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lunedì 1 agosto 2022

Quattro viaggi via mare, fra Ventimiglia e Nizza, senza segnalazioni

Una vista sulla Costa Azzurra ed il Principato di Monaco

[...] ma l'organizzazione S.A.P. proseguiva senza soste. Alla fine di dicembre [n.d.r.: 1944] si erano formati 4 distaccamenti in città [n.d.r.: Sanremo] un quinto a Ospedaletti ed un sesto a Bordighera, Vallecrosia, Ventimiglia.
[...] Recezione del Cap. Bentley proveniente dalla Francia.
Salvataggio del maggiore Romano, della missione Gino e di quella di Leo e Rosina trasportati in Francia; 4 viaggi via mare, fra Ventimiglia e Nizza, senza segnalazioni, con trasporto di armi e munizioni per le formazioni di città e di montagna.
Invio di armi a Neggi, alle forze Armate.
Trasporto in Francia, via mare, di prigionieri alleati.
La Frontiera Italo Francese venne attraversata 20 volte, via terra con trasporto di messaggi, viveri e munizioni.
Trasporto fra Bordighera e Ospedaletti e quindi a Sanremo di armi.
[...] Il 23 aprile al primo annuncio dello sganciamento tedesco le SAP e GAP vennero mobilitate e poste al diretto comando dei suoi ufficiali.
Il 24 aprile, nelle prime ore della mattina, vennero iniziati, in tutto il circondario, i combattimenti.
Le Sap di Bordighera e Vallecrosia occuparono le cittadine dopo aver ucciso 13 nazifascisti e averne catturato 5 [...]
IL COMANDANTE DELLE BRIGATE S.A.P. (Rag. Antonio Gerbolini) - IL PRESIDENTE DEL C.C.L.N. DI SANREMO (Dott. Cristel Giovanni)
Relazione del C.L.N. circondariale e del comando S.A.P. di Sanremo sull'attività della V^ VI^ VII^ Brigata S.A.P. (Dalla loro costituzione al 25 aprile), documento in Fondo “Giorgio Gimelli”, ILSREC, copia di Paolo Bianchi di Sanremo (IM)

L'estratto della relazione - in quanto tale pressoché inedita - dei patrioti di Sanremo, qui sopra pubblicato, si riferisce, nella sua schematicità, al Gruppo Sbarchi Vallecrosia, il gruppo più specializzato della SAP della zona di confine. Gruppo Sbarchi, una definizione la cui genesi non era più chiara agli stessi protagonisti che a distanza di decenni dagli eventi della Resistenza resero le loro testimonianze a Giuseppe Mac Fiorucci per la stesura dell'omonimo opuscolo (Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM), 2007): furono interviste molto vivaci, che hanno gettato luce anche sugli aspetti più tecnici delle richiamate operazioni, ma che hanno inoltre tratteggiato le singole adesioni alla Resistenza e personali, precedenti trascorsi in montagna. Forse sono utili alcuni collegamenti, in ogni caso non esaustivi della materia. La più recente fatica di Sergio Favretto, "Partigiani del mare", pur nel suo puntuale svolgimento con inquadramento in accadimenti di portata più generale, è molto atta allo scopo. Per il giusto rilievo - supportato, tra l'altro, con la copia di una dichiarazione del comandante della I^ Zona Operativa Liguria, Nino Siccardi, "Curto" -, dedicato ai compiti specifici svolti da Renzo Rossi. È opportuno sottolineare che il Gruppo Sbarchi si fece già trovare pronto per la Missione Kahnemann, partita da Vallecrosia nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre 1944, per cui sarebbe interessante indagare sulla preparazione ricevuta, ad oggi scarsamente attestata, se si escludono, forse, l'incarico - vedere infra - dato a settembre 1944 da Vitò [Giuseppe Vittorio Guglielmo, che si firmava Ivano] allo stesso Renzo Rossi ed i viaggi oltre confine di Alberto Nino Guglielmi. Si riproducono qui di seguito alcuni brani già pubblicati. Il mentovato documento Gerbolini-Cristel risulta, dunque, significativo, nell'economia di questo discorso, non tanto perché introduca nuove informazioni quanto per fare il punto con una fonte sinora mai pubblicata circa una narrazione complessa, nella quale diversi furono gli attori (a titolo dimostrativo si citano adesso il sergente Bertelli ed i suoi bersaglieri e i fratelli Biancheri, martiri della Resistenza). E diverse furono le interazioni, non sempre positive, come per gli effetti a cascata ingenerati dall'agguato mortale compiuto ai danni del capitano Gino Punzi, in quanto dall'arresto del suo radiotelegrafista, costretto dai nazisti a trasmettere falsi messaggi all'OSS di Nizza, si pervenne, per vie traverse, anche al ferimento del comandante partigiano Stefano Leo Carabalona. In questo quadro, risulta opportuno fare un cenno anche ad altri passaggi clandestini in Francia, compiuti - non sempre via mare, in verità - da altri patrioti, specie di Ventimiglia, come fu il caso di Paolo Loi, qui menzionato.
Adriano Maini

Banditi invividuali che si trovano in città [Sanremo] sono probabilmente i due fratelli Bestagno: Mario e Gerolamo. Forse anche il Kanemahn [n.d.r.: Kahnemann; i fascisti non erano poi così bene informati: dei fratelli Kahnemann Eugenio (Nuccia)  a quella data era già in Francia, avendo compiuto la missione di cui era stato incaricato e, forse, Francesco lo aveva già raggiunto, cosa che, comunque, fece di lì a breve]
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, 29 dicembre 1944 - Documento in Archivio di Stato di Genova, copia di Paolo Bianchi di Sanremo
 
[...] Collaborò attivamente al trasporto dalla spiaggia di Vallecrosia (prov. di Imperia) alla città di Sanremo di armi e munizioni che venivano clandestinamente sbarcate su quella spiaggia da natanti alleati a destinazione delle forze armate della Resistenza. (Marzo/Aprile 1945).
Fu appunto in occasione di questa attività che in procinto di essere scoperto e arrestato dal servizio segreto germanico dovette, poco prima della liberazione, allontanarsi dalla nostra città, rifugiandosi nuovamente in Piemonte.
Questo C.L.N. circondariale è profondamente grato al sig. Ise Gutensplan di quanto egli, pur straniero, ha operato per la vittoria del movimento di Resistenza Italiano, al quale egli ha dato tutto sé stesso, con entusiastica dedizione di tutto sé stesso.
(rag. Antonio Gerbolini)                                                                         (prof. dott. Mario Mascia)
Dichiarazione del CLN di Sanremo, maggio 1945,
documento nel Fondo “Giorgio Gimelli”, ILSREC, copia di Paolo Bianchi di Sanremo (IM)
 
Un rapporto della Marina statunitense riferiva anche dell'arrivo in barca a remi di tre giovani antifascisti di Ventimiglia nella zona di St. Raphael, già occupata dagli alleati, il 10 settembre 1944, a portare notizie utili alla guerra contro i tedeschi. Un episodio plasticamente tratteggiato in un suo racconto da Arturo Viale. I patrioti italiani coinvolti erano Elio Rosati, Memmo Miseria ed Ernani Boscaglia.
Adriano Maini
 
Mentone

Pietro Loi resta in territorio francese, opererà tra Carnoles e Mentone in qualità di addetto a radio libera; ritornerà [a Ventimiglia] saltuariamente via Grammondo, Grimaldi e la Mortola;  la sua missione è di trasmettere notizie militari, di portare in salvo altri perseguitati e, poiché i suoi genitori erano in pericolo, attendeva di portarli oltre confine.
don Nino Allaria Olivieri, Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999

Vallecrosia (IM): Via Col. Aprosio

Inoltre vennero comprate sei grosse barche a Vallecrosia per un valore di lire 22.0000 [...] necessarie per traghetti clandestini.
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. Da settembre a fine anno 1944, a cura Amministrazione Provinciale di Imperia e con patrocinio IsrecIm, Milanostampa Editore - Farigliano, 1977

Una vista da Bordighera sulla Costa Azzurra

Accettando l'incarico di capo dell'Ufficio Operazioni della Missione in zona nemica, tramite Corsaro [Giulio Pedretti] il comandante Stefano Carabalona (Leo) poteva inviare da Pigna al Comando alleato [quello di Nizza] le informazioni necessarie sui dispositivi di difesa tedeschi, da distruggere con bombardamenti aerei. Il comando della II^ Divisione "Felice Cascione" aveva chiesto a quello alleato le credenziali... Il 5 ottobre [1944] tramite il comando della V^  Brigata "Luigi Nuvoloni" il comando della II ^ Divisione riceveva il benestare degli alleati, mentre Carabalona, ancora nella zona di Pigna, da una loro lettera apprendeva che il generale americano Alexander aveva incaricato il capitano inglese Robert Bentley (Bob) di raggiungere con il sergente radiotelegrafista John Mac Dougall (Mac), munito di ricetrasmittente, il comando della Divisione...
Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016
 
Camporosso (IM): la zona a mare dove abitava la famiglia di Alberto Nino Guglielmi e da cui passò, al momento dello sbarco, la missione del capitano Bentley

Stefano Carabalona, classe 1918, fu sul fronte albanese e, nella Resistenza, ufficiale alle operazioni della V Brigata, successivamente passò in Francia (agosto 1944) presso gli Alleati (A.P.D., 772 V.S. Army).
Francesco Biga, Ufficiali e soldati del Regio Esercito nella Resistenza imperiese in Atti del Convegno storico LE FORZE ARMATE NELLA RESISTENZA di venerdì 14 maggio 2004, organizzato a Savona, Sala Consiliare della Provincia, da Isrec, Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Savona (a cura di Mario Lorenzo Paggi e Fiorentina Lertora)

Bordighera (IM): la casa al tempo abitata da Renzo Biancheri

Bordighera (IM): pertinenza della casa di Renzo Biancheri, che si affaccia su Via XX Settembre

Bordighera (IM): ancora uno scorcio della casa di Renzo Biancheri

La missione andò a rotoli con il ferimento di “Leo” [Stefano Carabalona], che venne nascosto nella cantina di casa mia [a Bordighera].
I tedeschi rastrellarono tutta la zona cercando “Leo”; “visitarono” anche la mia casa: sulla porta rimasero le impronte dei chiodi degli scarponi di quando sfondarono l’ingresso a calci.
Ma non cercarono in cantina, si limitarono ad arraffare del cibo dalla cucina. Con Renzo Rossi nascondemmo tutti i documenti del S.I.M. e del C.N.L. [di Bordighera (IM)] nel mio giardino, preparandoci al trasferimento di “Leo” in Francia.
Renzo “Gianni” Biancheri in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia,  ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia < Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007

Spiagge tra Vallecrosia e Bordighera

Vallecrosia (IM): la spiaggia allo sbocco del rio Rattaconigli e, sulla destra, il Seminario di Bordighera

L'attività della Squadra di azione patriottica di Vallecrosia-Bordighera fu indubbiamente una delle più ardite più pericolose...
I collegamenti con la montagna venivano mantenuti dai sapisti stessi; e quelli con Sanremo da Renzo [Stienca Rossi] e negli ultimi tempi dal giovanissimo studente Enrico Cauvin [di Vallecrosia].
All'inizio l'attività della SAP aveva carattere informativo, costituendo essa il SIM della zona e funzionando spesso di collegamento con le formazioni di montagna, stanziate nell'immediato retroterra.
Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, Ed. ALIS, Sanremo (IM), 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

venerdì 10 aprile 2020

Gli ufficiali inglesi si precipitarono imbufaliti contro i francesi

Il Palazzo Belgrano a Nizza
 
[...] il distaccamento S.A.P. di Vallecrosia nato negli ultimi giorni di luglio '44.
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998 - 1999

A dicembre 1944 alla S.A.P. di Vallecrosia si aggregarono alcuni partigiani scesi dalla montagna...
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Da sinistra, i garibaldini Francesco Garini ed Ampelio Elio Bregliano a Negi, Frazione di Perinaldo (IM), nodo logistico dei garibaldini della V^ Brigata. Fonte: G. Fiorucci, Op. cit. infra
 
[ n.d.r.: Sergio "Sergio" Marcenaro (classe 1931) racconta in oggi che l'inverno 1944-1945 non era ancora iniziato quando venne convocato clandestinamente per il tramite di terze persone dal fratello Pietro Gerolamo Gireu Marcenaro, da mesi in montagna con i partigiani, che lo aspettava in un casone, di proprietà del padre (soprannominato Bacì de la Madoneta) di Francesco Garini, piccola costruzione posta nella modesta altura antistante il cimitero di Vallecrosia, che si raggiungeva all'epoca solo attraverso una passerella in legno ormai da tempo scomparsa, per chiedergli, alla presenza di Ampelio Elio Bregliano e di Garini, se se la sentiva di fare la staffetta per il Gruppo Sbarchi Vallecrosia ]

[…] “Leo” [n.d.r.: Stefano Carabalona, già incaricato della missione partigiana presso il comando alleato nel Nizzardo], dopo alcuni giorni di ricovero, sotto rischio di arresto, in ospedale e diversi altri passati celato, prima nella casa di Renzo Biancheri in Vallecrosia, poi in quella di Achille Andrea Lamberti [comandante del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia] in Vallecrosia, venne fatto fuggire dalla S.A.P. di Vallecrosia (IM), che riuscì ad organizzare il suo passaggio in Francia con l’impegno dei patrioti Renzo “il lungo” [Renzo Gianni Biancheri], Renzo [Stienca] Rossi, “Rosina” [Luciano Mannini] e “Caronte” [o “Corsaro“, Giulio Pedretti], il quale ultimo compì ben ventisette traversate dall’Italia alla Francia.
Rocco Fava, Op. cit.

La notte del 7 marzo [n.d.r.: 1945, ma in effetti nella notte tra il 5 ed il 6 marzo, come segnalato da un dispaccio garibaldino] Renzo [Stienca] Rossi, Renzo [Renzo Gianni Biancheri] il Lungo, Leo [Stefano Carabalona], quasi moribondo, e Rosina [Luciano Mannini] partono da Vallecrosia nella barca condotta da Pedretti [Giulio Corsaro/Caronte Pedretti] e giungono dopo una traversata difficile sulla costa francese. Leo è salvo… Renzo entra in contatto con le Special Forces e continua l’opera di Leo, trasportando in Italia armi automatiche e munizioni… le armi venivano avviate in montagna a Negi dove Cekof [n.d.r.: o Cecoff, Mario Alborno di Bordighera, in quel periodo già vice commissario della IV^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Elsio Guarrini” della II^ Divisione "Felice Cascione] le riceveva per inoltrarle alle formazioni; distribuite agli uomini di Bordighera o per mezzo di Piero (Angelo Amato), René (Renato Magni) e i Laura delle Sap di Ospedaletti  
Mario Mascia, L'epopea dell'esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

5 marzo 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 375, al Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria - Comunicava che "Leo", latore anche di comunicazioni del Comitato e rassicurato sul fatto che, tramite "Renzo", il Comando Zona lo avrebbe tenuto in contatto con il suo comando, sarebbe partito a breve per la Francia, tutto questo a fronte delle gravi difficoltà rappresentate dall'essere braccati dalle SS tedesche ed italiane, dalla polizia repubblichina, dalla G.N.R., dalla X^ Mas e dalle Brigate Nere.
da documento  Isrecim in Rocco Fava, Op. cit., Tomo II

Curammo "Leo" come era possibile, ma le sue condizioni permanevano critiche. Con il Gruppo  Sbarchi di Vallecrosia predisponemmo una barca per il trasporto in Francia.  Il Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell'Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze [...] per il resto insistetti non poco per contattare il comando inglese o quello americano, che erano gli autori della missione in Italia di "Leo".


Gli ufficiali francesi erano probabilmente all'oscuro della missione e si manifestavano molto indispettiti del mio silenzio, ma non cedetti malgrado le larvate minacce alternate a gentili blandizie. 
Alla fine fu avvisato il comando inglese. 
Gli ufficiali inglesi si precipitarono imbufaliti contro i francesi perché avevano commesso una chiara invasione di campo. 
Iniziò ufficialmente una più stretta collaborazione tra la Resistenza italiana e le forze alleate.
 

Al Belgrano, antico palazzo-maniero di Nizza, dove risiedeva il comando interalleato, presentai le mie credenziali e fummo accolti e considerati a tutti gli effetti come "collaboratori", anche se non ancora "alleati".
 
Nizza poco dopo la Liberazione, agosto-settembre 1944 - Fonte: La Côte d'Azur en Guerre (1939-1945)
 
[...] Compito della Resistenza era quello di raccogliere quante più informazioni possibili sul dislocamento e sui movimenti delle forze nazifasciste e sul posizionamento dei campi minati lungo la costa.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac Fiorucci,  Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007
 
Uno scorcio abbastanza recente di Nizza

Renzo [Renzo Stienca/Gianni Rossi] si accreditò presso l’OSS a Nizza. In seguito fece 4 viaggi [recando armi, documenti, uomini di collegamento, materiale vario] via mare dalla Francia [alla costa di Vallecrosia]... Renzo propose una nuova procedura con la quale si potevano avvisare i partigiani in attesa sulla costa italiana. Procedura che consisteva nello sparare due razzi da Cap Martin di modo che fossero visibili dall'area di Bordighera. Un compito che fu affidato al comando francese di Mentone. Il 17 marzo un battello, che portava due pacchi di armi e di munizioni per i partigiani, partiva da Villefranche con a bordo Renzo ed altri 2 uomini. Ma nessun razzo venne sparato, non ci fu nessuno ad accogliere in Italia quella piccola spedizione ed il battello tornò indietro. L'operazione venne ritentata con successo due notti più tardi, quella del 19 marzo... Renzo tornò definitivamente in Italia la notte del 27 aprile 1945, sbarcando a Sanremo…  
Sir Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II: Clandestine Sea Operations in the Western Mediterranean, North Africa and the Adriatic, 1940-1944, Paperback, 2013

Cercammo inutilmente di convincere gli alleati ad evitare, in quanto creavano troppi danni alla popolazione civile, i bombardamenti per abbattere i ponti e altri obiettivi militari della zona italiana di frontiera.
Da sinistra Villa Iberia e Villa Le Petit Rocher. Fonte: G. Fiorucci, Op. cit.
 
La base operativa per le operazioni era a St. Jean Cap Ferrat nella villa Le Petit Rocher.
[...]Il Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell'Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac FiorucciOp. cit.


La mia storia nella Resistenza è legata a filo doppio con Renzo ["Stienca"] Rossi... A settembre 1944 insieme a Renzo Rossi partecipai all’incontro con Vitò [Giuseppe Vittorio Guglielmo]. Ci accompagnò Confino, maresciallo dei Carabinieri che aveva aderito alla Resistenza. Vitò investì formalmente Renzo Rossi del compito di organizzare, per la nostra zona, il S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] e la S.A.P.: io fui nominato suo agente e collaboratore....Con Renzo Rossi nascondemmo tutti i documenti del S.I.M. e del C.N.L. [di Bordighera (IM)] nel mio giardino, preparandoci al trasferimento di “Leo” in Francia... Ricoverammo “Leo” in casa di Achille [Andrea, Achille Lamberti, comandante del Distaccamento SAP di Vallecrosia (IM)], aspettando la notte. Al momento opportuno ci trasferimmo sul lungomare; il soldato tedesco di guardia, come al solito, era stato addormentato da Achille con del sonnifero fornito dal dr. [Salvatore] Marchesi [nomi di battaglia "Turi", "Salibra"  e/o "Salvamar", patriota con varie responsabilità, come incaricato del C.L.N. circondariale di Sanremo (IM), in seno alle attività patriottiche locali, fratello del prof. Concetto Marchesi, quest'ultimo, come noto, un insigne latinista, a sua volta impegnato nella Resistenza a livello nazionale], laureato in chimica... Io, Renzo Rossi, Achille Lamberti e Girò [Gireu/Giraud, Pietro Gerolamo Marcenaro] ritornammo in un'altra occasione dalla Francia con un carico di armi. Per sbarcare dovemmo attendere il segnale dalla riva, ma, come altre volte, non arrivò alcun segnale. Sbarcammo proprio davanti alla postazione dei bersaglieri, vicino al bunker...  
Renzo Gianni Biancheri, "Rensu u Longu", in  Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.

Il tenente Antonio Capacchioni del gruppo Kanhemann veniva incaricato di preparare, in collaborazione con la S.A.P. di Vallecrosia, l'arrivo presso la Divisione Felice Cascione del capo della Missione alleata, il capitano inglese Robert Bentley [sbarcato poi la sera del 6 gennaio 1945]. L'insieme degli uomini addetti al raggruppamento sbarchi e imbarchi, forniti quasi tutti dalla S.A.P. di Vallecrosia, comandati dal garibaldino Renzo Rossi di Bordighera e dal commissario Gerolamo Marcenaro di Vallecrosia, tra gli altri comprendeva i garibaldini Achille Andrea Lamberti [comandante del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia], Vittorio Lotti [in effetti Aldo Levis Lotti, commissario del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia], Renato Plancia Dorgia, Ezio Amalberti, Vincenzo Biamonti, Irene Anselmi, Eraldo [Mura] Fullone, Salvatore Marchesi [Turi Salibra Salvamar], Angelo Mariani [Athos], Luciano Mannini (Rosina), Renzo Biancheri [dai compagni di lotta ricordato sempre nelle testimonianze da loro rese come Rensu u Longu, mentre il nome di battaglia era Gianni], fino a raggiungere una forza di una ventina di uomini che funzionavano a pieno ritmo.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005


14 febbraio 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che "sono imminenti alcuni sbarchi di materiali da parte degli alleati sulle coste controllate dalla II^ Divisione e che i materiali andranno distribuiti tra le Divisioni a seconda delle esigenze..."
26 marzo 1945 - Dal CLN di Bordighera, Sezione SIM, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che ... "Renzo" [Renzo Stienca Rossi] si era nuovamente recato in Francia e se ne attendeva il ritorno.
1 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, a firma di Albatros [Mario Mascia], prot. n° 517/CL, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley del SOE britannico, incaricato della missione alleata presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] ed al SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Veniva comunicato che i nemici avevano scoperto a Bordighera [in effetti Vallecrosia e Camporosso Mare] il luogo in cui sbarcava Renzo [Renzo Stienca Rossi], ormai strettamente sorvegliato dalle SS tedesche. "… Vi comunichiamo urgentemente che i nazifascisti hanno scoperto il luogo di sbarco di Renzo a Bordighera. Le S.S. germaniche sono state appostate sul luogo stesso ed i bersaglieri sono sotto strettissima sorveglianza. Uno sbarco, quindi, al momento attuale sarebbe pericolosissimo, anzi fatale. È essenziale che radiotelegrafiate immediatamente in Francia perché la partenza di Renzo sia rimandata in attesa di nostre disposizioni in merito a meno che non si possa lanciarlo per paracadute. Vogliate provvedere senza indugio perché ne va della vita dei nostri uomini e della nostra organizzazione…"
da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit., Tomo II

domenica 12 luglio 2015

Il partigiano Mimmo e la Missione Kahnemann

Un tratto della costa di Ventimiglia (IM) verso la Francia; in fondo a destra, appena visibili, Camporosso, Vallecrosia e Bordighera
 
Verso la fine di settembre del 1944, a fronte del rafforzamento della presenza tedesca in Valle Impero e della scarsità di armi e di vestiario che affliggeva le formazioni partigiane dell'imperiese, Simon Carlo Farini, ispettore della I^ Zona Operativa Liguria, si recò in Piemonte per conferire con il maggiore inglese Temple, capo della missione alleata colà già insediata. Farini chiese l'invio, tramite avio lanci, di materiale bellico per i partigiani della II^ Divisione "Felice Cascione", come già avveniva  per i partigiani [badogliani] del Piemonte. I lanci nel ponente ligure, tuttavia, iniziarono soltanto nel marzo del 1945... Dopo il ripiegamento dei partigiani della I^ Zona Liguria su Fontane, Frazione di Frabosa Soprana (CN)... 20 ottobre 1944... Nei primi giorni di permanenza a Fontane avvenne l'incontro tra il comandante Nino Siccardi (Curto) ed il maggiore inglese Temple (Wareski): "Curto" chiese un consistente aiuto militare per le sue formazioni: la riunione si concluse, tuttavia, con un nulla di fatto...
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998 - 1999    
 
Nizza: zona di centro-levante

Con gli alleati, insediati in Costa Azzurra, le relazioni dei partigiani della I^ Zona Operativa Liguria si intensificarono a dicembre 1944. La riuscita, anche se qualche volta molto rischiosa, dei primi collegamenti portò il Comando partigiano a chiedere agli alleati un contatto permanente e una strategia operativa, che consentisse ai partigiani di contare su aiuti soprattutto di armi e di munizioni, indispensabili per gli attacchi ai nazifascisti e per la difesa dai rastrellamenti che gli stessi nazifascisti organizzavano periodicamente. I francesi soprattutto e gli alleati stessi, non accolsero subito con simpatia e disponibilità tali iniziative. Ma la costanza dei comandi partigiani e dei responsabili del CLN ebbe la meglio, ed i viaggi iniziarono con frequenza. Dopo le prime esperienze portate positivamente a termine, nel comando della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione" maturò l’idea di costituire una Commissione che doveva portarsi in Francia presso i Comandi alleati, per sollecitare l’invio di attrezzatura bellica e per combinare azioni militari congiunte contro i nazifascisti. Nacque così la Missione Kahnemann, dal nome del responsabile, dottor Eugenio Kahnemann, il cui appellativo di battaglia era Nuccia.
Mario Mascia, L’Epopea dell’Esercito Scalzo, Ed. A.L.I.S., 1946, ristampa del 1975 a cura di IsrecIm
 
L'8 settembre 1943 ero sottotenente dei Bersaglieri al Deposito dell'8° Reggimento a Verona... Ritornai a Piacenza e qui incontrai per caso un mio commilitone con il quale avevo frequentato il corso allievi ufficiali a Siena... Lo misi al corrente della mia intenzione di arruolarmi nella resistenza. Si informò sui miei dati personali e mi confidò che ero adatto... (con la famiglia nell'Italia già liberata, quindi non ricattabile dai nazifascisti con la minaccia di ritorsioni verso i famigliari, come erano solite fare le polizie italiane e tedesche della RSI)... dovevo arruolarmi nei bersaglieri della Repubblica fascista. Dovevo cercare di andare a Genova per dare notizie sul sistema difensivo tedesco della costa ligure. Riuscii nell'intento e quasi alla fine del '43 venni inquadrato col grado di sottotenente nel primo battaglione di difesa costiera tra Nervi e Montesignano. Collaborai con il C.L.N. di Genova al quale fornii tutte le copie delle mappe di tutte le batterie costiere e dei campi minati. Successivamente fui trasferito al comando di una compagnia nei pressi di Ceva...
Pochi giorni dopo venni catturato dai partigiani in casa della mia fidanzata di Savona, figlia del proprietario dei Magazzini 900, che si trovava in quella zona per sfuggire ai bombardamenti. Li misi al corrente della mia vera situazione. Passò quasi un mese finchè non arrivò da Genova la conferma del mio racconto.  
Domenico Mimmo Donesi in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia < ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007 >
 
 
Un documento d'epoca - rintracciato da Giuseppe Mac Fiorucci - che attesta gli inizi dell'attività patriottica di Domenico Dònesi

[...] già nel marzo 1944 avevo preso contatto con i Fratelli Beretta a con Richetto [...]Ritornai a Genova; continuai i contatti con Zilli e Sergio [...] addentellati che si erano creati tra i bersaglieri del Battaglione Costiero [...] Sott.Ten.Donesi Domenico e Ser.Buonafede Giuseppe; e Nervi [...]  Gostisa Dusan (Capitano Prati), documento, da archivio non precisato, consultato in preparazione di  Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
 
Fui inquadrato in un distaccamento partigiano che si avvicinò alla provincia di Imperia.
Qui fui assegnato alla IV^ Brigata "Elsio Guarrini" della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione"...  
In questo periodo dalle alture di Vallecrosia (IM) e Bordighera (IM) si poteva notare una nave, proveniente dal sud marittimo della Francia, che cannoneggiava in continuazione ma non si riusciva a capire in quale zona specifica della costa italiana.
Da questa situazione nacque l'idea, nel comando della "Felice Cascione", di una nostra missione, che dovesse portarsi in Francia presso i Comandi Alleati per sollecitare l'invio di divise, viveri, armi e munizioni. E per combinare azioni militari congiunte contro le forze nazifasciste nella nostra zona. 
Così nacque la Missione Kahnemann, con la supervisione del comandante "U Curtu" [Nino Curto Siccardi].

Una vecchia fotografia, tratta dall'opuscolo scritto da Fiorucci, attinente, a sinistra, il presidio a Vallecrosia (IM) dei bersaglieri salotini che collaboravano clandestinamente con i partigiani del mare

Fra i componenti furono assunti fra gli altri (non li ricordo tutti) Alberto Guglielmi "Nino" [destinato a tragica morte subito dopo aver contribuito in modo rilevante all'arrivo tra i partigiani imperiesi del già mentovato capitano Bentley] e Luciano Mannini "Rosina". Io, perché ufficiale dell'esercito, a conoscenza delle lingue francese e inglese, studiate a scuola e poi coltivate privatamente. Nino e Luciano perché conoscevano la zona a menadito, soprattutto i camminamenti tra le mine sulla spiaggia. Fu incluso nella missione anche certo Jean Gérard, francese, che, nell'arrivare nella nostra zona si presentò come ingegnere mobilitato forzosamente dai nazisti in Francia, nella TODT, la società tedesca che costruiva tutte le difese murarie delle fortificazioni militari, da cui però era scappato. Lo accogliemmo secondo la direttiva alleata di far rientrare nelle loro nazioni i soldati che con l'8 settembre 1943 erano scappati dai campi di prigionia. Quindi fu rivestito di tutto punto e gli riservammo tutte le attenzioni possibili. Talvolta spariva e poi dopo qualche tempo si ripresentava dicendo che era stato a sondare le nostre posizioni strategiche nell'insieme della situazione circostante.
Poiché a noi servivano, per lo scopo della nostra missione, le referenze di quel francese, lo portammo con noi. Non l'avessimo mai fatto, come dirò dopo!!! [...]
Domenico Mimmo Donesi in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
 
La missione Kahnemann salpò da Vallecrosia (IM) nella notte tra il 14 ed il 15  dicembre 1944, dopo tre giorni di attesa per un via libera dato dal comandante del distaccamento, che collaborava clandestinamente con i partigiani del mare, di bersaglieri di guardia sul litorale, sergente Bertelli, che avvisò per tempo che in quel giorno il suo reparto sarebbe stato impegnato a Ceriana (IM) con commilitoni tedeschi. 
Adriano Maini

Una vista sul Principato di Monaco

La gendarmeria di Monaco, informata dello scopo della nostra missione, si mise subito in contatto con quella di Nizza [...] nelle prime ore del mattino successivo stavamo già nella sede della gendarmeria di Nizza [...] Quasi subito fu prelevato Kahnemann, capo della nostra missione e portatore di tutti i documenti referenziali attestanti la nostra identità politica [...] La notte del 6 gennaio 1945 la missione con tutti noi e con il capitano Bentley e il suo marconista ripartì per Vallecrosia [...]
Domenico Mimmo Donesi in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
 
Della Missione Kahnemann faceva parte anche Alberto Nino Guglielmi.
Raggiunti gli alleati, Mimmo e Nino furono ingaggiati dai servizi inglesi, sottoposti ad un breve addestramento e preparati alla missione di invio dell’ufficiale di collegamento presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria, il capitano Robert Bentley, del SOE  britannico. Intorno a Natale Nino fu inviato a preparare lo sbarco di Bentley, che avvenne il 6 gennaio 1945, sempre sulla spiaggia di Vallecrosia. Di questa missione faceva parte anche Dònesi. Nino e Mimmo accompagnarono il capitano Bentley fino a Vignai, Frazione di Baiardo (IM) dai partigiani di Curto, Nino Siccardi, comandante della I^ Zona.
La mattina del 18 gennaio 1945 mentre eseguivano una missione di trasporto lungo la strada che da Vignai porta a Passo Ghimbegna, all’altezza del bivio per Monte Ceppo, Nino e Mimmo vennero intercettati da militi della RSI. Nino venne ferito, fatto prigioniero e quindi trucidato. La documentazione ufficiale indica, invero, che Alberto Nino Guglielmi venne fucilato dai tedeschi a Sella Carpe di Baiardo (IM) il 18 gennaio 1945. Mimmo riuscì a fuggire e avvisò la famiglia di Nino che abitava, sfollata, a Vallecrosia Alta. Nell’attesa che i partigiani di Vallecrosia, il Gruppo Sbarchi, preparasse un’imbarcazione, Mimmo, l’anziano padre di Nino, la sorella diciottenne Emilia e il fratellino Bruno di 4 anni si nascosero a Negi, Frazione di Perinaldo, sfuggendo ai fascisti che li ricercavano. La notte del 25 gennaio del 1945 la famiglia di Nino fu portata in salvo con una barca a remi da Mimmo ed Ampelio Elio Bregliano. Raggiunsero la costa di Beausoleil e Mimmo ritornò al comando alleato a Nizza; per alcune volte incontrò ancora Emilia, poi un giorno dei primi di aprile del ’45 gli alleati decisero che aveva dato abbastanza e lo rimpatriarono nella Napoli liberata.
appunti inediti di Giuseppe Mac Fiorucci

 
Attestazione - documento rintracciato da Giuseppe Mac Fiorucci - relativa a Domenico Mimmo Donesi, rilasciata in data 13 agosto 1946 da Fragola Doria, Armando Izzo, comandante della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni”

6.2. "Imperia"
"Note sulla situazione politica nelle provincie di Savona e Imperia", cc. 3, 1944, dic. 15.
Trasmesse dalla delegazione del CLNAI il 12 marzo 1945.
6.3. "Savona"
Come il precedente.
6.4. "Informazioni in generale" [...]
cc. 3; la 2a divisione d'assalto Garibaldi Liguria Felice Cascione (su informazioni del dottor Nuccia, Eugenio Kahnemann) [...]
 

sabato 14 marzo 2015

Bersaglieri e Resistenza nel Ponente Ligure

Carlo Bertelli

Il sergente Carlo Bertelli comandava agli inizi del 1945 il distaccamento di 12 bersaglieri, accasermato sul lungomare di Vallecrosia (IM), in quanto adibito al compito di sorveglianza del tratto di costa, compreso tra il bunker a est del rio Rattaconigli e quello in prossimità della foce del torrente Nervia.
Il gruppo del sergente Bertelli nell'estate del 1944 era giunto dopo 4 notti di marce forzate a Sanremo (IM) a piedi da Savona. All'inizio fu in parte posizionato sulle alture di Coldirodi, Frazione di Sanremo (IM), dove rimpiazzò un reparto di SS italiane.

Successivamente il distaccamento fu schierato nell'area di prima retrovia del fronte e ospitato per breve tempo in una villa signorile tra Ospedaletti (IM) e Bordighera (IM).
Il distaccamento di Bertelli venne in seguito inviato a presidiare il caposaldo in Collasgarba, collina in zona Nervia di Ventimiglia (IM).
Per la costruzione colà di una trincea a difesa della postazione dotata di cannone anticarro vennero impiegati operai della Todt, tra i quali i fratelli Biancheri di Bordighera.
Con i fratelli Biancheri il sergente Bertelli esternò cautamente i sentimenti di disapprovazione della condotta della guerra.
I fratelli Biancheri favorirono l’incontro di Bertelli con il dottore Salvatore Turi Salibra/Salvamar Marchesi, membro di rilievo della Resistenza, ispettore circondariale del CLN di Sanremo per la zona Bordighera-Ventimiglia, fratello del prof. Concetto Marchesi, quest’ultimo, come noto, un insigne latinista, a sua volta impegnato nella Resistenza a livello nazionale.
Gli incontri con il dottore Marchesi avvenivano in un albergo sito sulla Via Romana a Bordighera (IM), dove, tra l'altro, Bertelli collaborò alla stesura di alcuni volantini inneggianti alla fine della guerra ed esortanti alla diserzione, che furono clandestinamente lasciati nei locali e nei luoghi frequentati dalle truppe.
Con la collaborazione del sergente Bertelli, quando egli ed i suoi uomini erano di servizio a Vallecrosia, poterono realizzarsi diversi collegamenti clandestini via mare da e per la Francia liberata, effettuati dal Gruppo Sbarchi di Vallecrosia.
Il sergente Bertelli cercò inutilmente sul finire della guerra di dissuadere i fratelli Biancheri dal voler raggiungere i famigliari a Bordighera: i fratelli Biancheri furono catturati durante un rastrellamento e successivamente passati per le armi a Ventimiglia, in zona Forte San Paolo. (1)
Il 24 aprile 1945 con il suo reparto il sergente Bertelli rifiutò l’ordine di ripiegare e raggiunse i partigiani, con i quali tentò di sopraffare i militari tedeschi incaricati di far saltare il ponte sul Nervia.
Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia < Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007
 
Infine ricordiamo Salvatore Marchesi, dottore in chimica e ammogliato, classe 1876, già combattente nella prima guerra mondiale, fu alla direzione degli sbarchi clandestini nella zona di Bordighera durante la Resistenza, fratello di Concetto Marchesi, il professore grande umanista e latinista, rettore dell’Università di Padova, il quale invitò i giovani studenti, durante l’apertura dell’anno di studio 1943 - 1944, a salire in montagna per combattere per la libertà.
Francesco Biga, La Resistenza Ligure nei suoi rapporti con la Resistenza e gli Alleati in Provenza (1943-1946) in Atti del Convegno "La Resistenza in Liguria e gli alleati (1943-1945), Genova, 29-30-31 marzo 1985, Consiglio Regionale della Liguria ed Istituto Storico della Resistenza in Liguria, dicembre 1988

I bersaglieri del gruppo di Bertelli sulla collina di Collasgarba. Fonte: Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.


Dalla collina di Collasgarba, anche dalla parte bassa della strada di accesso, è ben visibile Vallecrosia

La sorveglianza del tratto di costa di Vallecrosia era affidata a un distaccamento di circa 25 bersaglieri accasermato [n.d.r.: a fianco della sede del loro presidio c’era il vecchio mattatoio, punto di riferimento, citato in altre fonti, per le partenze e per gli arrivi, notturni, via mare di tante spedizioni] sul lungomare alla foce del torrente Verbone. Tra i bersaglieri c’era il sergente Bertelli, di Genova, che sembrava nutrire qualche simpatia per la Resistenza. Il Bertelli frequentava la barberia di Aldo Lotti [n.d.r.: commissario del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia] e nei discorsi da… barbiere fece qualche allusione antifascista. Fu avvisato il C.L.N. [n.d.r.: quello di Bordighera (IM)], che incaricò i fratelli Biancheri di Bordighera, soprannominati Lilò, di prendere i necessari contatti. I bersaglieri volevano disertare e unirsi ai partigiani in montagna. I Lilò li convinsero a rimanere nel presidio sul lungomare ed a collaborare con la Resistenza nel nascente “Gruppo Sbarchi“. Renzo [Stienca] Rossi di Bordighera [n.d.r.: subentrato nel comando della missione presso gli alleati a Stefano Leo Carabalona, rimasto gravemente ferito in un agguato l’8 febbraio 1945 proprio in Vallecrosia] organizzò un idoneo servizio per effettuare sbarchi di materiale e uomini da piccoli natanti provenienti dalla vicina Francia liberata. Venne il momento della prima operazione e bisognava concordarne i particolari con i bersaglieri. Tra di noi serpeggiava ancora qualche timore sulla fede dei bersaglieri. E se fosse stata una trappola? Commovente fu la posizione di Aldo Lotti. Era cardiopatico, e in maniera seria. Disse “Vado io. Se è una trappola pazienza, tanto ne ho più per poco!”. Comunque, non era una trappola. L’Operazione Sbarchi ebbe inizio...
Renato Plancia Dorgia in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.

Dolceacqua (IM)

Il 18 marzo 1945 in un rastrellamento nazifascista vennero catturati a Dolceacqua (IM) 5 partigiani. Detto rastrellamento era stato provocato dal maresciallo repubblichino Luigi Salvagni per vendicare il fratello Federico Agostino, maresciallo della G.N.R. ucciso dai patrioti in quanto guida dei tedeschi nelle pregresse barbare aggressioni a Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga.
L’operazione riguardò anche il comune di Bordighera. Veniva cercato in modo particolare Ettore Biancheri. Otto giovani vennero riconosciuti come partigiani: arrestati, furono torturati e fucilati il 21 marzo 1945 presso Forte San Paolo di Ventimiglia.

La lapide che ricorda i partigiani fucilati nei pressi di Forte San Paolo di Ventimiglia
 
Tra questi martiri, Paolo Biancheri (Paolo), nato a Bordighera, e i due fratelli Biancheri, detti Lilò, Bartolomeo ed Ettore, patrioti del Gruppo Sbarchi di Vallecrosia. Un documento d’epoca indirizzato al CLN di Bordighera, oggi conservato a Sanremo, ricorda che essi vennero fucilati insieme a Paolo Balbo (Pietro), Adolfo Piuri (Stella), Giuseppe Rosso (Pierino), Emilio Sasso (Puma) e Giuseppe Verrando (Mil).  
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999

Vallecrosia (IM): il lato mare del sottopasso ferroviario di Via Rattaconigli, a volte utilizzato dai partigiani del Gruppo Sbarchi

Vallecrosia (IM): l'altro lato del sottopasso ferroviario di Via Rattaconigli

Vallecrosia (IM): Via Rattaconigli

Vallecrosia (IM): la spiaggia allo sbocco del rio Rattaconigli

14 febbraio 1945 - Dal comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” - Comunicava che erano imminenti alcuni sbarchi di materiali da parte degli alleati sulle coste controllate dalla II^ Divisione "Felice Cascione" e precisava i criteri di distribuzione dei medesimi.
1 aprile 1945 - Dal CLN di Sanremo, prot. n° 517/CL, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley, ufficiale alleato di collegamento] ed al SIM della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Veniva comunicato che i nemici avevano scoperto a Bordighera il luogo in cui sbarcava Renzo [Renzo Stienca Rossi], ormai strettamente sorvegliato dalle SS tedesche: "… Vi comunichiamo urgentemente che i nazifascisti hanno scoperto il luogo di sbarco di Renzo a Bordighera[...] È essenziale che radiotelegrafiate immediatamente in Francia perché la partenza di Renzo sia rimandata in attesa di nostre disposizioni in merito a meno che non si possa lanciarlo per paracadute. Vogliate provvedere senza indugio perché ne va della vita dei nostri uomini e della nostra organizzazione…"
7 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo a Turi Salibra [Salvatore Marchesi] ed al C.L.N. di Bordighera - Veniva comunicato che l'ufficiale addetto al Comando, Piero [Pietro De Andreis], sarebbe stato con il C.L.N. di Bordighera al momento dello sbarco per la ripartizione delle armi provenienti dalla Francia. In base agli accordi le armi sarebbero state assegnate per il 25% alle SAP di Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera e per il restante alle SAP di Ospedaletti, Sanremo, Taggia e Riva-Santo Stefano [allora comune unico]...
10 aprile 1945 - Dalla V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", Sez. S.I.M. (Servizio Informazioni Militari), prot. n° 381, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato quanto riferito dall'informatore tedesco La: che nella zona di Bordighera i tedeschi avevano ricevuto l'ordine di tenersi pronti per una prossima partenza per Verona e di comportarsi gentilmente verso la popolazione, e che venivano minate strade e colline.
14 aprile 1945 - Dal Quartiere Generale Alleato della I^ Zona Liguria [capitano Robert Bentley del SOE britannico, incaricato della missione alleata presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] al comandante Curto [Nino Sicardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria]. Si chiedeva di avvisare il comando della II^ Divisione di mettere a disposizione di "R.C.B." [capitano Bentley] i 23 Sten ed i 2 Breda sbarcati a Bordighera [n.d.r.: quasi di sicuro, invece, a Vallecrosia, forse in zona Rattaconigli, cioé sul confine tra le due cittadine; zona vicina anche all'abitazione - qualche rara volta, quando erano più sicuri, anche punto di incontro di partigiani - della famiglia di Pietro Gerolamo Gireu Marcenaro, uno dei maggiori responsabili del Gruppo Sbarchi, uomo esperto per fare passare i cospiratori indenni tra i vari campi minati, stesi dai tedeschi vicino al mare; talvolta, secondo il ricordo di Sergio, fratello di Marcenaro, all'epoca giovane (classe 1931) staffetta partigiana, per comuniciare a portare da quella località armi, materiali ed altro ai partigiani in montagna, in genere in attesa a Negi, Frazione di Perinaldo, i patrioti del mare, oltrepassata la Via Aurelia, scivolavano nello strettissimo letto del rio Rattaconigli, che, prima di arrivare alla Via Romana, passava già allora molto incassato tra le campagne di floricoltori], insieme ai 2 istruttori di sabotaggio, il 4 aprile e di aggiungere i 15 Sten con relative munizioni, portati da "Bartali" [n.d.r.: Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" presso gli Alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione]. Trasmetteva le indicazioni del generale Clark di evitare le azioni su larga scala continuando, invece, attività di sabotaggio e imboscate. Chiedeva un incontro con i CLN di Sanremo ed Imperia. Allegava un documento da recapitare in Francia tramite la squadra di Bordighera [Gruppo Sbarchi Vallecrosia, in effetti, dipendente anche dal CLN di Bordighera].
da documenti Isrecim in Rocco Fava, Op. cit. - Tomo II

Parallelamente agli aviolanci nel mese di aprile del 1945, ma in modo più assiduo, nella zona del ponente ligure provenienti dalla Francia avvenivano sbarchi di materiale bellico (diversi Bren, Sten e Breda) a Vallecrosia. Sulla costa, nei punti di incontro stabiliti, garibaldini della V^ Brigata o della locale SAP effettuavano a piccoli intervalli, a partire dalle ore 23 nelle notti concertate previe comunicazioni segrete, segnalazioni luminose all'indirizzo dei natanti di volta in volta in arrivo.
Rocco Fava, Op. cit. - Tomo I