martedì 25 agosto 2026

I partigiani cercavano di eliminare la postazione tedesca di Monte Ceppo


Probabilmente in data 12 giugno 1944 vi è un'azione in Baiardo. Alcuni uomini di Vittò [n.d.r.: Giuseppe Vittorio Guglielmo], divisi in due squadre, e comandati da Argo [n.d.r.: Aldorino Iazzone] e da Assalto [n.d.r.: Carlo Peverello], erano stati mandati a Monte Bignone, all'arrivo della funivia, per attaccare dei tedeschi, che sarebbero dovuti arrivare con la funivia.
Gli uomini di Vittò erano partiti da Carmo Langan, dove vi era l'accampamento del 5° distaccamento (Vittò ed Erven). 
I partigiani aspettavano, tenendosi nascosti; ma con la funivia i tedeschi non arrivano. 
Al ritorno i partigiani passano per Baiardo, e si imbattono in una camionetta di tedeschi; alcuni di questi, nello scontro, restano feriti, e gli altri fuggono; nella fuga sparano all'inìpazzata contro tutti quelli che incontrano: così uccidono una donna e ne feriscono un'altra. 
Il giorno 13 giugno i partigiani di Vittò e di Erven [n.d.r.: Bruno Luppi] compiono una nuova azione, contro una postazione situata fra Baiardo e Monte Bignone. 
La postazione era forte di 25 uomini. 
Dirige l'azione Argo insieme con Assalto. Hanno una squadra per ciascuno, ma responsabile è Argo. 
I partigiani partono da Carmo Langan nella notte, anzi sul cader del sole, e tornano la mattina del giorno dopo, 13 giugno, con un forte bottino di materiale vario (armi, munizioni, coperte, gavette) e con 23 prigionieri, dei quali 2 sono austriaci e 2 cecoslovacchi. Uno dei cecoslovacchi è della zona dei Sudeti. 
I quattro stranieri rimasero con i partigiani, con i nomi Marx, Emilio, Romeo e Mario. Marx venne ferito a Sella Carpe, quando fu ferito anche Erven; dopo morirà in montagna, in combattimento. Anche un altro dei quattro stranieri cadrà in montagna. 
Dei militi fascisti, 4 vogliono tornare a casa. Fra questi Erven riconosce uno dei militari di Salò già lasciato libero dopo il fatto della "B8", che era stato compiuto dal gruppo di Vittò, Erven, Tento e Marco, e durante il quale Folgore si era assunto l'incarico di andare avanti agli altri, col prigioniero catturato in Molini. 
Il "repubblichino", fatto di nuovo prigioniero in questa circostanza, viene dapprima minacciato di morte; poi è rilasciato, ma, questa volta senza rifornirlo di carta di identità. 
Scopo principale dei partigiani era di attaccare ed eliminare la postazione tedesca di Monte Ceppo, molto munita, che dominava Carmo Langan e le strade circostanti, sia le rotabili, sia le mulattiere. 
Marco e Tento, a tal uopo, avevano anche procurato due cannoni, tolti da Cima Marta e collocati a Triora; dopo, però, si riscontrò che non era possibile farli funzionare, a causa delle munizioni deteriorate. 
Per attaccare Monte Ceppo si riteneva che fosse molto opportuno bloccare tutte le vie di accesso; ma, per fare questo, occorreva Baiardo libera; e, invece, sulla strada Baiardo-Monte Bignone vi era una forte postazione tedesca, e bisognava eliminarla. 
Perciò furono compiute nella zona di Baiardo le due azioni sopra ricordate, specialmente la seconda. 
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese(I^ zona Liguria) - Vol. I: La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Sabatelli Editore, Savona, 1976, ristampa del 2005 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, pp. 293-294