lunedì 23 dicembre 2019

Da "K 20" al SIM della VI^ Divisione Partigiana "Silvio Bonfante"

San Bartolomeo al Mare (IM)
26 marzo 1945 - Dal Comando Operativo [comandante "Curto", Nino Siccardi] della I^ Zona Liguria al comando [comandante "Giorgio", Giorgio Olivero] della Divisione "Silvio  Bonfante" - Comunicava che per ordine del Comando Militare Unificato Regionale [CMURL] la Divisione veniva rinominata "VI^ Divisione d'assalto Garibaldi Silvio Bonfante" e chiedeva notizie sull'imminente riunione tra CLN e garibaldini.

12 aprile 1945 - Da "K 20", prot. n° 14, alla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della VI^  Divisione "Silvio Bonfante" - Sosteneva che: "L'allarme sbarco continua; nelle valli di Cervo e Diano Marina i nemici hanno intensificato il servizio di guardia dopo i fatti di San Bartolomeo al Mare del 10 u.s   allorquando << come riporta sempre Rocco Fava, in Op. qui sotto citata, ma nel Tomo I >> 3 garibaldini dell'Intendenza della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione, avvisati che un maresciallo ed un soldato tedeschi si trovavano a Cervo San Bartolomeo << all'epoca comune unico >> nell'abitazione di una sarta, ingaggiarono un corpo a corpo con i 2 nemici, questi armati rispettivamente di una machine pistol e di un tapum semiautomatico, tentando di disarmarli: il maresciallo rimase ucciso, il soldato ferito. Uditi gli spari, i tedeschi del locale presidio accorsero sul luogo dello scontro. Venticinque SS intrapresero una rappresaglia, catturando e fucilando i seguenti civili: Luciano Grosso di 16 anni, Andrea Regolo di 32 anni, Angelo Arimondo  di 32 anni, Sesto Giordano di 19 anni, Emanuele Arimondo di 34 anni e Giovanni Elena di 20 anni. Nel tardo pomeriggio i tedeschi si diressero a Villa Faraldi (IM), dove il giorno successivo, alle ore 7.30, vennero attaccati da garibaldini del Distaccamento "Giovanni Garbagnati" e del Distaccamento "Franco Piacentini" * della mentovata I^ Brigata... ]


Il coprifuoco è stato anticipato alle ore 18,00. La popolazione nutre un senso di sfiducia verso la fine della guerra".


12 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" al garibaldino Franco - Veniva invitato a scrivere in modo più chiaro i propri rapportini, che sarebbero stati altresì da indirizzare al comando competente.

12 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. della II^ Divisione alla sezione S.I.M. della V^ Brigata - Si richiedeva di indagare su Nino Seccatore, detto Coccodé, presunta spia. Ci si rivolgeva alla Brigata in indirizzo, anziché alla IV^, perché con quest'ultima erano quasi inesistenti i contatti.

12 aprile 1945 - Dalla sezione S.I.M. della II^ Divisione, sezione S.I.M., al signor Bucchen: La persona in indirizzo dovrà presentarsi il giorno 17 p.v. a Caramagnetta [Frazione di Imperia] per versare la somma già concordata. Non dovrà essere accompagnato e dovrà portare come riconoscimento un fazzoletto bianco...

13 aprile 1945 - Dal Quartiere Generale Alleato della I^ Zona Liguria [capitano Robert Bentley] al comandante Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] - Si segnalava di avvisare il comando della II^ Divisione di mettere a disposizione di R.C.B. [capitano Bentley] i 23 Sten ed i 2 Breda sbarcati a Bordighera [quasi di sicuro, invece, a Vallecrosia, forse in zona Rattaconigli, cioé sul confine tra le due cittadine], insieme ai 2 istruttori di sabotaggio, il 4 aprile u.s. e di aggiungere i 15 Sten con relative munizioni, portati da Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” presso gli alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione]. Si fornivano altre indicazioni e si aggiungeva che in allegato vi era una lettera da consegnare in Francia tramite la squadra di Bordighera [Gruppo Sbarchi Vallecrosia, in effetti] .

14 aprile 1945 - Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che Bartali, sbarcato il giorno 11, stava proseguendo verso la zona della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” per incontrare R.C.B. [capitano Bentley] e che il 20 avrebbe avuto luogo una riunione tra le formazioni garibaldine, R.C.B. e i CLN interessati.

20 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 58, al comando della Divisione "Gin Bevilacqua" [della II^ Zona Operativa Liguria] - Si comunicava che "in risposta alla richiesta sul movimento delle forze nemiche sulla frontiera italo francese le informazioni sono poco attendibili, dato che c'è continuo movimento e continuo spostamento delle forze verso la strada n° 28...".


20 aprile 1945 - Dalla sezione SIM [responsabile Brunero, Francesco Bianchi] della V^ Brigata al Comando della I^ Zona Operativa Liguria - Segnalava che Pigna (IM) era presidiata da 40 soldati di nazionalità russa e tedesca, che ad Isolabona vi erano 50 tedeschi, ad Apricale 25, a Perinaldo 60-70 ma con alcuni pezzi di artiglieria, che sussistevano lavori in corso nelle postazioni nemiche di Località Alpicella [di Perinaldo] e che sul fronte italo-francese tra Località Marcora [nel comune di Isolabona (IM)] e regione Fontana Povera [nel comune di Rocchetta Nervina (IM)] si notava la presenza di alcune artiglierie di medio calibro.

23 aprile 1945 - Dal comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Si comunicava che veniva inviata in allegato una lettera del "capitano Roberta" [capitano Bentley] per la missione alleata dislocata presso la Divisione "Gin Bevilacqua" [della II^ Zona Operativa Liguria] e che si dimostrava necessario istituire un servizio bisettimanale di staffette.

23 aprile 1945 - Dal comando della I^ Zona Operativa Liguria ai CLN di Albenga, Imperia e Sanremo - Direttiva sulla salvaguardia della stagione olearia: "essendo la stagione già avanzata le olive sono in gran parte già state raccolte e ammassate nei depositi in attesa di essere convogliate ai frantoi. Quest'anno, purtroppo, l'abbondantissimo prodotto non può essere tempestivamente portato verso le città costiere, dove esistono gli oleifici ed i grandi depositi atti alla raccolta dell'olio, mentre tutti i villaggi contadini hanno ormai esaurito i recipienti per la raccolta e la conservazione dell'olio stesso, rimanendo ancora circa il 90% delle olive da frangere... è troppo evidente il danno irreparabile che ne deriverebbe per la nostra provincia, essendo l'olio l'unico prodotto che ci permetterà di avere in cambio tutti i generi alimentari di cui siamo completamente privi. Si invitano tutti i CLN a provvedere alla requisizione ed all'inoltro verso l'entroterra di tutti i recipienti e fusti che si troveranno inutilizzati presso i privati, i commercianti d'olio e gli industriali. Ogni sforzo deve essere fatto per salvare la raccolta dell'olio".

23 aprile 1945 - Dal comando della Divisione SAP "Giuseppe Mazzini" [di Albenga (SV)], prot. n° 60, al rappresentante del Comando Alleato [capitano Bentley] - Segnalava "i seguenti movimenti avvenuti sulla via Aurelia il 21 u.s.: 3 camion diretti ad est che trasportavano truppe ed un mezzo d'assalto; un treno da Ventimiglia per Savona carico di materiale. Dalla stazione di Albenga sono stati caricati 40 carri agricoli, munizioni, mine e materiale vario diretti a Garessio via colle San Bernardo".


da documenti Isrecim  in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999

* Franco Raspin Piacentini. Nato ad Alessandria il 21 novembre 1923. Già partigiano con Felice Cascione dal 20 dicembre 1943. Il 5 febbraio 1945, nelle prime ore del mattino, tre colonne di nazifascisti effettuavano un rastrellamento in zona Besta a Diano San Pietro (IM) dove erano ubicati alcuni rifugi dei partigiani. Pare che a seguito all'abbaiare insistente di un cane venisse individuato il posto in cui era nascosto Piacentini, il quale, in base alla testimonianza dei compagni celati nell'altro pertugio, anziché arrendersi, sparò un colpo di rivoltella contro un brigatista nero della compagnia del capitano Ferraris, ferendolo ad una mano. Dopo aver gettato nel rifugio qualche bomba a mano, i fascisti estrassero il corpo di Raspin e lo bruciarono. Nel testo Diano e Cervo nella Resistenza, Francesco Biga scrisse invece che Piacentini si tolse la vita. I quattro compagni di Piacentini, Emilio Zari (Stendhal) di Milano, Luigi Vaghi (Luis) di Andora (SV), Giorgio Parmeggiani (Joe) di Bologna, Antonio Gioffrè (Villa) di Seminara (RC), vennero portati a Chiusavecchia (IM) e trucidati. Piacentini venne decorato alla memoria con medaglia d’argento al valor militare.