giovedì 9 giugno 2022

Nella giornata di ieri, 17 c.m., forze nazi-fasciste effettuavano un rastrellamento nelle zone Tumena, San Faustino, Ciabaudo, Vignai

Ciabaudo, Frazione del Comune di Badalucco (IM) - Fonte: Riviera Time
 
Quello che segue è un dispaccio scritto a mano; trascrivendolo, si è cercato di rendere l'idea della stesura originale.
Adriano Maini
 
Corpo Volontari della Libertà aderente al C.L.N.
N° 265 Prot. Comando V^ Brigata d'Ass. Garibaldi L. Nuvoloni
Sezione S.I.M.                                                   Zona, il 18/1/45
Oggetto: Relazione militare                                      Al Comando II^ Div. Garibaldi
                                                                 Alla Sezione S.I.M. Divisionale
                                                                 e p.c. Al Comando V Brigata Garibaldi
           Nella giornata di ieri, 17 c.m., forze nazi-fasciste effettuavano
un rastrellamento nelle zone "Tumena", "S. Faustino" "Ciabaudo" "Vignai" e dintorni.
           Le forze attaccanti erano così divise: I granatieri di Mo-
lini con una colonna rastrellavano la zona "S. Faustino" "Tumena",
le forze di presidio a Montalto e Badalucco divise in due colonne
si portavano sulla cresta della regione "Cavanelle" e nel vallone cercando così di accerchiare la zona "Pallera".
Un'altra colonna partiva da Ceriana e si portava in quel di "Vignai" mentre i tedeschi di stanza a Bajardo attaccavano "Vignai" da "S. Bernardino" e M.te Ceppo.
Punto di riferimento di tali colonne "Vignai".
Le forze attaccanti si aggiravano sui 300-350 uomini-
Erano armati con un mortaio da "81", parecchi mitragliatori di marca inglese, "mayerling" e gli uomini con "Stenk" mitra e macin Pistola.
Dette forze hanno assicurato alla popolazione che per 15 giorni effettueranno rastrellamenti, poi si porteranno a Pieve di Teco per eliminare anche da quella zona i partigiani.
[...] Nei dintorni di Ciabaudo [...] molti rustici sono stati incendiati [...] In tale rastrellamento il Garibaldino De Santis [n.d.r.: Antonio 'Marco' De Santis, partigiano della IV^ Brigata "Elsio Guarrini della II^ Divisione Garibaldi d'Assalto "Felice Cascione"] e la Garibaldina Irma [Emilia Rosso, partigiana della IV^ Brigata "Elsio Guarrini], cadevano [a Ciabaudo] eroicamente sparando contro i repubblicani un colpo di rivoltella e ferendone uno alla mano.
Nella zona di S. Bernardino [i nemici] uccidevano altri due garibaldini e due signorine, che si recavano con loro [...]
documento IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945). Tomo II, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998 - 1999
 
Il giorno 17 gennaio 1945 nella zona Palega-Zerni-Vignai i “Cacciatori degli Appennini” in un'imboscata uccidono i garibaldini Antonio De Santis (Marco) ed Emilia Rosso (Irma). De Santis si recava in missione assieme ad altri garibaldini e con loro si trovava la garibaldina Irma, colpita al petto da una prima raffica. Il De Santis, estratta la pistola, sparava contro il nemico, ma una seconda raffica lo colpiva a morte. Il Cacciatore Zecchini, responsabile della morte di entrambi, verrà catturato dai partigiani in marzo nella zona di Triora, e fucilato.
Nello stesso mattino nebbioso del 17 gennaio un numeroso gruppo di fascisti perlustra le campagne di Prelà. Secondo alcune fonti si tratterebbe di Cacciatori degli Appennini, secondo altre della compagnia operativa delle G.N.R. del tenente Ferraris; probabilmente l’azione fu condotta entrambi i reparti. In due casoni posti ad una certa distanza hanno trovato ristoro per la notte alcuni uomini della IV Brigata "Elsio Guarrini". In un casone sopra Canneto, di fronte a Tavole, si stanno riposando Carlo Montagna "Milan", comandante della brigata, Gaetano Sibilla "Ivan", Angelo Perrone "Bancarà" o "Vinicio", vicecomandante della brigata, Sebastiano Acquarone "Alpino" e Ferrero "Staffetta Gambadilegno". In un altro casone più in basso sostano Mario Bruna "Falco", commissario della Brigata, Luigi Peruzzi "Luigi" ed altri uomini. I fascisti intravvedono nella nebbiolina un uomo armato che sembra stia facendo la sentinella. Sparano quindi senza avvertimento e colpiscono, uccidendolo, Angelo Perrone. Gli altri partigiani, intese le raffiche, fuggono in direzione della cresta della montagna, che però è già occupata dai nemici, ritornano quindi sui propri passi infilando il Vallone di Villatalla dove trovano altri repubblichini in agguato che al loro avvicinarsi sparano. Montagna e Acquarone vengono colpiti a morte. Staffetta Gambadilegno viene ferito e catturato. Come vedremo successivamente, sottoposto a torture, fu costretto a confessare dove aveva trovato rifugio il distaccamento di Dimitri.
Giorgio Caudano, Gli eroi sono tutti giovani e belli. I Caduti della Lotta di Liberazione nella I^ Zona Operativa Liguria, Edito dall'Autore, 2020  
 
[ n.d.r.: altri lavori di Giorgio Caudano: Marco Cassini e Giorgio Caudano, Bordighera al tempo di Bicknell e Monet, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2021; Giorgio Caudano, L'immagine ritrovata. Ventimiglia e dintorni nei dipinti dell'Ottocento e primo Novecento, Alzani Editore, 2021; La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944 - 8 ottobre 1944) (a cura di Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016; Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, Edito dall'Autore, 2016  ]
 
Uno scorcio di Vignai - Fonte: Facebook/Vignai

Il 17 gennaio 1945 iniziarono altri rastrellamenti dei nazifascisti contro i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria.
Avanzarono per primi contro i patrioti della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", attestati nella zona di Vignai, Frazione di Baiardo (IM), e Ciabaudo, Frazione di Badalucco (IM), i granatieri di stanza a Molini di Triora (IM), con una colonna, in direzione delle località San Faustino e Tumena.
I nemici dei presidi di Montalto Ligure [n.d.r.: oggi comune di Montalto Carpasio (IM)] e di Badalucco cercarono di effettuare l'accerchiamento in località Pellera.
Un terza colonna partita da Ceriana (IM) si congiunse a Vignai con i tedeschi del presidio di Baiardo (IM): in parte si diressero verso San Bernardino e Monte Ceppo.
Caddero in combattimento durante questo rastrellamento a Ciabaudo i garibaldini della Brigata "Elsio Guarrini" della II^ Divisione Antonio De Santis (Marco), nato a Napoli il 12 marzo 1921, già tenente del Regio Esercito, ed Emilia Rosso (Irma), nata a Ceriana, il 26 gennaio 1926. Nella zona di San Bernardino vennero uccisi altri 2 garibaldini e  "due signorine che si accompagnavano con loro".
[...]  Il grave momento vissuto dalla IV^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Elsio Guarrini" della II^ Divisione "Felice Cascione" risulta evidente nello scritto di Venko del 19 gennaio 1945, indirizzato al Comando Divisionale.
Il Comando Divisionale prese nei giorni successivi la decisione di intitolare il I° Battaglione della IV^ Brigata a Carlo Montagna (Milan) e l'ex Distaccamento "Italia" ad Angelo Perrone (Bancarà).
Il 29 gennaio rese noto il nuovo organico direttivo della stessa Brigata.
Rocco Fava, Op. cit., Tomo I
 
Il 17 gennaio 1945 nella zona di Baiardo Bersaglieri Repubblicani catturano i sapisti Laura Giobatta, Laura Mario, Laura Silvio Antonio, Laura Silvio Luigi e Laura Luigi “Miccia”. I cinque partigiani con il medesimo cognome, facenti parte della banda locale di Baiardo furono incolpati di aver trasportato un carico di farina da Baiardo a Passo Ghimbegna e a Vignai per rifornire i partigiani. Vennero portati a Sanremo nella Villa Negri, situata vicino alla Chiesa Russa, dove c’erano delle piccole celle. Il partigiano Laura Luigi “Miccia” riesce a fuggire durante un allarme aereo e a mettersi in salvo. Gli altri quattro partigiani furono trasferiti in un primo tempo nella Villa Oberg e successivamente in un luogo poco distante Villa Junia, dove dai Bersaglieri furono obbligati a scavarsi la fossa e quindi dagli stessi fucilati il 24 gennaio 1945.
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV. Da Gennaio 1945 alla Liberazione, 2005,
Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2005
 
Luigi Laura “Miccia”, essendo invalido (era stato ferito precedentemente ad un ginocchio mentre era in località Carmo Langan di Castelvittorio), non era vigilato come gli altri prigionieri. Suonato l'allarme aereo mentre si svolgeva un interrogatorio, egli colse il momento favorevole e si diede alla fuga, riuscendo addirittura a prendere un tram per portarsi in località Tre Ponti di Sanremo, dove si nascose nel casolare di una sua campagna.
Adriano Maini
 
Il 23 gennaio 1945 nella parte occidentale della “I^ Zona Operativa Liguria” avveniva l’uccisione di alcuni partigiani appartenenti al Distaccamento “Folgore” del Battaglione “Secondo” della IV^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Elsio Guarrini” della II^ Divisione “Felice Cascione”.
Infatti la sera del 23 circa cento SS con due mortai circondavano casa Ghersi a Taggia (IM). I quattro garibaldini che si trovavano nell’abitazione vennero immediatamente immobilizzati e torturati. Venne bruciato il fienile di Raffaele Polito. Dopo di che, seguendo una lista fornita da qualche delatore, continuarono gli arresti. Sulla strada si trovarono i cadaveri di tre garibaldini, Vincenzo Morto Pistone, Ermanno Biondo Gazzolo e Mario Nico Cichero, che erano stati fucilati. Dei partigiani che si trovavano all’interno del casone soravvisse all'esecuzione il solo Luigi Franco Ghersi, pur ferito (ma si suicidò
il 26 marzo 1946 a causa del trauma riportato). Nella vicina Sanremo (IM), la notte successiva, vennero fucilati presso Villa Junia cinque partigiani della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione, che erano stati arrestati a Baiardo (IM) il 17 gennaio. Quattro di essi portavano il cognome Laura: Gio Batta “Paolo”, Luigi “Gino”, Mario “Mario” e Silvio “Antonio”.
Rocco Fava, Op. cit. Tomo I