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| Triora (IM) - Fonte: Vikipedia |
Furono i giovani dell'Alta Valle Argentina [tra] i primi ad aderire al movimento [partigiano]. Provenivano da Cetta, da Loreto, da Bregalla, da Creppo [tutte località o frazioni di Triora (IM)]...
Bisogna attribuire al Comandante Vitò il grande merito di avere saputo utilizzare gli ufficiali dei reparti G.A.F. [Guardia alla Frontiera], che erano rimasti nella zona...
Vitò, da uomo saggio, riconosceva in loro qualità superiori, in guerra, sia per istruzione che per capacità di comando, come avevano nell'esercito. Dovevano però dimostrare di comprendere il vero significato della lotta partigiana ed ispirare nei giovani la fiducia in loro, per il buon esempio, per l'attività, per la dedizione completa alla causa.
Vitò li mise alla prova...
E gli ufficiali lo compresero e si trovarono bene con lui.
Il contatto umano che si provava stando vicini a Vitò era motivo più che sufficiente per affidarsi e dare fiducia.
Alcuni tentarono di raggiungere le loro famiglie...
Quelli di un certo gruppetto, pur rimanendo vicini, preferirono rimanere isolati, per il momento, per notare il tipo di organizzazione che si andava sviluppando...
Per prudenza, per bisogno di isolamento si scelse come sede la zona sopra Cetta, Goletta, dove case di campagna potevano garantire un rifugio.
Era un luogo solitario e romito, adatto rifugio e vedetta importante da cui si poteva scorgere ogni movimento dei nazifascsiti.
Bisognava anche dare un aspetto, un volto, una fisionomia al gruppo organizzato.
Vitò aveva ereditato dalla sua partecipazione alla guerra di Spagna metodi ed esperienze.
I giovani però non capirono lo scopo e la funzione del Commissario...
Prima nei paesi della Valle Argentina e poi nei paesi e nelle città della Riviera l'esistenza di quel gruppo partigiano mosse gli animi.
Incoraggiò i dubbiosi e fece decidere gli incerti...
don Ermando Micheletto *, La V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” (Dal Diario di Domino nero - Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975
* ... Don Micheletto per tutta la guerra si adoperò per i partigiani, generalmente in contatto con i gruppi di Vitò, che accompagnò spesso nei loro spostamenti. Esplicherà la sua attività specialmente nell'assistenza e per captare messaggi radio. Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia
