Questa immagine riproduce la prima pagina di un rapporto segreto inglese, redatto dal capitano G. K. Long, artista di guerra, in riferimento alla Missione Flap, condotta, con culmine nell'ottobre 1944, tra i Partigiani, nel Basso Piemonte, del comandante Mauri, e i Partigiani della I^ Zona Operativa Liguria: l'ultimo aspetto è quello che qui interessa.
Il documento in questione é stato rintracciato, ma non pubblicato, a cura di Giuseppe "Mac" Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007.
Il documento in questione é stato rintracciato, ma non pubblicato, a cura di Giuseppe "Mac" Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007.
Della Missione Flap scrisse anche il capitano Paul Morton, canadese, corrispondente di guerra, in Mission Inside, ma pubblicato solo nel 1979 a Cuneo da L'Arciere, soprattutto per le insistenze di partigiani piemontesi.
Adriano Maini
Nell’imperiese, a partire dall’autunno 1944, collaborano con l’Oss Giulio Pedretti (Corsaro), Pasquale Corradi (Pascalin) e Stefano Carabalona (Leo), i quali riescono a creare un’organizzazione clandestina per la trasmissione di informazioni e l’assistenza ai militari alleati e ai partigiani che intendevano riparare in Francia. Infine il 6 gennaio 1945 sbarca sulla costa di Vallecrosia la missione Chimpanzee del Soe, formata dal capitano Robert Bentley (Bob) e dal radiotelegrafista John Mac Dougall (Mac), che all’inizio è soprattutto impegnata nel sottrarsi alla cattura. Pur incontrando grandi difficoltà nel rifornire i partigiani, la missione di Bob si occupa con un certo successo di operazioni antisabotaggio e di gestire i rapporti tra partigiani e Alleati nei giorni della Liberazione.
(a cura di) Franco Gimelli, Paolo Battifora, Dizionario della Resistenza in Liguria, De Ferrari, Genova, 2008
(a cura di) Franco Gimelli, Paolo Battifora, Dizionario della Resistenza in Liguria, De Ferrari, Genova, 2008
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| Ventimiglia (IM) |
Il comandante "Leo", Stefano Carabalona, che, impegnato in quei giorni come comandante di Distaccamento nella strenua, ancorché vana, ma gloriosa, difesa di Pigna (IM) e dell'appena sorta, omonima Repubblica, era già in grado di indicare ai componenti della Missione un modo per rientrare nelle linee alleate via mare. E Carabalona ben presto assunse la carica di comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato in Costa Azzurra.
Il trasferimento a Ventimiglia (IM) del relatore del dossier “Flap“, capitano G.
K. Long, del capitano Paul Morton, di un britannico, ex prigioniero di
guerra, William McClelland, delle Guardie Scozzesi, e di Bob La Roche,
sergente mitragliere americano. Aiutati da una guida, Piero Pierino Loi. Loi, capo gruppo in seno alla già citata V^ Brigata e in procinto di divenire, con altri patrioti, membro della Missione Corsaro, con sede a Ventimiglia (IM), guidata da Giulio Caronte/Corsaro Pedretti. Loi accompagnò per la maggior parte del percorso su colline questi alleati. Alcuni di loro, il capitano Lees, comandante della Missione, con molti documenti, due altri statunitensi delle forze dell'aviazione (tutti gli americani qui citati erano stati abbattuti, ma si erano salvati ed erano riusciti a sfuggire ai nazifascisti) ed altri tre ex-prigionieri britannici, tentarono, invece, con successo in due turni di raggiungere la Francia ormai liberata per le vie dei monti (Tenda, Olivetta San Michele)]. I due ufficiali del gruppo accompagnato da Loi entrarono in Ventimiglia vestiti da contadini.
E vestito da contadino, un contadino che accudiva degli ovini nei pressi del bivio della strada provinciale tra Rocchetta Nervina (IM) e Dolceacqua (IM), in modo da rendere sicuro il loro passaggio in loco fu anche Ampelio Elio Bregliano, dell'altro costituendo gruppo di contatti operativi con gli Alleati, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, anche questo coordinato di lì a poco da Leo.
A Ventimiglia il gruppo di Loi incontrò Giulio Pedretti, "Corsaro/Caronte", l'uomo che alla Liberazione recò sulle spalle il peso di 27 traversate in mare per trasportare ex-prigionieri alleati in fuga, altri uomini di collegamento tra i partigiani e gli alleati, armi, munizioni, ecc.
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| Dolceacqua (IM): lungo la strada per Rocchetta Nervina, in prossimità del torrente Barbaira |
E vestito da contadino, un contadino che accudiva degli ovini nei pressi del bivio della strada provinciale tra Rocchetta Nervina (IM) e Dolceacqua (IM), in modo da rendere sicuro il loro passaggio in loco fu anche Ampelio Elio Bregliano, dell'altro costituendo gruppo di contatti operativi con gli Alleati, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, anche questo coordinato di lì a poco da Leo.
A Ventimiglia il gruppo di Loi incontrò Giulio Pedretti, "Corsaro/Caronte", l'uomo che alla Liberazione recò sulle spalle il peso di 27 traversate in mare per trasportare ex-prigionieri alleati in fuga, altri uomini di collegamento tra i partigiani e gli alleati, armi, munizioni, ecc.
Pedretti portò materialmente, insieme a Pasquale, Pascalin per gli amici, Corradi, nome di battaglia Pirata, e a Loi direttamente a Montecarlo nel Principato di Monaco, un viaggio di cui aveva già appurato la disponibilità "Leo", in barca a remi, con arrivo, il 9 ottobre 1945, nelle prime ore del mattino, come sembra di capire da Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II: Clandestine Sea Operations in the Western Mediterranean, North Africa and the Adriatic, 1940-1944, Paperback, 2013, un viaggio di cui aveva, per l'appunto, già appurato la possibilità "Leo". In effetti, le fonti che hanno letto il libro di Morton riferiscono un approccio alquanto pittoresco del gruppo alleato che raggiunse Monaco tramite l'aiuto dei richiamati abitanti di Ventimiglia. Ad esempio, Don Nino Allaria Olivieri * in Ventimiglia... sentieri della speranza <ANPI-Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia>, Nante Edizioni, Imperia, 2006, riporta che gli alleati comprarono l'imbarcazione, pagandola 500 dollari, con l'intermediazione del pescatore Bric e Brac [Amilcare Allegretti], mentre un altro pescatore, il vero venditore fece una proposta: "Ho un figlio robusto e un suo amico ancor più robusto che vorrebberio passare in Francia. Se accettate di portarli con voi vi prometto che remeranno per tutto il tragitto. Sono persino tentato di ridurre un po' il prezzo della barca".
In ogni caso, quell'approdo di italiani in Costa Azzurra, indotto dalla Missione Flap, fu foriero di successive valide, ancorché talvolta tormentate, specie con i francesi, relazioni dei partigiani della I^ Zona Operativa Liguria con gli Alleati.
In ogni caso, quell'approdo di italiani in Costa Azzurra, indotto dalla Missione Flap, fu foriero di successive valide, ancorché talvolta tormentate, specie con i francesi, relazioni dei partigiani della I^ Zona Operativa Liguria con gli Alleati.
Sempre secondo Brooks Richards, Op. cit., Pedretti e Corradi, una volta portati a destinazione i loro compagni di viaggio, vennero ingaggiati dall'antenna OSS di Nizza, una struttura in cui operavano già circa 25 italiani.
Loi resta in territorio francese, opererà tra Carnoles e Mentone in
qualità di addetto a radio libera; ritornerà [a Ventimiglia]
saltuariamente via Grammondo, Grimaldi e la Mortola; la sua missione è
di trasmettere notizie militari, di portare in salvo altri perseguitati
e, poiché i suoi genitori erano in pericolo, attendeva di portarli
oltre confine.
don Nino Allaria Olivieri *, Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999
* Don Antonio Allaria Olivieri "Poggio", Andagna, Frazione di Molini di Triora (IM), il 19.11.1923
Nel 1943, ventenne, studente di teologia presso il Seminario di Bordighera. Nel mese di ottobre, rifiutato l'arruolamento nella Repubblica di Salò, in montagna.
Con lo pseudonimo di "Poggio", nella formazione di Guglielmo Vittorio "Vitò" presso Loreto di Triora. Incorporato nelle formazioni garibaldine con prevalenti compiti di staffetta e servizio informazioni.
Il 25 maggio 1944 arrestato ad Andagna nel corso di un rastrellamento.
Riuscito a fuggire grazie alla complicità di un soldato austriaco, tornato al Distaccamento.
Il 18.6.1944 partecipe della battaglia di Carpenosa che vide la liquidazione del presidio tedesco.
Il 25 Aprile 1945 a Sanremo con il I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" comandato da Vincenzo Orengo "Figaro".
Vittorio Detassis
Su proposta dei Comandi alleati Corsaro [Giulio Pedretti] e Pascalin [Pasquale Pirata Corradi] entrarono a fare parte dell'organizzazione americana O.S.S. (Organization Secret Service) composta a sede di Nizza da circa venticinque membri. Nell'ambito dell'O.S.S. veniva così costituita la Missione Corsaro, che assumeva il compito del collegamento tra il Comando alleato e i Comandi partigiani operanti nella zona Ventimiglia-Limone [Piemonte]-Nava-Oneglia, della raccolta e della trasmissione di informazioni militari e di procurare asilo e assistenza alle Missioni alleate in transito. Numerose Missioni alleate vennero facilitate ospitandone i componenti, fornendo loro le carte d'identità e le tessere annonarie procurate dall'impiegato comunale [di Ventimiglia (IM)] Arturo Viale... Corsaro aveva già fatto più volte la spola tra Vallecrosia e la costa francese in settembre <1944>, viaggiando con una barca a remi nelle notti più oscure, trasbordando armi e plichi con le informazioni militari per gli Americani, più comprensivi degli Inglesi. Accettando l'incarico di capo dell'Ufficio Operazioni della Missione in zona nemica, tramite Corsaro, Leo [Stefano Carabalona] poteva inviare da Pigna al comando alleato le informazioni necessarie...
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005
don Nino Allaria Olivieri *, Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999
* Don Antonio Allaria Olivieri "Poggio", Andagna, Frazione di Molini di Triora (IM), il 19.11.1923
Nel 1943, ventenne, studente di teologia presso il Seminario di Bordighera. Nel mese di ottobre, rifiutato l'arruolamento nella Repubblica di Salò, in montagna.
Con lo pseudonimo di "Poggio", nella formazione di Guglielmo Vittorio "Vitò" presso Loreto di Triora. Incorporato nelle formazioni garibaldine con prevalenti compiti di staffetta e servizio informazioni.
Il 25 maggio 1944 arrestato ad Andagna nel corso di un rastrellamento.
Riuscito a fuggire grazie alla complicità di un soldato austriaco, tornato al Distaccamento.
Il 18.6.1944 partecipe della battaglia di Carpenosa che vide la liquidazione del presidio tedesco.
Il 25 Aprile 1945 a Sanremo con il I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" comandato da Vincenzo Orengo "Figaro".
Vittorio Detassis
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| Nizza: il porto |
Su proposta dei Comandi alleati Corsaro [Giulio Pedretti] e Pascalin [Pasquale Pirata Corradi] entrarono a fare parte dell'organizzazione americana O.S.S. (Organization Secret Service) composta a sede di Nizza da circa venticinque membri. Nell'ambito dell'O.S.S. veniva così costituita la Missione Corsaro, che assumeva il compito del collegamento tra il Comando alleato e i Comandi partigiani operanti nella zona Ventimiglia-Limone [Piemonte]-Nava-Oneglia, della raccolta e della trasmissione di informazioni militari e di procurare asilo e assistenza alle Missioni alleate in transito. Numerose Missioni alleate vennero facilitate ospitandone i componenti, fornendo loro le carte d'identità e le tessere annonarie procurate dall'impiegato comunale [di Ventimiglia (IM)] Arturo Viale... Corsaro aveva già fatto più volte la spola tra Vallecrosia e la costa francese in settembre <1944>, viaggiando con una barca a remi nelle notti più oscure, trasbordando armi e plichi con le informazioni militari per gli Americani, più comprensivi degli Inglesi. Accettando l'incarico di capo dell'Ufficio Operazioni della Missione in zona nemica, tramite Corsaro, Leo [Stefano Carabalona] poteva inviare da Pigna al comando alleato le informazioni necessarie...
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005
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| Pigna (IM): uno scorcio |
Dal documento scritto da Long, invece, si estrapolano ancora le seguenti affermazioni: Alle 6 di sera del [giorno non precisato, ma dovrebbe essere, come indicato nella già citata testimonianza di Armando Izzo (Fragola Doria), il 7 ottobre 1944] partimmo per ROCCHETTA [Rocchetta Nervina (IM)] dove giungemmo dopo quattro ore di marcia. Ripartimmo di nuovo a mezzanotte con la guida PIERINO LOI che ci diresse attraverso la parte principale delle postazioni armate tedesche raggiungendo la periferia di VENTIMIGLIA dopo sei ore di marcia. Qui rimanemmo in un piccolo riparo dietro alla casa dei genitori della guida... Noi avevamo viaggiato da PIGNA in vestiti civili e siccome stava piovendo dalle 6 di sera quando dovemmo attraversare la città, potemmo indossare dei sacchi sulla testa nel modo in cui lo facevano i contadini, il che si aggiunse al nostro travestimento. Camminammo 2-3 chilometri lungo la strada principale che costeggia il fiume ROIA ed attraversammo il ponte nella città vecchia passando oltre le sentinelle tedesche senza sollevare il minimo sospetto ed andando alla casa del pescatore sulla spiaggia. Qui rimanemmo dalle 7 di sera fino a mezzanotte... A mezzanotte portammo la barca (lunga approssimativamente 14 piedi con quattro remi) per una strada e giù attraverso la spiaggia di ciottoli - l'unica area non minata - fino al mare. I pescatori ci portarono vogando, senza ulteriori incidenti, in 3 ore e mezza a Monte Carlo (MONACO) dove sbarcammo [quindi, approssimativamente alle ore 4 del 9 ottobre 1944, data in ogni caso indicata da Brooks Richards, Op. cit.] e ci arrendemmo alla guarnigione F.F.I. La mattina seguente guidammo fino a Nizza e facemmo rapporto al Maggiore H. GUNN delle Forze Speciali ... A Nizza informammo il Colonnello BLYTHE del quartier generale della task force della settima armata americana circa la squadra dei quattro prigionieri di guerra che ci avevano lasciato per TENDA. Fino a quel momento non era arrivata nessuna loro notizia attraverso le pattuglie americane in quell'area... I pescatori erano in grado di fornire informazioni preziose alla Sezione di Interpretazione Fotografica del quartier generale americano sulla Forza Tedesca, posizioni delle armi, campi minati, ecc. a VENTIMIGLIA. (Mr. Paul Morton ha i nomi e i documenti di questi due uomini che darà senza dubbio alla Rappresentativa delle Forze Speciali n.1 con P.W.B. a Roma). Questi uomini furono poi consegnati dal Maggiore GUNN al Capitano Jones, Esercito Americano a Nizza... PIERINO LOI, la guida procurata da LEO, mise su un'operazione straordinaria e non perse nemmeno una volta la pista durante le sei difficili ore di marcia da ROCCHETTA a VENTIMIGLIA... I pescatori sono sicuri che questo percorso (Ventimiglia - Monaco o Mentone) potrebbe essere usato con successo in entrambi i sensi. Essi affermano che si potrebbero evacuare da VENTIMIGLIA fino a venti persone alla volta se fosse disponibile un'imbarcazione più grande. Ciò vedemmo ed annotammo, e si può attestare che i pescatori condussero a termine il loro piano di evacuazione senza alcuna deviazione...
Adriano Maini
... sarà ancora il Loi che potrà, tramite conoscenze in Nizza iscrivere in forza al comando americano dell'OSS il gruppo [Pedretti, Corradi ed altri] operante alla Marina di San Giuseppe [di Ventimiglia]... inizio la Missione Corsaro [di cui si scriverà in prossimi articoli]...
Don Nino Allaria Olivieri in Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999, ripubblicata in Quando fischiava il vento. Episodi di vita civile e partigiana nella Zona Intemelia, Alzani Editore, La Voce Intemelia, ANPI Sezione di Ventimiglia, 2015
... sarà ancora il Loi che potrà, tramite conoscenze in Nizza iscrivere in forza al comando americano dell'OSS il gruppo [Pedretti, Corradi ed altri] operante alla Marina di San Giuseppe [di Ventimiglia]... inizio la Missione Corsaro [di cui si scriverà in prossimi articoli]...
Don Nino Allaria Olivieri in Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999, ripubblicata in Quando fischiava il vento. Episodi di vita civile e partigiana nella Zona Intemelia, Alzani Editore, La Voce Intemelia, ANPI Sezione di Ventimiglia, 2015
Il primo di ottobre 1944 l'ispettore Simon [detto anche Manes, Carlo Farini, ispettore, per l’appunto, della I^ Zona Operativa Liguria] aveva nuovamente incontrato a Triora (IM) la Missione alleata proveniente da Piaggia (CN) per decidere la collocazione presso il Comando [della I^ zona Operativa Liguria] di una delegazione anglo-americana in rappresentanza del Quartiere alleato, addetta ai lanci aerei e alle trasmissioni radio. Era composta dagli ufficiali alleati Long, Mac Lelland [in effetti McClelland, ex prigioniero come si è visto sopra], Larouche [n.d.r.: un cognome qualche volta riportato nelle fonti come La Roche, ex prigioniero anche questi, come si è visto sopra] e dal corrispondente di guerra canadese capitano Morton ... gli ufficiali alleati furono condotti da Pigna a Rocchetta Nervina, poi a Ciaixe [Frazione di Camporosso (IM)] dal maggiore Romano [Luigi Raimondo] (infaticabile camminatore e alpino della guerra 1915-18) [n.d.r.: invece la guida fu Pietro Loi, come lasciò scritto Long; il maggiore accolse la comitiva nelle vicinanze di Ventimiglia]...
Osvaldo Contestabile, La Libera Repubblica di Pigna, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 1985
Il rapporto del Ten. Col. Robert Peter McMullen, redatto il 23
maggio 1945, comandante della missione “Clover” (M.11) per la Liguria e
la parte occidentale dell’Emilia, ci informa di come una missione
dedicata alla Liguria di Ponente fosse stata pianificata nel settembre
1944, subito dopo l’operazione “Dragoon” [n.d.r.: lo sbarco vittorioso
degli alleati in Provenza, agosto 1944] [...] A tal fine, la N. 1 Special Force, la sezione italiana del SOE, organizzò l’invio di una missione, comandata dal capitano Robert C. Bentley, denominata “Saki”, che dal confine francese si sarebbe portata nella provincia di Imperia. Bentley avrebbe studiato la possibilità di approvvigionamenti alle forze partigiane via mare, e avrebbe cercato di collegarsi con la missione “Flap”
che era già operativa nel Piemonte meridionale e al confine con la
provincia di Savona. Dopo una ulteriore missione, denominata “Clarion”,
comandata dal maggiore Duncan Lorne Campbell, sarebbe stata paracadutata
per svolgere compiti di collegamento nella zona montagnosa a sud delle
Langhe, egli avrebbe preso il comando del personale britannico nelle
province di Imperia e Savona. [...] Questo è quanto scrive McMullen, ma
andando a ritroso, leggendo le istruzioni operative (Operation
Instruction) redatte il 24 settembre 1944 dal commander RNVR Gerald
Alfred Holdsworth, comandante della N. 1 Special Force per la missione
del maggiore Campbell, denominata “Clarion”, troviamo che le cose
andarono in modo diverso. Inizialmente la missione doveva essere
paracadutata nella zona di Cuneo dove sarebbe stata contattata dal maggiore Temple della missione “Flap”, e successivamente avrebbe preso contatto con la 2° Divisione Ligure a nord di Imperia. La missione Flap era in contatto con le formazioni autonome del Maggiore Enrico Martini “Mauri”
dell’Esercito di Liberazione Nazionale. Ma siccome nelle intenzioni
dei garibaldini imperiesi, dopo la ritirata delle forze nemiche, c’era
l’occupazione delle città della Liguria occidentale da Albenga al
confine francese, i compiti della missione erano militari (misure
antistorch, cioè la protezione degli impianti, del personale, delle
infrastrutture dalle possibili distruzioni dei tedeschi) e politiche,
cioè l’organizzazione successiva delle autorità amministrative, dei
partigiani, il mantenimento dell’ordine pubblico in attesa dell’arrivo
delle truppe alleate e dell’AMG. Le istruzioni operative descrivono
dettagliatamente gli scopi, i metodi, la consistenza delle forze nemiche
e dei partigiani, la presenza di altre missioni alleate, la politica da
adottare con i partigiani, i mezzi finanziari di cui la missione
avrebbe disposto, i collegamenti con la base. Il vice comandante sarebbe stato il capitano Bentley, ma la missione Clarion non iniziò come previsto. Nelle istruzioni operative della missione “Saki” del capitano Bentley,
redatte un mese dopo, il 30 ottobre 1944, troviamo che la sua missione
sarebbe arrivata via mare, avrebbe raggiunto le formazioni garibaldine
della Div. “Cascione” sulle montagne imperiesi e solo dopo il suo
insediamento sarebbe stata paracadutata la missione Clarion del maggiore
Campbell. Al suo arrivo Bentley avrebbe lasciato il comando della
missione a Campbell. Ma anche la missione Saki non ebbe luogo secondo
quanto pianificato per le cattive condizioni climatiche. La missione
Clarion venne paracadutata l’8 dicembre 1944: era composta dal maggiore
Campbell, dal capitano Irving-Bell, dal tenente Clark e da due operatori
radio. Questa informazione ci è fornita dal rapporto del capitano Cosa, comandante della 3° Divisione Alpina (autonomi), redatto il 7 aprile
1945. Il lancio aveva avuto luogo dopo che i tedeschi avevano già
occupato Villanova Mondovì e già si sapeva che si stavano preparando per
operazioni di rastrellamento su larga scala. “Io avevo già avvertito
il Ten. Clark di questo fatto e avevo energicamente insistito sul fatto
che il lancio non doveva essere effettuato. Al più presto cercai un
luogo sicuro con la sua missione in pianura, dove l'avrei accompagnato
con una buona scorta, al fine di evitare l’incerto destino di venire
rastrellati. Invece egli desiderava ritirarsi più in alto sulle
montagne, per non correre il rischio di attraversare le linee nemiche
(eravamo ormai circondati). Dopo alcuni giorni molto duri in montagna la
missione è scesa per riposarsi a Frabosa, ma è stata sorpresa dai
tedeschi, quasi tutti sono stati catturati. Solo il capitano Irving-Bell
fu salvato.[...]” [...] La missione via mare di Bentley riuscì ad infiltrarsi nella notte del 6-7 gennaio 1945, dopo otto tentativi di sbarco, sulla spiaggia nei pressi di Bordighera [n.d.r.:
più probabile, invece, dato il subitaneo arrivo del gruppo in parola,
dopo l'approdo, alla casa della famiglia di "Nino" Guglielmi, che si
trattasse di Camporosso Mare].
Antonio Martino, La missione alleata "Indelible" nella II^ Zona Operativa savonese, in Storia e Memoria, rivista dell'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, 2011-1
Antonio Martino, La missione alleata "Indelible" nella II^ Zona Operativa savonese, in Storia e Memoria, rivista dell'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, 2011-1





