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mercoledì 8 dicembre 2021

Un canotto trafugato a Villa Donegani, un'altra imbarcazione affondata, ufficiali e piloti alleati infine messi in salvo in Francia

Pagina 5 del documento Porcheddu cit. infra


La zona Arziglia di Bordighera (IM), dove abitava Porcheddu, in un'immagine, anche questa d'epoca

Bordighera (IM)

Verso la metà di Novembre [1943] due ufficiali inglesi, fuggiaschi del campo di ferma vennero a capitar nella zona di Bajardo, ricoverati e confortati dai nostri, sistemati poi nottetempo in un casolare di vetta. Fu poi progettata la fuga in Corsica: ma il primo tentativo perì per la defezione del marinaio che s’era assunto l’apparecchiamento della barca: tuttavia i 2 inglesi scesero ad Arziglia in casa mia, guidati dai capi in pieno equipaggiamento partigiano a mezzogiorno per via Aurelia sotto il naso dei tedeschi: da Arziglia si trasferirono alla casa di Brunati [n.d.r.: Renato Brunati, arrestato definitivamente ai primi del 1944 insieme a Lina Meiffret, torturato selvaggiamente ad Imperia ed a Genova, da dove venne prelevato per essere fucilato nel corso della rappresaglia nazista del Turchino], alla Madonna della Ruota, ma una sorpresa della polizia che arrestava Brunati e la Maiffret [Lina Meiffret] costrinse nuovamente gli inglesi a raggiungere casa nostra ove restarono 15 giorni.
I 2 capi vennero rilasciati per insufficienza di prove il 22 dicembre, raggiunsero Bajardo ove già erano tornati gli inglesi. 
Un nuovo tentativo di fuga in Corsica venne organizzato in casa mia con l’aiuto di patrioti bordigotti, Gismondi [Vincenzo Manuel Gismondi], Moraglia, Assandria [...]
Un canotto di Donegani [n.d.r.: Villa Donegani di Bordighera (IM), già Villa Marchesano, opera di Giò Ponti], trafugato, venne adattato col fuoribordo acquistato con fondi di Giacometti equipaggiato e messo in acqua: vi salirono… i 2 inglesi ed i nominati patrioti, dopo un breve soggiorno in casa mia per gli ultimi preparativi.
Ma l’imbarco, avvenuto felicemente ad onta della attiva sorveglianza tedesca, non ebbe buon esito, ché la barca si empì d’acqua a 200 metri da riva ed a stento i fuggiaschi raggiunsero la costa rifugiandosi poi da me, fradici ed avendo salvato solo il motore.
Da allora i 2 inglesi restarono in casa fino al 25 gennaio ’45, salvo un breve soggiorno a Bajardo nel gennaio ‘44.
Gismondi fu arrestato e ciò allarmò tutta la Nostra banda [...] restarono occultati per qualche settimana in una baracca di Negi. 
Scesero un’ultima volta a casa mia il 23 del stesso mese di gennaio [1945], per un allarme avvenuto lassù, e non lasciaron più questo rifugio fino al 24 gennaio 1945 [...]
[...]  Ma i 2 inglesi dopo romanzesche avventure in montagna e sulla costa di Vallecrosia raggiunsero la Francia e si misero finalmente al sicuro. Oggi scrivono dall’Inghilterra.
[...]
I 2 ufficiali inglesi si chiamano: Michael Ross e George Bell.
Altro aiuto avemmo nell’occultamento dei 2 inglesi dal compagno Luigi Negro, autista della villa Hermann alla Madonna della Ruota.
Egli ospitò una notte i 2 alleati nella detta villa, nonostante la permanenza di scolte tedesche nelle adiacenze e la possibilità di sorprese da parte del padrone e dei suoi accoliti.
documento autografo di Giuseppe Porcheddu  qui ripreso da Francesco Mocci (con il contributo di Dario Canavese di Ventimiglia), Il capitano Gino Punzi, alpino e partigiano, Alzani Editore, Pinerolo (TO), 2019