| Vallecrosia (IM): la zona dell'ex clinica Moro |
Nello svolgersi di una operazione di spionaggio, gli agenti "Leo" [n.d.r.: Stefano Carabalona, incaricato della missione partigiana presso il comando alleato nel Nizzardo, missione partita in barca la notte del 10 marzo 1944] e "Rosina" (Luciano Mannini) vennero inviati con documenti e soldi a Vallecrosia, punto di sbarco organizzato dal CLN. Il maresciallo Reiter fece accompagnare da due agenti in borghese la staffetta Irene [n.d.r.: in questa versione dei fatti la persona, costretta dai nazisti a fare da esca per attirare in trappola i due partigiani; in altre versioni, invece, Irene era stata seguita a sua insaputa] verso la casa di Vallecrosia dove “Leo” e “Rosina” [Luciano Mannini], ignari, aspettavano [n.d.r.: era l'8, forse il 9, febbraio 1945] il ritorno di chi li aveva traditi. Leo restò gravemente ferito.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM)>, 2007
“Leo” dopo alcuni giorni di ricovero [n.d.r.: il primo nella clinica del dottor Moro in Vallecrosia, sulla Via Romana; il secondo nell'ospedale di Bordighera, dove venne lasciato incustodito dagli agenti fascisti, che lo pensarono ormai moribondo], sotto rischio di arresto, in ospedale e diversi altri passati, celato, prima nella casa di Renzo Biancheri in Vallecrosia, poi in quella di Achille Andrea Lamberti [comandante del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia] in Vallecrosia, venne fatto fuggire dalla S.A.P. di Vallecrosia, che riuscì ad organizzare il suo passaggio in Francia con l’impegno dei patrioti Renzo “il lungo” [Renzo Gianni Biancheri], Renzo [Stienca] Rossi, “Rosina” e “Caronte” [o “Corsaro“, Giulio Pedretti], il quale ultimo compì ben ventisette traversate dall’Italia alla Francia.
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945), Tesi di laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
La notte del 7 marzo [n.d.r.: 1945, ma in effetti nella notte tra il 5 ed il 6 marzo, come segnalato da un dispaccio garibaldino] Renzo [Stienca] Rossi, Renzo [Renzo Gianni Biancheri] il Lungo, Leo [Stefano Carabalona], quasi moribondo, e Rosina [Luciano Mannini] partono da Vallecrosia nella barca condotta da Pedretti [Giulio Corsaro/Caronte Pedretti] e giungono dopo una traversata difficile sulla costa francese. Leo è salvo… Renzo entra in contatto con le Special Forces e continua l’opera di Leo, trasportando in Italia armi automatiche e munizioni… le armi venivano avviate in montagna a Negi dove Cekof [n.d.r.: o Cecoff, Mario Alborno di Bordighera, in quel periodo già vice commissario della IV^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Elsio Guarrini” della II^ Divisione "Felice Cascione] le riceveva per inoltrarle alle formazioni; distribuite agli uomini di Bordighera o per mezzo di Piero (Angelo Amato), René (Renato Magni) e i Laura delle Sap di Ospedaletti …
Mario Mascia, L'epopea dell'esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia
5 marzo 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 375, al Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria - Comunicava che "Leo", latore anche di comunicazioni del Comitato e rassicurato sul fatto che, tramite "Renzo" [Renzo Rossi], il Comando Zona lo avrebbe tenuto in contatto con il suo comando, sarebbe partito a breve per la Francia, tutto questo a fronte delle gravi difficoltà rappresentate dall'essere braccati dalle SS tedesche ed italiane, dalla polizia repubblichina, dalla G.N.R., dalla X^ Mas e dalle Brigate Nere.
da documento Isrecim in Rocco Fava, Op. cit.
Curammo "Leo" come era possibile, ma le sue condizioni permanevano critiche. Con il Gruppo Sbarchi di Vallecrosia predisponemmo una barca per il trasporto in Francia. Il
Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò
ufficialmente, con tanto di credenziali dell'Alto Comando, di
rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di
coordinare le loro azioni alle nostre esigenze [...] per il resto insistetti non poco per contattare il comando inglese o quello americano, che erano gli autori della missione in Italia di "Leo". Gli ufficiali francesi erano probabilmente all'oscuro della missione e
si manifestavano molto indispettiti del mio silenzio, ma non cedetti
malgrado le larvate minacce alternate a gentili blandizie. Alla fine fu avvisato il comando inglese. Gli ufficiali inglesi si precipitarono imbufaliti contro i francesi perché avevano commesso una chiara invasione di campo. Iniziò ufficialmente una più stretta collaborazione tra la Resistenza italiana e le forze alleate. Al
Belgrano, antico palazzo-maniero di Nizza, dove risiedeva il comando
interalleato, presentai le mie credenziali e fummo accolti e considerati
a tutti gli effetti come "collaboratori", anche se non ancora
"alleati".
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| Nizza poco dopo la Liberazione, agosto-settembre 1944 - Fonte: La Côte d'Azur en Guerre (1939-1945) |
[...] Compito
della Resistenza era quello di raccogliere quante più informazioni
possibili sul dislocamento e sui movimenti delle forze nazifasciste e
sul posizionamento dei campi minati lungo la costa.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
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| Uno scorcio abbastanza recente di Nizza |
Renzo [Renzo Stienca/Gianni Rossi] si accreditò presso l’OSS a Nizza. In seguito fece 4 viaggi [recando armi, documenti, uomini di collegamento, materiale vario] via mare dalla Francia [alla costa di Vallecrosia]... Renzo propose una nuova procedura con la quale si potevano avvisare i partigiani in attesa sulla costa italiana. Procedura
che consisteva nello sparare due razzi da Cap Martin di modo che
fossero visibili dall'area di Bordighera. Un compito che fu affidato al
comando francese di Mentone. Il 17 marzo un battello, che portava due
pacchi di armi e di munizioni per i partigiani, partiva da Villefranche
con a bordo Renzo ed altri 2 uomini. Ma nessun razzo venne
sparato, non ci fu nessuno ad accogliere in Italia quella piccola
spedizione ed il battello tornò indietro. L'operazione venne ritentata
con successo due notti più tardi, quella del 19 marzo... Renzo tornò definitivamente in Italia la notte del 27 aprile 1945, sbarcando a Sanremo…
Sir Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II: Clandestine Sea Operations in the Western Mediterranean, North Africa and the Adriatic, 1940-1944, Paperback, 2013
Sir Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II: Clandestine Sea Operations in the Western Mediterranean, North Africa and the Adriatic, 1940-1944, Paperback, 2013
Cercammo inutilmente di convincere gli alleati ad evitare, in quanto creavano troppi danni alla popolazione civile, i bombardamenti per abbattere i ponti e altri obiettivi militari della zona italiana di frontiera.
La base operativa per le operazioni era a St. Jean Cap Ferrat nella villa Le Petit Rocher.
[...]Il Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell'Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze.
[...]Il Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell'Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze.
Renzo "Stienca" Rossi, in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
La mia storia nella Resistenza è legata a filo doppio con Renzo ["Stienca"] Rossi... A settembre 1944 insieme a Renzo Rossi partecipai all’incontro con Vitò [Giuseppe Vittorio Guglielmo]. Ci accompagnò Confino, maresciallo dei Carabinieri che aveva aderito
alla Resistenza. Vitò investì formalmente Renzo Rossi del compito di
organizzare, per la nostra zona, il S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] e la S.A.P.: io fui nominato suo agente e collaboratore....Con Renzo
Rossi nascondemmo tutti i documenti del S.I.M. e del C.N.L. [di Bordighera (IM)] nel mio giardino,
preparandoci al trasferimento di “Leo” in Francia... Ricoverammo “Leo” in casa di Achille [Andrea, Achille Lamberti, comandante del Distaccamento SAP di Vallecrosia (IM)],
aspettando la notte. Al momento opportuno ci trasferimmo sul
lungomare; il soldato tedesco di guardia, come al solito, era stato
addormentato da Achille con del sonnifero fornito dal dr. [Salvatore] Marchesi [nomi di battaglia "Turi", "Salibra" e/o "Salvamar",
patriota con varie responsabilità, come incaricato del C.L.N.
circondariale di Sanremo (IM), in seno alle attività patriottiche
locali, fratello del prof. Concetto Marchesi, quest'ultimo, come noto, un insigne latinista, a sua volta impegnato nella Resistenza a livello nazionale],
laureato in chimica... Io, Renzo Rossi, Achille Lamberti e Girò [Gireu/Giraud, Pietro Gerolamo Marcenaro] ritornammo in un'altra
occasione dalla Francia con un carico di armi. Per sbarcare dovemmo
attendere il segnale dalla riva, ma, come altre volte, non arrivò alcun
segnale. Sbarcammo proprio davanti alla postazione dei bersaglieri,
vicino al bunker...
Renzo Gianni Biancheri, "Rensu u Longu", in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
Renzo Gianni Biancheri, "Rensu u Longu", in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.
Il tenente Antonio Capacchioni del gruppo Kanhemann veniva incaricato di preparare, in collaborazione con la S.A.P. di Vallecrosia, l'arrivo presso la Divisione Felice Cascione del capo della Missione alleata, il capitano inglese Robert Bentley [sbarcato poi la sera del 6 gennaio 1945].
L'insieme degli uomini addetti al raggruppamento sbarchi e imbarchi,
forniti quasi tutti dalla S.A.P. di Vallecrosia, comandati dal
garibaldino Renzo Rossi di Bordighera e dal commissario Gerolamo Marcenaro di Vallecrosia, tra gli altri comprendeva i garibaldini Achille Andrea Lamberti [comandante del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia], Vittorio Lotti [in effetti Aldo Levis Lotti, commissario del distaccamento S.A.P. di Vallecrosia], Renato Plancia Dorgia, Ezio Amalberti, Vincenzo Biamonti, Irene Anselmi, Eraldo [Mura] Fullone, Salvatore Marchesi [Turi Salibra Salvamar], Angelo Mariani [Athos], Luciano Mannini (Rosina), Renzo Biancheri [dai compagni di lotta ricordato sempre nelle testimonianze da loro rese come Rensu u Longu, mentre il nome di battaglia era Gianni], fino a raggiungere una forza di una ventina di uomini che funzionavano a pieno ritmo.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005
14 febbraio 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che "sono imminenti alcuni sbarchi di materiali da parte degli alleati sulle coste controllate dalla II^ Divisione e che i materiali andranno distribuiti tra le Divisioni a seconda delle esigenze..."
26 marzo 1945 - Dal CLN di Bordighera, Sezione SIM, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che ... "Renzo" [Renzo Stienca Rossi] si era nuovamente recato in Francia e se ne attendeva il ritorno.
1 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, a firma di Albatros [Mario Mascia], prot. n° 517/CL, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley del SOE britannico, incaricato della missione alleata presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] ed al SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Veniva comunicato che i nemici avevano scoperto a Bordighera [in effetti Vallecrosia e Camporosso Mare] il luogo in cui sbarcava Renzo [Renzo Stienca Rossi], ormai strettamente sorvegliato dalle SS tedesche. "… Vi comunichiamo urgentemente che i nazifascisti hanno scoperto il luogo di sbarco di Renzo a Bordighera. Le S.S. germaniche sono state appostate sul luogo stesso ed i bersaglieri sono sotto strettissima sorveglianza. Uno sbarco, quindi, al momento attuale sarebbe pericolosissimo, anzi fatale. È essenziale che radiotelegrafiate immediatamente in Francia perché la partenza di Renzo sia rimandata in attesa di nostre disposizioni in merito a meno che non si possa lanciarlo per paracadute. Vogliate provvedere senza indugio perché ne va della vita dei nostri uomini e della nostra organizzazione…"
da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005
14 febbraio 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto" Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando della Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che "sono imminenti alcuni sbarchi di materiali da parte degli alleati sulle coste controllate dalla II^ Divisione e che i materiali andranno distribuiti tra le Divisioni a seconda delle esigenze..."
26 marzo 1945 - Dal CLN di Bordighera, Sezione SIM, al comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che ... "Renzo" [Renzo Stienca Rossi] si era nuovamente recato in Francia e se ne attendeva il ritorno.
1 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, a firma di Albatros [Mario Mascia], prot. n° 517/CL, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria, a R.C.B. [capitano Robert Bentley del SOE britannico, incaricato della missione alleata presso i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] ed al SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" - Veniva comunicato che i nemici avevano scoperto a Bordighera [in effetti Vallecrosia e Camporosso Mare] il luogo in cui sbarcava Renzo [Renzo Stienca Rossi], ormai strettamente sorvegliato dalle SS tedesche. "… Vi comunichiamo urgentemente che i nazifascisti hanno scoperto il luogo di sbarco di Renzo a Bordighera. Le S.S. germaniche sono state appostate sul luogo stesso ed i bersaglieri sono sotto strettissima sorveglianza. Uno sbarco, quindi, al momento attuale sarebbe pericolosissimo, anzi fatale. È essenziale che radiotelegrafiate immediatamente in Francia perché la partenza di Renzo sia rimandata in attesa di nostre disposizioni in merito a meno che non si possa lanciarlo per paracadute. Vogliate provvedere senza indugio perché ne va della vita dei nostri uomini e della nostra organizzazione…"
da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit.





