giovedì 19 dicembre 2019

Il comando tedesco si trovava all'Albergo Imperiale di Sanremo

Ceriana (IM)

1 gennaio 1945
- Dal comando della IV^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione - Venivano comunicati i dislocamenti dei Battaglioni "Peletta", "Rodi" e "Artù".
1 gennaio 1945 - Dal comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione, prot. n° 246, al comando della II^ Divisione - Veniva trasmessa la notizia dell'arrivo a Sanremo (IM) di militi fascisti della San Marco, prima di stanza a Riva Ligure e a Santo Stefano al Mare.
da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste,  Anno Accademico 1998-1999
 
4 gennaio 1945
Il prof. Porta - malattie veneree - cura e dà del denaro ai ribelli. Segno di riconoscimento: una lira strappata a metà.
Per maggior sicurezza interrogare un certo Gino, fidanzato della Lisetta che abita in Sanremo Vecchia.
Prelevare questo Gino (1) che si può identificare, farlo cantare.
Trattenerlo e mandare uno dei nostri poi dal prof. Porta nel modo indicato dal Gino e farlo curare come ribelle.
Tutte queste informazioni vengono dal D., informatore (Informazione di Nicò)
(1) "Gino" è la stessa persona di Cadrozzi Corrado
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, copia di Paolo Bianchi di Sanremo
 
Sanremo (IM): ponte vecchio di Verezzo

Curti Walter: nato a Sanremo il 1° agosto 1929, squadrista della Brigata nera “Padoan”, distaccamento di Sanremo.
Interrogatorio di Curti Walter del 28.5.1945: Mi arruolai volontariamente nella brigata nera di Imperia nel novembre del 1944 e assegnato al distaccamento di Sanremo dove sono rimasto fino al giorno 24 aprile
[...] Mi risulta che durante la mia degenza in ospedale, l’Impedovo con il Pelucchini, Siri, Nicco [n.d.r.: nel citato brogliaccio del distaccamento di Sanremo della Brigata nera, appare come Nicò; alcune fonti riportano per lui anche il triste soprannome di Gin (o Gim) Mano Nera] e Maselli, tutti della brigata nera, e due militari della SS tedesca, vennero in ospedale dove prelevarono un partigiano ferito e condottolo in un luogo un po' disabitato lo freddarono. Il Pelucchini ed il Nicco, assieme a reparti della SS, si resero colpevoli di tre delitti avvenuti nei pressi della Villetta alla vigilia del Natale del 1944. Sempre durante il periodo della mia degenza, seppi che reparti della brigata nera, unitamente a tedeschi, recatosi [2 geannaio 1945] sulle alture di Verezzo [Frazione di Sanremo], dopo un piccolo scontro, colpivano un partigiano [n.d.r.: Mario Emilio Zamboni, nato a Crikvenika, nell'attuale Croazia, il 16 settembre 1921] che per mancanza di munizioni aveva gettato l’arma e si era arreso e lo finivano a colpi di pistola. Poiché il partigiano si manteneva ancora in vita, un tedesco avvicinatosi gli scaricò sulla testa la sua pistola. Dichiaro che il Pelucchini, l’Impedovo ed il Nicco erano in piena collaborazione con gli appartenenti alla SS Italiana, numerosi fra i quali si distinguevano elementi italiani residenti all’estero.
Leonardo Sandri, Processo ai fascisti: una documentazione, Vol. 9 - Liguria: Imperia - Savona - La Spezia, StreetLib, Milano, 2019    
 
4 gennaio 1945
Risulta che la ditta Paladino è diventata un covo di autentici ribelli, renitenti, disertori e simili.
Certamente questi individui sono mimetizzati per il periodo invernale ed è più che certo che passato il periodo del freddo se ne torneranno ai monti in primavera e li avremo di nuovo di fronte.
Informare il comando tedesco.
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, copia di Paolo Bianchi di Sanremo 

In alto Coldirodi; in basso, Ospedaletti

Sanremo (IM): una cartolina relativa allo scomparso Albergo Imperiale

3 gennaio 1945
- Dal comando del I° Battaglione, prot. n° 31, al comando della V^ Brigata - Relazionava che a Sanremo i gruppi fascisti erano suddivisi in 50 uomini delle Brigate Nere e 40 della G.N.R. all'Albergo Nizza, 100 della X^ Flottiglia Mas e 50 bersaglieri all'Albergo Corso; che il comando tedesco si trovava all'Albergo Imperiale e disponeva nel complesso a Sanremo di 4.000 uomini; che a Coldirodi [n.d.r.: oggi Frazione di Sanremo (IM), all'epoca di Ospedaletti] si trovavano 50 bersaglieri.
3 gennaio 1945 - Dal comando della II^ Divisione ai comandi delle Brigate IV^ e V^ - Veniva consigliato di controllare il comportamento dei garibaldini nei distaccamenti e di curare il controspionaggio nonché la manutenzione delle armi. Si sottolineava la necessità di fornire dettagliati rapporti giornalieri.
4 gennaio 1945 - Dal comando [comandante "Danko" Giovanni Gatti] del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) erano presenti 200 tedeschi; 200 tedeschi anche ad Apricale (IM); 300 a Dolceacqua (IM); a Perinaldo (IM) una squadra di 20 tedeschi per riparare la strada Perinaldo-San Romolo; da Sanremo (IM) erano partiti 2 Mas, con a bordo uomini della X^ Flottiglia disertori dalle file repubblichine, che sembravano diretti alla costa francese; a Baiardo (IM) il tenente dei bersaglieri era ben visto dalla popolazione perché per Natale aveva regalato sigarette e liquori.
4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini", prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) si trovavano 200 tedeschi, così come ad Apricale (IM); a Dolceacqua (IM) 300 tedeschi: a Perinaldo si era portata una squadra di 20 tedeschi per riparare la strada Perinaldo-San Romolo [Frazione di Sanremo (IM)].
5 gennaio 1945 - Dal comando della IV^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione" al comando della II^ Divisione ed al Comando Operativo della I^ Zona Liguria - Si rendeva noto l'arrivo a Taggia (IM) di bersaglieri che dovevano effettuare rastrellamenti a Sanremo, Ceriana e Valle Argentina. Continuavano i lavori difensivi del nemico sul litorale e lungo la Valle Argentina.
5 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" al comando della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" - Relazione sul mese di dicembre 1944: "riorganizzati i 3 Distaccamenti dipendenti. Uccise 4 spie. Uccisi il 1° dicembre un capitano ed tenente tedeschi. Il 3 dicembre una squadra ha attaccato il presidio dei bersaglieri di Ceriana (IM), uccidendone 20. Il 13 alcune mine provocavano la morte di 16 tedeschi. Il 20 dicembre morivano 2 garibaldini".
5 gennaio 1945 - Da "Nilo" [Quanito De Benedetti] al C.L.N. di Sanremo (IM) - Comunicava che nella notte era avvenuto uno scontro a fuoco tra partigiani e tedeschi nella zona di Madonna della Costa a Sanremo.
6 gennaio 1945 - Dal comando della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni", prot. n° 253, al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava un rastrellamento avvenuto nella zona di Badalucco da parte di 3 colonne nemiche, provenienti da Molini di Triora (IM), Diano Marina (IM) ed Imperia. "Una colonna che lasciava Badalucco è stata attaccata da questa V^ Brigata, che ha recuperato un mortaio da 81 mm. La forza attaccante era composta in massima parte da fascisti e repubblichini, quasi tutti liguri: pochi i tedeschi".
6 gennaio 1945 - Dal comando del II° Battaglione "Marco Dino Rossi" [comandato da Basilio Mosconi,
(Moscone)] al comando della V^ Brigata - Comunicava che i Distaccamenti "Mia" e "Serpe" avevano effettuato uno scontro a fuoco contro i nemici vicino a Glori - località di Molini di Triora (IM), in Valle Argentina - e recuperato un mortaio da 81 mm abbandonato dal nemico in fuga.
Rocco Fava, Op. cit. Tomo II
 
 
8 gennaio 1945
A San Pietro [di Sanremo] in una casa c'è un certo Pierino Minoia che ha fatto parte della banda Baggioli sotto le dipendenze del Ten. Rico della Banda Cittadina.
Attualmente deve avere la pleurite e deve far parte del Comitato di Liberazione Nazionale di San Remo. È stato visto a S. Romolo col Rico [...]
Diario (brogliaccio) del Distaccamento di Sanremo (IM) della XXXII^ Brigata Nera Padoan, documento in Archivio di Stato di Genova, copia di Paolo Bianchi di Sanremo
 
[...] Il Fante Mario (o Mariano) Calabretti il giorno della dichiarazione dell’Armistizio con gli Anglo-Americani si trovava in servizio nel Nord Italia.
Per nulla intenzionato ad aderire alla Repubblica di Salò e combattere ancora al fianco dei tedeschi, si dette alla macchia e divenne partigiano, poiché anche per lui era molto difficile raggiungere le zone libere dell’Italia già sotto controllo alleato.
Messosi in contatto con quanti già operavano clandestinamente sulle montagne, si arruolò nelle formazioni costituite nel Comando 2a Div. d’Assalto “Garibaldi” della la Zona della Liguria “F. Cascione”.
Assunto il nominativo in codice di “Beten” combatte con il grado partigiano di “Garibaldino” tra le fila del 1° Battaglione della 5a Brigata.
Il 6 gennaio 1945 venne catturato da forze repubblichine durante un rastrellamento nella zona di Ciabaudo del Comune di Badalucco (Imperia) e portato a Villa Ober in San Remo (Imperia) dove fu tenuto prigioniero.
Immediatamente sottoposto a processo dal Tribunale Straordinario di Guerra della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) con l’imputazione di "diserzione con passaggio a bande di ribelli e di favoreggiamento agli stessi", fu condannato a morte mediante fucilazione alla schiena.
La sentenza fu immediatamente eseguita nella città di Imperia.
Nella stessa seduta il Tribunale condannava un altro militare, tale Vice Brigadiere Zara Zeffiro, accusato di tradimento perché, pur prestando servizio nella G.N.R., aiutava i partigiani dando loro munizioni e viveri.
Anche quest’ultimo fu condannato a morte e la sentenza fu eseguita a Oneglia il 27 gennaio.
E, perché tale condanna avesse la funzione di deterrente nei confronti di altri militari alla macchia, la notizia della fucilazione di entrambi fu riportata persino su un giornale locale, “Il Quotidiano - L’Eco della Riviera”.
La triste vicenda del Calabretti fu ufficialmente confermata dal Ministero della Difesa il quale dichiarò che: "[..] il Fante Calabretti Mariano è deceduto il 6 febbraio 1945 a Imperia fucilato in base ad una sentenza emessa dal Tribunale Straordinario di Guerra [..]".
(da Nuccio Carriero, San Vito in guerra. La partecipazione ed i contributo dei Sanvitesi al secondo conflitto mondiale, Ed. Arcobaleno San Vito dei Normanni, 2012)
Redazione,
Calabretti Mariano partigiano fucilato, ANPI Brindisi  

A fine gennaio si riunisce a San Remo, in Villa Clara, il Tribunale Straordinario di Guerra della Guardia Nazionale Repubblicana per giudicare Mario Calabretti e Zeffiro Zara, già ex militi, colpevoli di favoreggiamento di bande partigiane. Sono condannati a morte e fucilati alla schiena. Lo Zara cade il 27 gennaio 1945, il Calabretti a Imperia il 1 febbraio 1945
[...] Cosa di cui abbiamo già fatto cenno, il Tribunale Straordinario di Guerra della Guardia Nazionale Repubblicana si è radunato ad Imperia per giudicare il milite Mario Calabretti, imputato di diserzione con "passaggio a bande armate" di ribelli e di favoreggiamento di essi. E' condannato a morte mediante fucilazione alla schiena. La sentenza ha avuto esecuzione il primo febbraio 1945.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV. Da Gennaio 1945 alla Liberazione, 2005, Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2005
 
Italo Fioriti: nato a Coldirodi il 20 aprile 1924, squadrista della Brigata Nera “Padoan”, distaccamento di Sanremo.
Interrogatorio del 27.7.1945: Alla data dell’8 settembre non prestavo servizio militare. Nel marzo 1945, in seguito a cartolina precetto, mi sono arruolato nella brigata nera di Sanremo. Nei primi di aprile del 1945, poiché non mi piaceva prestare servizio nella brigata nera sono fuggito e mi sono presentato ai partigiani in località San Romolo. Da lì sono andato in località Ciabaudo dove ho prestato servizio con i partigiani per cinque giorni.
Una sera ricevetti l’ordine di andare al comando del distaccamento partigiano in Argallo perché lì si trovava mio zio Fossati Luigi che voleva parlarmi. Giunto sul posto non vi trovai mio zio, chieste spiegazioni al comando mi venne detto che mio zio era una spia e che era fuggito. Dopo di che due partigiani mi dissero di andare con loro che mi riaccompagnavano all’accampamento. Strada facendo, dopo aver percorso circa 500 metri, uno dei due partigiani mi puntò la pistola alla tempia destra e tirò il grilletto ma per fortuna non partì il colpo ed allora sono fuggito. I due partigiani mi spararono dietro diversi colpi di pistola senza colpirmi. Giunto al ponte di Badalucco fui preso da alcuni tedeschi in servizio di guardia, i quali mi condussero al comando delle SS di Sanremo. Lì mi volevano uccidere perché ero fuggito dalla brigata nera e per essere andato con i partigiani. I militari delle SS tedesche mi malmenarono per costringermi a rivelare dove si trovassero i partigiani ma io mi limitai a dire che i partigiani si trovavano sparsi sopra la località Vignai. Indi fui caricato su un camion fino a Baiardo da dove con una trentina di soldati tedeschi ci portammo a Ciabaudo dove i tedeschi effettuarono un rastrellamento fermando tutti gli uomini che si trovavano in paese che fecero sfilare davanti a me chiedendomi di ognuno se fossero o meno partigiani. Io dichiarai che tutti quegli uomini erano contadini e nessuno di essi era un partigiano. Indi rientrammo a Badalucco e quindi a Taggia e dopo una breve sosta mi portarono a Sanremo dove fui consegnato alla brigata nera. Da quel giorno sono rimasto a far servizio nella brigata nera fino al 24 aprile [...]
Atto di accusa contro Fioriti:
Il Fioriti, essendo rimasto alcuni giorni aggregato alla formazione garibaldini comandata da “Figaro”[Vincenzo Orengo], accampata nei pressi di Ciabaudo, osservò la posizione e l’ubicazione dei magazzini viveri nonché i casoni dove dormivano i partigiani, poi essendo al corrente di tutto fuggì nottetempo e raggiunse il comando brigate nere, cui apparteneva mettendo al corrente suddetto comando di quanto aveva osservato. In seguito a ciò una colonna di tedeschi e brigata nera attaccò la posizione di Ciabaudo facendo tre vittime e cioè una sentinella garibaldina e due fratelli, contadini del luogo. Il Fioriti risulta aver preso parte con la brigata nera di Sanremo ad un rastrellamento in data 25 gennaio 1945.
Leonardo Sandri, Op. cit.