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domenica 1 marzo 2020

Verso la costituzione del C.L.N. a Sanremo (IM)


Sanremo (IM)

Erano già presenti nell'autunno del 1943 diversi comitati locali nei principali centri, ma ancora troppo deboli sul piano politico-militare. Nella zona di Imperia esisteva già un Comitato di Unione, cui aderivano i tre principali partiti, il Partito Comunista, il Partito Socialista, la Democrazia Cristiana. Altri minori comitati furono quello di Sanremo, quello di Taggia, quello di Bordighera.   
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999
 
Izzo Armando (Doria, Fragola), sottotenente della GAF, dall'ottobre '42 all'aprile '43 era stato a Pigna, e poi, col suo reparto, era stato trasferito a Gorbio, sopra Mentone: qui era appunto all'8 settembre del '43.
Discioltosi l'esercito, Izzo si fermò a Triora, dove si trovò insieme con altri ufficiali, anch'essi colà convenuti.
Al primo bando dei nazifascisti per la presentazione degli appartenenti all'ex esercito, insieme con quattro amici (un sottotenente, un sergente maggiore e due soldati), si trasferì in Val Goina, alle spalle di Triora, dove entrò in contatto col maggiore Aldo Zoli, dello stesso settore GAF.
Il maggiore Zoli era collegato con gli antifascisti sanremesi, ed entrerà poi a far parte del primo CLN di Sanremo quale addetto militare per il Partito Repubblicano, nel maggio del '44.
Presi accordi con Aldo Zoli, qualche tempo prima del Natale '43 Izzo si stabilirà a Triora, da dove scenderà più volte in Sanremo, per incontrarsi con lo Zoli, colà trasferitosi.
Nell'ultimo periodo del '43 e nei primi mesi del '44, Izzo, con alcuni amici, si dedica specialmente a raccogliere e a nascondere armi e munizioni e a convincere gli ex militari a non presentarsi ai tedeschi.
Gli incontri fra Izzo e Aldo Zoli avvenivano, per lo più, in un piccolo bar di Via Roma, in Sanremo, gestito dallo stesso Zoli.
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia   
 

 
Giuseppe Anselmi - Fonte: Igor Pizzirusso, art. cit. infra

Giuseppe Anselmi (Pippo). Di anni 61. Nato il 12 febbraio 1883 a Sanremo ed ivi residente. Di professione sarto. Attivo antifascista fin da prima dell’armistizio, dopo l’8 settembre è tra i fondatori del Cln di Sanremo. Inizialmente si occupa del reperimento delle armi e dell’organizzazione delle bande partigiane in città ed in montagna (dove invia gli sbandati). In seguito assume in prima persona il comando di un G.A.P. (Gruppo d’azione patriottica), che guiderà in numerose azioni. Grazie alla delazione di una spia, verso la fine dell’agosto del 1944 la Guardia nazionale repubblicana (GNR) e l’Ufficio politico investigativo (UPI) riescono ad arrestarlo. Interrogato e torturato ripetutamente, il 6 novembre 1944 Giuseppe Anselmi è condotto a Castelvecchio (IM) con Armando Denza e Luigi Novella. All’incrocio con la strada che porta ad Oliveto, verso le ore 17, i tre prigionieri vengono fucilati, per rappresaglia alla morte di un milite della GNR ucciso giorni prima dai partigiani. Le salme dei tre condannati vengono lasciate tutta la notte sul luogo dell’esecuzione, come monito per la popolazione imperiese. 
 
Fonte: vedere infra

[...]
Lettera di Giuseppe Anselmi (Pippo) ai familiari
Didascalia: L’immagine riproduce la trascrizione dell’ultima lettera di Giuseppe Anselmi, indirizzata ai familiari. La trascrizione è opera del figlio Armando, come scritto in basso al foglio ("Copia conforme all’originale a mani del sottoscritto. Sanremo 17 luglio 1951. Anselmi Armando" con firma autografa a penna e a matita). Vi sono poi altre scritte a matita, in alto ("ricopiare tre copie") e in basso (due frecce ai lati unite da una riga orizzontale).
[...] Proprietà della foto: Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri
Collocazione archivistica: Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12
Testo dell'immagine:
Cari figli e mamma e sorelle e fratelli
Mi annunciano che questa sera sarò fucilato.
Voi più di tutti sapete che la mia vita fu tutta
di onestà e dedita esclusivamente alla famiglia.
Armando - Anita andate sempre d’accordo e amatevi
sempre.
Sapete che sono innocente e solo vittima di una
montatura preparata da un uomo indegno.
Potete quindi alzare la testa più di prima.
Mamma cara non ti disperare e perdonami il
dolore che ti procuro non per colpa mia.
Baci a tutti - vi assicuro che muoio con
coraggio.
Baci, baci, baci
Anselmi Giuseppe [...]
Igor Pizzirusso, Giuseppe Anselmi (Pippo), Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana 
 
Imperia
Il I° corrente, in Bordighera e in Sanremo, vennero rinvenuti manifestini stampati a ciclostile a firma "Comitato sindacale segreto e gruppi difesa della donna per l'assistenza ai combattenti della libertà", invitanti le masse lavoratrici allo sciopero.
Il I° corrente, nell'abitato di Vallecrosia, furono rinvenuti affissi ai muri manifestini incitanti gli operai allo sciopero.
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del giorno 10 marzo 1944, p. 6
 
Nella zona di Bussana [Sanremo, a est di Capo Verde] costituirono un gruppo di resistenza i professori e cugini Calvini Giovanni Battista (Nanni) e Calvini Nilo.
Cercano di allargare il gruppo tra amici della stessa Bussana, e in tal modo si collegano, fra l'altro, con le seguenti persone:
- Soleri Enrico o Antonio detto «Tugnin », che poi sarà anche, per qualche tempo, segretario del C.L.N. periferico di Bussana;
- Soleri Gildo (figli del suddetto Soleri Enrico o Antonio);
- Siri Benedetto (chiamato anche «Bedé»).
Entrano pure in contatto con  le  seguenti persone:
- Renato Brunati (che risiedeva a Bordighera);
- sig.na Meiffret (che risiedeva in Sanremo, ma lavorava per l'antifascismo particolarmente in   collegamento con Renato Brunati);
- dott. Cristel Giovanni, Alpinolo Rossi e Gerbolini Antonio, resi­denti in Sanremo;
- dott. Giovanni Pigoli, residente in Sanremo;
- Emilio Mascia (Zorro, o Mimosa, o Mameli), che già era in contatto con i Calvini nei primi giorni dopo 1'8 settembre '43, e che divenne, poi, addetto militare del C.L.N. periferico di San Martino e   quindi del C.L.N. circondariale di Sanremo, nonché responsabile dell'Ufficio Informazioni (SIM) per tutto il  circondario;
-  Mario Mascia (Guglielmo, Cammeo, o Ulisse, o Albatros), an­ch'egli in contatto con i  Calvini sin  dal settembre '43, poi presidente del C.L.N. periferico di San Martino, in seguito segretario del C.L.N. circondariale di Sanremo;
- avv. Nino  Bobba, di Sanremo;
- Umberto  Farina, di Sanremo;
- Bruno  Luppi  («Erven»)  e  avv. Onorato Anfossi, di Taggia;
- Mario Cichéro, di Arma di Taggia;
- rag. Renato Minasso, di Riva Santo Stefano [oggi sono due distinti comuni: Riva Ligure (IM) e Santo Stefano al Mare (IM)];
- prof. Giovanni Strato, di Imperia  (con  cui erano già in collegamento anche prima dell'8 settembre    '43);
-  avv. Virgilio Caldani e dott. Renato Negri (o «Renato 2°» o «Nenne») del Comitato Resistenziale regionale di Genova;
- altre persone delle varie correnti resistenziali, specialmente del circondario e della città di Sanremo.
Fra le persone sopra nominate, comunisti erano Umberto Farina, Bruno Luppi [Erven], Mario Cichéro, Antonio Gerbolini, Alpinolo Rossi; tutti gli altri, compresi i Calvini, erano di altre correnti.
Fino dai primi tempi in seno al PCI si crea, anche per la zona circondariale di Sanremo una specie di "triangolo operativo" (detto anche secondo un termine in seguito più diffuso "triangolo militare"). Ne fanno parte Erven [Bruno Luppi] (addetto militare), Luigi Nuvoloni (incaricato per le questioni politiche), Oreste Manetti (incaricato per il vettovagliamento degli eventuali gruppi in montagna).
In una riunione dell'ottobre '43, in casa dell'ing. Casella, in Sanremo, si incontrarono l'ing. Casella, il dott. Pigati [ ... Col crescere delle coscrizioni si rese necessario anche un comitato in S.Remo e si prese perciò contatto col dott. Pigati fervente avversario del fascismo; attivissimo e coraggioso propagandista tanto nel suo studio che nell’ambulatorio della Croce Rossa... Porcheddu, Op. cit. ], Calvini Nanni, il dott. Samà e il magg. Ferrari, per un esame e uno studio della situazione nella zona.
Nell'ottobre del 1943 Calvini Nanni partecipa, in Sanremo, alla formazione di un comitato interpartitico, di cui fanno parte lo stesso Calvini Nanni, Bruno Luppi («Erven»), la sig.na Meiffret, l'avv. Nino Bobba, Umberto Farina.
Ad una riunione del suddetto comitato (pare la 2^) partecipò Renato Negri, del Partito d'Azione, che dal suo Partito aveva avuto l'incarico di interessarsi dello sviluppo del Partito stesso e dell'unificazione delle forze antifasciste da effettuarsi sotto una direzione interpartitica...
I Calvini presentarono pure il dott. Negri al prof. Giovanni Strato, per contatti diretti...
I Calvini tenevano riunioni clandestine in una vecchia villa sopra Bussana, disabitata, di proprietà di Calvini Nilo, denominata «Villa Chiara».
Nel febbraio del '44 Calvini Nanni fu arrestato ad opera dell'UPI (Ufficio Politico Investigativo) [della Repubblica di Salò]. Particolari su tale fatto trovansi pure nelle pagine riguardanti la zona di Arma di Taggia e la Valle Argentina (notizie da Erven).
Calvini Nanni fu tradotto dapprima nelle carceri mandamentali di Oneglia, indi a Marassi (Genova), alla V Sezione. A Marassi, in un rifugio delle carceri, ebbe occasione di incontrare ancora una volta il Brunati [nell'opera fondamentale sulla Resistenza Imperiese di Mario Mascia - vedere infra - Calvini lasciò scritte vibranti parole sulla figura di Brunati ... Ben poco potemmo dirci... eri ispirato nel tuo ideale... Il tuo sacrificio non fu e non sarà sterile mai, amico Brunati, compagno nei bei giorni della lotta... altruista, quale io ti lasciai in quel triste pomeriggio invernale della quarta sezione, in cui le nostre mani nella caldissima stretta che le univa...], che pochi giorni dopo verrà ucciso al Turchino, come si è già detto, per rappresaglia, con altri 58 ostaggi.
Nell'estate del '44, il Calvini, insieme col gruppo di cui facevano parte Tommaso Frontero, il capitano Tomasi e gli altri già ricordati a proposito della zona di Bordighera, è dapprima deportato nel campo di concentramento di Fòssoli (comune di Carpi, provincia di Modena), e quindi in Germania, dove sarà destinato a Kalau. Dalla Germania potrà rientrare solo nel settembre del 1945...
Con base in Bussana operò pure per vario tempo e in diverse occasioni il colonnello medico Giovanni Soleri fu Emanuele, di famiglia bussanese benché nato in Genova, che - quale partigiano - era incorporato nelle formazioni «Gasparotto» della Lombardia. In tutto il decorso della guerra curò molti partigiani, portandosi appositamente, e spesso ripetutamente, nelle necessarie località...
Giovanni  StratoOp. cit.  
 
Il processo di unificazione dei gruppi della resistenza fu a Sanremo più lento e più difficile. Lentezza e difficoltà dovute al fatto che mentre ad Imperia, con una popolazione operaia nettamente in prevalenza, il Partito Comunista aveva, fin dall'inizio, accentrato nelle sue mani la direzione della lotta e gli fu quindi relativamente facile raggruppare intorno a sé nuclei di altre tendenze politiche per giungere alla costituzione del Comitato, a Sanremo i gruppi patriottici erano molto più numerosi e il Partito comunista, sebbene forte ed omogeneo, non possedeva, anche per la particolare struttura economica della popolazione della città (a carattere più spiccatamente piccolo borghese, artigianale ed impiegatizio), quel predominio quasi assoluto sulle altre correnti che era una caratteristica imperiese.
E infatti per un periodo di tempo più lungo che non nella capitale della provincia la lotta per la liberazione si frazionò e, naturalmente, perdette molto del suo mordente.
I comunisti operavano per loro conto, organizzando sia i servizi con la montagna che le SAP di partito; il gruppo Pigati fu, per alcuni mesi, il principale nucleo di resistenza indipendente; ma, alla fine della primavera del 1944, quando molti dei gruppi si sbandarono e l'intensificarsi della guerra in montagna e la preveduta ripresa dell'offensiva alleata in Europa resero assoluta la necessità di raggiungere, a tutti i costi, una unità organizzativa che creasse anche qui un ente munito di poteri di coordinazione, vennero iniziate le trattative per la costituzione di un Comitato cittadino.
Nel mese di maggio del 1944 venne formato un primo C.L.N. che comprendeva i rappresentanti del Partito Comunista e uomini delle tre altre tendenze politiche più rappresentative della città: la socialista, la repubblicana e quella democratica cristiana.
Di questo primo comitato fecero parte: Giuseppe Anselmi, sostituito all'atto del suo arresto dal dott. Ronga, per il partito Comunista, con Trucco A.M. che, poco dopo, lasciò il suo posto ad Antonio Gerbolini; il dott. Marco Donzella, al quale si aggiunse nell'estate Emilio Mascia quale A.M., per i socialisti; l'avv. Paolo Manuel Gismondi con Nino Belioni A.M. per i democratici cristiani; Alfredo Cremieux con Aldo Zoli A.M. per i repubblicani.
Questi ultimi si assunsero in seguito, per incarico dell'avv. Nino Bobba - organizzatore dell'allora nascente Partito d'Azione - quando il Bobba stesso fu costretto a fuggire per sottrarsi all'arresto, la rappresentanza del gruppo degli azionisti.
Sfortunatamente questo primo C.L.N. Sanremese non fu in grado di svolgere un'attività continua, e quindi efficace, per due ragioni principali: innanzi tutto a causa della notorietà della maggior parte dei suoi membri, troppo conosciuti in città quali anti-fascisti e perciò soggetti a stretta vigilanza, vigilanza che non permetteva né organizzazione di uffici, né riunioni regolari, né un normale sviluppo dell'attività necessaria alla direzione della lotta in città; in se­condo luogo per l'assenza di veri e propri organismi di partito ad eccezione di quelli del P.C.I. In definitiva i membri socialisti, democristiani e repubblicani rappresentavano idealmente la corrente politica a cui aderivano, ma non si appoggiavano ad alcuna organizzazione a struttura definita...
Mario Mascia, L'epopea dell'esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Il Comitato di San Martino, con l'appoggio costante di Adolfo Siffredi [Fifo], iniziò un'opera attiva di unificazione allo scopo di raggiungere il massimo dell'efficienza. 
Una sezione socialista di Sanremo, la prima della provincia, fu regolarmente organizzata dai fratelli Mascia con l'ausilio di Edmondo Pignotti, Piero Barbieri, M. Benza e dei giovani Rolando Bertino e Giovanni Lombardi. 
Il 1° ottobre 1944 veniva costituito dal Segretario del Comitato e da un inviato del centro di Milano il primo nucleo del Fronte della Gioventù nel circondario con i fratelli Car­retta, Rolando e Ghiara.
Nel mese di ottobre gli eventi precipitarono. Donzella viene arrestato e poco dopo anche Gismondi segue la stessa sorte; Cremieux [Alfredo, nome di battaglia Pietro] è costretto a nascondersi; gli altri membri del C.L.N. comunale sono obbligati ad interrompere ogni loro attività.
Il C.L.N. di San Martino si riorganizza: si trasforma ai primi del mese di ottobre in C.L.N. comunale e come tale viene riconosciuto dal C.L.N. provinciale a tutti gli effetti legali, con sua ordinanza del 2 novembre 1944, quale unico rappresentante del governo democratico nella città.
Mario Mascia, Op. cit.