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venerdì 6 dicembre 2019

I problemi di una missione alleata

Documento segreto inglese del 13 gennaio 1945, rintracciato a cura di Giuseppe Mac Fiorucci in vista della preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, documento attestante anche l'avvenuto arrivo del capitano Bentley tra i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria *
*
Il testo riporta:

A:    Capt: G.M.T. Jones,                                                                           SEGRETO
Collegamento delle Forze di Informazione                                               Ref: OB/1/19
                                                                                                                  13 gennaio 45
Da:    Distaccamento 20
N°1 Forze Speciali


Come richiesto per le informazioni del 6° Gruppo d'Armata, segue un resoconto delle nostre attività fino ad ora.

La prima fase del nostro lavoro, ora quasi completata, fu di stabilire un contatto con le bande note nell'area e di approntare un piccolo invio di rifornimenti per soddisfare le loro richieste immediate.

Nella seconda fase abbiamo inaugurato il contatto radio e per corriere coi partigiani più prossimi e abbiamo inviato rifornimenti via terra su piccola scala. Un Ufficiale di Collegamento Britannico [il capitano Robert Bentley: vedere infra] con operatore W/T è stato infiltrato via mare con il compito di organizzare il ricevimento e il successivo trasporto via terra dei rifornimenti inviati via mare. Ci si aspetta che questi mezzi siano i più produttivi, sebbene la loro messa in opera sia stata ritardata dalla necessaria preparazione e dalle avverse condizioni meteorologiche. Terremo informati il vostro ufficio circa ogni importante progresso che otterremo nella realizzazione di questi piani o di ogni altro nuovo progetto iniziato da noi.

(firmato) BETTS
S/Ldr.
20° Dist. N°1 SF



[ n.d.r.: si fa qui seguire la traduzione di un'altra comunicazione del SOE, attinente gli inizi dell'attività del capitano Bentley in qualità di ufficiale di collegamento con i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria (anche in questo caso si tratta della copia di un documento compulsato da Giuseppe Mac Fiorucci) ] 

S E G R E T O

Capt. G.M.T. Jones,
Distaccamento OSS,
NIZZA

Rif: OP/I/19

30 Gennaio 1945

In riferimento al nostro OB/I/19 del 13 Gen, segue un resoconto ulteriore:

Due pattuglie di corrieri e una pattuglia per depositi sono state inviate via terra oltre frontiera sin dal 13 Gen; uno dei corrieri ha preso contatto con organizzazioni partigiane più remote di quelle contattate in precedenza, e ha riportato informazioni riguardo le centrali idro-elettriche e i centri di ditribuzione in VAL MAIRA e in VAL VARAITA. È nostra intenzione organizzare una squadra anti-sabotaggio con riferimento speciale per queste strutture. Il contatto radio con la nostra missione nell'area Settentrionale è eccellente. Il nostro Ufficiale di Collegamento Britannico nella Liguria Occidentale è stato disturbato dalla pressione Tedesca sulla Divisione a cui è stato inviato. Il contatto radio è stato interrotto a causa dei suoi spostamenti, comunque un certo ammontare di informazioni tecniche ci è stato trasmesso da lui e successivamente passato a voi. Il clima gli ha impedito l'infiltrazione di rifornimenti in questo mese, ma nel mese di Febbraio è previsto un certo numero di operazioni al riguardo.

Firmato: M.P. LAM. Capt.

per S/Ldr,
Distaccamento OC 20
N° 1 Forze Speciali

 
Accettando l'incarico di capo dell'Ufficio Operazioni della Missione in zona nemica, tramite Corsaro [Giulio Pedretti] il comandante Stefano Carabalona (Leo) poteva inviare da Pigna al Comando alleato [n.d.r.: quello di Nizza] le informazioni necessarie sui dispositivi di difesa tedeschi, da distruggere con bombardamenti aerei. Il comando della II^ Divisione "Felice Cascione" aveva chiesto a quello alleato le credenziali... Il 5 ottobre [1944] tramite il comando della V^  Brigata "Luigi Nuvoloni" il comando della II ^ Divisione riceveva il benestare degli alleati, mentre Carabalona, ancora nella zona di Pigna, da una loro lettera apprendeva che il generale americano Alexander aveva incaricato il capitano inglese Robert Bentley (Bob) di raggiungere con il sergente radiotelegrafista John Mac Dougall (Mac), munito di ricetrasmittente, il comando della Divisione...
Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016


Documento segreto inglese, rintracciato a cura di Giuseppe Mac Fiorucci in vista della preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, documento che sottolinea la primigenia ipotesi logistica della Missione Bentley
 
[…] Inoltre l’inverno giunse in anticipo sulle montagne e i collegamenti con gli alleati, che avvenivano attraverso i sentieri alpini, erano resi impossibili. Si ipotizzò anche di tentare con i sommergibili, ma non ci fu nessun serio risultato. Si poteva tentare soltanto via mare. Il 20 dicembre 1944 doveva sbarcare il capitano Robert Bentley, ma fu tutto rinviato per il mare in tempesta. Dapprima arrivarono due collaboratori del capitano […] 
Renato Plancia Dorgia, in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM)>, 2007
 
A novembre 1944 ci fu il mio passaggio in Francia perché in qualità di capitano pilota avrei potuto prospettare lanci nella zona. Per equivoco al mio arrivo fui arrestato e sottoposto a duri interrogatori da parte della polizia francese delle Nouvelle Prisons di Nizza. Chiarito l'equivoco, mi offro volontario per essere sbarcato da solo nella Val Nervia per preparare la ricezione della missione alleata capeggiata dal cap. Bentley. Sbarcato alle 2 di notte da un motoscafo inglese, mi trovai sulla spiaggia di Val Nervia da solo per 6 giorni. Presi poi i contatti con Gino [Luigi Napolitano di Sanremo, in quel periodo commissario del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione] e Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria]. Segnalai per varie notti consecutive a mezzo di lampadina elettrica la possibilità di sbarco della missione. Il 6 gennaio 45 la missione sbarcava...
Antonio "Tonino" Capacchioni, manoscritto, documento IsrecIm, pubblicato in Giuseppe Mac Fiorucci Op. cit. 

Circa la preparazione della sua missione tra i partigiani, discorrendone in Mario MasciaL'epopea dell'esercito scalzo, ed. A.L.I.S., 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Isrecim, il capitano Bentley fece riferimento anche alla Missione Flap. Bentley dettagliò, poi, il suo sbarco clandestino nella notte tra il 6 ed il 7 gennaio 1945 a Vallecrosia, o, più probabilmente, sulla limitrofa spiaggia di Camporosso, un luogo, comunque, dove era atteso da uomini del Gruppo Sbarchi della Resistenza e delle S.A.P.: di questi ultimi fece solo i nomi, forse perché erano stati di ausilio nella fase ancora di preparazione, di Nino Alberto Guglielmi, Mimmo Domenico Dònesi, Tonino Antonio Capacchioni. Adriano Maini 

Prima parte del manoscritto del capitano Bentley cit. infra

Quando le campane di Bordighera suonarono le 23, il 6 gennaio del 1945, il gruppo di sbarco composto dal caporale Mac Dougall, Mimmo [n.d.r.: Domenico Dònesi], Nino [n.d.r.: Alberto Guglielmi] e me, era riunito su di un battello pneumatico. Avendo ricevuto dalla spiaggia il segnale di via libera, aiutati da Giulio [n.d.r.: Giulio Pedretti] con il suo battello, ci dirigemmo verso la riva. Alle 23,45 scendemmo sulla spiaggia, non senza esserci bagnati un po' poichè le onde si infrangevano sulla spiaggia: dopo aver sgonfiato il battello per consentire a Giulio di riportarlo indietro, raggiungemmo la casamatta dove si supponeva di incontrare Tonino [n.d.r.: Antonio Capacchioni, arrivato in clandestinamente dalla Costa Azzurra alcuni giorni prima). Dopo aver aspettato 15 minuti senza aver avuto notizie di Tonino, decidemmo di muoverci verso la prima casa sicura seguendo un sentiero sgomberato all'interno del campo minato (solo di rado abbastanza largo) ed arrivammo alla casa alle ore 00.15, dove trovammo Tonino che ci aspettava. Il pesante bagaglio venne nascosto e, dopo aver attraversato campi e steccati, la via principale e una buona parte di Bordighera [n.d.r.: invece si trattava di Camporosso e di Vallecrosia] arrivammo alla casa di Bussi,  dove trovammo rifugio per la notte.
Il 7 gennaio 1945 alle 8,15 iniziammo il nostro viaggio verso l'entroterra. Io e Tonino partimmo per primi, seguiti a 100 iarde dal caporale Mac Dougal e da Mimmo. Non avevamo ancora percorso che poche iarde lungo la strada che passammo vicino al primo tedesco: siccome il nostro aspetto non attirò la sua attenzione continuammo il nostro viaggio in qualche modo un po' più fiduciosi.
A metà strada sopra Vallecrosia fummo raggiunti dalla nostra guida che si dimostrò essere il nostro salvatore, visto che solo 100 iarde dopo fummo fermati ad un posto di blocco dove ci furono chiesti i documenti: mentre la guida mostrava i suoi e distraeva le sentinelle parlando del tempo, noi passammo tranquillamente oltre. Da lì in poi numerosi Gerrys [tedeschi] ci incrociarono facendosi gli affari loro e curandosi poco di noi. A Vallecrosia prendemmo la mulattiera per Negi che raggiungemmo alle 03.30.
L'8 gennaio 1945 alle 4 lasciammo Negi per salire a Monte Bignone, percorrendo la strada militare per Baiardo, che fu evitata, superando alle 14 l'ultima postazione nemica che si trovava al cimitero di Baiardo: ci eravamo più o meno portati al di fuori dalla zona di pericolo.      
Alle 6.00 sulla strada per Vignai ci imbattemmo in Curto [n.d.r.: Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] il quale aveva sentito della nostra intenzione di arrivare e si trovava temporaneamente in quella zona. Curto si mise immediatamente a disposizione del comando alleato insieme ai suoi uomini. Alle 17,30 completammo l'operazione e raggiungemmo Vignai. Lì incontrai il sergente Henry Harris dell'USAAF, che era stato con il maggiore Campbell e che era riuscito a scappare [n.d.r.: da una probabile cattura da parte dei tedeschi, dopo l'abbattimento del suo aereo in Piemonte]. Più tardi scoprii che il sergente Harris era stato chiamato da Curto per controllarci ed essere sicuro che fossimo inglesi e non delle spie. 
capitano Robert Bentley, Rapporto scritto a mano (da archivio non indicato), pubblicato tradotto in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit., p. 25

 
11 febbraio 1945 - Dal C.L.N. di Sanremo, prot. n° 273, al capitano Roberta (Robert Bentley) - documento scritto in inglese - Il capitano Bentley veniva ringraziato per la sua partecipazione al convegno di Beusi [località nei pressi di Ceriana, dove, il 9 febbraio 1945, ebbe luogo un'importante riunione dei dirigenti della Resistenza imperiese e della missione alleata, assente Nino Curto Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria, in quanto malato]. A Bentley veniva anche accennata la preparazione di alcune piantine segnaletiche di postazioni nemiche.

3 aprile 1945 - Dal Comando Operativo della I^ Zona Liguria, ispettore "Giulio" [anche "Mario", Raffaello Paoletti], al Comando Militare Unificato Regionale Ligure - Segnalava che era giunto in zona da Genova alla vigilia di Pasqua; che aveva trovato 500 partigiani pronti per ricevere i lanci; che i lanci venivano effettuati di notte con un apparecchio che scaricava 25-30 colli per volta; che, per diversi motivi, tra cui anche la nebbia, si erano avuti sino ad allora solo 3 lanci in circa 10 giorni; che "il morale dei garibaldini è altissimo"; ... che con i lanci nella zona si erano sino a quel momento ricevuti 70 Sten, 23 Bren, oltre 100 fucili mod. '91 e poche munizioni per le armi automatiche; che si erano avute divergenze, poi chiarite, con il responsabile della missione alleata [capitano Robert Bentley], perché quest'ultimo, in aderenza ad una interpretazione della direttiva del generale Clark, voleva fare interrompere i lanci, in quanto gli effettivi garibaldini avevano superato le 2000 unità; che in un primo tempo l'ufficiale alleato di collegamento averva addirittura chiesto la diminuzione degli effettivi dei garibaldini; che dopo le spiegazioni del caso si era convenuto di fare terminare i lanci come concordato in precedenza; ...

7 aprile 1945 - Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria a Orsini [Agostino Bramè, commissario politico della V^ Brigata] - Venivano chiesti, dietro protesta di R.C.B. [capitano Robert Bentley] chiarimenti circa la distribuzione di armi arrivate in tre differenti sbarchi, circostanze sulle quali non erano state fatte le dovute relazioni.

20  aprile 1945  - Dal responsabile del Comando Militare Unificato della Liguria a Curto [Nino Siccardi] comandante della I^ Zona Operativa della Liguria - Scriveva che "dopo un mese e mezzo il Comando Regionale ha ricevuto notizie. Occorrono i dati sulle azioni concordate tempo addietro, sui lanci ricevuti e sull'armamento della Zona. A causa della mancanza di notizie sulle azioni effettuate nella I^ Zona non si è potuto scrivere nulla sull'operato della II^ Divisione "Felice Cascione" e della VI^ "Silvio Bonfante" sul bollettino regionale. Si ricorda che tutte le formazioni partigiane sono state unite nel C.V.D.L. (Corpo Volontari della Libertà), che è regolarmente inserito nell'esercito italiano. Le missioni alleate [come quella di Bentley] hanno funzione di collegamento e non di comando anche perché gli obiettivi, pur avendo nelle linee generali gli stessi scopi, differiscono nei particolari. La tendenza dei rappresentanti anglo-americani è quella di utilizzare le nostre forze a copertura delle loro ed a minimizzare lo sforzo in direzione della conquista delle nostre città e province; il nostro obiettivo principale è proprio quello contario. Occorre sabotare ed ostacolare i nemici in ritirata, ma bisogna arrivare a liberare le città della costa prima degli alleati per chiari intenti patriottici...". 

da documenti Isrecim  in  Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999