somma al Comando Operativo della I^ Zona Liguria.

7 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo (IM), prot. n° 551, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Segnalava l'affissione in data 2 aprile in Sanremo di un manifesto fascista a firma "Mangano" [comandante di un Distaccamento di Brigate Nere a Sanremo] che minacciava l'uccisione di 10 ostaggi qualora non fosse stato liberato il soldato repubblichino Zunino, catturato dai partigiani il giorno di Pasqua. Aggiungeva che Mangano aveva dichiarato il 4 aprile di avere saputo da Don Boccadoro che i garibaldini avrebbero rilasciato l'ostaggio in cambio di Siri, detenuto dai tedeschi. Chiedeva, siccome il 6 aprile "con una ridicola messa in scena Mangano eseguiva nella sacrestia di San Siro lo scambio degli ostaggi tra lacrime ed abbracci", se veramente lo Zunino era stato prelevato dai partigiani.
 
7 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 554, alla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Segnalava che forse anche le SS sarebbero presto partite da Sanremo e che Mangano [comandante del Distaccamento di Brigate Nere a Sanremo] aveva dichiarato che i fascisti, dopo la liberazione, si sarebbero portati "sulle montagne per eseguire la guerriglia".
 
11 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo (IM), prot. n° 575, alla sezione S.I.M. della V^ Brigata  - Informava che nuovi nemici, definiti "risoluti", erano partiti dalla Frazione San Bartolomeo verso la montagna e che i partigiani erano riusciti a fare fuggire da Villa Auberg alcuni detenuti.

11 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. della V^ Brigata, prot. n° 383, alla Sezione SIM del CLN di Sanremo - Chiedeva informazioni su tale Alfredo Vido, nativo di Udine, che si era presentato alle formazioni della V^ Brigata, sostenendo di essere fuggito dalla prigionia di Villa Ober [Auberg] di Sanremo e che era stato arrestato dietro denuncia della moglie.
 
11 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. della V^ Brigata, prot. n° 384, alla Sezione S.I.M. del CLN di Sanremo - Comunicava che Passo Garlenda non era controllato da truppe tedesche, che continuava il trasferimento di piccoli gruppi di tedeschi verso Imperia, che risultava che i nazisti avevano avuto l'ordine di abbandonare la zona Ventimiglia-San Lorenzo al Mare entro il 14 aprile, che la postazione nemica della Madonna della Guardia a Sanremo era stata ridotta di 2/3 e quella della Madonna della Costa, sempre a Sanremo, della metà, che erano arrivati a Sanremo 70 bersaglieri per rinforzare il presidio fascista della cittò e che i soldati repubblichini della X^ Mas erano fuggiti il 9 aprile dalla batteria sita in Frazione San Bartolomeo di Sanremo per raggiungere le fila della V^ Brigata.
 
13 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 580, al SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Segnalava che era meglio che il garibaldino "De Bigò" non scendesse sulla costa in quanto ricercato dalla G.N.R. perché accusato di essere l'ideatore del colpo partigiano all'ospedale di Sanremo e che le armi appena sbarcate erano ancora a Bordighera da dove si sarebbe provveduto alla distribuzione.

13 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 581, al SIM della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Sollecitava notizie su "Vido", fuggito da Villa Auberg, prigione tedesca in Sanremo.

13 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria a Orsini [Agostino Bramè, commissario politico della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione"] - Sollecitava maggiore attenzione nell’individuare per tempo e nell’avvertire di movimenti del nemico rispetto alla tematica sbarchi, in quanto il motoscafo di Renzo [Renzo "Stienca" Rossi], ricevuta una segnalazione sospetta dalla costa, era appena tornato indietro.

13 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, Sezione SIM, alla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Riferiva che il 12 aprile vi erano stati su Sanremo 2 bombardamenti navali, di cui, il primo, effettuato da un incrociatore che aveva colpito l'area del porto e della durata di 25 minuti, era iniziato alle 15.10, l'altro, della durata di 15 minuti, aveva avuto luogo alle ore 22 circa e aveva colpito la punta di San Martino e di nuovo il porto.

14 aprile 1945 - Da "Dorio" [Mario Chiodo, ufficiale di collegamento del Distaccamento SAP "Giobatta Zunino"] al Distaccamento "Zamboni" - Segnalava che occorreva indagare su 2 o 3 loschi individui che, qualificandosi come patrioti, borseggiavano i viandanti nelle Frazioni [in altura] San Giacomo, Borello, San Romolo di Sanremo e che era necessario contattare il reverendo Boccadoro sul caso Miglietta per poter ottenere la sospensione dell'esecuzione degli ostaggi.

17 aprile 1945 - Dal CLN di San Remo, prot. n° 592, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Comunicava che da quella settimana per ordine del CLN regionale con cadenza bisettimanale la staffetta del Comitato avrebbe eseguito il proprio servizio fino ad Alassio dove si sarebbe incontrata con una staffetta proveniente da Genova.

22 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. 629, alla Sezione SIM della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Messaggio ugentissimo con cui si segnalava che la "spia Muscolo" molto probabilmente aveva fornito ai nemici notizie tali da rendere possibile per il 23 o il 24 aprile un rastrellamento con truppe provenienti sulla strada di Pigna e che lo stesso informatore aveva aggiunto che molte spie che parlavano francese si erano introdotte in quel periodo tra i partigiani.

22 aprile 1945  - Da Kimi [Ivar Oddone, commissario politico della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione"] al comando della II^ Divisione - Segnalava che una fonte attendibile riferiva che la radio francese aveva annunciato la notizia dell'occupazione di Briga Marittima da parte delle truppe degaulliste e la penetrazione delle stesse in territorio italiano.

22 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione" al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Chiedeva con urgenza precise disposizioni nei confronti "delle truppe liberatrici, che con ogni probabilità saranno Degolliste; le competenze nei confronti del CLN e delle SAP secondo gli accordi intervenuti tra voi e dette organizzazioni... se bisogna portare gradi, in caso positivo quali".

22 aprile 1945 - Dal Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione al comando della V^ Brigata - Riferiva che il giorno 20 reparti nemici avevano compiuto un'azione nella zona del I° Battaglione "Marco Dino Rossi": divisi in due colonne, una aveva colpito la strada carrozzabile, l'altra le pendici del Monte Ceppo [nel comune di Baiardo (IM)], dove si era scontrata con il III° Distaccamento; che nello scontro era morto l'ausiliario "San Remo" [Andrea Grossi Bianchi, nato a Sanremo il 22 maggio 1922]; che il Distaccamento era riuscito a sganciarsi portando via tutto il materiale, tranne i viveri che erano stati depositati nel magazzino della Brigata.

22 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione, Sezione Propaganda - Bollettino n° 2 delle azioni partigiane: il 17 aprile il II° Battaglione "Lodi" della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" aveva collocato una mina anticarro a Castelvecchio di Imperia; nella notte tra il 14 ed il 15 una squadra dell'VIII° Distaccamento della IV^ Brigata, dopo aver sequestrato nell'abitazione di un maresciallo a Taggia (IM) 1 ql. di farina, al ritorno sulla Via Aurelia aveva attaccato un carro tedesco, causando la morte di 2 soldati; in un'azione su Pietrabruna (IM) del 15 era morto il garibaldino Casto [Antonio Castello] del VII° Distaccamento ["Romolo"] del III° Battaglione ["Artù"]; non era pervenuto l'elenco delle operazioni effettuate dalla V^ Brigata.

22 aprile 1945  - Dal comando della II^ Divisione, prot. n° 75, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Comunicava: il 13 aprile l'arrivo di 19 soldati della X^ MAS [già di stanza a Sanremo] presso la V^ Brigata; l'operazione contro le Rocche di Drego [comune di Molini di Triora (IM)] del 14 aprile; l'azione su Pietrabruna (IM) del 15; l'attacco del Distaccamento "Angelo Perrone" sulla Via Aurelia il 16: le azioni già segnalate dai comandi della IV^ "Elsio Guarrini" e della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" alla II^ Divisione.

22 aprile 1945  - Dal capo di Stato Maggiore [Gianni Ro, Giuseppe Viani] della I^ Zona Operativa Liguria, prot. n° 29, al comando della Divisione S.A.P. "Giacinto Menotti Serrati" - Veniva richiesta per conoscenza una copia delle comunicazioni fatte dal comando SAP al comando della I^ Zona e si sottolineava la necessità di contatti settimanali per l'analisi delle situazioni SAP in provincia di Imperia.

22 aprile 1945  - Dal Comando Operativo della I^ Zona Liguria alle S.A.P. di Imperia Oneglia [I^ Brigata S.A.P. "Walter Berio"  e II^ Brigata S.A.P. "Adolfo Stenca"] - Veniva criticato il fatto che elementi SAP di Costa d'Oneglia [Frazione di Imperia] avessero distolto il comandante Mancen [Massimo Gismondi, comandante della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante"] dallo svolgere un'azione e che, come era stato riferito, alcuni sapisti tenessero nascosti dei moschetti che non intendevano utilizzare. E che tutto ciò era "in netto contrasto con le direttive del CLN per la guerriglia partigiana". Si aggiungeva un riferimento severo alla SAP di Cervo (IM), nella quale era stato nominato comandante un ex garibaldino, che si era allontanato nel periodo invernale. "Chi tiene le armi sotto terra in questo momento decisivo diserta la lotta e tradisce la causa. Non sarà degno di essere considerato un combattente per la libertà. Occorre rompere gli indugi."
 
23 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 633/SIM, al comando della I^ Zona Operativa Liguria e alla Sezione SIM della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" - Annunciava che "è confermato il movimento di sganciamento delle truppe tedesche dalla zona; anche i bersaglieri hanno ricevuto ordine di concentarsi a San Lorenzo al Mare, distruggendo tutto il materiale pesante e trattenendo solo le armi individuali. Le batterie di villa Prua, Madonna della Guardia, Bussana e Poggio sono già partite. Il 24 p.v. inizierà la ritirata dei tedeschi dal fronte di Ventimiglia. Nella giornata odierna vi è stato un violento cannoneggiamento di unità navali alleate sul porto e sulla città di San Remo, terminato alle ore 18. Le nostre SAP stanno per essere poste sul piede di guerra. Si attende un inviato garibaldino per concordare un'azione comune. La parola d'ordine sarà 'della soda per pescare'".

23 aprile 1945 - Dal comando della I^ Zona Operativa Liguria ai CLN di Albenga, Imperia e Sanremo - Direttiva sulla salvaguardia della stagione olearia: "essendo la stagione già avanzata le olive sono in gran parte già state raccolte e ammassate nei depositi in attesa di essere convogliate ai frantoi. Quest'anno, purtroppo, l'abbondantissimo prodotto non può essere tempestivamente portato verso le città costiere, dove esistono gli oleifici ed i grandi depositi atti alla raccolta dell'olio, mentre tutti i villaggi contadini hanno ormai esaurito i recipienti per la raccolta e la conservazione dell'olio stesso, rimanendo ancora circa il 90% delle olive da frangere... è troppo evidente il danno irreparabile che ne deriverebbe per la nostra provincia, essendo l'olio l'unico prodotto che ci permetterà di avere in cambio tutti i generi alimentari di cui siamo completamente privi. Si invitano tutti i CLN a provvedere alla requisizione ed all'inoltro verso l'entroterra di tutti i recipienti e fusti che si troveranno inutilizzati presso i privati, i commercianti d'olio e gli industriali. Ogni sforzo deve essere fatto per salvare la raccolta dell'olio".
 
23 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 82, al comando del VII° Distaccamento - Comunicava che "in riferimento alla lettera del 22 u.s. del Distaccamento in indirizzo i colpi da mortaio sono nei fortini; provvedere immediatamente; il mitragliatore non può essere inviato; si ribadisce che non vi é alcuna dipendenza del VII° Distaccamento dal SIM locale; ... cessare ogni pettegolezzo".

23 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 83, al comando della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" - Direttiva: "inviare il X° Distaccamento autonomo "Walter Berio" in Località Fontanili [oggi nel comune di Montalto Carpasio] per necessità tattica".

24 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 636, al Comune di Sanremo, al Commissariato di P.S., al comando dei Vigili Urbani ed al comando dei Vigili del Fuoco - Comunicava che il C.L.N. di Sanremo, organo di governo della città, nell'interesse della popolazione e dell'interesse pubblico disponeva che tutti i dipendenti degli enti in indirizzo erano tenuti a restare al proprio posto. Essi saranno responsabili per la continuazione dello svolgimento dei servizi pubblici e dell'ordine cittadino.

da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999

domenica 13 febbraio 2022

Attraverso Ormea, che i tedeschi non presidiavano stabilmente, riuscimmo intanto a stabilire un contatto abbastanza frequente con le bande rimaste in Liguria

Fontane, Frazione di Frabosa Soprana (CN): un momento della manifestazione in data 20 ottobre 2013 in ricordo dell'ospitalità data dal paese ai partigiani imperiesi nell'ottobre 1944

«Aldo» fece caricare sui muli venti quintali di grano a Pamparato; altra merce e vettovaglie erano state depositate in pianura per non subire la distruzione a causa di un previsto attacco nemico da val Casotto.
Un probabile trasporto di merci ad Ormea e Garessio con automezzi fu scartato per il transito di numerosi nemici verso Ceva.
Il mattino del 30 di novembre 1944 una colonna di muli carichi di pasta, farina e tabacco partiva per la Liguria.
Un sostanziale aiuto veniva dato anche dall'Ufficio Annonario di Imperia che forniva clandestinamente farina ai fornari Ramone, Tomatis e Semeria di Montegrazie, Guasco di Moltedo, Castino di Torrazza, Trucchi di Piani, Lupi di Caramagna, che panificavano per conto della IV brigata.
Dopo quattro giorni di trattative con l'annonaria di Savigliano e con i Comandi tedeschi di Nava, l'8 di dicembre il garibaldino «Enzo» riusciva a far giungere a Cosio due carri carichi di grano tirati da buoi, passando per Ormea-Ponti di Nava-Case di Nava. Da Cosio portato a Mendatica a dorso di mulo, il grano venne macinato e gradatamente prelevato dagli intendenti della IV e V brigata.
Diciotto quintali dello stesso carico erano già stati ritirati a Cantarana dalla I brigata insieme con un certo quantitativo di sale e di tabacco. Convinto che il grano servisse per il fabbisogno della popolazione di Mendatica, il Comando tedesco lo lasciò transitare preavvisando, però, che prima di quindici giorni non avrebbe concesso un secondo permesso, richiesto per il transito di un ulteriore carico di quaranta quintali.
Il trasporto dei viveri dal Piemonte fu un problema difficile da risolvere. Sovente situazioni impreviste e gravissime causarono il fallimento dell'impresa.
A titolo di cronaca, riportiamo la testimonianza della garibaldina Ada Pilastri (Sascia), protagonista di uno di questi viaggi [...]
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. Da settembre a fine anno 1944, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Imperia e con il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Milanostampa Editore, Farigliano, 1977

Documentazione riguardante le funzioni di intendente partigiano di Gino Glorio (Magnesia ) - Fonte: Gino Glorio, Op. cit. infra

Un altro caso che dovetti risolvere fu quello della legna. I contadini avevano fatto la provvista per l'inverno ammucchiando le cataste di legna tagliata sotto tettoie, nei pagliai, all'aperto. Per i partigiani erano una tentazione e  presto piovvero le proteste al comando. Ci offrimmo di pagare, di comprare la legna con i primi fondi che il C.L.N. ci avrebbe mandato ma i contadini non  volevano soldi, rivolevano la loro legna: «Non facciamo i boscaioli di mestiere» ci dicevano, «qui nessuno ne vende, dovremmo o tagliarla di nuovo od andare lontano a comprarla. Ridateci la legna come l'avete trovata». Potevamo dar l'ordine ai partigiani di andare a far legna nei boschi, ma sarebbe stata legna bagnata e forse non saremmo stati ubbiditi. C'era una catasta di legna enorme presso Bossea. «Di chi è?» chiesi, « Del Genio Civile» mi disse Pantera. «Allora l'affare è risolto», dissi ai contadini: «Ecco qui una autorizzazione del Comando della I Brigata per prelevare legna dalla catasta presso Bossea rilasciata al Signor. ..., e qui mettiamo il vostro nome per un totale di kg. .... e mettiamo l'equivalente del buono che vi ha rilasciato la banda».  
I contadini partivano contenti. Più tardi mi dissero che la catasta non era del Genio ma di un privato. Non si fece vivo, peccato, gli avrei rilasciato un certificato di benemerenza per aver contribuito alla lotta di liberazione.
Un giorno venne un contadino con un buono speciale. «È un buono dello scorso agosto, firmato da Turbine». Lo esaminai, era vero, era un buono della Matteotti che era passata da Fontane dopo il rastrellamento del 10 agosto.
«Vede, è un caso particolare - spiegava il contadino - i partigiani hanno preso proprio il toro della mandria. Ho perso così una ventina di vitelli che avrebbero potuto nascere». « Già, ma noi non possiamo pagare venti vitelli che non  abbiamo avuto. Discussi mezz'ora, poi  pagai il toro a lire 40 al Kg., più che se fosse stato un vitello». «Possibile, Turbine, esser così bestie da mangiarsi l'unico toro della zona?» chiesi all'ex commissario della Matteotti qualche  tempo dopo. «Cosa vuoi farci, era la bestia che pareva più grassa e ci siamo accorti di quello che era dopo che era morto».
La vita dell'amministratore non mi dispiaceva e poteva dare dei vantaggi. Solo in caso di sbandamento sarebbe stata una responsabilità dovendo rispondere al comando di somme qualche volta ingenti. Ciò avrebbe comportata la necessità di ripresentarsi al più presto. Jacopo aveva lasciata la carica per motivi di salute; io supposi che alla prima occasione avesse intenzione di lasciarci e, da galantuomo, l'avrebbe fatto senza la cassa. D'altra parte non avrei avuto altre cariche da scegliere perché l'ufficio operazioni era stato sciolto.
In complesso in quei giorni i servizi non lavoravano molto. I più occupati erano i cuochi, gli intendenti, gli infermieri ed i dottori.
Il servizio sanitario era in mano a Caduceo, Serpente, Cobra ed Aspiride: provenivano tutti dalla S. Marco come il veterinario ed il dottore della V Brigata. Gli altri uffici vivacchiavano appena, attendevano la decisione se andare o restare, se tornare in Liguria o cambiare zona in Piemonte. Era chiaro a tutti che la sosta a Fontane era una soluzione transitoria.
Giunti in Val Corsaglia in seguito a rastrellamento eravamo considerati come ospiti dai Badogliani e come tali non disponevamo di completa libertà di azione. Una missione offensiva su Villanova, eseguita dal Garbagnati, aveva dovuto attraversare la zona controllata dai badogliani e questi ci avevano pregato di non insistere in azioni che potevano provocare un rastrellamento. Al comando garibaldino seccava trattenere gli uomini che desiderassero ancora combattere. Oltre alla limitata autonomia rimaneva da decidere il destino delle varie bande della I Brigata, circa un terzo, rimaste in Liguria verso la costa. Era bene ritirarle in Piemonte od era meglio tornare noi di là? Il problema era arduo. Quale era intanto la esatta situazione della zona che avevamo abbandonato?
[...] Chiedemmo anche alla Divisione Bevilacqua, che operava sopra Savona, se avremmo potuto mandare qualche banda nel suo territorio. Era però evidente che, passando in altra zona, avremmo avuto un clima più duro, un terreno sconosciuto ed in più l'influenza di un altro comando.
Il Comando restò indeciso. Per il momento saremmo rimasti in Val Corsaglia ad equipaggiare gli uomini, poi qualche fatto nuovo avrebbe potuto risolvere il problema per noi. Attraverso Ormea, che i tedeschi non presidiavano stabilmente, riuscimmo intanto a stabilire un contatto abbastanza frequente con le bande rimaste in Liguria inviando loro viveri e vestiario.
Gino Glorio (Magnesia), Alpi Marittime 1943-45. Diario di un partigiano - II parte, Nuova Editrice Genovese, 1980

25 ottobre 1944 - Sono le 11,30 e, sotto una pioggia dirotta, una colonna d'un centinaio di tedeschi parte per Triora. Hanno insieme tre muli ed un gruppo di ostaggi che avevano già accompagnato gli stessi tedeschi da Triora a Pornassio. Sembravano proprio soldati di un esercito sconfitto e in ritirata.
26 ottobre 1944 - Altri Tedeschi, giunti in mattinata, sono entrati nella sede della Croce Rossa [n.d.r.: di Pieve di Teco] dove hanno preteso medicinali per disinfezione e cotone idrofilo. Si sono anche impossessati di alcune bottiglie di liquore ivi esistenti senza verun riguardo al custode, mutilato di guerra. Anche questi son partiti alla volta di Triora.
27 ottobre 1944 - Giunge da Genova il genero di Giuvanolo Ferrari, soprannominato l'Orso, il quale racconta che lungo tutto la fascia costiera vi è un intenso movimento di tedeschi e con numerose salmerie e che ovunque vi è fervore di lavoro da parte dei tedeschi e borghesi; costruiscono speciali fortilizi e muraglioni in cemento - Scavano ovunque e, nella zona di Borghetto S. Spirito, proprio nelle rocce di sostegno della proprietà del senatore Borelli, con mine assordanti praticano degli antri all'interno. Non si può conoscere a cosa serviranno questi scavi.
28 ottobre 1944 - Alcune donne di Ponte di Nava mi assicurano che in Ormea non vi è più nessuno e che solo in Ponte di Nava vi è un presidio tedesco, ivi lasciato di guardia al ponte.
29 ottobre 1944 - Stamane un gruppo di Pievesi mi si è presentato pregandomi di assumere l'amministrazione del Comune. Dato il mio stato di deperimento li ho ringraziati, disimpegnandomi da un simile peso.
Nino Barli, Vicende di guerra partigiana. Diario 1943-1945, Valli Arroscia e Tanaro, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, tip. Dominici Imperia, 1994 

Fonte: Rete Parri

[ n.d.r.: anche "Il Combattente - giornale dei volontari della libertà - edizione piemontese - numero 17 del dicembre 1944 - dava notizia, nell'articolo di fondo, delle eroiche prove sostenute dalla Divisione partigiana "Cascione" in provincia di Imperia ]

sabato 5 febbraio 2022

I tedeschi a Taggia hanno tagliato alcune linee telefoniche

Taggia (IM): uno scorcio

2 gennaio 1945 - Da Mercurio al C.L.N. di Sanremo (IM) - Comunicava che le torte ordinate dai tedeschi per le festività natalizie nella zona Sanremo-Ventimiglia ammontano a 4500.

2 gennaio 1945 - Dal Comandante Giorgio [Giorgio Olivero, comandante della Divisione  "Silvio Bonfante"] al comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" [comandata da Giuseppe Mancen Gismondi] - Veniva richieste notizie sul "conte" che strappa i manifestini del C.L.N. in Via Cavour ad Imperia

2 gennaio 1945 - Dal comando della Divisione d'Assalto Garibaldi "Silvio Bonfante", ai comandi delle Brigate dipendenti I^, "Silvano Belgrano", II^, "Nino Berio”, e III^, "Ettore Bacigalupo" - Comunicava: l'Intendenza della I^ Brigata si appoggerà al C.L.N. di Albenga... Il servizio S.I.M. divisionale sarà ridotto a tre soli elementi e ad una staffetta

2 gennaio 1945 - Dal comando della IV ^ Brigata al comando della II^ Brigata - Si invitava ad inviare la relazione sulle trattative con il presidio repubblichino di San Bernardo di Conio [Frazione di Borgomaro (IM)]

2 gennaio 1945 - Dal comando del Distaccamento S.A.P. "Adriano Amadeo" al comando della Divisione S.A.P. "Giacinto Menotti Serrati" - Si comunicava: Villa Ughes e la caserma Siffredi [ad Imperia] sono state abbandonate dal comando tedesco. Dopo una ispezione sono risultate prive di materiale. I ponti della vallata di Imperia sono stati minati dal nemico, che ha trasportato molto materiale in Lombardia.

3 gennaio 1945 - Dal comando della Divisione S.A.P. "Giacinto Menotti Serrati", prot. n° 4, al C.L.N. di Imperia - Veniva fatta richiesta delle liste di persone già tassate e di quelle da tassare.

3 gennaio 1945 - Dal comando della V ^ Brigata Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni", prot. n° 249, al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Si comunicava che i tedeschi del presidio di Molini di Triora ammontano a 80 uomini, e quelli di Pigna (IM) a 6. I tedeschi a Taggia hanno tagliato alcune linee telefoniche. La presenza del nemico ad Apricale (IM) si è notevolmente rafforzata con l'arrivo di nuove truppe.

3 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" [comandato da Figaro, Vincenzo Orengo] al comando della V ^ Brigata - Si segnalava la scarsità di cibo e vestiario e l'impossibilità di controllare Perallo a causa dei molti garibaldini malati e delle strade ghiacciate

3 gennaio 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo (IM), prot. n° 180/CL, alle formazioni di montagna - Si comunicava: Disponibilità ad un incontro per la concessione di un'unità d'azione. Sarà inviato Romeo [Archimede Gioffrida] come tramite.

3 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione, prot. n° 31,  al comando della V ^ Brigata - Si informava che:  a Sanremo i gruppi fascisti sono così suddivisi: 50 uomini delle Brigate Nere e 40 della G.N.R. all'Albergo Nizza, 100 della X^ Flottiglia Mas e 50 bersaglieri all'Albero Corso; a Coldirodi [Frazione di Sanremo (IM)] si trovano 50 bersaglieri. Il comando tedesco si trova all'Albergo Imperiale  e dispone nel complesso a Sanremo di 4.000 uomini 

3 gennaio 1945 - Dalla II^ Divisione - Sezione Fondo Valle - al comando della II^ Divisione - Si comunicava la sostituzione di truppe naziste con altre, provenienti dai diversi fronti di guerra.

3 gennaio 1945 - Dal comando della II^ Divisione ai comandi delle Brigate IV^ e V^ - Veniva consigliato di controllare il comportamento dei garibaldini nei distaccamenti e di curare il controspionaggio nonché la manutenzione delle armi. Si sottolineava la necessità di fornire dettagliati rapporti giornalieri.
 
3 gennaio 1945 - Dal comando [comandante "Giorgio", Giorgio Olivero] della Divisione "Silvio Bonfante" a tutti i reparti dipendenti - Comunicava che "la zona in cui si opera è di immediato retrofronte, per cui serve gente convinta, mettendo al bando ogni forma di disfattismo. Occorre reagire agli atti di vandalismo del nemico".

3 gennaio 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione" all'Ispettore di Zona [Simon, Carlo Farini] - Segnalava che inviava "un elenco di preziosi prelevati dalla V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" a fascisti di Sanremo: vengono consegnati al Comando Operativo di Zona [I^ Zona Operativa Liguria] per un totale di 45 pezzi".

3 gennaio 1945 - Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante" al comando della III^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Ettore Bacigalupo” - Direttiva: "Occorre provvedere, nei paesi in cui non vi sono garibaldini, ad inquadrare i giovani nelle squadre di riserva locali. Queste dovranno sorvegliare i passi durante la notte. Si ricorda che l'adesione ha carattere volontario. Il comando di tali squadre spetta al vice comandante di Brigata".

3 gennaio 1945 - Da Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] a Simon [Carlo Farini, ispettore della I^ Zona Operativa Liguria] - Relazione sulla visita fatta alla Divisione Bonfante.

3 gennaio 1945 - Dal Comando Operativo della I^ Zona Liguria a Simon - Comunicava che "qualche elemento della Divisione Bonfante si è presentato ai tedeschi, guidandoli in qualche azione di rastrellamento".

3 gennaio 1945 - Dal comando della Divisione "Silvio Bonfante" al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Relazione sul rastrellamento effettuato ad Armo e a Pieve di Teco il 30 dicembre 1944, durante il quale era avvenuto l'arresto di Lionello Menini.

3 gennaio 1945 - Tribunale Militare tedesco - Copia della sentenza di condanna a morte per i garibaldini Lionello Menini Menini, comandante del Distaccamento "Bacigalupo" della I^ Zona Operativa Liguria ed Ezio Badano Zio, G.B. Valdora Ferroviere e Lorenzo Gracco della II^ Brigata "Sambolino" della Divisione d'Assalto Garibaldi " Gin Bevilacqua" operante nella II^ Zona Operativa Liguria.

3 gennaio 1945 - Dal comando della IV^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 46, ai comandi dei Battaglioni dipendenti - Trasmissione dell'ordine di sorvegliare attentamente la zona di appartenenza. Ricordati i doveri del capopattuglia. Consiglio di continuare l'addestramento all'uso delle armi ed alla guerriglia. Raccomandazione di fornire precise informazioi militari sulle formazioni nemiche.
 
4 gennaio 1945 - Dal comando [comandante "Danko" Giovanni Gatti] del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) erano presenti 200 tedeschi; 200 tedeschi anche ad Apricale (IM); 300 a Dolceacqua (IM); a Perinaldo (IM) una squadra di 20 tedeschi per riparare la strada Perinaldo-San Romolo; da Sanremo (IM) erano partiti 2 Mas, con a bordo uomini della X^ Flottiglia disertori dalle file repubblichine, che sembravano diretti alla costa francese; a Baiardo (IM) il tenente dei bersaglieri era ben visto dalla popolazione perché per Natale aveva regalato sigarette e liquori.
 
4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", prot. n° 33, al comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" - Relazione militare: a Pigna (IM) si trovavano in quel momento 60 tedeschi equipaggiati con armi leggere. Le artiglierie che si trovavano a Pigna erano state spostate a Passo Muratone, Gouta e Margheria dei Boschi [Località di Pigna (IM)].
 
4 gennaio 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 250, al comando della II^ Divisione: Trasmessa la relazione militare del I° Battaglione ricevuta con prot. n° 31
 
4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione del I° Battaglione "Mario Bini" al comando della V^ Brigata - "Gino" [Luigi Napolitano, commissario], "Danko" [Giovanni Gatti, comandante] e le loro squadre chiedevano chiarimenti sul comportamento dell'ex comandante "Peletta" [Giovanni Alessio], che si era nuovamente autodefinito comandante del I° Battaglione.
 
5 gennaio 1945 - Dal comando della IV^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione ed al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Si rendeva noto l'arrivo a Taggia di bersaglieri che dovevano effettuare rastrellamenti a Sanremo, Ceriana e Valle Argentina. Continuavano i lavori difensivi del nemico sul litorale e lungo la Valle Argentina.
 
10 gennaio 1945 - Dalla sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della Divisione "Silvio Bonfante" [sezione comandata da "Livio", Ugo Vitali] al Comando della I^ Zona Operativa Liguria - Veniva fatto un elenco di 11 nominativi di spie, di cui 2 appartenenti alle Brigate Nere, 6 alla G.N.R. [Guardia Nazionale Repubblicana], 2 alle SS italiane ed 1 definito "squadrista della prima ora".

da documenti IsrecIm Imperia in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
Sanremo (IM): un tratto di Via Romolo Moreno

3 gennaio 1945 - XXIII
Ieri notte, 2 gennaio, alle ore 22 circa si sono recati per una perquisizione di sopresa (eventualmente per arresti) i Legionari Nicò, Pelucchi, Albanini, Anzalone, Siri, in Via Romolo Moreno, 13 [n.d.r.: a Sanremo] dove avrebbero dovuto trovarsi 4-5 ribelli a dormire, tra cui il Grignolio, chiamato "Ghepeu" (nome di battaglia), che abita in Via Lavoratori, 9 - II Piano -
Detti ribelli approfittano di tale abitazione (di certa Sasso Gemma figlia di n.n.) perché sinistrata e abbandonata. La proprietaria dorme sempre in galleria.
L'azione ha dato esito negativo per l'imprudenza dell'informatrice la quale ha esposto i dati del caso alla presenza di altre persone.
Pare che il nascondiglio serva di base cittadina per le azioni di prelevamento, soprattutto alla vigilia dei giorni festivi-
I ribelli vi si recherebbero a dormire per ripartire verso i monti alle 4-5 antimeridiane. Pare anche facciano spesso baldoria in casa di Ciciò (Via Rivolte, 1) fino verso l'una dopo mezzanotte, dopo di che andrebbero a trascorrere il rimanente della notte in Via Romolo Moreno, 13 (fino alle 4-5 del mattino).
Anche la disposizione interna dei locali è ben nota, nei minimi particolari. (1)
L'azione sarà ripetura.
(Informazione di Sasso Gemma).
Visto il Comandante Mangano [...]
(1) L'appartamento ha due entrate per due strade diverse. Una è di Via Romolo Moreno, 13. L'altra è di Via [n.d.r. spazio vuoto]. L'interno è 1. Entrati nel portone, si va su dieci gradini. A sinistra c'è una porta verde con un po' di carta strappata. La porta è sempre aperta, e dietro ha una [n.d.r. parola illeggibile]. C'è una camera sola a due letti. La luce è a sinistra.
Diario del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan. Documento in Archivio di Stato di Genova, ricerca di Paolo Bianchi di Sanremo

11 gennaio 1945
Sotto la guida e direzione del Capo Squadra Bossolasco partono in perlustrazione e rastrellamento i Legionari Galleani, Anzalone, Siri, Borea, Ravinale, Maselli, Morganella, Moraldo, Cottali, Zoccali, Pelucchini, Albornini.
Itinerario: Mulattiera di S. Pietro. Ispezionati i casolari. Croce di Parà. Verezzo S. Donato. Carrozzabile di Verezzo. S. Remo [...]
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, ricerca di Paolo Bianchi di Sanremo
 
174 - SME - Uff. operazioni e addestramento - sez. operazioni - 1945 gen. 16 - apr. 2
“I/Z” Relazione del col. Raffaele Delogu sull'ispezione fatta ai Comandi provinciali di Genova, Savona e Imperia nel febbraio 1945. (21)
cc. 9 e pp. 4
(a cura) di Mariella Mainini, Elenco analitico del Fondo R.S.I., Stato Maggiore dell'Esercito, V Reparto Affari Generali - Ufficio Storico
 

giovedì 27 gennaio 2022

Cenni sulle spoliazioni di beni operate dal fascismo in provincia di Imperia

Testo più leggibile nella nota che segue - Fonte: Archivio di Stato di Genova cit.

Capo Provincia Genova
4 144 TF I 1715. Capi province libere Genova Imperia Savona Spezia
N° 5 comunicasi per immediata esecuzione la seguente ordinanza di Polizia che dovrà essere applicata in tutto il territorio di codesta Provincia:
1° Tutti gli ebrei anche se discriminati a qualunque nazionalità appartengano e comunque residenti nel territorio Nazionale debbono essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni mobili ed immobili devono essere sottoposti ad immediato sequestro in attesa di essere confiscati nello interesse della Repubblica Sociale Italiana la quale li destinerà a beneficio degli indigenti sinistrati dalle incursioni aeree nemiche.
2° Tutti coloro che, nati da matrimonio misto, ebbero in applicazione delle leggi razziali italiane vigenti il riconoscimento di appartenenza alla razza ariana devono essere sottoposti a speciale vigilanza degli organi di polizia. Siano per intanto concentrati gli ebrei in campi di concentramento speciali appositamente attrezzati punto Ministro Interno Buffarini.
AS GE, Repubblica sociale italiana, 35, fasc. 10

L’EGELI - Ente Gestione e Liquidazione Immobiliare - con sede in Roma fu costituito con il Rdl del 9 febbraio 1939 n. 126 <1, provvedimento applicativo della tristemente nota legge 17 novembre 1938 n. 1728 Provvedimenti per la difesa della razza italiana, per acquisire, gestire e rivendere i beni sottratti agli ebrei. Stabiliti «i limiti di proprietà immobiliare e di attività industriale e commerciale» consentiti ai «cittadini italiani di razza ebraica», la normativa prevedeva l’incameramento da parte dello Stato della cosiddetta «quota eccedente», affidando all’Intendenza di finanza il compito di decretare il trasferimento dei beni all’EGELI. Lo statuto dell’EGELI fu approvato con il Rdl 27/3/1939 n. 665.
In seguito l’EGELI estese le proprie competenze ai sequestri dei beni esattoriali (legge 16 giugno 1939 n. 942, art. 17) e, con l’ingresso dell’Italia in guerra, ai sequestri dei beni degli stranieri di nazionalità nemica in base alla legge 19 dicembre 1940, n. 1994 <2, art. 20 che modificava e integrava la legge italiana di guerra promulgata nel 1938 (RD 8 luglio 1938 n. 1415). L’occupazione italiana di territori francesi, avvenuta nel giugno 1940, comportò il sequestro dei beni di cittadini di nazionalità nemica diversa da quella francese, secondo quanto disposto dal bando di Mussolini pubblicato a Mentone il 31 agosto 1941.
(a cura di) Ilaria Bibollet, Iris Bozzi, Anna Cantaluppi, Erika Salassa, Gestioni Egeli - Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare, III Inventario, Istituto San Paolo di Torino, Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Torino, 2014 

Testo più leggibile nella nota che segue - Fonte: Archivio di Stato di Genova cit.

Copia
DECRETO 14 settembre 1944
IL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE PER L’ALTA ITALIA, in virtù dei poteri ad esso delegati dal Governo Italiano
decreta
Art.1) - Tutta la legislazione di carattere razziale è abolita.
Art.2) - I beni sequestrati agli Ebrei devono essere loro immediatamente riconsegnati e i danni derivati verranno risarciti.
Art.3) - Il presente decreto entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione.
Genova, 1 giugno 1945
AS GE, Repubblica sociale italiana, 35, fasc. 10

4. Fonti statali periferiche conservate negli Archivi di Stato
[...] In particolare il fondo Prefettura è segnalato dagli Archivi di Stato di Alessandria, Arezzo, Asti, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Ferrara, Forlì, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L’Aquila, La Spezia, Lucca, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Perugia, Pisa, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Siena, Torino, Trieste, Varese, Venezia, Vercelli, Vicenza, Viterbo.
Le fonti archivistiche pag. 40
[...]
Banca dati di restituzioni e saldi gestione
[...] Dall’esame degli elenchi è stato possibile individuare con estrema certezza solo le seguenti informazioni:
– dati anagrafici costituiti per lo più dal cognome e nome e solo raramente corredati dalla indicazione della paternità o del cognome del coniuge;
– numero dell’unità immobiliare o di contabilità a volte completato dal numero di posizione Egeli;
– somma stabilita per la restituzione.
Emerge chiaramente la totale assenza di riferimenti ai decreti di sequestro o ai decreti confisca relativi al bene/i interessato/i, la tipologia e la descrizione dei beni. L’impossibilità quindi di operare sicuri collegamenti ai beni attraverso la univoca individuazione dei corrispettivi decreti di confisca o dei nominativi interessati ha indotto a procedere alla creazione di una autonoma banca dati che non esclude l’eventualità di future integrazioni di dati che rendano possibile un raccordo con la banca dati relativa agli atti di confisca dei beni.
Per quanto attiene alla contabilità inerente alla gestione extra Egeli dei beni sequestrati e ai verbali relativi a tale gestione, la documentazione è lacunosa e frammentaria e potrebbe in parte essere integrata - come si è già accennato in precedenza - con i documenti degli Uffici per la gestione dei beni ebraici istituiti presso le Prefetture e con quelli delle banche delegate dall’Egeli.
La banca dati delle restituzioni e dei saldi gestione si riferisce a dati parziali e pertanto si propone, esclusivamente, come mero sondaggio che dà conto dell’estrema difficoltà di ricostruire globalmente la situazione.
[...] Imperia  Decreti di confisca 92   Data di liberazione: aprile 1945
Banche dati elaborate presso l’Archivio centrale dello Stato pp. 53, 54
[...]
La normativa antiebraica del 1943-1945 sulla spoliazione dei beni
Tra il luglio e l’ottobre 1944 la Banca commerciale italiana trasferì alle proprie sedi di Torino, Milano e Verona i depositi delle filiali di Novara, Genova e Sanremo, di Varese, Brescia, Mantova, Pavia, Piacenza, Modena e Bologna, di Padova e Vicenza, e trasferì all’Istituto delegato di Verona i depositi della filiale di Venezia. Il Banco di Roma trasferì alle proprie sedi di Milano e Verona i depositi delle filiali di Piacenza e Bologna e di Padova e Venezia.
pag. 104
[...]
Furti e saccheggi
[...] Sanremo
Nella località della riviera di Ponente le “Forze armate germaniche” non solo occuparono uno stabile “di pertinenza dell’ebreo Veneziani Alberto fu Gabriele”, ma opposero anche “un netto rifiuto alla domanda di poter stendere il verbale relativo ai mobili ed oggetti contenuti nello stabile” <39. Un’opposizione che si commenta da sé.
39 ASMAE, RSI, DGAAGG, b. 164, pos. S-IV-1s (Ebrei), f. 1/6 (Sequestro beni ebraici da parte delle autorità tedesche in Italia), “Beni ebraici, Veneziani Alberto fu Gabriele, Sanremo”, P.C. 316, 27 febbraio 1945-XXIII, firmato “Il Ministro”.
[...]
La legislazione razziale e gli imprenditori
[...] TABELLA 5. Frequenza delle persone di “razza ebraica” rilevate rispetto alla popolazione residente nei comuni capoluogo di provincia
[...] Imperia popolazione censita nel 1931 28.155 abitanti Persone di “razza ebraica” rilevate (imprenditori) 7 Percentuale residente per 10.000 abitanti 2,49
pag. 313
[...]
L’indagine nell’archivio storico della Banca d’Italia
[...] 6.3. Esercizio del credito da parte di cittadini considerati ebrei
- Asbi, Vigilanza sulle aziende di credito, pratt., n. 3977, fasc 1. Esercizio del credito da parte di cittadini considerati ebrei nella provincia di Imperia. Risposta negativa della filiale. 1938.
 pag. 366
[...]
Banca di Roma
[...] È datata 17 ottobre 1944, la circolare riservatissima che la Direzione generale del Banco di Roma invia a tutti i direttori delle filiali dell’Italia centro settentrionale non ancora liberate dagli Alleati (Bergamo, Bologna, Bolzano, Cremona, Cuneo, Fiume, Genova, Imperia, Milano, Padova, Parma, Piacenza, Savona, Torino, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Voghera) nella quale vengono date precise disposizioni riguardo il “sequestro ed asporto di titoli, valori e denari appartenenti a nominativi di razza ebraica da parte delle autorità militari germaniche”. Il fine apertamente dichiarato della dirigenza del Banco di Roma è quello di “data la particolare delicatezza della cosa […] esonerare il nostro istituto da qualsiasi responsabilità”. Queste le regole a cui attenersi nel caso in cui le autorità tedesche si presentino negli uffici bancari per appropriarsi dei valori appartenenti a clienti ebrei:
- richiedere in ogni caso la consegna dell’ordine scritto dell’autorità militare che dispone il sequestro;
- dilazionare l’inizio delle operazioni di esecuzione forzata, eccependo motivi di ordine tecnico, onde poter tempestivamente informare la Prefettura, l’Egeli, l’Ispettorato per la difesa del risparmio e l’esercizio del credito presso la locale Banca d’Italia, per il caso che gli Enti succennati credano opportuno intervenire presso le autorità tedesche;
- dar corso alle operazioni dopo l’orario di sportello e di ufficio onde non ingenerare panico nel pubblico;
- far assistere durante lo svolgimento delle operazioni, possibilmente dal notaio di fiducia e anche dal legale del Banco per le difficoltà che dovessero sorgere, redigendo apposito verbale conforme al tipo allegato. Anche in mancanza del notaio, occorrerà redigere verbale analogo, da far firmare anche dal rappresentante delle autorità tedesche;
- curare che, qualora il rappresentante dell’autorità militare tedesca si rifiuti di costituirsi nel verbale e di firmarlo, sia di ciò fatta menzione del verbale medesimo;
- disporre perché gli oggetti rinvenuti nelle cassette e non asportati dalle Forze armate tedesche siano rinchiusi in plichi muniti di suggello e presi in custodia con gli stessi vincoli che già esistevano in precedenza.
pag. 391
[...] Imperia
Una copia della denuncia delle attività appartenenti a nominativi di razza ebraica presentata dalla Filiale di Imperia al capo della Provincia in data 8 febbraio 1944. Nell’elenco figura un unica posizione relativa a: Jerusalmi Giuseppe Bohor di Nissim titolare di un importo di L. 45.645.
pag. 401
[...]
Compagnia di San Paolo
Il fondo Egeli conservato presso l’Archivio storico della Compagnia di San Paolo di Torino risulta molto ricco e consistente. La documentazione contenuta, in fase di riordinamento e conseguentemente di non sempre facile consultazione, concerne non solamente i beni ebraici, ma anche la gestione dei beni nemici (in seguito divenuti alleati), di beni germanici e di beni nemici situati nei territori francesi occupati.
Per quanto concerne i “beni ebraici”, oltre alla rilevante documentazione di carattere generale, sono conservate 374 cartelle nominative della serie Gestione ebraici sequestrati (GES), 155 fascicoli nominativi serie Gestione ebraici confiscati (GEC) e 850 cartelline denominate Cartelline contabilità.
Ad un primo sommario esame effettuato da responsabili dell’Archivio storico della Compagnia di San Paolo, queste ultime hanno mostrato di contenere, oltre ad ordini di pagamento, quietanze e rendiconti, anche notizie su titoli azionari confiscati.
Nella impossibilità di effettuare una analisi puntuale ed esaustiva di tutte le carte, ci si è limitati a visionare: materiale documentario di carattere generale; pratiche relative a beni eccedenti; alcune pratiche GEC.
Tramite decreto del 9 giugno 1939 il Credito fondiario dell’Istituto di San Paolo di Torino venne delegato dall’Egeli a gestire e vendere i beni ebraici situati in Piemonte ed in Liguria e ad esso trasferiti in base al rdl 9 febbraio 1939, n. 126 <1.
1 F. Levi (a cura di), Le case e le cose. La persecuzione degli ebrei nelle carte dell’Egeli 1938-1945, Compagnia di San Paolo, Quaderni dell’Archivio storico, Torino 1998, p. 49.
[...] Imperia urbani 11
Commissione con il compito di ricostruire le vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° dicembre 1998, Rapporto generale

[n.d.r.: singolare, invero, apprendere dallo stralcio che segue che Villa Zirio di Sanremo era stata proprietà di Hitler, ma in effetti nel dopoguerra la registrazione, intorno a Egeli, dei beni di diritto di ebrei e di cittadini stranieri, si accompagnò al sequestro di patrimoni in Italia di cittadini tedeschi]

Corrispondenza interna dell'Istituto (1940 - 1950)
81 unità
Corrispondenza tra il Servizio Gestioni Egeli dell'Istituto di San Paolo di Torino e le sue sedi e succursali, diversi Servizi interni, consulenti interni e esterni, le sedi con competenza sui beni liguri
Corrispondenza tra l'Istituto e le sue sedi e succursali (1940 - 1950)
51 unità
Corrispondenza tra l'Istituto e le sue sedi e succursali relativa alla gestione dei beni nemici per conto dell'Egeli
[...]  137 - Ventimiglia (1940 - 1946)
Succursale di Ventimiglia. Corrispondenza relativa alla gestione dei beni nemici, TFO, elenchi delle proprietà sequestrate nel territorio di competenza
[...]
Corrispondenza con consulenti diversi (1940 - 1949)
17 unità
Corrispondenza tra l'Istituto di San Paolo di Torino e consulenti diversi interni e esterni all'Istituto
155 - Agenzia Coromines (1941)
Corrispondenza con l'Agenzia Coromines circa il compenso per l'amministrazione di proprietà sequestrate nella zona di Bordighera
156 - Corrispondenza avv. Bellone (1940)
Corrispondenza con l'avvocato Aurelio Bellone presso l'agenzia di Alassio circa il sequestro di beni nemici
[...]
159 - Borfiga (1941)
Corrispondenza con Giovanni Battista Borfiga, collaboratore dei funzionari dell'Istituto circa la presa in consegna dei beni nemici nella provincia di
Imperia. Richiesta i concessione per la raccolta "dei frutti di eucaliptus globulus esistente nei parchi e giardini delle ville dei sudditi nemici di
Sanremo e Ospedaletti"
[...]
161 - Giustetto (1941 - 1946)
Corrispondenza con Mario Giustetto circa il compenso per l'amministrazione di proprietà sequestrate in provincia di Imperia
[...] 165 - Pedemonte (1941)
Corrispondenza con la Società Anonima A. Pedemonte & C. Succ. di Sanremo circa i servizi di intermediazione nelle locazioni degli stabili
[...]
Proprietà controllate in Liguria (1945)
9 unità
Elenchi di beni alleati controllati in Liguria corredati da relazioni sullo stato di condizione delle proprietà
[...]
5658 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 1 a n. 1200 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
5659 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 1201 a n. 1500 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
5660 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 1501 a n. 1800 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
5661 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 1801 a n. 2100 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
5662 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 2101 a n. 2600 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
5663 - Proprietà controllate - Imperia - da n. 2601 (1945)
Carte relative ai beni alleati gestiti dall'Egeli nella provincia di Imperia: elenchi delle proprietà controllate completi di dettaglio dei beni sequestrati, data di sequestro, ente sequestratario, relazione sullo stato di condizione della proprietà
[...]
Fascicoli nominativi (1937 - 1968)
4 unità
Fascicoli nominativi relativi alla gestione dei beni esattoriali
5777 - Bono Angelo fu Agostino. Appezzamento di terreno, Ventimiglia (s.d.)
[...]
Sequestri di beni non ancora eseguiti e revocati (1940 - 1948)
25 unità
[...]
Sequestri di beni germanici (1932 - 1969)
92 unità
255
Fascicoli nominativi contenenti corrispondenza, verbali e documentazione contabile relativamente a pratiche di beni germanici sottoposti a sequestro (in parte revocati). I fascicoli sono stati riordinati in ordine alfabetico di nominativo ma riportano la segnatura originale, composta da numeri di pratica e sigla della provincia, che probabilmente dettava l’originale criterio di conservazione (cfr. Indice dei nomi)
[...] 5863 - National Sozialistiche Volkswohlfarht. "Villa Zirio" di proprietà di Adolf Hitler, sita in corso Cavallotti n. 11, Sanremo (1945 - 1960)
[...]
5973 - 1° Imperia - 136-209 - 25 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 136 IM alla 209 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5974 - 2° Imperia - 210-283 - 26 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 210 IM alla 283 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5975 - 3° Imperia - 295-705 - 27 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 295 IM alla 705 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti
personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5976 - 4° Imperia - 706-859 - 28 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 706 IM alla 859 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5977 - 5° Imperia - 861-1044 - 29 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 862 IM alla 1044 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5978 - 6° Imperia - 1045-1222 - 30 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 1045 IM alla 1222 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5979 - 7° Imperia - 1223-1506 - 31 (1940 - 1950)
Fogli di contabilità del Credito fondiario (mod. 86 stab.) intestati a ciascuna pratica di gestione di beni nemici (dalla 1223 IM alla 1506 IM) e recanti data di registrazione, numero dell'articolo, partitario dare/avere per patrimonio netto, beni immobili, miglioramenti, mobilio, arredi ed effetti personali, macchine ed attrezzi, titoli, banche, depositi vincolati, profitti e perdite esercizi precedenti
5980 - Fogli di contabilità - Imperia ( 1941 - 1944 )
Fogli di contabilità (mod. 28 stab.) relativi alla pratiche di gestione di beni nemici della provincia di Imperia dalla 136 IM 556 N alla 295 IM 1257 N conservati dal Servizio Ragioneria - Ufficio Contabilità Esecutiva
5981 - Fogli di contabilità - Imperia ( 1941 - 1944 )
Fogli di contabilità (mod. 28 stab.) relativi alla pratiche di gestione di beni nemici della provincia di Imperia dalla 297 IM 1244 N alla 784 IM 1768 N conservati dal Servizio Ragioneria - Ufficio Contabilità Esecutiva
5982 - Fogli di contabilità - Imperia ( 1941 - 1944 )
Fogli di contabilità (mod. 28 stab.) relativi alla pratiche di gestione di beni nemici della provincia di Imperia dalla 810 IM 1801 N alla 1056 IM 2406 N conservati dal Servizio Ragioneria - Ufficio Contabilità Esecutiva
5983 - Fogli di contabilità - Imperia ( 1941 - 1944 )
Fogli di contabilità (mod. 28 stab.) relativi alla pratiche di gestione di beni nemici della provincia di Imperia dalla 1113 IM 2485 N alla 1340 IM 3255
N conservati dal Servizio Ragioneria - Ufficio Contabilità Esecutiva
5984 - Fogli di contabilità - Imperia ( 1944 - 1967 )
Fogli di contabilità (mod. 86 stab.) relativi alla pratiche di gestione di beni nemici della provincia di Imperia dalla 219 IM 1081 N alla 1304 IM 3147 N
conservati dal Servizio Ragioneria - Ufficio Contabilità Esecutiva
(a cura di) Ilaria Bibollet, Iris Bozzi, Anna Cantaluppi, Erika Salassa, Op. cit.

Circa i beni sequestrati dal regime fascista a Mentone

Mentone

1. Territori francesi occupati (1936 - 1956)
108 unità
Fascicoli nominativi, fascicoli di contabilità particolare e elenchi descrittivi di beni riguardanti la gestione di beni nemici sequestrati presso territori francesi occupati (TFO) ai sensi del Bando di Mussolini del 31 agosto 1941 e all’ordinanza di Mussolini del 7 gennaio 1942.
Fascicoli nominativi (1936 - 1956)
66 unità
Fascicoli nominativi relativi alle pratiche di gestione dei beni sequestrati presso territori francesi occupati contenenti corrispondenza, verbali di sequestro e di restituzione e documentazione varia. I fascicoli sono stati riordinati in ordine alfabetico di nominativo ma riportano la segnatura originale composta da una sigla alfanumerica che probabilmente dettava l’originale criterio di conservazione (cfr. Indice dei nomi)
5669 - Alderson Edmondo. "Villa Marie Joseph" con giardino sita in viale Garavano n. 129, Mentone (1941 - 1944)
5670 - Allis Edward Phelps. "Palazzo Carnoles" sito in viale Maresciallo Pétain n. 24, Mentone; fabbricato ad uso albergo "Principe di Galles" con giardino sito in viale Maresciallo Pétain n. 49, Mentone (1940 - 1944)
5671 - Associazione Ortodossa Russa di Sant'Anastasia. "Casa Russa" con terreno sita in Regione Carnolét, Mentone; "Villa Innominata" con terreno sita in via Paolo Morillot n. 12, Mentone; casa della Chiesa Russa sita in via Paolo Morillot n. 16, Mentone; (1941 - 1944)
5672 - Beckett Godfrey Ernest. Villa "Mignonette" sita in salita Riviera n. 43, Mentone (1942 - 1943)
5673 - Boberge Elisabetta vedova Cooke Charles Edmond. Edificio e terreni siti in località Sorgio di Castellaro (la località era sita al confine del territorio occupato e faceva parte, prima della guerra, del comune di Castellaro) (1941 - 1943)
5674 - Boriè Adolfo. Villa "Fortuna" sita in viale Garavano, Mentone nn. 59-61-63-65; villa "Bluette" sita in viale Garavano, Mentone; appezzamenti di terreno, Mentone (1941 - 1943)
5675 - Brender Adelaide vedova Hedderly. Fabbricato rurale e appezzamenti di terreno siti in Regione Montegrosso, Mentone (1943 - 1944)
5676 - Broadbent George. "Casa di Loreto" sita in frazione Garavano, via Aurelia n. 73, Mentone (1941 - 1943)
5677 - Brown Arturo. "Villa Ausonia" con giardino sita in regione Garavano, viale Aristide Briand, Mentone (1942 - 1943)
5678 - Cameron Victoria. "Villa l'Etoile" e "Villa la Radieuse" site in via Rigaudis n. 17 e via Ciappe di Castellaro n. 15, Mentone (1942 - 1944)
5679 - Campbell Margareth. Casa in parte civile in parte rurale con terreni sita in regione Valle di Gorbio, strada di Gorbio n. 188, Mentone (1941 - 1943)
5680 - Campbell William. Villa "Rossa" con appezzamento di terreno, sita in via San Giacomo n. 1, Mentone (1941 - 1943)
5681 - Caroll of Carollton Susanna. Villa "Himalaya" sita in via Garavano n. 174, Mentone; villa "Avis" sita in via Garavano n. 176, Mentone (1942 - 1943)
5682 - Churchmann Elisabeth. L'ordinanza di sequestro dei beni è stata revocata essendo i beni sequestrati di proprietà degli eredi di Servetto Giacomo, e mai di Churchmann Elisabeth (1943)
5683 - Churchmann James. Appartamento sito in piazza San Giuliano n. 10, Mentone (1942 - 1943)
5684 - De Bourbell Raoul. "Villa West Bay" sita in strada Carnot n. 35, Mentone (1942 - 1943)
5685 - Dufly Gavan Philippe nata Custed Hariette. Villa "Montebello" con giardino, sita in località San Vincenzo, viale Garavano n. 43, Mentone (1941 - 1943)
5686 - Duncan John. Villa "San Giorgio" sita in via Pietro Micca n. 6, Mentone (1942 - 1943)
5687 - Edgelow George William. Villa "Primavera", sita in salita Riviera n. 35-37, Mentone (1942 - 1943)
5688 - Eyles Edward. Appartamento all'"Hotel National", sito in via des Terres Chaudes n. 5, Mentone; beni mobili presenti nella villa "Clous du Romangris", viale Garavano n. 91, Mentone (1942 - 1943)
5689 - Firbank Ethel. Villa "Les Ceries" con appezzamento di terreno, sita in strada Serre della Madonna, Mentone (1941 - 1943)
5690 - Godfrey Alicia. "Villa Lesley" sita in Valle del Carei, Collina dell'Annunziata, Mentone (1942 - 1943)
5691 - Greenwood Kerner. "Villa Olivette" con giardino sita in viale Garavano n. 153, Mentone (1942 - 1943)
5692 - Guimaraens Giorgio. Villa "San Giuseppe" sita nella Collina dell'Annunziata, quartiere Pioggero dei Carei, Mentone (1941 - 1943)
5693 - Haig Olivier. Villa "Ramornie" con dipendenza e giardino, sita in passeggiata Regina Astrid n. 11-13, Mentone (1941 - 1943)
5694 - Hambro Harold. Villa "Scott" sita in viale Garavano n. 47, Mentone (1941 - 1943)
5695 - Hankins Florence vedova Carson Kennet. "Villa El Patio" con terreno sita in Regione Vallata del Borigo, strada dell'Annunziata, Mentone (1936 - 1943)
5696 - Henderson Tait Mina vedova Scott Thomas. "Villa La Chaumière" sita in strada di Belvesasses n. 79, Mentone (1941 - 1943)
5697 - Hodson Glengariff Franco. "Villa Douglas" sita in via Maresciallo Pétain nn. 35, 37, Mentone (1942 - 1943)
5698 - Johnston Lawrence. "Villa Serra della Madonna" sita in strada Valle di Gorbio n. 220, Mentone (1941 - 1946)
5699 - Kenny Giuseppe. "Villa Les Maronniers" sita in via Riviera n. 47, Mentone (1942 - 1943)
5700 - Laughton Violette. "Villa Sunny Side" sita in strada Rigaudi n. 58, Mentone (1942 - 1943)
5701 - Lavroff Boris. Casa con terreno sita in Regione Valdanaud, Mentone (1942 - 1944)
5702 - Lethbrige, barone. "Villa Camberra" sita in collina dell'Annunziata, Mentone (1941 - 1946)
5703 - Lidderdale Lionel Atherton. Fabbricati rurali e appezzamenti di terreno siti in località Paraisa, Mentone (1941 - 1943)
5704 - Linton Caroline Anny. "Villa Ideale" con giardino sita in via Terre Calde n. 16, Mentone (1942 - 1943)
5705 - Lomako Gregorio, arciprete dell'Associazione Ortodossa Russa di Sant'Anastasia, abitante nella "Villa Innominata" con relativa dipendenza della Casa della Targa Latina (oggetto di sequestro), via Paolo Morillot n. 12, Mentone (1942 - 1944)
5706 - Malcolm Mac Pherson Alexander. Fabbricato con terreni siti in località Monte Grosso, Valle del Carei, Mentone (1941 - 1943)
5707 - Matthews Vittorio. "Villa Les Milles Feuilles" sita in via Cabrolles n. 94, Mentone (1942 - 1943)
5708 - Michell Walter. "VillaLes Rigaudis" sita in chemin des Rigaudis n. 15, Mentone (1943 - 1944)
5709 - Mills Herbert William. "Villa Japés" sita in viale Garavano nn. 118, 120, Mentone (1942 - 1943)
5710 - Moore Faith. "Villa Bellocchio" sita in viale Garavano n. 173, Mentone (1941 - 1943)
5711 - Moreton Wheatley Mabel Edith vedova Richard Francis Johnson, Hubbard Doroty nata Johnson. "Villa Sant'Anna" sita in via Cabrolles nn. 33, 35, Mentone (1942 - 1943)
5712 - Morgan Browne Beatrice vedova Fendall Carlo. "Villa Baousset" sita in strada di Castellaro, Mentone (1941 - 1943)
5713 - Neville Sidney Oswald. Alloggio sito in via Terre Calde n. 5, Mentone (1942 - 1943)
5714 - Potter Normand. "Villa Lou Mas" sita in via Vallaya n. 10, Mentone; "Villa Louise" sita in via Isola n. 5, Mentone (1942 - 1956)
5715 - Prance Carlo Herbert. "Villa Le Calme", fabbricato rustico e terreno siti in strada Val di Mentone n. 10 e Vieu Chemin de la Colle n. 12, Mentone (1942 - 1943)
5716 - Regan Catherine vedova Conway Howard. Casa con terreno sita in strada Ciappe di Castellero, Mentone (1943 - 1944)
5717 - Rendall Stanley. "Villa Stella Mare" sita in promenade du Midi n. 34, Mentone (1942 - 1944)
5718 - Renwick Edith Ellen. Appartamento sito in Regione Rigaudis, via Terre Calde n. 5, Mentone (1942 - 1943)
5719 - Ross Arturo. "Villa Mireille" sita in passeggiata Regina Astrid n. 15, Mentone (1941 - 1943)
5720 - Rudisch Wigglessorth Florence. "Chateau Bellevue" sito in via Riviera n. 48, Mentone (1942 - 1943)
5721 - Rumbold Giorgio. "Padiglione Marise" con autorimessa sito in viale Maresciallo Pétain n. 33, Mentone (1942 - 1943)
5722 - Samuel Robertson Honey nata Artless Frances Hunter. Villa "Isolabella" con appezzamenti di terreno, sita in frazione Garavano, strada Chemin Fleuri n. 1, Mentone (1941 - 1943)
5723 - Società della Chiesa Coloniale e Continentale di Londra. "Villa Christ Church"con appezzamento di terreno sita in Regione San Vincenzo, strada Sant'Anna, Mentone (1942 - 1943)
5724 - Società inglese per la propagazione del Vangelo, Hankey pastore evangelico. "Villa San John Parsonage" sita in via Pietro Micca n. 8, Mentone (1942 - 1943)
5725 - Sultherland Ress Filippo. "Villa San Luigi" sita in via Pietro Micca n. 4, Mentone (1942 - 1944)
5726 - Thompson e Lanyon. "Villa Casa Greca" via Riviera n. 50, Mentone (1942 - 1943)
5727 - Trench Frederich. "Villa Isam" sita in via Florette n. 15, Mentone (1942 - 1943)
5728 - Wallis John. "Villa Clos du Romangris" sita in viale Garavano n. 91, Mentone (1941 - 1943)
5729 - Walter William. "Villa Sud Pres" con terreno sita in frazione Garavano, via Aristide Briand n. 54, Mentone (1941 - 1943)
5730 - Watterfield Frederic. "Villa Clos du Peyronnet" sita in Mentone (1941 - 1943)
5731 - Wengeroff Wladimir. "Villa Butterfly" sita in Regione Rigaudis, strada dell'Albergo Nazionale n. 15, Mentone; "Villa Mascotte" Regione Rigaudis, strada dell'Albergo Nazionale n. 19, Mentone (1942 - 1944)
5732 - Weston Webb Bary. Villa con annessi fabbricati rurali siti in località La Tour de Baousset, Mentone (1941 - 1943)
5733 - Wills Ernest. "Villa Oiseau bleu" sita in via Marilot n. 4, Mentone (1941 - 1944)
5734 - Wrixon John, Dyce Murphy Ethel May in Wrixon. Casa "Miramonti" sita in via Riviera n. 74, Mentone (1942 - 1943)
Contabilità particolare (1942 - 1947)
39 unità
Fascicoli nominativi contenenti la contabilità particolare (mandati di pagamento, ordini di cassa, contabilità minuta) relativa a ciascuna pratica di gestione dei beni sequestrati presso territori francesi occupati. I fascicoli sono stati riordinati in ordine alfabetico di nominativo ma riportano la segnatura originale composta da una sigla alfanumerica che probabilmente dettava l’originale criterio di conservazione (cfr. Indice dei nomi)
5735 - Associazione Ortodossa Russa di Sant'Anastasia. Inventario iniziale al 16 giugno 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5736 - Boberge Elisabetta vedova Cooke Charles Edmond. Inventario iniziale al 17 febbraio 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5737 - Brender Adelaide vedova Hedderly. Inventario iniziale al 13 luglio 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5738 - Churchmann James. Inventario iniziale al 18 luglio 1942, inventario al 31 dicembre 1942, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1947)
5739 - De Bourbell Raoul. Inventario iniziale al 13 agosto 1942, inventario al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5740 - Godfrey Alicia. Inventario iniziale al 20 gennaio 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5741 - Henderson Tait Mina vedova Scott Thomas. Inventario iniziale al 21 ottobre 1942, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5742 - Hodson Glengariff Franco. Inventario iniziale al 27 luglio 1942, inventario al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5743 - Holwood Clair. Corrispondenza (s.d.)
5744 - Laughton Violette. Inventario iniziale al 22 agosto 1942 e suppletivo, inventario al 31 dicembre 1942, copia delle operazioni di giornale, situazione dei locatari debitori, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5745 - Lavroff Boris. Inventario iniziale al 9 giugno 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5746 - Lethbrige, barone. Inventario suppletivo al 5 maggio 1943, copia delle operazioni di giornale, situazione dei locatari debitori, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5747 - Linton Caroline Anny. Inventario iniziale al 12 novembre 1942 e suppletivo, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, situazione dei locatari debitori, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5748 - Lomako Gregorio. Inventario iniziale al 17 giugno 1943, copia delle operazioni di giornale, situazione dei locatari debitori, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5749 - Malcolm Mac Pherson Alexander. Copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5750 - Matthews Vittorio. Inventario iniziale al 19 agosto 1942, inventari al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, situazione dei locatari debitori, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5751 - Michell Walter. Inventario iniziale all'8 luglio 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5752 - Mills Herbert William. Inventario iniziale al 2 marzo 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5753 - Moore Faith. Inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5754 - Moreton Wheatley Mabel Edith vedova Richard Francis Johnson, Hubbard Doroty nata Johnson. Inventario iniziale al 11 gennaio 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5755 - Morgan Browne Beatrice vedova Fendall Carlo. Inventario iniziale al 2 aprile 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5756 - Neville Sidney Oswald. Inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5757 - Potter Normand. Inventario al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1947)
5758 - Prance Carlo Herbert. Inventario suppletivo 23 febbraio 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5759 - Regan Catherine vedova Conway Howard. Inventario iniziale al 9 luglio 1943, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5760 - Rendall Stanley. Inventario iniziale al 10 novembre 1942, inventario al 31 dicembre 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1943)
5761 - Renwick Edith Ellen. Inventario iniziale al 29 ottobre 1942, inventari al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, situazione dei locatari debitori, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5762 - Ross Arturo. Inventario suppletivo 23 febbraio 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1947)
5763 - Società della Chiesa Coloniale e Continentale di Londra. Inventario iniziale al 14 giugno 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5764 - Società inglese per la propagazione del Vangelo, Hankey pastore evangelico. Inventario iniziale al 9 settembre 1942, inventario al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità
minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5765 - Sultherland Ress Filippo. Inventario iniziale al 9 luglio 1942 e suppletivo, inventario al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5766 - Thompson e Lanyon. Inventario iniziale al 16 settembre 1942 e suppletivo, inventario al 31 dicembre 1942, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5767 - Trench Frederich. Inventario suppletivo al 9 febbraio 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5768 - Wallis John. Inventario iniziale al 7 settembre 1942 e suppletivo, inventario al 31 dicembre 1942, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, situazione dei locatari debitori, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5769 - Walter William. Inventario iniziale al 27 febbraio 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, situazione dei locatari debitori, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5770 - Watterfield Frederic. Inventario iniziale al 5 aprile 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1944)
5771 - Wengeroff Wladimir. Inventario iniziale al 11 giugno 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1943 - 1945)
5772 - Weston Webb Bary. Copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
5773 - Wills Ernest. Inventario suppletivo al 13 febbraio 1943, inventari al 31 dicembre 1942 e 1943, copia delle operazioni di giornale, conteggio interessi, riepiloghi, ordini di cassa e di pagamento, contabilità minuta, corrispondenza (1942 - 1945)
Elenchi di beni (1942 - 1943)
3 unità
Elenchi descrittivi di beni, corredati da corrispondenza relativa, inerenti i beni nemici in gestione presso territori francesi occupati 5774 - Fogli manoscritti ( s.d. )
Fogli manoscritti relativi alle pratiche di sequestro del TFO in Mentone
5775 - Schede riassuntive delle pratiche TFO ( 1942 - 1943 )
Schede riassuntive ("schedine rosa") delle pratiche TFO riguardanti i beni nemici in gestione nel comune di Mentone in ordine numerico di pratica dalla 1 alla 174 (con lacune all'interno) recanti nome e nazionalità dell'intestatario della pratica, autorità che dispose il sequestro, numero e data del decreto, ente sequestratario e istituto delegato alla gestione, località di residenza dei beni sequestrati, descrizione sommaria e valore dei beni sequestrati, data dell'inventario di prima impostazione e stato della conduzione o utilizzazione dei beni
5776 - Gestione beni nemici sequestrati in Mentone - Elenchi descrittivi (1942 - 1943)
Copie degli elenchi descrittivi dei beni e corrispondenza inerente le riparazioni eseguite a seguito di danni bellici. Le pratiche, in ordine di numero di sequestro, sono rilegate singolarmente per ciascun bene TFO gestito e riportano il nominativo, il numero di pratica TFO e il numero di sequestro.

(a cura di) Ilaria Bibollet, Iris Bozzi, Anna Cantaluppi, Erika Salassa, Gestioni Egeli - Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare, III Inventario, Istituto San Paolo di Torino, Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Torino, 2014 

Mentone - Villa Maria Serena

2.3 L’Egeli e la sua struttura
A ulteriore riprova della centralità dell’aspetto economico vi fu il fatto che il decreto di novembre preannunciava anche l’emanazione di altre disposizioni per regolare con più precisione l’attuazione di quanto previsto dall’articolo 10 sopracitato. Infatti pochi mesi dopo fu emanata una legge di attuazione, quella del 9 febbraio 1939, Norme di attuazione ed integrazione delle disposizioni di cui all’art. 10 del R decreto legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728, relative ai limiti di proprietà immobiliare e di attività industriale e commerciale per i cittadini italiani di razza ebraica. Il testo si componeva di 80 articoli suddivisi in una prima parte dedicata ai beni immobili dei perseguitati e in una seconda riguardante i beni industriali e commerciali, e venivano stabiliti limiti precisi che regolavano gli ambiti patrimoniali dei cittadini ebrei, determinati e regolati dallo Stato nei minimi dettagli.
[...] Nella seconda parte del decreto, invece, veniva istituito ufficialmente l’ente che avrebbe dovuto occuparsi dei beni sottratti: l’Ente di gestione e liquidazione immobiliare (Egeli), che ne avrebbe curato la gestione e la vendita per conto dello Stato, con sede a Roma, e dotato di un proprio statuto, al cui primo articolo si leggeva:
“È costituito, con sede in Roma, un ente denominato "Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare" (E.G.E.L.I.) col compito di provvedere all'acquisto, alla gestione ed alla vendita dei beni immobili eccedenti, a norma dei Regi decreti-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728, e 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, i limiti di patrimonio consentito ai cittadini italiani di razza ebraica. L'Ente ha personalità giuridica. Esso ha un fondo di dotazione di venti milioni, da stanziare, con provvedimenti del Ministro per le finanze, sul bilancio del Ministero stesso.” <337
Di fatto l’Egeli divenne il braccio operativo del fascismo nell’ambito economico e finanziario della campagna antisemita, con l’obiettivo di estromettere gli imprenditori di razza ebraica dall’economia italiana. Il consiglio d’amministrazione dell’Ente <338 era composto da figure di primo piano della politica e dell’economia di quegli anni, a ulteriore dimostrazione dello stretto legame tra la volontà politica e la prospettiva economica su cui nasceva e operava questa struttura.
In sei anni di attività sotto il fascismo l’Egeli ebbe tre presidenti e un commissario: dapprima vi fu Demetrio Asinari, che ebbe modo di seguire i lavori dell’ente per pochi mesi, a causa della sua scomparsa avvenuta poco dopo la nomina. A succedergli fu Cesare Giovara, senatore ed avvocato torinese, nominato nel 1939 e in carica fino al 1943, a cui avrebbe dovuto succedere il senatore Pietro Lissia, che tuttavia non si insediò mai, probabilmente per il precipitare degli eventi nell’autunno di quell’anno. A guidare l’Egeli nella sua seconda fase, quella della Repubblica sociale italiana, fu un commissario, Leopoldo Pazzagli, che ne diresse i lavori fino al termine del conflitto e alla Liberazione. <339
Dal punto di vista procedurale il decreto n. 126 stabiliva l’attuazione di un iter burocratico lungo e complesso, il quale prevedeva che i singoli cittadini dichiarati di razza ebraica sporgessero denuncia all’Ufficio Distrettuale delle Imposte presso il proprio comune di residenza. <340 A quest’ultimo spettavano tutti gli accertamenti del caso, e la successiva trasmissione della denuncia all’Ufficio Tecnico Erariale competente: le proprietà immobiliari degli ebrei, sia terreni sia fabbricati, con un imponibile superiore ai limiti fissati dal decreto del 17 novembre dovevano essere suddivisi in «quota consentita», che rimaneva in possesso dei legittimi proprietari, e in «quota eccedente», che veniva trasferita all’Egeli.
Lo statuto dell’Egeli prevedeva che ci fosse un indennizzo a favore degli ebrei espropriati: a fronte del trasferimento degli immobili all’Ente quest’ultimo doveva rilasciare speciali certificati triennali, con un interesse annuo del 4%; si trattava di titoli nominativi e trasferibili solo a persone di razza ebraica. I beni trasferiti all’Ente dovevano essere predisposti alla vendita “secondo un piano graduale di realizzo e in base a progetti annuali da approvarsi dal Ministro per le Finanze”, <341 e il ricavato, al netto delle spese, doveva essere versato alla Tesoreria centrale e investito nel debito pubblico.
[...]
5.3 L’Egeli nel dopoguerra
Con le nuove disposizioni l’Egeli continuò ad avere un ruolo centrale e, mentre nei territori della Repubblica sociale continuavano le confische, nella zona liberata, e in particolare con la liberazione di Roma, si fece pressante il tema delle restituzioni. Tuttavia la documentazione principale era stata trasferita a S. Pellegrino Terme e gli uffici romani non poterono far altro che svolgere un lavoro piuttosto limitato e circoscritto. Solo con la cessazione delle attività al nord, nel maggio 1945, l’attività dell’Egeli poté essere unificata sotto la guida del commissario straordinario Enrico De Martino, e la sede centrale fu riportata a Roma. Questa nuova fase prevedeva che l’ente si occupasse sia delle sottrazioni avvenute sulla base della normativa del 1938-1939, sia delle confische predisposte dalla Repubblica sociale italiana tra il 1943 e la Liberazione.
[...] chiusura dell’Egeli, che rimase in attività fino al 1957, quando fu commissariata per decreto ministeriale a cui fece seguito il decreto del 13 novembre 1958 con cui il Ministero del Tesoro era incaricato di liquidare l’ente attraverso l’Ufficio Liquidazione della Ragioneria Generale dello Stato.
Oltre ai beni, ai crediti e ai compendi vi erano ancora titoli e depositi presso le banche: molti dei beni bancari tra titoli di stato e titoli industriali, depositi di denaro e azioni erano ancora presso gli istituti che li avevano presi in gestione, poiché non erano mai stati rivendicati. Secondo i calcoli dell’epoca ammontavano a 4.000.000 lire tra depositi e titoli di Stato e 6.650 azioni industriali per i quali stava per andare in prescrizione la possibilità di chiederne la restituzione.
In merito ai beni non rivendicati anche l’Avvocatura dello Stato, con parere espresso nel 1960, ritenne che lo Stato avesse diritto alla proprietà dei beni espropriati “col decorso dei 10 anni dal 5 giugno 1946, data di entrata in vigore del decreto legislativo luogotenenziale n. 393 per la rivendicazione dei beni confiscati sequestrati o comunque tolti ai perseguitati per motivi razziali sotto l’impero del sedicente governo della Repubblica Sociale, rimanendo così liberato dall’obbligo di restituire il prezzo ricavato dalla vendita”. <857
[NOTE]
337 Lo Statuto fu approvato il 27 marzo 1939 e pubblicato sulla ‹‹Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia›› il 10 maggio successivo.
338 Nel primo consiglio d’amministrazione sedevano: il senatore Demetrio Asinari, in qualità di presidente; Ugo Sirovich, presidente di sezione della Corte dei Conti; il consigliere di Stato e senatore Giuseppe Mormino; il consigliere nazionale Michele Pascolato; Michele Delle Donne, primo presidente della Corte d’Appello di Roma; Raffaele Festa Campanile, ispettore superiore del Ministero dell’Agricoltura; il direttore generale del Commercio Erasmo Carnevale; Alessandro Baccaglini, direttore generale dell’Ispettorato per la difesa del risparmio e per l’esercizio del credito; il consigliere nazionale e presidente della Federazione fascista proprietari e affittuari coltivatori diretti, Ettore Usai; il consulente per gli affari legali e finanziari della Confederazione fascista degli industriali, avv. Luigi Biamonti. Cfr. A. Scalpelli, L’Ente di gestione e liquidazione immobiliare: note sulle conseguenze economiche della persecuzione razziale, in Gli ebrei in Italia durante il fascismo, vol. 2, cit., 1961, p. 95.
339 Ivi, p. 96.
340 Secondo gli articoli 13 e 15 del decreto n. 126 la denuncia doveva essere presentata entro novanta giorni dalla sua emanazione.
341 Statuto dell'Ente di gestione e liquidazione immobiliare, artt. 13-14.
857 Parere dell’Avvocatura dello Stato del 23 marzo 1960 riportato ivi, pp. 293-294. Il parere dell’Avvocatura dello Stato riguardava anche le proprietà acquisite da terzi, i quali avevano facoltà di acquisire definitivamente la proprietà del bene di cui si erano impossessati illegittimamente, fatta salva la buona fede, dopo appena tre anni di possesso. Non è possibile sapere con quali modalità questi beni furono venduti e quanto il fu il ricavato.
Giulia Dodi, La spoliazione dei beni ebraici e l'attività dell'Egeli a Bologna e Ferrara, Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, 2021

martedì 18 gennaio 2022

I partigiani, in Molini, bloccano tutte le strade e i bar

Una vista da Triora (IM), zona Cabotina, su Corte e Andagna, Frazioni del Comune di Molini di Triora - Fonte: Mapio.net

I tedeschi operavano periodiche e forti puntate verso l'interno della montagna.
Nel periodo [n.d.r.: fine aprile 1944] in cui la situazione nemica era quella sopra descritta, a «La Goletta» vi erano poco meno di trenta uomini.
Possedevano il seguente armamento: due mitragliatrici «Fiat»; un mitragliatore «OTCIS» (greco); una trentina di fucili; sessanta bombe a mano tedesche a lungo manico e una trentina di bombe a mano italiane; 5.000 colpi per mitragliatrici; 52 caricatori per mitragliatori; una media di quaranta colpi per ogni fucile; un mortaio da «45» con diverse casse di bombe per mortaio.
Il gruppo di Vittò [n.d.r.: "Ivano", Giuseppe Vittorio Guglielmo] disponeva pure dei forti di Marta, dove vi erano depositi di bombe e munizionamento vario: materiale il quale, però, poteva essere preso solo quando i tedeschi non andavano essi stessi nella detta località.
Come si può dedurre da quanto sopra esposto, le modeste forze partigiane erano circondate da tutte le parti da forze di gran lunga preponderanti.
Per i partigiani l'ordine e il programma erano: «Eliminare con ogni mezzo il nemico, catturare il suo materiale e le sue armi, e sparire senza lasciar traccia».
II giorno seguente a quello dell'arrivo di Erven [n.d.r.: Bruno Luppi] e di Marco [n.d.r.: Candido Queirolo] a «La Goletta», dietro suggerimento di Erven vengono date istruzioni circa l'uso e la manutenzione delle armi e per una nuova organizzazione del gruppo (nomi di battaglia e suddivisione in squadre).
La sera del giorno stesso, anzi già a notte fatta, viene compiuta una prima azione contro i carabinieri di Triora. Vi partecipano Vittò, Erven, Tento, Marco, e quasi tutti gli altri partigiani del gruppo (fra cui «Serpe» [n.d.r.: Isidoro Faraldi, in seguito comandante del 1° Distaccamento del II° battaglione "Marco Dino Rossi" della V^ Brigata], «Luciano», «Guido di Creppo» e «Guido di Cetta»).
In tutto sono circa una ventina; comandante del gruppo è Vittò.
I carabinieri, sorpresi nel sonno, vengono disarmati delle armi pesanti; si lasciano ad essi le pistole e le anni individuali.
I carabinieri sono lasciati nella caserma, con l'impegno, da parte loro, di lavorare alle dipendenze dei partigiani; il podestà di Triora viene ammonito, perché non proceda a requisizioni di bestiame o a dare esecuzione a ordini della repubblica fascista.
Alla sera il gruppo rientra a Cetta, dove i partigiani hanno il recapito presso la padrona dell'osteria, una donna chiamata «La Devota», che i partigiani, però, chiamavano «mamma», per l'aiuto che ne ricevevano (specialmente acquistavano da lei generi con tessere prese in azioni varie).
Molti sono i rischi che questa donna affrontò per aiutare i partigiani.
Si tenta poi un'azione contro gli uomini che sono di posto nelle casermette al Colle della Melosa. I partigiani, da una vedetta civile di Cetta, sono informati che circa 80 tedeschi percorrono la strada del Colle della Melosa, diretti verso la zona di Marta. Si portano sul posto, per assalirli; ma, valicata la cresta montana, si trovano a poca distanza dai tedeschi, su un pendio spoglio, battuto dai raggi lunari. Essendo impossibile la sorpresa, devono rinunciare all'azione, data l'enorme sproporzione di forze; e si ritirano incolumi.
A un certo punto, negli uomini di Vittò e di Tento vi è un momento di crisi, a causa delle difficili condizioni di vita. Alcuni, capeggiati dal partigiano Folgore, di 17 anni, genovese, vorrebbero trasferirsi in Piemonte, dove, a quanto si dice, la vita è meno scomoda. Ma uno solo va via, con un salvacondotto di Marco; gli altri si fermano, trattenuti anche da brevi parole di Erven, il quale fa capire come in Piemonte, per i partigiani, vi siano disagi e rischi non meno che in Liguria.
Il giorno stesso i partigiani si recano verso Realdo, per tentare una imboscata contro i tedeschi che, ingenere, salivano tutti i giorni al paese; ma quella volta, per caso, non salgono. I partigiani acquistano viveri in Realdo e in Gerbonte, e poi ritornano alle loro sedi.
Poco dopo, anzi il giorno successivo a quello della puntata in Realdo, i partigiani preparano un'azione contro la postazione «B8», situata sulla strada Andagna-Rezzo.
Alla «B8» vi sono undici uomini, di cui nove sono fascisti (militari dell'esercito di Salò) e due tedeschi. Intorno alla postazione vi è un campo minato, e vi sono cavalli di frisia.
L'azione avviene forse nei primi giorni del maggio 1944, o verso la fine di aprile. Vittò, Erven, Tento e Marco sono ancora tutti insieme.
In Molini «arruolano» Figaro. Entrano da un barbiere, per avere indicazioni. Il barbiere è Figaro (Vincenzo Orengo), che si aggrega ai partigiani, e se ne andrà insieme con loro. Figaro diventerà poi comandante del Battaglione «Mario Bini» (1° Battaglione della V Brigata).
I partigiani, in Molini, bloccano tutte le strade e i bar, per catturare i militari fascisti o tedeschi in libera uscita. Trovano solo un sergente della «B8». Da lui, Erven, Tento e Marco si fanno condurre alla «B8», mentre altri partigiani, rimasti in paese, prendono carte annonarie e materiale che i borghesi, dopo l'8 settembre, avevano sottratto alle caserme.
Quando i partigiani arrivano in prossimità della «B8», Folgore chiede di andare avanti agli altri. Va, tenendo due pistole puntate contro le spalle del sergente. Il sergente e Folgore arrivano a ridosso dei cavalli di frisia, ma non sentono l'alt della sentinella; entrano, mentre dietro a loro si precipitano anche gli altri partigiani. Trovano la sentinella addormentata, la disarmano, sfondano la porta, e catturano i restanti uomini della postazione. In tutto sono catturati 8 soldati repubblichini, più il sergente sorpreso in Molini, più due tedeschi.      
I partigiani, quindi, caricano il bottino di armi, munizioni, viveri e materiale da casermaggio su sei muli, appositamente requisiti in Andagna; poi portano il materiale e gli uomini a «La Goletta», dove arrivano in mattinata, essendo l'azione, comprese le marce, durata tutta la notte. «La Goletta», come si può capire anche da precedenti note, è una località a picco su Loreto.
Nella stessa giornata i partigiani decidono sulla sorte dei prigionieri; mancando vitto e altri mezzi, poiché i prigionieri non risultano responsabili di fatti gravi, vengono rimessi in libertà; ai tedeschi si dànno L. 100 a testa, e si lasciano andare; gli altri, quasi tutti studenti e quasi tutti lombardi, vengono vestiti con gli abiti laceri dei partigiani, i quali prendono quelli dei militari, vengono fomiti di carta di identità, e lasciati liberi, perché tornino alle loro famiglie.
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, pp. 278-280
 
Nella notte sul 12 corrente, nel Comune di Triora, tre sbandati costringevano, sotto la minaccia delle armi, l'esercente della rivendita generi di monopolio Caprile Leonardo a consegnare loro tabacchi e cerini per l'importo di £. 1275, da essi rimborsato.
[...] Viene segnalato che gruppi di ribelli dai baraccamenti di "Cima Marta" e "Monte Grande" si sono spostati verso "Bregalla" e "Cetta", occupando case dei contadini della zona. Tali gruppi sarebbero comandati da un ex sergente maggiore, certo ZENTA [n.d.r.: Tento] Pietro, già appartenente alla G.A.F. del sottosettore di Triora.
[...] Fonte sicura segnala che preponderanti forze di ribelli, suddivise in bande di 30 uomini ciascuna, trovansi distaccate nella zona campestre tra Pigna, Cima Marta, Colle Ardente, Monte Saccarello - Molini di Triora. Il loro numero sarebbe di circa 2000. Sono armati di armi automatiche (mitragliatrici e fucili mitragliatori), di mortai da 45 e da 81, di mitra, di moschetti e di bombe a mano.
La dotazione di ogni banda sarebbe di una mitragliatrice con 1000 colpi, di due mortai da 45, con circa 50 granate e di un fucile mitragliatore con circa 1000 colpi. La dotazione individuale sarebbe di un fucile o moschetto con 5 o 6 caricatori e di tre bombe a mano.
In località Goina, in valle del Capriolo, frazione di Triora, si troverebbe una banda comandata da 3 ex ufficiali, che presidia le località di Verdeggia, Carneli e Realdo.
Ermanno Durante, Questore di Imperia, Relazione settimanale sulla situazione economica e politica della Provincia di Imperia, Al Capo della Polizia - Maderno, 15 maggio 1945