mercoledì 10 febbraio 2021

I gruppi che agiscono nella zona sono alle dipendenze del Comando dei ribelli

Pietrabruna (IM): Monte Follia - Foto: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)

Il Comando delle Brigate Nere ha una vasta rete di spionaggio che fornisce informazioni sui movimenti e sull'ubicazione delle formazioni partigiane.

Nel mese di giugno 1944 il predetto Comando ha a sua disposizione molte notizie sulla situazione numerica dei garibaldini e ne traccia un prospetto:

Dintorni di Triora (IM) - Foto: Eraldo Bigi

« [...] Zona di Triora e Molini di Triora
I gruppi che agiscono nella zona sono alle dipendenze del Comando dei ribelli che trovasi a Cima di Marta, forza degli stessi circa 3.000 uomini armati con moschetti, fucili mitragliatore, mitragliatrici, mortai da 45 e da 81. Nella zona suddetta i gruppi di ribelli sono sempre in movimento; infatti sono stati notati gruppi di ribelli della forza di circa 30 e 40 uomini a Carmo Gerbontina, a monte Pellegrino, a monte Gerbonte, nella frazione di Loreto, nella regione denominata «Brighetta», nella frazione di Realdo, nella frazione di Andagna. Sembra che nei baraccamenti militari siti su Colla Belenda vi sia un posto fisso di circa 50 ribelli armati. Notati posti di avvistamento ai chilometri 13, 15, 17 della strada Castelvittorio-Triora.

Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana in data 4 giugno 1944, pagina 44

Zona di Badalucco - Montalto Ligure
Sembra che nella cosiddetta frazione «Tana di Beltrand» esista un rifugio di ribelli. Nuclei di ribelli armati sono stati visti aggirarsi nelle località Evria e Binelli (comune di Montalto Ligure), e in località Merea-Beltran-Banzan (comune di Badalucco).

Zona di Pietrabruna e Castellaro
Esistono gruppi di sbandati armati; il numero è esiguo, non si conosce la dislocazione.

Zona di Dolcedo e di Molini di Prelà
Esiste un gruppo di circa 400 ribelli armati nel bosco di monte Faudo, e gruppi di sbandati armati della forza di 10 e 15 uomini ciascuno che si aggirano per la campagna.

Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana in data 24 giugno 1944, pagina 33

Zona di Vasia
Un gruppo di circa 30 ribelli armati trovasi nei casolari sparsi sul versante est di q. 732 nei pressi di Pianavia, e un gruppo di circa 20 ribelli pure armati a q. 889.

Zona di Carpasio - Borgomaro - Rezzo
Nel bosco di Rezzo trovansi oltre 400 ribelli armati. Ivi trovasi pure il loro Comando. Gruppi di ribelli della forza di circa 40 e 50 elementi (provenienti dalla zona suddetta) sono stati visti sostare a Montegrande, a Colla d'Oggia, al monte Albaspino, al passo di Carpasio, al monte Acquarone e al passo delle Ville...».

Dagli incompleti dati in possesso del nemico, seppur non tutti attendibili e molti indubbiamente inesatti, si può valutare la possibilità di lotta della nostra Resistenza in quel periodo in cui l'entusiasmo saliva alle stelle ed in ogni valle risuonavano le canzoni partigiane.

Sul finire del mese di giugno del 1944, avviene un cruento combattimento sostenuto dal 16° distaccamento, che potrebbe anche essere ricordato come «La prima e l'ultima battaglia»; la battaglia cioè di un distaccamento appena costituito che si batte con grande coraggio, infligge gravi perdite ai Tedeschi e subisce, a sua volta, un rastrellamento tanto feroce, e giorni di martirio da non poter più essere ricomposto. I bravi giovani superstiti passano, quindi, a far parte di altri reparti. Noi, invece, il combattimento lo intitoliamo al nome della località presso cui si verificò e diciamo: «La battaglia di Sella Carpe».

Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992 

FERRARIS GIOVANNI: nato ad Alessandria il 23 dicembre 1929, squadrista della Brigata Nera “Padoan”.
Interrogatorio del 26.5.45: Appartenevo alla brigata nera di Imperia dopo essere stato prima adibito come fattorino presso la locale federazione del P.F.R.
Con la costituzione delle brigate nere venni inquadrato in queste formazioni sempre con il compito di fattorino per il comando della brigata. Ricordo che il comando della brigata nera di Imperia era formato dalle seguenti persone: comandante il Federale Massina Mario, capo di stato maggiore Col. Baralis, Capitano Musso Roberto, amministratore, Ten. Cocchi, addetto al magazzino, Maggiore Densa. Sottufficiali erano il Maresciallo Del Re Antonio, Maresciallo Lorenzi, Maresciallo Nardino, Sergente Berretta Ernesto.
Unitamente agli altri componenti della brigata nera ed elementi dell’UPI della GNR e soldati tedeschi, ho partecipato a sette rastrellamenti.
Il primo in località Villatalla, senza alcun risultato; il secondo a Monte Faudo dove abbiamo trovato abbondanti munizioni che abbiamo poi portato ad Imperia; il terzo nella zona di Dolcedo dove sono stati catturati dei renitenti; il quarto nella zona di Caravonica dove vennero catturati quattro partigiani; il quinto nella zona di Tavole dove vennero catturati alcuni renitenti; il sesto in località Badalucco dove era stata segnalata la presenza di elementi partigiani ma al nostro arrivo se l’erano già svignata ed il settimo interessò Imperia dove vennero fermati cinque individui non in regola con i documenti. I fermati venivano portati al comando di brigata, e più precisamente all’Ufficio Politico, dove venivano interrogati e spesso sottoposti a maltrattamenti e percosse di cui anche io sono stato testimone oculare. La squadra politica era composta da certo Bruno, vice comandante, e da certo Gerri, comandante e da altri militi di cui non ricordo il nome.
Leonardo Sandri, Processo ai fascisti: una documentazione, Vol. 9,  StreetLib, Milano, 2019

MIGLIORATI LAZZARO: nato a Nizza il 15 febbraio 1928, milite del battaglione GNR “Nizza”
Interrogatorio del Migliorati Lazzaro dell’8.5.1945: Verso la fine del marzo del 1944, proveniente da Nizza sono giunto ad Imperia per prendere servizio nella GNR presso la quale mi ero arruolato a Nizza il 25 marzo 1944. Sono stato ad Imperia due mesi nel Battaglione “Nizza” e poi aggregato alla Compagnia OP del Capitano Ferraris con il quale sono stato due mesi e precisamente dall’aprile al maggio 1944, rientrando a Nizza nel mese di giugno. A Nizza mentre prestavo servizio nel battaglione omonimo, sbarcarono gli inglesi e scappai a casa. Preciso lo sbarco avvenne ad un centinaio di chilometri. Il comando di battaglione, notando la mia assenza inviò alcuni uomini a casa mia che presero in ostaggio mia sorella e quindi mi decisi a costituirmi. Rilasciarono quindi mia sorella ed io venni deferito al tribunale militare che mi denunciò in stato di libertà e riassunto in forzo dal battaglione. Il battaglione nel frattempo si era spostato a Montichiari (Bs) per addestramento [...]
Leonardo Sandri, Op. cit.

VALFRE’ CARLO: nato a Ventimiglia il 7 luglio 1921, milite della Compagnia OP di Imperia.
Interrogatorio di Valfrè Carlo del 7.5.1946: Dopo l’8 settembre rimasi per un po’ di tempo sbandato ma in seguito tornai a casa mia. Dopo un po’ di tempo ricevetti la cartolina precetto per essere inviato in Germania e poiché mi si disse che l’unico modo per evitare di essere inviato in Germania era di arruolarsi mi presentai alla sede della milizia di Imperia. Il 2 novembre 1943 entrai a far parte della GNR e assegnato alla Compagnia OP, comandata dal Tenente Ferraris. Fui avviato subito a Pieve di Teco ove prestavo servizio con i carabinieri e vi rimasi per circa un mese. Dopo detta data venni assegnato al Battaglione Italiani all’Estero, in un primo tempo a Sanremo ed in un secondo tempo ad Arma di Taggia. In questa località vi rimasi fino al marzo del 1944 quando ritornai alla Compagnia OP. Negli ultimi giorni di giugno o nei primi di luglio, unitamente alla compagnia, partimmo per un'azione di rastrellamento nei comuni di Vasia e Montegrazie. Prima di giungere a Vasia il Capitano Ferraris divise la compagnia in varie squadre. Durante il rastrellamento vennero catturati due partigiani da una delle squadre che vennero in seguito fucilati per ordine del Ferraris ma non posso precisare da chi in quanto la mia squadra si trovava più avanti. Verso la fine di luglio siamo partiti per un rastrellamento nel comune di Bestagno. Ivi giunti, dopo aver circondato il paese, il Capitano Ferraris diede ordine di svaligiare e bruciare una casa [...]
Leonardo Sandri, Op. cit.

Un nome, quello di Ferraris, temuto: dotato di coraggio e di capacità militari, anima di tanti rastrellamenti, l'ideatore della Controbanda, l'uccisore di Nino Berio (Tracalà) a Chiusavecchia. Egli si era guadagnato la fiducia delle S.S. Tedesche, tanto da essere da loro decorato con la croce di ferro di II^ classe, per la spietatezza delle sue azioni. Attilio Mela, Aspettando aprile, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 1998  

[Giovanni Daniele Ferraris comandante della Gnr Compagnia Ordine Pubblico Imperia. Dopo la dissoluzione della 4a Armata molti nizzardi lasciano il loro territorio ed aderiscono alla RSI. In duecento ad Imperia si arruolano nel 627° CP GNR, potenziando presso la caserma Ettore Muti a Porto Maurizio la Compagnia O.P. (Giovanni Ferraris) oppure contribuendo a formare con i superstiti del Btg. GNR Nizza in ritirata alla fine del 1943 dalla Provenza il Btg GNR Borg Pisani (Massimo Di Fano). Altri sono incorporati nel 626 CP GNR  di Savona e in cento costituiranno la Compagnia Nizza della 27a BN di Parma. Il Btg. Borg Pisani da aprile a novembre 1944 si pone nelle casermette della Guardia alla Frontiera di Taggia e di Arma di Taggia partecipando insieme alla 34a ID e a Reparti della RSI al presidio della costa ligure allo sbocco di Valle Argentina]