"La situazione della brigata è complessa ed estremamente incerta. Operativamente dipendiamo dal comando americano di Lantosque: logisticamente dal comando francese. Gli americani, gente pratica, guardano alla nostra formazione come ad un reparto che può dare un contributo operativo immediato. I francesi sopportano mal volentieri l'esistenza di un reparto autonomo italiano, in posizione di parità, fra le forze alleate: un reparto a cui è stato assegnato un tratto di fronte. Gli inglesi, dopo la scomparsa di Flight, non rinunciano a seguire la nostra brigata, anzi, tendono a controllarla: con prudenza però, senza interferire nei programmi francesi. Per la Rosselli questa è un'esperienza nuova, fra situazioni ed interessi che sovente minacciano l'esistenza stessa della formazione".
Solo pochi mesi prima sarebbe stato impossibile per l'autore del diario afferrare in modo semplice e lucido la complessità della situazione internazionale. L'incidente in moto del 24 settembre 1944, che allontanò Nuto dalla zona d'azione partigiana, fornì invece l'occasione per spingersi ancora più addentro al retroscena politico, in una fase in cui il partigianato si trasformava radicalmente: «una brigata che porta il nome di Carlo Rosselli, deve avere un preciso orientamento ideologico, e una visione non limitata al momento, ma spinta al poi, ai problemi del domani, al profondo rinnovamento della vita del nostro paese».
Gianluca Cinelli, Gli scrittori partigiani del Cuneese
La conclusione dell’estate 1944 porta, per le formazioni partigiane del Cuneese, strascichi gravi. Le unità, appesantite dalle massicce adesioni di quei mesi, hanno perso l’elasticità e l’agilità necessarie alla pratica della guerriglia e quasi tutte le brigate sono diventate simili a reparti di presidio con distaccamenti fissi, legati a frazioni e borgate.
Lo sbarco alleato in Provenza moltiplica le illusorie speranze di una conclusione a breve delle ostilità, presto vanificate dall’attestamento delle unità francoamericane sullo spartiacque fra Francia ed Italia <1.
I rastrellamenti dell’agosto e del settembre 1944 pongono così in crisi la sovradimensionata struttura partigiana del Cuneese occidentale e riconsegnano alla RSI le sue principali vallate, in particolare quelle dotate di una strada carrozzabile <2.
Le valli Vermenagna, Roja, Stura e Varaita sono largamente controllate dalle forze tedesche e repubblicane; le valli Gesso, Maira e Po sono invece presidiate con guarnigioni nei principali centri e nelle strutture atte alla produzione di energia idroelettrica.
Garibaldini e giellisti sono costretti a ripiegare in Francia o a disperdersi, in attesa di ordini.
[NOTE]
1 In merito alle unità germaniche cfr. Carlo Gentile, Le forze tedesche di occupazione e il fronte delle Alpi occidentali, in Il Presente e la storia, 1994/46.
2 Cfr. Mario Giovana, Storia di una formazione partigiana, Torino, Einaudi, 1964, p. 321 e Marco Ruzzi, Garibaldini in Val Varaita 1943 – 1945. Tra valori e contraddizioni, ANPI Verzuolo, 1997, p. 152.
Marco Ruzzi, La X Divisione Giustizia e Libertà, Asti Contemporanea, n. 7, 2000, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Asti
In Val Roia, aerei alleati mitragliano un convoglio tedesco il 16 agosto sul col de Brouis e lanciano 70 bombe sulla stazione di Breil e sul quartiere della Giandola il 16 ed il 18 agosto; l'unità SS che era sul litorale ripiega nella valle, si sofferma dal 18 al 21 a Fontan e a Saorge, dove prende 3 gendarmi in ostaggio; le truppe tedesche di passaggio moltiplicano le requisizioni, se non veri e propri atti di saccheggio.
Jean-Louis Panicacci, Les Alpes-Maritimes, 1939-1945. Un département dans la tourmente, Editions Serre, 1989
| Lago del Colle Sant'Anna nel comune di Vinadio (CN). Fonte: Wikipedia |
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| Copia fotografica del frasario convenzionale concordato fra il comando della I^ Divisione G.L. di Pradleves ed il Comando della Rosselli a Belvedere - Fonte: Rete Parri |
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| Copia fotografica del biglietto inviato dal Col. Yarborought al Comando della Brigata Rosselli - Fonte: Rete Parri |
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| Cima Lusiera, con interferenze di Valmasca. Foto: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM) |
Nella stessa giornata del 28 dicembre arriva a Belvedere un capitano della missione inglese per insistere nella richiesta degli elenchi nominativi. Gli viene presentato il documento Lanusse, in base al quale nessuna collaborazione è possibile senza la preventiva autorizzazione francese. L’ufficiale alleato non insiste ma, da questo istante, le pressioni sulla brigata perchè passi sotto controllo inglese non avranno più fine; anzi, aumenteranno nella mistura che l'attività della «Rosselli» metterà in luce le doti di abnegazione, di coraggio, di resistenza dei volontari. A prezzo di fatiche e rischi grandissimi si stabiliscono i collegamenti con il Comando della I^ Divisione a Pradleves (Valle Grana) e con il Comando della Brigata Roja, sito in alta valle. Le pattuglie portano in Italia armi, apparecchi radio, vestiario, e ritornano con lunghi rapporti informativi sulla situazione partigiana e del nemico in Piemonte, sulla dislocazione ed entità numerica delle forze tedesche, con notizie di ogni sorta. Tre, quattro, fino a sei giorni di marcia nella neve, sgusciando attraverso il dispositivo di pattuglie tedesche, affrontando tormenta e valanghe.
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| La Rocca dell'Abisso vista dalla Bassa di Peirafica. Foto: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM) |
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| La zona di Casterino. Foto: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM) |
Il comando della Rosselli decise di optare per la prima soluzione, fermo restando che sarebbe stato concesso alle bande il tempo per preparare il passaggio con sufficiente meticolosità. Furono compilate lettere di coloro che intendevano seguire il reparto e solo alcuni pochi chiesero di rimanere. Ebbe inizio tutta una accurata preparazione ed uno speciale allenamento per consentire ai volontari di affrontare l'ardua avventura; punte esplorative saggiarono la sorveglianza nemica sui percorsi, cercando altresì la via meno disagevole.
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| La zona del Col Sabbione. Foto: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM) |
Il 10 marzo parte il primo gruppo, con itinerario Rifugio Imperia-Col del Sabbione-Col di Tenda e discesa in Vermenagna: ventotto ore di estenuante cammino, con un carico che supera i venticinque chilogrammi per ciascun uomo, fino a Peirafica. Gli avvistamenti tedeschi avevano seguito i movimenti del gruppo e, la mattina del 14, forti nuclei tentano l'attacco ma devono desistere nel pomeriggio e ritirarsi su Vernante. Il 16, sul far del mezzogiorno, Pradleves è raggiunta. Sei giorni di marcia, un’odissea che ha sfiancato tutti; il 20 tuttavia, i volontari della Rosselli ripartono per la Valle Stura e riprendono l'attività operativa. Il grosso della brigata, rimasto in Val Vésubie, si appresta a sua volta al passaggio, sotto la guida del comandante Revelli. I rapporti con gli alleati sono tesi; il comandante Revelli si è accorto che la missione inglese altera i radiogrammi provenienti da Pradleves e indirizzati alla brigata, con il preciso scopo di creare degli attriti fra i due comandi. Invia allora una staffetta, recante un frasario convenzionale per gli scambi radio; il tenore delle frasi concordate denota chiaramente quanto grave fosse la situazione [...] Il passaggio del primo gruppo di volontari ha, intanto, messo in allarme tutti i dispositivi di controllo tedeschi che rafforzano la sorveglianza al Colle del Sabbione, unico passaggio sfruttabile. Gli ottanta uomini di Revelli, dopo aver cercato, il 3 aprile, di infiltrarsi fra le maglie nemiche in questa direzione, si risolvono a prendere un'altra via: per la Val Durance ed il Colle Maurin, scendono in Valle Macra. Ancora puntate esplorative e preparativi per una dozzina di giorni, poi, il 18 aprile, partenza. Al Colle Maurin, il presidio tedesco sbarra il passo: la colonna giellista riesce ad evitarlo e, dopo 38 ore filate di cammino, giunge in alta Valle Macra. La Brigata Rosselli è nuovamente in linea, nel V° settore partigiano piemontese, perfettamente inquadrata; nei giorni della liberazione, i volontari del «Groupe Nuto» prenderanno parte alla conquista di Cuneo.

















