Fu perciò che per iniziativa del Partito Comunista e di un gruppo socialista si giunse, alla metà di luglio [1944], alla costituzione del primo comitato periferico del circondario, quello di San Martino [a levante del centro urbano], composto da Oreste Manetti, sostituito quasi subito da Alfredo Rovelli, per il PCI; Mario Mascia, per i socialisti, segretario; Mario Benza, indipendente; Emilio Mascia, comandante militare, con Giovanni Siffredi, vice comandante.
Il Comitato di San Martino assunse le funzioni del Comitato Comunale e si pose subito in diretto contatto con quello di Imperia. I primi servizi essenziali per lo sviluppo della lotta entrarono nella fase organizzativa: la prima SAP del Comitato venne costituita ufficialmente con 16 elementi.
Mario Mascia, L'epopea dell'esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia
Oldoino Maurizio (Mauro), che salì in montagna subito dopo l'8 settembre
1943, entrò poi nella banda garibaldina di Tito [n.d.r.: Rinaldo Risso,
o Tito R., in seguito vice comandante della II^ Divisione d'Assalto
Garibaldi "Felice Cascione"] dove
rimase dal febbraio al marzo 1944, entrerà quindi - ritornato in
Sanremo - nelle formazioni GAP (2 agosto), ed infine da queste inviato
in Francia per tentare di mettersi in contatto con gli Alleati, resterà
tagliato fuori dai tedeschi, ed entrerà nel Maquis (nome di battaglia
"Batté Leo"),
dove sarà promosso sergente di un battaglione di volontari stranieri,
con i quali per oltre sette mesi combatterà contro i tedeschi sul
confine italiano... Caramia Francesco (Franco) che dal primo C.L.N.
Sanremese e per esso più precisamente da Salvatore Marchesi e da Adolfo
[Fifo] Siffredi ebbe incarico di arruolarsi nella milizia per esperire
opera di
informatore e di disgregatore e che lascerà tale incarico dopo circa
tre mesi per entrare direttamente alle dipendenze del CLN circondariale,
per il quale dall’ottobre 1944 in poi presterà servizio di staffetta
per il collegamento con Bordighera....
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) -
Vol. I. La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà
giugno 1944, Editrice Liguria, Savona, 1976, ristampa del 2005 a
cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di
Imperia
Nella zona circondariale di Sanremo i primi nuclei GAP sorgono nel mese di luglio del 1944. Detti gruppi assumono la denominazione di Brigata GAP "G. Matteotti" e, come nell'imperiese, la loro base è alla periferia cittadina, in zona collinare e boscosa.
La Brigata è composta dai tre distaccamenti "G.B. Zunino", "Fiandrino" e "Leone". Il numero complessivo degli effettivi si aggira sulla sessantina di giovani, alla guida dei quali sono nominati il comandante Aldo Baggioli (Cichito) ed il commissario Adriano Siffredi (Riccardo).
Numerose sono le azioni condotte contro i nazifascisti da tali gruppi. Alcune di esse hanno richiesto veramente grande audacia e perizia da parte degli esecutori. Accenniamo ad alcune di esse:
- Attacco [ai primi di ottobre del 1944] contro la caserma di via Privata [l’attuale via Escoffier] (situata ai margini della città vecchia) con il conseguente disarmo di dodici militi, la cattura di due di essi, l'incendio dello stabile e la liberazione dei detenuti politici. Il piano, benché studiato e definito in ogni dettaglio dal Comandante e dal Commissario delle formazioni GAP comportava notevoli rischi. Nel corso di una riunione di un gruppo di audaci in casa del professore G.B. Calvini, al fine di garantire la sorpresa ed una ritirata snella e veloce, si decide di effettuare un'azione condotta da pochi uomini ben armati e dal procedere rapido. Si scelgono perciò elementi decisi edi assoluta fedeltà, tra cui Armando Bonfante con il fratello, Nino Carbone, Nando Cazzolino, Salvatore Grassadonna, Sergio Grignolio (Ghepeù), Dario Gruttin e "Saetta". "Cichito" e "Riccardo", attraverso le staffette erano già in contatto con "Negus" e "Totò", due militi collaboratori della Resistenza. Alle ore 21 inizia l'azione con il blocco delle strade adiacenti ed il controllo di via Palazzo, piazza Colombo e l'angolo di via Vittorio. A notte inoltrata si imbocca via Privata, sede della caserma. Tutto perfetto: trambusto, militi svegliati ed immobilizzati. Si recuperano fucili, mitragliatori, una mitragliatrice opesante, moschetti, pistole e munizioni. Si liberano i prigionieri, tra cui il dottor Marco Donzella, il generale Minchi, l'avvocatessa Ada Barbieri e don Angelo Aprosio, che rimangono meravigliati per tanto coraggio.
- Attacco notturno contro la casa del Fascio, in piazza Colombo a Sanremo, con l'uccisione di una pericolosa spia fascista.
- Attacco contro i bersaglieri in località Solaro.
- Colpo contro il presidio tedesco ubicato in San Romolo.
- Eliminazione di otto ufficiali e soldati tedeschi, di sette bersaglieri e di oltre venticinque spie nazifasciste.
Nel febbraio 1945 le tre formazioni GAP accennate vengono riunite nel distaccamento GAP "Mario Zamboni", ridotto a quattrordici uomini scelti per coraggio e capacità, al comando di Roberto Quadrio, mentre il garibaldino Mario Chiodo ["Dorio"] è nominato addetto al comando ed ai collegamenti [da altre fonti Mario Chiodo risulta in quel periodo ufficiale di collegamento del Distaccamento SAP "Giobatta Zunino": forse ebbe due cariche in contemporanea].
Anche questo distaccamento porta a termine numerose azioni, tra cui segnaliamo in particolare:
- La liberazione di garibaldini sorvegliati nell'ospedale civile di Sanremo e la contemporanea cattura di tre militi.
- L'eliminazione di una nota spia e di sei fascisti.
- Il salvataggio della famiglia Marty.
Carlo Rubaudo, Op. cit.
Enrico Pagano, “A favore dell’Arma”. L’attività nel periodo clandestino di Rodolfo Avogadro di Vigliano, questore di Vercelli nominato dal Cln, l’impegno, a. XXXV, nuova serie, n. 2, dicembre 2015, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia
Carlo Rubaudo, Op. cit.
