lunedì 4 aprile 2022

I partigiani procedono immediatamente alla raccolta delle armi

Una vista su Imperia dalla Frazione di Caramagna - Fonte: www.imperiaexperience.it

Interessante e degna di rilievo è l'azione compiuta brillantemente dal 2° distaccamento della IX Brigata [n.d.r.: la IX Brigata "Felice Cascione", in effetti formalizzata come tale il giorno dopo l'evento qui narrato e destinata a trasformarsi a breve, il 4 luglio (o il 7, a seconda delle fonti) in II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione"] comandato da Risso Rinaldo (Tito), di stanza  a Villatalla.
19 giugno 1944. Ore due: partenza da Villatalla di quasi tutti i componenti la formazione. Obiettivo: la postazione di artiglieria tedesca dotata di quattro cannoni, presidiata da circa cinquanta uomini della GNR e da una aliquota di Tedeschi. Località: Caramagna, frazione di Imperia, nell'entroterra di Porto Maurizio.
L'azione è studiata nei minimi particolari e preordinata secondo la tecnica della sorpresa con l'aiuto di qualche informatore locale che si è prestato a fornire tutte le preziose e necessarie notizie, sia sulla disposizione delle forze, che sull'entità dell'armamento e sul morale della guarnigione nemica.
Alle tre, a Molini di Prelà, le macchine requisite forniscono un celere mezzo di trasporto verso la meta. Una motocicletta in perlustrazione batte la strada. Prima dell'alba, arrivo a Cima Bastera, lungo la strada che da Caramagna svolta verso Dolcedo. Alle quattro e trenta circa, i garibaldini sono in Caramagna, quivi, secondo il piano prestabilito, gli uomini sono suddivisi in tre colonne: la prima, in posizione centrale, deve percorrere il tratto di via più breve ed appostarsi in agguato nel torrente; la seconda procede sul lato destro lungo la strada per Cantalupo; l'altra, infine, percorre la via di Caramagnetta.
Alle cinque, un fischio: il segnale dell'azione. La squadra nascosta nel torrente si muove rapidamente e aggredisce di sorpresa la sentinella, che non può dare l'allarme, mentre le due formazioni operanti sui lati invadono il campo e colgono nel sonno i soldati di guarnigione. Sono fatti prigionieri anche i due marescialli tedeschi e gli ufficiali italiani che dormivano a parte, in una casetta presso l'entrata del campo.
I partigiani procedono immediatamente alla raccolta delle armi ed al sabotaggio dei pezzi d'artiglieria non trasportabili, cui vengono tolti gli otturatori.
Mentre nuclei di mitraglieri fanno buona guardia, sorvegliando le strade provenienti da Piani e da Porto Maurizio, si procede all'ispezione del magazzino. Sono caricate su di un carro, cui sono attaccati un mulo ed un cavallo rinvenuti nelle stalle presso la postazione, tutte le cose che possono tornare di utilità alla brigata. Un altro mulo viene condotto via dagli uomini.
Intanto, i repubblichini chiedono di poter seguire i partigiani sui monti; nella confusione, qualcuno, d'idea diversa, sgattaiola e fugge via.
Sulla corriera, condotta sul posto dai partigiani, sono caricati altri oggetti in dotazione, tra cui una radio, una macchina da scrivere e vestiario. Poi, ritorno verso la base di partenza.
Un nucleo, armato di mitragliatore, si presta volontariamente per proteggere la ritirata del distaccamento ed apre il fuoco su tre camion nazifascisti sopraggiunti poco dopo.
Intimoriti dal fuoco del mitragliatore, gli autisti dei camion virano di bordo senza neppure arrivare nei pressi dell'abitato del paese.
I protagonisti, che vengono citati all'ordine del giorno, quale esempio di coraggio ed intelligente iniziativa, sono l'austriaco «Erik» e l'ex repubblichino «Umberto».
l garibaldini, trasportati da automezzi, rientrano a Villatalla verso mezzogiorno. Manca solo Giuseppe Corradi che, rimasto gravemente ferito, morirà il giorno successivo.
Bilancio dell'azione: due casse di bombe a mano tedesche fumogene, sette casse di caricatori da 6,5, sei casse di caricatori per fucile mitragliatore S. Etienne, quaranta moschetti da 6,5, due mitragliatori francesi S. Etienne, cinquantasette coperte, tre sacchi di vestiario vario, quaranta zaini e tre rivoltelle che sono consegnate a coloro che più si sono distinti nell'azione.
I repubblichini, che spontaneamente hanno seguito i partigiani, sono trentadue, tra i quali due ufficiali ed un Austriaco. Uno degli ufficiali è stato ferito per errore nel corso dell'azione: essendosi affacciato alla finestra, i partigiani, pensando che volesse reagire con lancio di bombe a mano, gli hanno sparato colpendolo alla spalla sinistra. Ma la cosa non riveste carattere di gravità non essendo stato leso alcun organo vitale.
Nella stessa giornata della brillante azione, due garibaldini partiti in missione due giorni prima, rientrano all'accampamento con ventiquattro repubblichini venuti volontariamente in banda quasi totalmente armati.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992

Il 19 giugno 1944 il 2° distaccamento della IX Brigata comandato da Tito (Rinaldo Risso) di stanza a Villatalla decide di scendere a valle per rifornirsi di armi e munizioni. L’obiettivo prescelto è un postazione di artiglieria costiera tedesca a Caramagna, presidiata da una cinquantina di militi della G.N.R. e alcuni tedeschi. Giunti in prossimità della postazione, i garibaldini con un’azione fulminea riescono a disarmare le guardie e fare irruzione all’interno della palazzina che funge da dormitorio. La sorpresa e la rapidità con cui si muovono gli uomini di Tito non lascia scampo ai difensori. Inizia quindi la razzia di armi e munizioni che vengono caricati su un carro trainato da due muli, requisito in loco. Oltre alle armi i partigiani portano con sé una trentina di militi della GNR che, volontariamente decidono di unirsi alla lotta in montagna. Ben presto arrivano alcuni camion nemici carichi di uomini che cercano di ostacolare la ritirata verso i monti dei partigiani. Giuseppe Corradi viene colpito mentre trasporta sulle spalle una cassetta di munizioni. Gravemente ferito morirà il giorno seguente.        Giorgio Caudano, Gli eroi sono tutti giovani e belli. I Caduti della Lotta di Liberazione nella I^ Zona Operativa Liguria, Edito dall'Autore, 2020
 

[   Marco Cassini e Giorgio Caudano, Bordighera al tempo di Bicknell e Monet, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2021; a cura di Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone, La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944 - 8 ottobre 1944), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016; Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, Edito dall'Autore, 2016   ]

Pagina 23 del Notiziario GNR cit. infra - Fonte: Fondazione Luigi Micheletti

Il 19 corrente, alle ore 16,15, in Caramagna di Imperia, numerosi banditi armati assalirono una batteria contraerei, prelevando oltre 70 militari italiani e due germanici, sostendendo soltanto con questi ultimi un breve conflitto a fuoco.
I malviventi, dopo aver arrecato danni a pezzi d'artiglieria, asportarono tre cavalli, due muli e materiali vari dell'Organizzazione TODT, allontandosi quindi in direzione di Dolcedo.
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del giorno 26 giugno 1944, p. 23, Fondazione Luigi Micheletti