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mercoledì 22 aprile 2026

A Porto Maurizio le Brigate Nere erano già, con relative famiglie, in ripiegamento

Uno scorcio di Imperia, visto da Porto Maurizio

24 aprile 1945 - Dal comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 339, ai comandi della I^, II^, II^, IV^ Brigata - Disponeva, a modifica del dispaccio prot. n° 301 in data 19 aprile 1945, che all'atto dell'insurrezione la I^ Brigata "Silvano Belgrano" doveva portare i Distaccamenti "Giovanni Garbagnati", "Angiolino Viani" e "Francesco Agnese", agli ordini del comandante "Mancen" [Massimo Gismondi], del vice commissario "Loris" [Carlino Carli] e del capo di Stato Maggiore "Cis" [Giorgio Alpron], su Oneglia, il Distaccamento "Franco Piacentini" della I^ Brigata doveva scendere a Diano Marina, il Distaccamento "Marco Agnese" della I^ Brigata doveva dirigersi su Andora e Cervo-San Bartolomeo, la II^ Brigata "Nino Berio" si doveva concentrare nella zona della Valle Arroscia per scendere su Albenga, che "Ramon" [Raymond Rosso, capo di Stato Maggiore della VI^ Divisione "Silvio Bonfante"] doveva controllare la mentovata discesa, la III^ Brigata "Ettore Bacigalupo" doveva attestarsi a Testico in attesa delle ultime disposizioni del comando di Divisione.
24 aprile 1945 - Dal capo di Stato Maggiore ["Ramon", Raymond Rosso] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 43, al comando della I^ Brigata "Nino Berio" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Ordinava di occupare subito militarmente la generatrice elettrica di Alto e di disporre 3 uomini all'ascolto continuo di Radio Londra di modo che potessero riferire al mittente i messaggi ed i bollettini di guerra.
24 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al comando della VI^ Divisione - Comunicava che nella notte tra il 22 ed il 23 aprile "Billi" e Moschin" avevano piazzato 2 mine sulla ferrovia tra Diano Marina e Cervo San Bartolomeo che esplodendo avevano causato la distruzione di 2 vagoni e gravi danni alla motrice del treno proveniente al mattino seguente da Genova.
24 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" ai comandi del Distaccamento "Francesco Agnese", del Distaccamento "Giovanni Garbagnati" e del Distaccamento "Angiolino Viani" - Comunicava che il Distaccamento "Francesco Agnese" doveva spostarsi nella zona di San Pietro per mettersi a disposizione del comandante "Mancen" e che il Distaccamento "Giovanni Garbagnati" doveva aspettare nuovi ordini.
24 aprile 1945 - Dal comando della I^ Brigata "Silvano Belgrano" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" all'Intendenza di Brigata - Autorizzava la signora Caterina Tiberti al prelievo ogni settimana di una razione alimentare giornaliera per 6 persone.
24 aprile 1945 - Dal comando della II^ Brigata "Nino Berio" della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" al comando del Distaccamento "Giannino Bortolotti" - Ordinava di occupare la generatrice elettrica di Masino (SV) per evitare che venisse fatta saltare dal nemico.
24 aprile 1945 - Dal comando della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando del III° Battaglione "Orazio 'Ugo' Secondo" [comandante "Veloce" Ermanno Sebastiano Martini] - Ordinava che "a iniziare da questo momento il Battaglione si consideri in stato permanente di guerra, pronto per un eventuale immediato movimento"; che il VII° Distaccamento ["Antonio Castello"] dovesse portarsi in Località Madonna della Neve di Badalucco; che l'VIII° Distaccamento ["G.B. Boeri"] dovesse mantenere la posizione sul versante nord del Monte Faudo; che il IX° Distaccamento ["Bianchi"] dovesse rafforzare la posizione vigilando sul Passo San Salvatore; che la parola d'ordine era "Mantova-Mimmo".
24 aprile 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 430, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Segnalava che la caserma di San Martino a Sanremo era stata completamente sgombrata dai reparti di marina tedesca che in precedenza l'occupavano; che verso le ore 23 del 23 aprile era transitato in direzione Genova il treno blindato che prima era ricoverato nella galleria ferroviaria nei pressi di Villa Helios di Sanremo; che erano stati rimossi i cannoni che si trovavano in località Borghi a Taggia; che una parte del presidio di Molini di Triora era partito nella notte.
24 aprile 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 636, al Comune di Sanremo, al Commissariato di P.S., al comando dei Vigili Urbani ed al comando dei Vigili del Fuoco - Comunicava che il C.L.N. di Sanremo, organo di governo della città, nell'interesse della popolazione e dell'interesse pubblico disponeva che tutti i dipendenti degli enti in indirizzo erano tenuti a restare al proprio posto. "Essi saranno responsabili per la continuazione dello svolgimento dei servizi pubblici e dell'ordine cittadino". Comunicava altresì che il rappresentante del PCI nel Comitato era "Amerigo" [Adalgiso Rovelli], quello del PSIUP "Fifo" [Adolfo Siffredi], del Partito d'Azione "Gaivano", della Democrazia Cristiana "Sascia".
24 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" - Disponeva che la Brigata occupasse al più presto i capisaldi di Madonna della Neve e di Ciabaudo Alto [località di Badalucco (IM)]. "Nostri reparti hanno già occupato Ceriana  e Baiardo: si prevede però di dover attaccare le retroguardie che attraversino la zona. Bisogna, quindi, pattugliare la zona di vostra competenza. Il comando di Brigata si deve spostare a Ciabaudo [Frazione di Badalucco (IM)]".
24 aprile 1945 - Da "Fedé" al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Segnalava che a Taggia ed a Arma di Taggia vi erano 700 tedeschi che sarebbero partiti nella notte e che molti questi sarebbero transitati per la strada di Drego [Frazione di Molini di Triora (IM)].
24 aprile 1945 - Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione - Segnalava che da Pieve di Teco a Rezzo erano transitati dai 50 ai 100 soldati nemici diretti al passo Teglia; che tale movinento durava da alcuni giorni; che erano già passati dai 200 ai 300 soldati; che a Rezzo il presidio nemico era composto da 50 uomini, dei quali 20 erano stati posti a guardia del ponte dei Passi; che il 22 aprile erano transitate sulla strada 28 200 carrette dirette da Pieve di Teco a Nava; che durante la notte erano transitati in direzione nord 11 camion nemici carichi di munizioni.
24 aprile 1945 - Da "Mina" al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che il 23 aprile verso le 19 il presidio nemico, composto da 40 bersaglieri e 5 tedeschi aveva lasciato Baiardo dirigendosi a Ceriana; che alle 23 sempre del giorno 23 il presidio di Ceriana, un centinaio di bersaglieri e 8 tedeschi, si univa ai commilitoni giunti da Baiardo per abbandonare, dopo aver distrutto il munizionamneto ed il materiale che non riusciva a trasportare per carenza di mezzi, il paese e dirigersi a Poggio [Frazione di Sanremo (IM)]; che i nemici avevano fatto saltare con mine in due punti la strada Ceriana-Sanremo; che ad Apricale si trovavano ancora 25 alpini tedeschi con una quarantina di cavalli; che ad Isolabona vi erano 80 nemici con 50 cavalli e 2 batterie da 75/27 in postazione; che, come già comunicato al SIM della V^ Brigata, a Pigna si trovavano 80 tedeschi con un centinaio di quadrupedi, 5 mitragliatrici ed un mortaio; che a Testa d'Alpe 100 tedeschi stavano eseguendo lavori di fortificazione; che a Carmo Langan [località in altura di Castelvittorio (IM)] si trovavano 100 nemici.
24 aprile 1945 - Da "S 22" della Sezione SIM "Fondo Valle" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione ed al comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Comunicava che alle ore 13 di quel giorno Oneglia, ad eccezione di "carrette a mano in fuga", era completamente sgombera da nemici e che a Porto Maurizio le Brigate Nere erano già, con relative famiglie, in ripiegamento. "È da escludersi qualsiasi intenzione [da parte dei nazifascisti] di difendere la città. È stato già preordinato con elementi delle SAP il blocco di tutti i grossisti depositari delle merci disponibili in città". Aggiungeva che tutti i prigionieri politici erano stati posti in libertà. "Penso che l'occupazione della città si potrebbe benissimo effettuare nel tardo pomeriggio o nelle prime ore della sera".
24 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 93, ai comandi della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" e della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" - Disponeva che in caso di "esecuzione capitale nei riguardi di spie il comando di Brigata dovrà far pervenire subito al comando di Divisione copia dell'interrogatorio e della sentenza, firmata dal commissario e dal comandante o da chi ne fa le veci".
28 aprile 1945 - Dal capo di Stato Maggiore ["Ramon", Raymond Rosso] della VI^ Divisione "Silvio Bonfante", prot. n° 46, al comando della VI^ Divisione [comandante "Giorgio", Giorgio Olivero - vice comandante "Pantera", Luigi Massabò - commissario "Mario", Carlo De Lucis - vice commissario "Boris", Gustavo Berio - responsabile SIM "Livio", Ugo Vitali] - Comunicava che la notte del 24 aprile, venuto a conoscenza del fatto che i tedeschi stavano abbandonando la zona, aveva mobilitato tutti i Distaccamenti della II^ Brigata "Nino Berio" per attaccare il presidio nemico di Coasco; che "fummo cannoneggiati da Nasino" mentre i partigiani liberavano Coasco e Villanova d'Albenga; che dopo vennero occupati Bastia ed il ponte di Leca d'Albenga; che subito dopo "strappai tutti i fili elettrici conducenti alle camere di scoppio [delle mine predisposte dai tedeschi] e diedi l'ordine di entrare in città [Albenga]. Alle ore 24 Albenga era occupata e tutti gli obiettivi da salvare erano salvi".
29 aprile 1945 - Dal comando della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della IV^ Brigata "Elsio Guarrini" ed al comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" - Direttiva di inviare tutti i prigionieri tedeschi alla caserma Crespi di Porto Maurizio in Imperia.
(?) maggio 1945 - Dal presidente, Gaetano Ughes (Giorgio), del CLN della provincia di Imperia [CLNP] al CLN Regionale - "il 24 u.s. alla notizia che i nazifascisti si preparavano ad abbandonare la provincia radunai immediatamente questo CLNP. Si presero contatti con il comando delle SAP per il mantenimento dell'ordine pubblico. La sera del 24 il prefetto ed il questore unitamente al federale fascista abbandonavano Imperia. Fu nominato un Capo della polizia provvisorio scelto tra i garibaldini. Nella notte tra il 24 ed il 25 il servizio di pattuglia e d'ordine venne eseguito da squadre miste di SAP e di P.S. Il giorno 25 alle ore 14 l'ultima colonna di tedeschi in ritirata ha lasciato Imperia ed alle ore 16.30 del giorno stesso i nostri gloriosi garibaldini facevano il loro trionfale ingresso in città. La mattina del 26 aprile alle ore 8 si prendeva possesso della prefettura e si iniziava l'attività del governo provvisorio della provincia in rappresentanza del governo nazionale. Il prefetto, avvocato Ambrogio Viale, prendeva possesso del suo ufficio, così come il presidente della deputazione provinciale Filippo Gazzano ed il sindaco della città Goffredo Alterisio coadiuvato dalla giunta... venivano nominati i commissari per tutti gli enti fascisti e per gli altri enti di pubblica utilità. la sera del 25 il CLNP chiamava un dirigente tecnico dell'Ente Ricostruzione Provinciale di Imperia affinché provvedesse alla riattivazione delle principali strade: in tal modo il 2 maggio si poteva liberamente transitare sulle due principali arterie della nostra provincia. Il problema alimentare fu in parte sopperito dai partigiani che riuscirono a bloccare nella galleria di Capo Berta circa 1.000 quintali di farina che i tedeschi cercavano di portare via. Quando il CLNP era nel pieno sviluppo del suo lavoro, è giunto, purtroppo, il governo alleato a far cessare ogni nostra attività di governo. Lo stesso con suo manifesto ha dichiarato che il CLNP non è più organo deliberatorio, ma solo organo consultivo. L'Ente Ricostruzione Provinciale, le cui basi erano state studiate nel periodo cospirativo, si propone fini collettivi e perciò dovrebbe avere tutto l'appoggio possibile".
da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945), Tesi di laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999 

venerdì 17 maggio 2024

Il capitano Bentley, appena finita la guerra, raccontava...

La parte bassa della zona orientale di Negi, Frazione di Perinaldo (IM)

Può dirmi qualcosa capitano della sua missione di collegamento con il comando operativo della I^ zona militare della Liguria?
Il capitano dei paracadustisti inglesi Robert (Bob) Bentley, che ho conosciuto in montagna e che ora è qui tra noi quale ufficiale dell'A.M.G., scuote la bruna testa e mi sorride, agitando l'indice...
"mi chiede indiscrezioni che io non posso permettermi..."
... soltanto il racconto di qualche sua avventura tra le nostre montagne...
[n.d.r.: Bentley, che, in effetti, faceva parte del SOE britannico, parla a questo punto nell'intervista rilasciata della preparazione della sua missione tra i partigiani: nel fare questo si riferisce anche alla Missione Kahnemann; aggiunge che aveva preso preventivo contatto con Stefano Leo Carabalona, che era arrivato l'11 dicembre 1944 in barca a remi con altri patrioti tra le fila alleate in Costa Azzurra; dettaglia, poi, il suo sbarco clandestino del 6 gennaio 1945 a Vallecrosia (IM), dove era atteso da uomini del locale Gruppo Sbarchi: di questi fa solo i nomi, anche perché erano stati di ausilio nella fase preparatoria, di Nino, Mimmo, Tonino, aggiungendo, di quest'ultimo, che lo aspettò a Negi, Frazione di Perinaldo (IM), dove ormai stavano arrivando, come si vedrà più avanti, gli uomini di Gino Napolitano, in quel momento commissario del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", pochi giorni dopo vicecomandante della V^ Brigata. In effetti, in base alle disposizioni operative del comandante Holdsworth del 6 dicembre 1944, Bentley aveva già tentato con il radiotelegrafista caporale Millington di passare le linee ed entrare in Liguria attraverso i passi alpini: recavano con loro 500.000 lire per il compimento della missione e per aiutare i patrioti. Il maltempo e l’accresciuta sorveglianza tedesca avevano impedito il successo di questo approccio. Riprovando via mare, in una missione rinominata “Chimpanzee”, veniva accompagnato questa volta dal radiotelegrafista caporale MacDougall]
... Giungemmo a Negi [Frazione di Perinaldo (IM)] dove incontrammo un gruppo di partigiani di Gino  che ci attendeva per scortarci. Ripartimmo per Baiardo. Alla prima svolta, in distanza scorgemmo due figure solitarie venire verso di noi: un uomo altissimo ed un altro che sembrava molto piccolo accanto al primo. I due sopravvenuti si posero in posizione di difesa nello scorgerci, poi riconobbero gli uomini che ci accompagnavano e ci vennero incontro. Erano Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] e Gino, che andavano, senza scorta, a minare la strada. Ci presentammo e subito ci affiatammo...
Che impressione le fecero?
Curto quello di capo nato: calmo, freddo, anzi, intelligente e coraggioso, dotato, nella sua impassibilità, di una sua sensibilità concentrata e di un non comune spirito di intuizione. Gino, un ragazzo espansivo, esuberante di vita, ma capace di tutti gli ardimenti e di tutte le temerità.
Spiegai al Curto l'incarico ricevuto e ci comprendemmo immediatamente. Insieme salimmo ai Vignai [Frazione di Baiardo (IM)] e quindi passai con il battaglione di Gori [Domenico Simi, comandante del III° Battaglione "Candido Queirolo" della V^ Brigata]...
[Alle 17.30 completammo l'operazione e raggiungemmo Vignai <Frazione di Baiardo (IM)>. Lì incontrai il sergente Henry Harris dell'USAAF che era stato con il maggiore Campbell... Più tardi scoprii che il sergente Harris era stato chiamato da Curto per controllarci ed essere sicuro che fossimo inglesi e non delle spie...
Robert Bentley in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia < Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM)>, 2007]
... eravamo presso il Monte Faudo io, Curto, Sumi [Lorenzo Musso, commissario al comando operativo della I^ Zona Liguria] ed altri ragazzi. Si andava verso Imperia...
Dopo il rastrellamento tedesco a Beusi di fine febbraio il nemico aveva scoperto la mia presenza in montagna e mi dava una caccia spietata. Eravamo impossibilitati ad eseguire qualsiasi trasmissione e tutte le strade verso l'interno ci erano precluse. Gori, con il suo solito spirito pratico, pensò allora di prendere rifugio assieme a noi nel convento dei frati a Taggia. Scendemmo accompagnati da una guida del luogo...
E poi debbo aggiungere ad onor del vero che i giorni trascorsi in convento dopo due mesi di marce forzate, di spostamenti incessanti, di ansie terribili, furono per me una vacanza meravigliosa. Si dormiva in soffitta - erano con me anche Sumi e il radiotelegrafista Mac Dougall - e si stava benissimo. Avevamo un vero letto su cui stenderci e riposare. Ogni sera la nostra guida ci portava i viveri e la cucina dei Frati non era certamente da disprezzare, dati i momenti. Ricordo e sempre ricorderò le simpaticissime figure dei miei ospiti. Padre Vittorio, uomo coltissimo, col quale si discuteva di politica; Padre Serafino ancora giovanissimo che suonava molto bene il violino e sapeva cantare magnificamente. Padre Serafino era anche addetto alla cucina e spesso esercitava la sua voce durante la confezione dei suoi manicaretti, il che talvolta comportava piatti insipidi o troppo salati e salse dal gusto strano... ma lo si perdonava in considerazione del piacere che ci offriva con le sue canzoni. Nè potrò dimenticare l'allegro Padre Badalucco (questo era almeno il suo sopranome) il quale considerava appunto Badalucco il centro dell'universo: ci dava lezioni di strategia aerea e discuteva con noi della necessità di un lancio di parecchie divisioni paracadutiste sulla cittadina per affrettare la fine della guerra!...
Di notte si usciva, ci s'internava nel bosco e si tentava di usare la radio, ma la vicinanza del tedesco e la mancanza delle batterie, che erano state abbandonate a Beusi, non ci permisero mai una trasmissione efficiente. Molte volte corremmo il rischio di essere presi...
Anzi corse voce che lei era stato catturato.
  ... Ritornai a Beusi. Avevamo una capanna nel bosco. Il Battaglione Gori si era riformato e stava con noi. Insieme a me erano pure Curto e Sumi. Simon [Carlo Farini] nel frattempo era partito per Genova...
Ora una notte, una bella serena notte di luna, raffiche di mitragliatrice vicinissime mi svegliano. Il grosso delle nostre forze si era spostato: eravamo nel bosco in cinque o sei soltanto. Strisciammo fuori e scorgemmo, proprio davanti a noi, a non più di trenta o quaranta metri di distanza, un'arma automatica nemica che rafficava verso l'alto bosco. Sempre strisciando il più silenziosamente possibile, in attesa di vederci piombare addosso le pattuglie nemiche, ritornammo alla capanna e facemmo sparire i documenti. Mac si caricò della radio e tutti insieme, di albero in albero, carponi, ci spostammo verso il versante opposto da dove avremmo potuto scalare il pendio in caso fossimo stati minacciati di accerchiamento. Si rimase sul posto fino alle tre: la mitragliatrice nemica, durante tutto quel tempo non cessò mai di tirare. Verso le tre tacque finalmente e noi potemmo portarci su una breve radura, circondata dal folto, al sicuro da sguardi indiscreti, dove restammo con le armi pronte fino al mattino. Sentivamo più in basso i movimenti pesanti di uomini che si spostavano continuamente battendo i margini del bosco.
... Poco dopo scorgemmo colonne di fumo salire dalle case poste nella conca sotto di noi: i tedeschi avevano appiccato il fuoco alla borgata per rappresaglia. Eravamo tristi e preoccupati per gli amici che vi abitavano...
... La situazione si faceva critica. Eravamo un pugno di uomini con pochissime munizioni e la responsabilità della radio e dei documenti. Decidemmo di tentare una difficile ritirata verso Ciabaudo [Frazione di Badalucco (IM)].
... Ma prima dell'alba eravamo nuovamente in piedi e riprendevamo il cammino verso Ciabaudo, lieti di averla fatta in barba al tedesco ed allegri come prima...
Raccontarle tutte le altre mie avventure, da Ciabaudo a Baiardo e a Gerbonte, da Viozene a Agaggio [Frazione di Molini di Triora (IM)] e a Buggio [Frazione di Pigna (IM)], sarebbe troppo lungo. Le dirò per finire che mentre mi trovavo a Buggio presso i fratelli Aicardi il 24 aprile [1945] ci giunse una lettera del C.L.N. che ci informava della ritirata nemica. Con Curto, Sumi e Giorgio [Giorgio Olivero, comandante della VI^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Silvio Bonfante"] stabilimmo gli ultimi piani ed i1 25 mattina, dopo aver infranto la resistenza di reparti tedeschi di retroguardia, facemmo il nostro ingresso ad Oneglia, finalmente libera. Tutta la popolazione ci accolse con commovente entusiasmo, quell'entusiasmo italiano che tocca il cuore perché vi si sente la passione...
Ancora una domanda, capitano, ed è l'ultima. Qual'è la sua impressione sulla lotta partigiana?
Magnifica. Ho assistito ad azioni che avrebbero inorgoglito armate ben più attrezzate. Sono stato testimone di eroismi inauditi. Potete andar fieri di questi vostri combattenti meravigliosi e dei loro capi il cui apporto alla causa comune è stato grandissimo e talvolta decisivo. Mercé il loro sacrificio l'Italia è rientrata nel consesso delle libere nazioni e giustizia dovrà esserle resa...
Mario Mascia, L’epopea dell’esercito scalzo, ed. A.L.I.S., 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia